Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Vaccini e vaccinazioni

Vaccinare o non vaccinare? Questo è il problema! …O forse no

Lucia Pastore Celentano - MD, MSc, Acting Head of Vaccine Preventable Disease Program (VPD), Office of the Chief Scientist European Centre for Disease Prevention and Control (Ecdc)

Irina Dinca - MD PhD senior expert, Public Health Capacity and Communication Unit. European Centre for Disease Prevention and Control (Ecdc)

 

29 ottobre 2015 – È sempre più frequente in questo periodo imbattersi in dibattiti che hanno come argomento i vaccini. In particolare quelli sul “se” e sul “come” dovremmo vaccinare i nostri figli. Una questione senza dubbio importante in cui i media da un lato, e le autorità sanitarie dall’altro, giocano un ruolo fondamentale.

 

Volendo supportare azioni di sanità pubblica basate su evidenze scientifiche, nell’ambito delle malattie prevenibili da vaccino, il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc, European Centre for Disease Prevention and Control) ha condotto due studi per investigare la vaccine hesitancy (esitazione vaccinale), i cui risultati sono stati pubblicati a ottobre 2015 in due report:

Ma cosa è la vaccine hesitancy? È definita come «un comportamento influenzato da diversi fattori tra cui: la fiducia in un vaccino o in coloro che li somministrano; la noncuranza (non percezione della necessità e dell’importanza del vaccino); e la comodità (accesso). Le persone che mostrano esitazione sulla vaccinazione sono gruppi eterogenei, possono essere indecisi a vari livelli su vaccini specifici o sulla vaccinazione in generale. Alcuni possono accettare tutti i vaccini ma rimanere preoccupati al loro riguardo; altri possono rifiutare, o ritardare, alcune vaccinazioni ma accettarne altre; altri ancora possono rifiutarli in blocco» [1].

 

Secondo quanto emerge dalla review, poiché ci sono vari determinanti della esitazione vaccinale, un intervento per poter essere efficace deve utilizzare un insieme di metodi in modo da essere mirato su gruppi di popolazione specifici. Per esempio, le persone che credono che le vaccinazioni siano rischiose e che non ci sia un reale pericolo di contrarre le malattie se non vaccinati, possono essere orientate attraverso discussioni, eventi informativi e interventi formativi/educativi. Coloro, invece, che non hanno fiducia nelle istituzioni, hanno bisogno di azioni incentrate sul rinnovare la fiducia nei sistemi sanitari e nelle vaccinazioni in generale. Infine, alcuni determinanti richiedono semplicemente interventi di tipo logistico, come per esempio ridurre i costi o facilitare l’accesso ai servizi vaccinali (dal punto di vista geografico o temporale) [2].

 

Il report sulla vaccine hesitancy tra gli operatori mostra come questi siano considerati la fonte di informazione di maggior fiducia per i loro pazienti. Hanno infatti un’interazione diretta con i propri assistiti, conoscono le loro paure e hanno l’opportunità di motivarli [3]. Tuttavia, sono sempre di più gli studi che mostrano come gli stessi operatori abbiano dubbi sulle vaccinazioni. L’indagine dell’Ecdc, che si è svolta in quattro Paesi membri dell’Unione Europea (Francia, Croazia, Romania e Grecia), anche se non può essere rappresentativa di tutta Europa,fornisce la misura della percezione dei medici circa i vaccini e i maggiori dubbi dei loro pazienti. Sono stati intervistati 65 operatori sanitari che lavorano nel campo delle vaccinazioni.

 

Lo studio condotto dall’Ecdc conferma che la vaccine hesitancy è un problema in tutti i Paesi coinvolti nel progetto, ma dimostra anche che le preoccupazioni legate ai vaccini sono Paese e contesto specifiche.

 

In generale, gli operatori sanitari si sono mostrati preoccupati per il rischio associato alle vaccinazioni di eventi avversi e per la somministrazione simultanea di numerosi vaccini.Nel caso di un evento avverso in seguito a vaccinazione, molti operatori riferiscono di provare un senso di disagio e responsabilità per l’acccaduto, essendo solitamente loro a raccomandare la vaccinazione ai genitori.

 

In tutti i Paesi, gli operatori sanitari intervistati hanno espresso una più o meno marcata mancanza di fiducia nelle autorità sanitarie e si sono lamentati dello scarso livello di informazioni ricevute dagli enti ministeriali riguardo le modifiche dei calendari vaccinali (ad esempio una variazione nel numero di dosi) e/o l’introduzione di un nuovo vaccino nel calendario vaccinale. In generale, è anche emersa una mancanza di fiducia nelle case farmaceutiche.

