Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Vaccini e vaccinazioni

Emilia Romagna: gli eventi avversi alle vaccinazioni nel 2006

Nel 2006 in Emilia Romagna, a fronte di 475.583 dosi di vaccino somministrate in bambini e ragazzi da 0 a 17 anni, sono pervenute al sistema di sorveglianza 236 segnalazioni di eventi avversi, per un totale di 265 sintomi. Segnalazioni che hanno interessato 126 maschi (53,4%) e 110 femmine (46,6%), con età media pari a 43 mesi, mediana pari a 15 mesi in un range che oscilla dai 2 mesi ai 17 anni. I sintomi segnalati sono in gran parte di lieve gravità (153 su 265, pari al 57,7%), come reazioni locali, febbre <39,5°C, agitazione e sintomi in miniatura di morbillo, parotite e rosolia. Nel 42,3% dei casi (112 su 265), invece, la gravità è stata valutata di rilievo.

 

Rispetto alla precedente rilevazione del 2001, nel 2006 è più alto il numero di segnalazioni. Va però tenuto presente che negli ultimi anni si è avuta una diminuzione del numero di dosi somministrate, per l’uso di vaccini combinati che contengono un maggior numero di antigeni in una sola fiala. Si è infatti passati dalle 498.485 dosi del 2001 alle 475.583 del 2006.

 

È piuttosto disomogenea tra le diverse Ausl l’attitudine alla segnalazione. Forlì e Ferrara mostrano i valori complessivi più elevati, con una spiccata propensione a segnalare anche i sintomi non rilevanti (in modo conforme alle indicazioni di legge). Modena sembra invece privilegiare la segnalazione degli eventi rilevanti. Al contrario Piacenza, Parma, Reggio Emilia e Rimini presentano tassi più bassi, con percentuale maggiore di segnalazione dei sintomi rilevanti. Un fenomeno che potrebbe essere spiegato con l’acquisizione di competenze da parte di alcuni operatori, che potrebbe averli indotti a segnalare sempre meno le reazioni “attese”, e a prestare maggiore attenzione a quelle rilevanti. Anche se questo comportamento non coincide propriamente con le indicazioni di legge (che prevedono la segnalazione di qualsiasi sintomo osservato dopo la somministrazione), sembra comunque una prassi funzionale all’efficienza del sistema.

 

Il contesto

La sorveglianza degli eventi avversi che insorgono in seguito a vaccinazione riveste un ruolo fondamentale nella conoscenza “sul campo” degli effetti dei vaccini in uso e del rapporto rischio/beneficio delle strategie messe in atto. Permette infatti di evidenziare segnali di allarme, come l’eventuale eccesso di reattogenicità di un determinato lotto o l’esistenza di reazioni avverse inattese. La restituzione dei risultati della sorveglianza migliora inoltre il lavoro degli operatori e, di conseguenza, permette loro di informare più adeguatamente le famiglie.

 

L’introduzione dal 1 gennaio 2006 nel calendario regionale della vaccinazione contro lo pneumococco nel primo anno di vita e contro il meningococco C a 15 mesi e a 16 anni di età (entrambi co-somministrati con altri vaccini) ha peraltro determinato la necessità di una verifica, ancora più attenta, degli effetti collaterali.

 

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