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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Sanità veterinaria

Relazione 2008 su zoonosi ed epidemie di origine alimentare nell’Ue

4 febbraio 2010 - Nel 2008 sono state segnalate 5.332 epidemie di origine alimentare, che hanno colpito più di 45 mila persone e causato la morte di 32 individui. Il 35% delle epidemie è stato provocato da Salmonella, seguita da virus e tossine batteriche. Le fonti alimentari più frequenti sono state uova e ovoprodotti (23%), carne suina e suoi derivati (10%), ma anche pasti a buffet (9%). Complessivamente, il numero di casi dovuti ai tre microrganismi segnalati come responsabili di epidemie con maggiore frequenza è stato inferiore rispetto all’anno precedente.

 

È quanto emerge dalla relazione annuale sulle zoonosi e sulle epidemie di origine alimentare per il 2008, a cura dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) e del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc).

 

Il report annuale ha preso in esame 15 dei microrganismi più frequentemente indicati come responsabili di infezioni di origine alimentare, ma fornisce anche dati su brucellosi, tubercolosi bovina e rabbia, e sulle due zoonosi parassitarie trichinellosi ed echinococcosi.

 

Campylobacter

IIn linea con gli anni precedenti, la campilobatteriosi si conferma la zoonosi più diffusa in Europa, ma le infezioni sono in calo: 190.566 i casi confermati nel 2008, contro i 200.507 del 2007. Negli alimenti il Campylobacter è stato trovato soprattutto nella carne di pollame cruda e negli animali vivi è risultato presente nel pollame, nei suini e nei bovini.

 

Salmonellosi

La seconda infezione zoonotica più diffusa è risultata essere la salmonellosi, in calo per il quinto anno consecutivo con una riduzione in percentuale del 13,5% (dai 131.468 casi del 2008 ai 151.998 casi del 2007). La Salmonella è tuttora la più frequente causa di epidemie di origine alimentare e nel 2008 è stata rivenuta soprattutto nelle carni crude di pollo, di tacchino e di maiale. In calo nelle popolazioni animali i casi di Salmonella del tipo Enteritidis.

 

Altre infezioni

Tra le altre infezioni descritte nel rapporto vi sono anche quelle causate da Listeria che hanno registrato un calo: nel 2008 si è osservata una flessione dell’11% rispetto al 2007 (1381 casi confermati). I dati relativi agli alimenti hanno messo in evidenza un livello di Listeria superiore rispetto ai limiti di sicurezza previsti dalla legge, soprattutto nel pesce affumicato, nei prodotti a base di carne sottoposti a trattamento termico e nei formaggi.

 

In aumento sono invece i casi di febbre Q, passati da 585 nel 2007 a 1599 nel 2008. La malattia è causata dal batterio Coxiella burnetii e si contrae soprattutto attraverso l’inalazione di polvere contaminata da bovini, ovini e caprini infetti.

 

In aumento anche le infezioni da Escherichia coli, per un totale di 3.159 infezioni (+9% rispetto al 2007). La tossina prodotta dal batterio è stata segnalata con maggiore frequenza nei bovini e nella carne bovina.

 

In calo, invece, i casi di Yersinia nell’uomo (-7%), con una maggiore frequenza del batterio nei suini e nella carne suina.

 

Risorse utili

  • la relazione “The Community Summary Report on trends and sources of zoonoses, zoonotic agents and food-borne outbreaks in the European Union in 2008” (pdf 4,7 Mb) e la sintesi (pdf 19 kb)
  • il comunicato in italiano dell’Efsa
  • l’articolo del numero 15 del 28 gennaio 2010 di Eurosurveillance
  • il sito dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa)
  • il sito del Centro per il controllo delle malattie europeo (Ecdc).