Dopo la pubblicazione del rapporto sull’indagine nazionale
ICONA 2003, che fotografa l’estensione della copertura vaccinale nel
nostro paese, molte regioni hanno aderito all’iniziativa promossa dal
Master Profea di elaborarne uno che contenga solo i dati raccolti a
livello locale. Con l’obiettivo di fornire una serie di indicazioni affinché
gli operatori sanitari locali possano migliorare l’offerta del servizio
vaccinale e di altri servizi relativi alla salute pediatrica.
Si tratta quindi di strumenti che permettono di capire meglio la
situazione localmente, per esempio evidenziando quali sono le ragioni di una
copertura ancora insufficiente rispetto a una certa vaccinazione e cosa le
famiglie richiedono ai servizi, in termini di informazione e counselling. I
rapporti regionali hanno tutti la stessa struttura di base, articolata in
diverse sezioni, dedicate agli indicatori socio-demografici, ai dati di
copertura vaccinale, alle motivazioni addotte per non aver vaccinato i
bambini, alla percezione della qualità dei servizi. Inoltre, sono stati
raccolti altri elementi indicativi dell’attenzione alla salute del bambino,
dalla percentuale di bambini allattati al seno in forma esclusiva, a quella
di bambini esposti al fumo passivo o di bambini che viaggiano negli appositi
seggiolini.
L’indagine
ICONA 2003 ha coinvolto un campione di più di 4600 famiglie,
intervistate dal personale delle Asl con un questionario standardizzato,
sparse su tutto il territorio. Un campione formato da tutti i bambini nati
tra il 15 gennaio 2001 e il 15 gennaio 2002, che quindi avevano tra i 12 e i
24 mesi di vita al momento dell’indagine, svolta appunto nel 2003. In ogni
regione è stato effettuato un campionamento a cluster, per un totale di 30
cluster, con 210 bambini. I dati sono stati poi registrati e analizzati
utilizzando il software EPI-Info 2002. I risultati nazionali sono quindi il
risultato dell’aggregazione ponderata dei dati regionali.
Provincia autonoma di Bolzano
Nella provincia di Bolzano le coperture per le
vaccinazioni raccomandate risultano di gran lunga inferiori alla media
nazionale, in particolare quelle relative alle vaccinazioni obbligatorie
sono le più basse in Italia, uniche al di sotto del 90%. Anche per la
vaccinazione contro morbillo, parotite e rosolia (MPR) la copertura
vaccinale è ben lontana dalla soglia richiesta del 95%. Il grado di
soddisfazione dei genitori per la qualità dei servizi vaccinali in provincia
di Bolzano è generalmente buono, tale da collocarla tra le migliori in
Italia. Tre quarti dei bambini sono nati con un parto normale o con
l’ausilio di forcipe o ventosa, la restante quarta parte tramite parto
cesareo: la quota di bambini nati tramite parto cesareo è la più bassa in
Italia. L’89% dei genitori ha riferito di essere informato sui fattori di
rischio per la sindrome della morte improvvisa del lattante (Sids). L’uso
del seggiolino in automobile è molto più frequente in provincia di Bolzano
(82%) rispetto alla media nazionale. Il 38% dei bambini è risultato esposto
al fumo passivo di sigaretta, il 18% anche in ambienti chiusi.
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italiano)
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tedesco)
Regione Lombardia
Copertura vaccinale, ma anche allattamento al seno,
alimentazione dei bambini, esposizione al fumo passivo e uso dei seggiolini
per i bambini in automobile. Questi i punti illustrati nel rapporto ICONA
della regione Lombardia. In generale i dati mostrano che la copertura
vaccinale ha raggiunto gli obiettivi previsti dal PSN per tutte le
vaccinazioni tranne MPR. La qualità dei servizi vaccinali è globalmente
buona: hanno orari accessibili e servizi raggiungibili in meno di 15 minuti.
Viene allattato al seno il 36% dei bambini in forma esclusiva fino ai sei
mesi, percentuale di molto inferiore al livello del 100% raccomandato dall’OMS.
I bambini di età 12-23 mesi consumano in maniera adeguata alimenti
considerati positivi per la loro crescita e stato nutrizionale ma è presente
un eccessivo consumo di pasti pre-confezionati ma soprattutto di “fuori
pasto”. Infine il 13% dei bambini non viaggia mai sul seggiolino e una
rilevante percentuale di bambini della regione è esposta ad almeno una fonte
di fumo passivo.
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Sicilia
In Sicilia la qualità dei servizi è generalmente buona, anche se una
quota non trascurabile degli intervistati giudica insufficienti i servizi
offerti sotto il profilo degli ambienti.
La campagna di vaccinazione si avvicina agli obiettivi previsti dalla
programmazione nazionale e regionale, tranne che per MPR: pur salendo dal 45
al 71% rispetto ai valori rilevati nel 1998, la copertura in questo caso
risulta inferiore alla media nazionale (che si attesta sul 77%). Sembra
quindi opportuno perseguire la strategia dell’invito attivo dei bambini già
a partire dai 12 mesi di vita.