 

Alcuni operatori si sono addirittuare dichiarati contrari alle vaccinazioni e hanno dichiarato di non raccomandarle ai genitori o di proporre “calendari fai da te” con modifiche in termini di dosi di vaccino e tempi di somministrazione.

Aumentare la fiducia degli operatori sanitari riguardo le vaccinazioni, è un passaggio cruciale e obbligato, in quanto il loro ruolo nell’influenzare la scelta finale dei pazienti circa le vaccinazioni è stato comprovato oramai da numerosi studi, incluso il rapporto pubblicato dall’Ecdc.

 

Infine, i medici credono che i pazienti vengano influenzati dai media e suggeriscono alcune soluzioni per migliorare la situazione: offrire maggiori informazioni agli operatori che somministrano i vaccini, migliorare lo sviluppo della normativa da parte delle autorità sanitarie; migliorare la comunicazione medico-paziente e migliorare la formazione degli operatori per poter affrontare con competenza la vaccine hesitancy. È evidente che l’esitazione vaccinale è un tema piuttosto complesso e sfaccettato che richiede interventi a più livelli al fine di permettere comportamenti basati su scelte informate. Le autorità sanitarie dovrebbero guidare azioni che idealmente includano tutte le varie componenti del problema: mass media, sessioni informative ed educative, formazione di medici e operatori; garantire scorte continue di vaccini e facile accesso ai servizi (nella distribuzione geografica e negli orari di apertura). In particolare sarebbe importante avere una forte partnership con i media, includendo l’uso di “modelli” pubblici (ad es campioni sportivi) che possano enfatizzare l’importanza della vaccinazione. Criticare le persone che mostrano esitazione vaccinale non aiuta; sarebbe più opportuno incoraggiali a fare domande e a ottenere risposte da operatori altamente formati.

 

Nota della redazione

In Italia, per rispondere alla necessità di promuovere la vaccinazione tra gli operatori sanitari, l’Istituto superiore di sanità ha preso parte al progetto europeo “HproImmune - Promozione dell’immunizzazione degli operatori sanitari in Europa”, coordinato dall’Istituto di Medicina preventiva, salute ambientale e occupazionale di Atene, Prolepsis. Poiché, come evidenziato anche dall’Ecdc, il successo di un programma vaccinale dipende dalla compliance del target e dalle coperture vaccinali che si riescono a raggiungere, l’obiettivo principale del progetto è stato quello di promuovere un corretto atteggiamento verso la pratica vaccinale, permettendo l’acquisizione di una maggiore consapevolezza del problema fra il personale sanitario, attraverso la messa a punto e la somministrazione – fra gli operatori sanitari che operano in diversi ambiti – di uno strumento di comunicazione ad hoc (toolkit) che offre informazioni aggiornate sulle malattie prevenibili da vaccino e altro materiale che può essere utilizzato, in tutte le strutture sanitarie, per programmi di progettazione, sviluppo, valutazione e miglioramento dei programmi di immunizzazione.

In Europa, per supportare gli operatori sanitari nella promozione della vaccinazione e per fornire loro strumenti da utilizzare nel processo comunicativo, l’Ecdc ha pubblicato la guida “Let’s talk about protection” (pdf 11 Mb). Il documento affronta il tema della vaccinazione dal punto di vista di target diversi (genitori, promotori della salute, specialisti della comunicazione, esperti di vaccinazione, gruppi di popolazione difficili da raggiungere) di cui analizza bisogni, pensieri, esperienze, conoscenze e intuizioni. In proposito leggi anche l’approfondimento a cura di Barbara De Mei, Paolo Fortunato D’Ancona e Valentina Possenti (Cnesps-Iss).

 

Risorse utili e riferimenti

  • Larson HJ, Jarret C, Eckersberger E, Smith D, Paterson P. Understanding vaccine hesitancy around vaccines and vaccination from a global perspective: A systematic review of published literature, 2007-2012. Vaccine 2014, 32:2150-2159.
  • European Centre for Disease Prevention and Control. Rapid literature review on motivating hesitant population groups in Europe to vaccine. Stockholm: Ecdc; 2015.
  • European Centre for Disease Prevention and Control. Vaccine hesitancy among healthcare workers and their patients in Europe. A qualitative study. Stockholm: Ecdc; 2015.