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Le vaccinazioni: il rapporto 2009 Oms, Unicef e Banca Mondiale

(traduzione, sintesi e adattamento a cura della redazione di EpiCentro

revisione a cura di Antonietta Filia - Epidemiologia delle malattie infettive, Cnesps - Iss)

 

29 ottobre 2009 - I tassi di immunizzazione nel mondo hanno raggiunto valori mai sfiorati in passato e lo sviluppo di vaccini sta attraversando una forte fase di espansione. I dati dell’Oms riferiscono che dal 2005 al 2007 è stato più di 100 milioni il numero di bambini sotto un anno di età, vaccinati ogni anno. Malgrado gli sforzi, però, sono circa 1,3 milioni i bambini sotto i 5 anni di età che ancora oggi muoiono ogni anno a causa di infezioni da pneumococco e da rotavirus e sono 24 milioni (circa il 20% dei nuovi nati ogni anno) quelli che nel 2008 non hanno ricevuto il ciclo completo di tre dosi di vaccino contro la difterite, il tetano e la pertosse (DTP). Di questi ultimi, circa il 75% proviene da soli dieci Paesi: Ciad, Cina, Repubblica Democratica del Congo, Etiopia, India, Indonesia, Iraq, Nigeria, Pakistan e Uganda. Stime Oms riferiscono che, per raggiungere con le campagne di immunizzazione anche i bambini delle regioni economicamente più svantaggiate, è necessario potenziare gli investimenti e portarli a valori non inferiori al miliardo di dollari all’anno.

 

Il rapporto 2009

Per sottolineare l’importanza dei vaccini nella prevenzione sanitaria e la necessità di potenziare gli investimenti per le campagne di immunizzazione, il 21 ottobre 2009 l’Oms, insieme all’Unicef e alla Banca Mondiale, hanno pubblicato la terza edizione del rapporto “State of the world’s vaccines and immunization” (pdf 2 Mb). La prima parte del rapporto “Progressi e sfide nel raggiungimento degli obiettivi globali” descrive in particolare:

  • il legame tra vaccinazioni e sviluppo
  • il boom degli ultimi anni nello sviluppo dei vaccini
  • le strategie per ottimizzare i risultati delle campagne di immunizzazione
  • la vaccinazione come investimento: costi e benefici dei vaccini
  • le prospettive future.

La seconda parte del rapporto si concentra invece in modo più specifico sulle singole malattie e sullo sviluppo dei relativi vaccini. In particolare descrive i progressi raggiunti a partire dal 2000.

 

Il ruolo dell’immunizzazione

Tra gli interventi per la tutela della salute, la vaccinazione è uno dei più potenti ed efficaci, soprattutto se si tiene in considerazione il rapporto costi-benefici. Con le vaccinazioni è possibile prevenire alcune malattie debilitanti e risparmiare milioni di vite ogni anno. Per questo, l’immunizzazione contribuirebbe significativamente al raggiungimento dei Millennium Development Goals.

 

I vaccini hanno il potere non solo di salvare vite, ma anche di trasformarle, dando ai bambini maggiori possibilità di crescere sani, andare a scuola e migliorare le loro aspettative per il futuro. Le vaccinazioni, infatti, se combinate ad altri interventi come la somministrazione di vitamina A o la distribuzione di zanzariere per prevenire la malaria, rappresentano una tappa cruciale nella strategia per ridurre la mortalità infantile. “Le morti per meningite”, spiega Ann M. Veneman, direttore esecutivo dell’Unicef, “tra il 2000 e il 2007 sono diminuite del 74% e gran parte di questa riduzione è stata ottenuta grazie alle vaccinazioni. Questo successo dovrebbe ispirare nuovi sforzi per difendere con i vaccini i bambini di tutto il mondo contro le malattie più gravi”.

 

Oggi più che mai, in questo momento di grave crisi economica, è dunque importante che i Governi non attuino tagli sulla spesa sanitaria, ma che al contrario continuino a investire nelle campagne di immunizzazione.

 

La posta in gioco è molto alta: l’Oms ha stimato che, se tutti i vaccini attualmente disponibili per la prevenzione delle malattie dell’infanzia fossero adottati in tutto il mondo e se i Paesi raggiungessero coperture vaccinali medie del 90%, entro il 2015 ogni anno si eviterebbero un ulteriore 2 milioni di decessi tra i bambini sotto i 5 anni. Questo contribuirebbe significativamente al raggiungimento dell’obiettivo n. 4 dei Millenium Devlopment Goals (entro il 2015, riduzione di due terzi della mortalità tra i bambini entro i 5 anni di età, rispetto ai livelli del 1990). Si ridurrebbero inoltre significativamente l’impatto delle malattie prevenibili, incluso la morbidità delle malattie, le sequele a lungo termine e i costi sociali e sanitari, come quelli per il ricovero ospedaliero.

 

Malattie e vaccini, tra presente e futuro

Sono attualmente disponibili almeno 120 prodotti vaccinali (considerando tutte le formulazioni presenti sul mercato), e altri 80 sono nelle ultime fasi di sperimentazione, di cui 30 contro infezioni per cui al momento non esistono vaccini, come per esempio la malaria e la dengue. Numerosi i vaccini per cui la ricerca si sta muovendo: tra questi, quello contro Hiv/Aids, malaria, tubercolosi, tre malattie che insieme causano circa 4 milioni di decessi l’anno. La seconda parte del documento si concentra proprio sull’analisi delle più comuni malattie prevenibili attraverso la vaccinazione e dello stato di sviluppo e di diffusione dei corrispondenti vaccini. Tra le malattie descritte: colera, difterite, Haemophilus influenzae di tipo b, epatite A e B, infezioni da papillomavirus, influenza stagionale e pandemica, meningite, parotite, infezioni da pneumococco, poliomielite, rabbia, infezioni da rotavirus, rosolia, tetano, tubercolosi, febbre tifoide, varicella e febbre gialla.

 

 

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Ultimo aggiornamento martedi 1 aprile 2014
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