Altro punto debole è l’informazione alle mamme sulla Sids (la sindrome della
‘morte in culla’), ancora inadeguata: l’83% delle mamme lascia il proprio
bambino in posizione a rischio durante il sonno. Inoltre in Sicilia: il 18%
dei bambini viene allattato al seno in forma esclusiva fino ai sei mesi e il
66% dei bambini è esposto a fumo passivo, contro il 53% del resto del paese.
Alcuni dati socio demografici, infine, si discostano dalla media nazionale.
In particolare, la percentuale di parti cesarei (57% contro 36% della media
nazionale) e la scarsa percentuale di madri occupate (32% contro una media
nazionale del 51%).
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Regione Friuli Venezia Giulia
Anche in questo caso, il campione è in linea con i dati Istat e quindi
considerato rappresentativo della situazione italiana, fatta eccezione per
la percentuale di parti cesarei (16 per cento), molto simile al livello
raccomandato dall’Oms e metà della media nazionale, e la maggiore presenza
di mamme lavoratrici.
In termini di copertura vaccinale, sono stati raggiunti gli obiettivi del
PSN, tranne nel caso della vaccinazione trivalente MPR. I genitori giudicano
globalmente buona la qualità dei servizi offerti, dando particolare peso
alle informazioni scritte e di qualità ricevute sulle diverse vaccinazioni.
Infine, viene riscontrata ancora una volta una certa carenza nei
comportamenti di prevenzione della SIDS, nella percentuale di bambini
allattati al seno in forma esclusiva, nella sensibilizzazione degli adulti
nei confronti dei danni da esposizione al fumo passivo, e nella percezione
del rischio stradale. In tutti questi ambiti viene quindi raccomandato di
incentivare la formazione degli operatori a fare counselling e informazione
nei confronti del pubblico.
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della Regione Friuli Venezia Giulia
Regione Molise
I dati socio demografici sono generalmente in linea con i dati Istat, anche
se la percentuale di parti cesarei è anche in questo caso più alta della
media (39 per cento).
La copertura vaccinale ha raggiunto gli obiettivi previsti dal PSN per tutte
le vaccinazioni tranne quella MPR, ma le strategie vaccinali non sono sempre
precise e puntuali, elemento molto sottolineato dai genitori come causa
della mancata vaccinazione. Anche in questo caso quindi viene evidenziata la
necessità di migliorare il livello della comunicazione al pubblico, sia
attraverso azioni specifiche come gli inviti, che con materiali informativi.
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rapporto della Regione Molise
Regione Sardegna
Alcuni dati socio demografici discostano il campione della Sardegna dalla
media nazionale. In particolare, la percentuale di parti cesarei (40 per
cento contro una media nazionale del 36 per cento); la percentuale più bassa
di genitori stranieri; la ridotta percentuale di madri occupate (35 per
cento contro un 51 per cento nella media nazionale).
I dati indicano una copertura vaccinale del 94 per cento contro poliomelite,
difterite, tetano, pertosse ed epatite B e del 91 per cento contro
Haemophilus B (HiB) nei bambini tra i 12 e i 24 mesi.
Gli altri dati raccolti indicano un complessivo buon funzionamento dei
servizi. Tuttavia, viene evidenziata la necessità di puntare di più sulla
comunicazione alle famiglie, che su una serie di temi, dall’alimentazione al
rischio di SIDS, dichiarano di ricevere molte più informazioni dai media che
dai servizi sanitari stessi.
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rapporto della Regione Sardegna
Regione Toscana
Il campione identificato sembra essere rappresentativo della popolazione
italiana visto che le sue caratteristiche socio demografiche concordano con
i dati ISTAT, tranne una ridotta percentuale di cesarei (28 per cento) e un
numero più elevato di mamme lavoratrici.
Il 97 per cento dei bambini tra 12 e 24 mesi è stato vaccinato contro polio,
difterite, tetano e pertosse, il 96 per cento contro l’epatite B, il 92 per
cento contro HiB, il 90 per cento contro il morbillo, con l’uso del vaccino
combinato Morbillo Pertosse Rosolia (MPR).
La qualità dei servizi vaccinali è percepita come globalmente buona, e le
famiglie dimostrano di dare molto valore alle informazioni scritte che
ricevono dalle Asl, non solo agli inviti a vaccinare i bambini. I risultati
indicano quindi la necessità di compiere un maggiore sforzo comunicativo e
informativo, nonché di formazione dei propri operatori per assistere le
famiglie nella promozione ad esempio dell’allattamento al seno, di
comportamenti corretti nel campo alimentare e nella sicurezza stradale,
nella prevenzione della SIDS.
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rapporto della Regione Toscana