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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Vaccini e vaccinazioni

Una nuova politica nazionale di vaccinazione: il Piano nazionale di prevenzione vaccinale (Pnpv) 2017-2019

Stefania Iannazzo, Fortunato D’Ancona, Raniero Guerra – Direzione generale della Prevenzione – ministero della Salute

 

26 gennaio 2017 - Con l’approvazione del 19 gennaio 2017 del nuovo Piano nazionale prevenzione vaccinale 2017-2019 (Pnpv) la vaccinazione, uno degli strumenti più efficaci di prevenzione primaria, vede il giusto riconoscimento a livello nazionale. I cittadini italiani potranno beneficiare di un’offerta di salute, attiva e gratuita, tra le più avanzate al mondo, se non la più evoluta.

 

Poiché tutti i vaccini contenuti nel nuovo calendario del Pnpv 2017-2019 sono stati inseriti nel Dpcm di definizione dei nuovi Lea, in attesa di registrazione presso la Corte dei conti e di pubblicazione in Gazzetta ufficiale, i cittadini avranno il diritto a usufruirne gratuitamente, secondo il calendario nazionale. L’offerta di ogni specifico vaccino sarà mirata a specifiche fasce di età e ai soggetti a maggior rischio. Una circolare per l’implementazione del piano nelle Regioni è in preparazione e verterà sul percorso che deve essere seguito affinché si raggiunga la piena operatività del piano.

 

Cosa prevede il nuovo Piano

Il nuovo Pnpv, e il relativo Calendario vaccinale, hanno lo scopo primario dell’“armonizzazione delle strategie vaccinali in atto nel Paese, al fine di garantire alla popolazione, indipendentemente dal luogo di residenza, dal reddito e dal livello socio-culturale, i pieni benefici derivanti dalla vaccinazione, intesa sia come strumento di protezione individuale che di prevenzione collettiva, attraverso l’equità nell’accesso a vaccini di elevata qualità, anche sotto il profilo della sicurezza, e disponibili nel tempo (prevenendo, il più possibile, situazioni di carenza), e a servizi di immunizzazione di livello eccellente”.

 

Infatti, la Legge costituzionale recante “Modifiche al titolo V della parte seconda della Costituzione” (art. 117) prevede che lo Stato formuli i principi fondamentali in materia di strategie vaccinali, ma non intervenga sulle modalità di attuazione di principi e obiettivi, perché ciò rientra nella competenza esclusiva delle Regioni.

 

L’offerta vaccinale gratuita rappresenta una opportunità di salute per tutti i cittadini e quindi le differenze tra le Regioni devono essere superate. Il nuovo Piano ha proprio l’obiettivo di eliminare queste differenze attraverso un’offerta vaccinale aggiornata e uniforme rispetto ai nuovi vaccini già in uso in alcune Regioni, ma non adottati da altre.

 

Il successo dei programmi vaccinali si fonda sia sulla protezione del singolo che, soprattutto, sul raggiungimento e il mantenimento delle coperture vaccinali a livelli tali da prevenire e controllare efficacemente la diffusione delle malattie infettive prevenibili con vaccinazione sull’intero territorio nazionale. Pertanto, il mancato raggiungimento e mantenimento di coperture vaccinali efficaci e la diversificazione delle strategie vaccinali tra le Regioni vanificano molti degli importanti sforzi in sanità pubblica rischiando uno spreco di risorse, umane e finanziarie.

 

Il Piano nazionale si configura anche come valido strumento per ridurre le disuguaglianze nel Paese e migliorare lo stato di salute della popolazione. Nell’attuale panorama politico e di federalismo sanitario, l’emanazione di raccomandazioni nazionali fortemente condivise sul piano tecnico e politico con le Regioni e le Province Autonome, nel rispetto della loro legittima autonomia, rappresenta una garanzia di equità di accesso a prestazioni di uguale qualità, su tutto il territorio nazionale e per tutti i cittadini. Il rispetto dell’art. 32 della nostra Costituzione, che definisce la salute come diritto del singolo e interesse della collettività viene, in tal maniera, riaffermato in un documento di indirizzo riguardante interventi di sanità pubblica con una doppia valenza, di tutela della singola persona e della popolazione.

