Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Vaccini e vaccinazioni

Vaccinazioni, superare il divario tra obbligo e scelta: l’esempio del Veneto

Massimo Valsecchi - Dipartimento di prevenzione, Ulss 20 di Verona

 

15 dicembre 2011 - La legge regionale n. 7 del 23 marzo 2007 ha sancito nel Veneto la sospensione dell’obbligo vaccinale per l’età evolutiva per tutti i nuovi nati a partire dal 1 gennaio 2008 contro difterite, tetano, poliomielite ed epatite B. Inoltre, al fine di valutare gli effetti derivanti dall’applicazione della legge, è stato istituito un comitato tecnico scientifico competente in materia di prevenzione, presso la struttura della Giunta regionale ed stata rafforzata l’attività di sorveglianza relativa alla percentuale di nati che vengono sottoposti alle vaccinazioni. Il monitoraggio viene effettuato tramite una rilevazione “semestrale” con un’apposita scheda che consente di individuare i non vaccinati contro la poliomielite sulla base della motivazione che ha portato alla mancata somministrazione del vaccino. In questo modo si evidenziano le criticità principali relativamente alla mancata adesione alle vaccinazioni ex-obbligatorie.

 

Proposta vaccinale libera da vincoli: i numeri sono incoraggianti

Confrontando i dati semestrali relativi ai nati nei tre anni 2008, 2009, 2010 e primo semestre 2011 si evidenzia che le percentuali di bambini nati nel primo semestre del 2011 che si sono sottoposti alla vaccinazione esavalente si mantiene in prossimità della soglia del 95% prevista dal Piano nazionale vaccini, anche se si nota una lieve flessione verso il basso rispetto alle rilevazioni precedenti. Inoltre, in generale, i livelli di vaccinazione sono sovrapponibili: 94,4% per il tetano, il 94,3% per difterite,pertosse e poliomielite, 94,4% per l’epatite B e 94,2% per le malattie invasive da Haemophilus influenzale tipo B (Hib). I dissensi definitivi (in cui i genitori hanno espresso in modo esplicito la loro volontà di non vaccinare il figlio) restano un rassicurante 1,2% e i rifiuti temporanei l’1%. Scarica la relazione (pdf 136 kb) presentata al convegno Siti del 3-6 ottobre 2010 con i dati regionali al 31 marzo 2010.

 

I dati sulle coperture vaccinali nei nati 2009/2010 esposti durante il convegno “Vaccinazioni tra diritto e dovere, quale comunicazione per facilitare la scelta?”, organizzato dal Cnesps a gennaio 2011, mostrano che al 30 settembre 2010, 1240 bambini (il 5,6% dei 22.187 nati) non si sono sottoposti a vaccinazione antipolio e che quasi la metà di queste mancate vaccinazioni (45,7%) sono ritardi di soggetti che hanno chiesto di rinviare temporaneamente la vaccinazione o sono stati differiti per mancanza di vaccino. Sono pochi i bambini nomadi o senza fissa dimora e gli esoneri per motivi di salute. I dissensi definitivi (e cioè la quota di genitori che hanno espresso in maniera esplicita l’intenzione di non aderire alla vaccinazione) per i nati nel primo semestre del 2010 risultano pari allo 1,5%. Scarica la presentazione (pdf 1,7 Mb) con i dati al 30 settembre 2010.

 

Il confine tra successo e insuccesso

Il percorso affrontato in Veneto con la scelta di sospendere l’obbligo di vaccinazione e gestire un’offerta che ha comunque indotto la popolazione regionale a vaccinarsi e a far vaccinare i propri figli senza vincoli legislativi non è stato e non è privo di criticità. È infatti fondamentale ricordare che questo risultato non è affatto raggiunto una volta per sempre ma, anzi, che se si venisse a indebolire l’azione di controllo degli elementi critici del sistema, il crollo a coperture vaccinali insoddisfacenti sarebbe inevitabile.

