Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Vaccini e vaccinazioni

Le reazioni avverse alla vaccinazione e i rischi delle malattie infettive prevenibili

Antonietta Filia, Maria Cristina Rota – Dipartimento Malattie infettive, Iss

 

24 aprile 2018 - I vaccini utilizzati nei programmi nazionali di immunizzazione possono essere considerati tra i prodotti farmaceutici più controllati e sicuri. I vaccini vengono somministrati a persone sane, spesso bambini, con lo scopo di prevenire la malattia, pertanto è atteso per essi un più elevato standard di sicurezza rispetto ai farmaci impiegati per il trattamento di soggetti già malati (come antibiotici) e si tende ad avere una bassa tolleranza nei confronti di qualsiasi reazione avversa.

 

Prima dell’autorizzazione all’immissione in commercio e della introduzione nei programmi di immunizzazione, sono sottoposti a diverse fasi di valutazione della sicurezza ed efficacia. Una volta autorizzati, i processi produttivi sono oggetto di controlli accurati e continui e i presunti eventi avversi sono costantemente monitorati e analizzati, al fine di garantire all'intera popolazione vaccini sicuri e di alta qualità. Inoltre, la produzione dei vaccini è controllata nel rispetto di standard indicati da organismi internazionali quali l’Agenzia europea dei medicinali (Ema) e l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms).

 

Reazioni avverse ai vaccini

L’obiettivo della vaccinazione è quello di simulare il primo contatto con l’agente causale della malattia che vuole prevenire, stimolando il sistema immunitario a reagire agli antigeni specifici del patogeno, in questo modo inducendo una immunizzazione attiva alla malattia. Pertanto non è sorprendente che la vaccinazione possa portare a reazioni locali e sistemiche come il dolore o la febbre, a causa dell’infiammazione necessaria per attivare la risposta immunitaria. I vaccini sono preparati con diversi tipi di antigeni, utilizzando diversi metodi come l’attenuazione, l’inattivazione e altre tecnologie, e somministrati con modalità diverse; i vaccini vivi attenuati, ad esempio, possono causare i sintomi della malattia, come febbre e esantema, sebbene in forma assai lieve. Infine, i vaccini contengono diversi componenti che contribuiscono alla loro efficacia e in alcuni casi, alcuni di questi (adiuvanti, stabilizzanti, conservanti) possono causare reazioni.

 

Reazioni lievi: la maggior parte delle reazioni avverse sono lievi, e includono reazioni locali come dolore, gonfiore o rossore nel sito di iniezione e reazioni sistemiche come febbre, malessere, dolori muscolari, cefalea, perdita di appetite. Le reazioni lievi si presentano generalmente entro un giorno o due dall’inoculazione (ad eccezione del vaccino MPR e MPRV in cui la febbre e/o altri sintomi sistemici come esantema possono presentarsi da 5 a 12 giorni dopo la vaccinazione), si risolvono dopo poco tempo e non comportano alcun pericolo.

 

Reazioni severe: le reazioni severe sono estremamente rare. La maggior parte di queste, come convulsioni, trombocitopenia, episodi di ipotonia-iporesponsività, pianto inconsolabile sono generalmente autolimitanti e non portano a conseguenze a lungo termine. L’anafilassi, anche se potenzialmente fatale, è trattabile se diagnosticata correttamente e in tempo.

 

Rischi della vaccinazione verso rischi della malattia

I rischi di reazioni avverse dopo la vaccinazione devono essere confrontati con i rischi associati alla malattia prevenibile e anche con i rischi derivanti dall’assunzione di trattamenti per alleviare i sintomi della malattia nel caso una persona non vaccinata dovesse infettarsi.

 

I vaccini consentono di prevenire migliaia di casi di malattia e di conseguenza anche le complicanze e le morti a essa legate. La frequenza di reazioni avverse al vaccino è sempre molto più bassa della frequenza delle complicanze della malattia che insorge in individui non vaccinati. I pericoli delle malattie sono sempre nettamente superiori ai rischi associati ai vaccini. Pertanto, la scelta di non vaccinare i propri figli non è una scelta priva di rischi, è la scelta di accettare un diverso tipo di rischio.

 

Le pagine che seguono riportano le principali reazioni locali e sistemiche che possono presentarsi dopo la somministrazione di vaccini comunemente utilizzati. I dati provengono dalla terza edizione del 2015, della guida dell’Oms “Immunization Safety Surveillance Guidelines for immunization programme managers on surveillance of adverse events following immunization”, che riporta le informazioni più aggiornate a livello globale sulla sicurezza dei vaccini e delle vaccinazioni (1). Inoltre, per ogni singolo vaccino, l’Oms mette a disposizione sul sito una scheda dettagliata per ogni vaccino, sulla frequenza delle reazioni avverse osservate (2).

Per approfondire consulta le pagine dedicate alle reazioni avverse a:

Vaccine Safety Net

Il Vaccine Safety Net (Who Vsn) dell'Oms è una rete di siti, nato nell'ambito della Global Vaccine Safety Initiative dell’Oms, che mira a fornire a operatori sanitari, istituzioni di salute pubblica e pubblico generale, un facile accesso a informazioni scientificamente corrette e affidabili sulla sicurezza vaccinale, nelle lingue dei diversi Paesi (3). I siti che fanno parte della rete, sono siti che dopo un percorso di valutazione, vengono certificati dall’Oms poiché adempiono a tutti i criteri di buona pratica in materia d’informazione sulle vaccinazioni. Fa parte della rete anche EpiCentro, il portale di epidemiologia dell’Istituto Superiore di Sanità.

 

Referenze:

  1. Immunization Safety Surveillance Guidelines for immunization programme managers on surveillance of adverse events following immunization” http://iris.wpro.who.int/handle/10665.1/12620
  2. World Health Organization. Vaccine reaction rates information sheets http://www.who.int/vaccine_safety/initiative/tools/vaccinfosheets/en/
  3. Vaccine Safety Net http://www.vaccinesafetynet.org/