 

Inoltre, il Pnpv 2017-2019 rappresenta il risultato di una stretta collaborazione tra tutte le istituzioni coinvolte nelle strategie vaccinali (Ministero, Iss, Aifa e Regioni), nonché con le società scientifiche maggiormente attive nel campo delle vaccinazioni (Società italiana di igiene - Siti, Federazione italiana medici di medicina generale - Fimmg, Federazione italiana medici pediatri - Fimp, Società italiana di pediatria - Sip). Si tratta quindi di una strategia messa a punto e condivisa ai massimi livelli.

 

Priorità e obiettivi

Nel Pnpv sono state individuate 5 priorità:

  • mantenere lo stato Polio free
  • perseguire gli obiettivi del Piano nazionale di eliminazione del morbillo e della rosolia congenita (PNEMoRc) e rafforzare le azioni per l’eliminazione
  • garantire l’offerta attiva e gratuita delle vaccinazioni, l’accesso ai servizi e la disponibilità dei vaccini
  • prevedere azioni per i gruppi di popolazione difficilmente raggiungibili e con bassa copertura vaccinale
  • elaborare un piano di comunicazione istituzionale sulle vaccinazioni.

Nel Piano vengono declinati vari obiettivi specifici, inclusi quelli di copertura vaccinale per tutte le vaccinazioni inserite in calendario. In esso, inoltre, è stato disegnato un percorso per il raggiungimento di tali obiettivi ed è previsto un processo di monitoraggio e valutazione attraverso indicatori quantitativi. In particolare, il nuovo calendario comprende vaccinazioni per le quali sono da anni previsti programmi nazionali di immunizzazione (le vaccinazioni contro difterite, tetano, polio, epatite B, Haemophilus influenzae b, pertosse, pneumococco, morbillo, parotite, rosolia, meningococco C nei nuovi nati, HPV nelle ragazze undicenni e influenza nei soggetti di età ≥65 anni) e quelle di nuova introduzione nei Lea (le vaccinazioni anti-meningococco B, anti-rotavirus e anti-varicella nei nuovi nati; la vaccinazione anti-HPV nei maschi undicenni; la vaccinazione anti-meningococcica tetravalente Acwy135 e il richiamo anti-polio con IPV negli adolescenti; le vaccinazioni anti-pneumococcica e anti-Zoster nei sessantacinquenni).

 

Le vaccinazioni sono quindi anche un utile strumento per limitare alcune infezioni batteriche che possono essere soggette ad antibiotico resistenza.

 

Il Pnpv 2017-2019 sottolinea il valore etico e sociale delle vaccinazione quale strumento di salute pubblica attraverso la vaccinazione individuale, sia nella popolazione generale che per gli operatori sanitari. Per questo motivo sono previsti interventi formativi ed educativi mirati, sia a livello scolastico che universitario delle discipline medico-sanitarie; a tale scopo, il ministero della Salute e il Miur stanno preparando un piano operativo all’interno di un accordo già siglato.

 

Anche il monitoraggio delle coperture vaccinali, indicatore importantissimo per verificare l’efficacia delle campagne vaccinali, viene sottolineato ribadendo l’importanza di terminare la creazione di anagrafi vaccinali regionali.

 

Nel Piano viene affrontato il tema della comunicazione sia tra sanitari che assistiti che tra istituzioni centrali e popolazione, che dovrà essere basata sui bisogni informativi e sulla trasparenza.

 

La prossima sfida degli operatori sanitari coinvolti, direttamente o indirettamente, nella vaccinazione è quindi di impegnarsi a trasformare il piano in realtà, con un miglioramento delle coperture vaccinali, rendendo l'accesso alla vaccinazione più semplice e consapevole, superando la diffidenza di chi non vede gli incredibili vantaggi, in termine di salute, della vaccinazione.

 

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