 

La peculiarità dell’intervento, così come è stato concepito e attuato finora, è stata quella di essere stato progettato e percepito dagli operatori come un programma organico di lunga durata. Questa impostazione “di sistema” ha contribuito a definire l’identità di una rete fissa di operatori che si sono riconosciuti nel programma pluriennale. A questa definizione dei termini ha poi contribuito l’operazione di chiarificazione dei ruoli delle figure chiave del processo vaccinale, la valorizzazione di una comunicazione efficace nel gestire una modalità organizzativa così diversa e la formazione continua.

 

Materiali utili dalla Ulss 20 di Verona

All’interno del Piano formativo regionale per gli operatori dei servizi vaccinali, per migliorare e rendere omogenea la qualità di tutto il sistema regionale, la Ulss 20 di Verona ha prodotto cinque procedure necessarie per l’accreditamento degli ambulatori vaccinali e del sistema vaccinale del Veneto e una scheda di rilevamento delle difformità.

 

Queste procedure costituiscono la base di un programma di formazione sul campo di tutto il personale vaccinale regionale che è stato messo a punto con il supporto della rivista Dialogo sui farmaci con modalità didattiche innovative: ciascun operatore è coinvolto sia in piccoli gruppi (di distretto) che singolarmente (in modalità di formazione a distanza) per analizzare e discutere le singole procedure. Il risultato finale sarà la proposta di “procedura regionale” frutto del contributo di tutti gli operatori.

 

Il programma, di cui è responsabile Giambattista Zivelonghi (responsabile dell’Ambulatorio malattie infettive e vaccinazioni internazionali e dei servizi vaccinali – Ulss 20 Verona giambattista.zivelonghi@ulss20.verona.it), è iniziato in ottobre del 2011 e coinvolgerà entro dodici mesi circa 700 operatori regionali.

 

È in corso di preparazione, con analoghe modalità, un secondo corso dedicato alle reazioni avverse ai vaccini, alle controindicazioni vere e false e alle relative procedure di gestione. L’attivazione di quest’ultimo corso è prevista per ottobre 2012.

 

Scarica:

  • Procedura per la gestione e la conservazione dei vaccini (pdf 48 kb). Si propone di garantire la corretta gestione e conservazione dei vaccini al fine di assicurarne l’efficacia e l’innocuità attraverso: il mantenimento della catena del freddo dei vaccini dalla consegna da parte delle ditte fornitrici al momento dell’utilizzo negli ambulatori vaccinali; la corretta tenuta dei frigoriferi; la gestione delle scorte
  • Procedura per la gestione dell'anagrafe vaccinale (pdf 43 kb). Si propone di garantire il corretto aggiornamento dell’anagrafe vaccinale mediante la dotazione di documentazione informatizzata e/o su database cartacei in uso presso le anagrafi comunali del proprio territorio di riferimento e gli ambulatori che svolgono attività vaccinale
  • Procedura per il reclutamento dei nuovi nati e la gestione del rifiuto delle vaccinazioni (pdf 40 kb). Si propone di: indicare le azioni da seguire per l'offerta attiva delle vaccinazioni; chiarire i ruoli degli operatori sanitari e le modalità di esecuzione del reclutamento; gestire il rifiuto delle vaccinazioni.
  • Procedura per la registrazione dell'anamnesi vaccinale (pdf 36 kb). Ha come scopo quello di ridurre al minimo i rischi derivanti dall’attività vaccinale e massimizzarne gli effetti attraverso la conoscenza delle condizioni che: controindichino la vaccinazione; ne suggeriscano il differimento; richiedano cautelativamente la somministrazione in ambiente protetto.
  • Procedura per la somministrazione e la registrazione delle vaccinazioni (pdf 46 kb). Si propone di: indicare le azioni da seguire per la somministrazione delle vaccinazioni; chiarire i ruoli degli operatori sanitari incaricati nella somministrazione e nella registrazione delle vaccinazioni; indicare le modalità di registrazione dell’avvenuta vaccinazione
  • Scheda di non conformità (pdf 39 kb). È una scheda di rilevamento delle difformità.