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Sanità veterinaria

Zoonosi e focolai a trasmissione alimentare nell’Ue: il report 2010 di Efsa-Ecdc

Luca Busani, Gaia Scavia, Caterina Graziani - Dipartimento di Sanità Pubblica Veterinaria e Sicurezza Alimentare, Reparto di Epidemiologia Veterinaria e Analisi del Rischio, Iss

 

22 marzo 2012 – Annualmente i dati sull’occorrenza delle malattie zoonotiche, degli agenti di zoonosi e dei focolai epidemici di zoonosi nell’uomo e lungo la filiera produttiva animale vengono raccolti dai 27 Paesi Eu da parte dell’European Food Safety Authority (Efsa), congiuntamente con l’European Centre for Disease Prevention and Control (Ecdc), che ne cura anche l’analisi e la divulgazione. I dati relativi al 2010 sono stati pubblicati a marzo 2012 nell’European Union Summary Report on Trends and Sources of Zoonoses, Zoonotic Agents and Food-borne Outbreaks in 2010 (pdf 17,4 Mb), che costituisce un utile strumento per conoscere il quadro epidemiologico delle 15 zoonosi considerate prioritarie nella nell’Unione europea. Nella lettura dei risultati, è bene ricordare che le informazioni pubblicate restituiscono il quadro epidemiologico composto in ciascun Paese dal proprio sistema di sorveglianza e che pertanto le informazioni devono essere lette tenendo conto delle diverse sensibilità dei sistemi esistenti. Ciò, tuttavia, non impedisce di apprezzare importanti informazioni sulle tendenze epidemiologiche degli agenti di zoonosi inclusi nel report e di derivare informazioni sulle popolazioni a rischio e sui potenziali fattori di rischio presenti nella filiera.

 

Come è noto, infatti, una quota rilevante degli agenti infettivi capaci di provocare malattie nell’uomo ha origine zoonosica ovvero è in grado di diffondere da reservoir animali all’uomo attraverso la via alimentare, per contatto diretto o tramite vettori. La strategia adottata dall’Unione europea per la lotta alle zoonosi nell’uomo, mira a realizzarne il controllo attraverso un approccio unitario di tipo one-health che considera l’occorrenza dell’infezione nell’uomo al centro di una complessa rete epidemiologica che contempla vie di interazione dirette e indirette tra l’uomo e le popolazioni animali (mediate dall’ambiente e dai processi tecnologici lungo la filiera animale).

 

Nel corso dell’ultimo decennio la progressiva implementazione nell’Ue dell’impianto normativo sulla sorveglianza delle malattie infettive a carattere zoonotico nell’uomo e negli animali (Dec. CE/96/2000 e Dir. CE/99/2003) e nel settore della sicurezza alimentare, a partire dal suo atto fondativo (Reg. CE/178/2002) fino al complesso di Regolamenti del “Pacchetto Igiene” (Reg. CE 852, 853, 854, 882/2004), hanno consentito di dotare il sistema degli strumenti metodologici indispensabili per tradurre nella pratica questa strategia. Essa si basa sulla valutazione del rischio zoonotico per l’uomo che guida non solo la scelta delle opzioni di controllo degli agenti di zoonosi lungo le diverse filiere animali ma anche il monitoraggio epidemiologico nella popolazioni umana e animale. La raccolta di informazioni e il monitoraggio consentono infatti di conoscere quali specie animali e quali veicoli (alimenti) costituiscono le principali fonti di infezione per l’uomo. Si tratta dunque di informazioni indispensabili per l’adozione delle opportune misure di prevenzione.

 

Qualche numero

Secondo quanto riferito nel report annuale Ecdc-Efsa sulle zoonosi e malattie trasmesse da alimenti, nel 2010, i principali agenti patogeni causa di infezioni nell’uomo e riportati sono Salmonella, Campylobacter, Listeria, E. Coli produttori di verocitotossina, Yersinia, Trichinella ed Echinococco.

 

Nello specifico dal documento emerge che i casi di Salmonella nell’uomo sono diminuiti dell’8,8% rispetto il 2009 confermando il calo evidenziato negli ultimi 5 anni. Come negli anni precedenti i Paesi che hanno contribuito maggiormente al numero di isolati riportati sono stati la Germania con 24.833 casi (primo posto) e l’Inghilterra con 9670 casi (secondo posto). L’Italia nel 2010 ha riportato 2730 casi, il 34% in meno rispetto il 2009.  Il continuo decremento dei casi di salmonellosi è da attribuirsi al successo dei piani di controllo nelle specie aviarie e in particolare nelle galline ovaiole. Per quanto riguarda gli alimenti la Salmonella è prevalentemente identificata nelle carni di pollo, tacchino e suino.

 

La campilobatteriosi è ancora la malattia zoonotica segnalata con maggior frequenza nell’uomo, in leggero aumento nel 2010 con 212.064 casi rispetto ai 198.682 del 2009. Come per la salmonellosi, l’Inghilterra (70.298 casi) e la Germania (65.110 casi) sono i Paesi che hanno riportato il maggior numero di notifiche e hanno avuto il maggior aumento rispetto gli anni precedenti, mentre l’Italia ha riportato 457 casi rispetto i 531 del 2009 (-14%). Il Campylobacter è stato identificato prevalentemente nei suini, nei bovini e nella carne di pollo e di altri avicoli.

 

Nel 2010 le infezioni da Listeria nell’uomo sono diminuite del 3,2% rispetto il 2009, con 1601 casi confermati. A differenza della diminuzione generale degli altri Paesi, in Italia si è evidenziato un leggero aumento dei casi (1,1%) rispetto il 2009. La Listeria è stata identificata in diverse specie animali e alimenti pronti al consumo come il pesce affumicato, prodotti a base di carne trattati termicamente e formaggi.

 

Gli Escherichia coli produttore di verotossina (VTEC) hanno causato 4000 casi di malattia nell’uomo nel 2010, in leggero aumento rispetto al 2009 (3573 casi, +11%). Questo aumento è molto evidente in Germania e Olanda mentre in Italia il numero dei casi è diminuito da 51 nel 2009 a 31 nel 2010. I VTEC sono più frequentemente isolati nella carne bovina ma è possibile ritrovarli anche in latte crudo e formaggi derivati, carne di pecora, carne suina, vegetali e prodotti ittici.

 

Il numero di casi nell’uomo di Yersinia, è diminuito a 6776 nel 2010 a 7533 nel 2009. Nel 2010 i casi confermati di trichinellosi (223 casi) sono diminuiti in modo rilevante del 70,2% rispetto il 2009 (748 casi). Questa diminuzione è molto evidente in Paesi come Romania e Bulgaria mentre in Italia nel 2010 non è stato notificato nessun caso.

 

L’Echinococco nel 2010 è stato la causa di 750 casi confermati con un decremento del 4,9% rispetto il 2009 (789 casi). In Italia come per gli anni precedenti non è stato notificato nessun caso.

 

Il report Efsa-Ecdc riporta inoltre nel 2010 in Europa 5262 epidemie di origine alimentare con 43.473 casi e 25 decessi. I principali agenti patogeni responsabili sono stati Salmonella (30,5%), agenti virali (15%) e Campylobacter (8,9%). Come negli anni precedenti le principali fonti di epidemie sono state uova e ovo prodotti, responsabili di 154 episodi, seguiti da alimenti misti e buffet (diversi tipi di alimenti potenzialmente coinvolti), vegetali, carne suina e prodotti da essa derivati. Degno di nota l’aumento di epidemie causate da alimenti di origine vegetale nel 2010 (61 epidemie) rispetto il 2009 (21 epidemie).

 

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