Malattie invasive batteriche: aggiornamento epidemiologico e impatto delle vaccinazioni 1996-2010 (pdf 340 kb)
Il rapporto, pubblicato a dicembre 2011 dal Servizio sanità pubblica della Regione Emilia-Romagna, mette in evidenza i cambiamenti osservati nel tempo in seguito all’introduzione delle vaccinazioni e alle modifiche del Sistema di sorveglianza delle malattie invasive batteriche. Emerge un impatto molto positivo della vaccinazione contro il meningococco C: dall’introduzione del vaccino non sono più stati segnalati casi nella fascia 0-4 anni, si è assistito a un calo significativo anche nelle altre fasce di età e non si è verificato un aumento di casi da meningococco B. Per quanto riguarda lo pneumococco si assiste al generale aumento delle segnalazioni attribuibile all’estensione della Sorveglianza verso forme cliniche prima non monitorate. Per quanto riguarda le meningiti da pneumococco, dopo l’introduzione del vaccino coniugato 7-valente vi è stato un calo del 50% circa dei casi nella fascia di età 0-4 anni con una conseguente riduzione della mortalità per la stessa fascia. Nelle altre classi di età i tassi di incidenza si sono mantenuti stabili. Per l’emofilo, dopo un trend in calo per diversi anni a seguito della vaccinazione contro l’emofilo b, si assiste a un aumento dei casi di meningite e di sepsi negli ultimi 2 anni e alla diffusione di forme non capsulate e capsulate di tipo e ed f. Dai dati disponibili emerge inoltre una riduzione delle forme non identificate (dal 20,0% al 10,6%) a dimostrazione del miglioramento delle capacità diagnostiche di laboratorio.
Coperture vaccinali nell’infanzia – anno 2010 (pdf 1,8 Mb)
Su un totale di 1.702.240 dosi di vaccino somministrate nel 2010 nella Regione Emilia-Romagna, 629.497 sono state utilizzate per i bambini, un valore che segna una leggera flessione rispetto al 2009 (632.929). È quanto emerge dal rapporto “Coperture vaccinali nell’infanzia anno 2010”, pubblicato a dicembre 2011 dal Servizio sanità pubblica – Direzione generale sanità e politiche sociali della Regione Emilia-Romagna. Dai dati disponibili nel documento emerge che le coperture delle vaccinazioni eseguite nei primi due anni di vita, compresa la vaccinazione antimorbillo-parotite-rosolia a 24 mesi, pur restando tra le più elevate in Italia, mostrano un leggero calo. Al contrario, i tassi di copertura delle seconde dosi di MPR, rilevate tra i 6 e i 7 anni, hanno registrato un consistente aumento, passando dall’89,1% del 2007 al 90,5% nel 2010. Rimangono invece stabili le vaccinazioni eseguite nell’età adolescenziale, e si assiste ad un aumento delle coperture della vaccinazione antimeningococco C, mentre resta stazionario il livello raggiunto con la vaccinazione contro l’Hpv.
Sorveglianza degli eventi avversi ai vaccini somministrati in età 0-17 anni (2006-2009) (pdf 460 kb)
Su un totale di 2.249.993 dosi di vaccino, somministrate nella fascia di età 0-17 anni nel periodo 2006-2009, sono stati segnalati 1149 eventi avversi, corrispondenti a un tasso medio di 5,1 su 10.000 dosi somministrate. La distribuzione tra i sessi ha interessato 456 maschi (39,7%) e 687 femmine (59,8%), sbilanciamento legato alla vaccinazione anti Hpv, somministrata solo alle ragazze. Le reazioni descritte sono state considerate nel maggior numero di casi lievi (950 su 1564, pari al 60,7%), mentre nel 39,3% dei casi (614/1564) rilevanti. Sono alcuni dei dati presenti nel rapporto “Sorveglianza degli eventi avversi ai vaccini somministrati in età 0-17 anni segnalati in Emilia-Romagna nel periodo 2006-2009” pubblicato dall’Ausl di Modena e dalla Direzione generale sanità e politiche sociali della Regione Emilia-Romagna. Il report nel suo complesso dimostra da un lato l’attenzione degli operatori sanitari nei riguardi di questa tematica e dall’altro conferma la sicurezza della vaccinazione come strumento di prevenzione.
8° Rapporto sui dati del certificato di assistenza al parto (Cedap) – Anno 2010 (pdf 3,9 Mb)
Con 41.838 nuovi nati nel 2010, l’Emilia-Romagna registra un decremento rispetto al 2009 (42.426) e interrompe i 15 anni di progressivo aumento nel numero di nascite in Regione. Come l’anno precedente, la frequenza di madri con cittadinanza straniera è in aumento ed è passata dal 17,1% del 2003 al 29,3% del 2010. Sono alcuni dei dati che emergono dal Rapporto Cedap “La nascita in Emilia-Romagna: 8° Rapporto sui dati del certificato di assistenza al parto (Cedap) – Anno 2010”. I dati sulle madri indicano che l’età media al momento del parto è 31,7 anni con una differenza tra l’età media delle italiane (32,9 anni) e quella delle straniere (media 28,8). Nel 32,6% dei parti si tratta di donne non coniugate (nubili, separate, divorziate o vedove) e nel 30,1% di donne nubili. La scolarità è medio-bassa (licenza elementare o di scuola media inferiore) per il 29,3% delle madri mentre il 26,8% risulta laureata o in possesso di diploma universitario. Scarica il documenti completo (pdf 3,9 Mb).
Modena: Osservatorio provinciale sull’infezione da Hiv (pdf 458 kb)
L'osservatorio provinciale Hiv di Modena costituisce la prima esperienza in Emilia-Romagna di sorveglianza dell'infezione da Hiv e insieme a quello di Rimini ha costituito una base esperenziale per l'avvio del sistema di sorveglianza regionale. L'osservatorio raccoglie i dati dal 1985 e questo ha permesso di fotografare i cambiamenti epidemiologici dell'infezione da Hiv con molto anticipo del sistema di notifiche Aids. Dall’edizione 2011 del rapporto sulle infezioni da Hiv emerge una forte diminuzione del numero dei casi di infezione fino alla fine degli anni Novanta a cui ha fatto seguito un trend sostanzialmente stabile (a parte le fluttuazioni annuali spiegabili almeno in parte con la bassa numerosità registrata). Si è passati infatti da un tasso grezzo di incidenza su 100.000 abitanti di 29,7 nel 1985 al 8,5 nel 2010. L'osservatorio ha permesso di notare come da metà degli anni ’90 la trasmissione per via sessuale sia la più frequente e come ci sia stato un progressivo aumento dell’età al momento della segnalazione: si è passati da un'età mediana di circa 22 anni nel 1985 a circa 40 anni nel 2010. L'osservatorio ha inoltre registrato il progressivo aumento del numero di persone immigrate da Paesi extracomunitari (Paesi ad alta endemia), che ora rappresenta circa il 44% delle nuove notifiche. Infine una delle attività importanti è quella di monitorare il ritardo di diagnosi: nel periodo 2005-2010 ha diagnosi tardive, cioè sono classificati come Late Presenters (avendo un valore CD4+ <350), il 53% delle nuove notifiche. Scarica il documento completo (pdf 458 kb).
L’infezione da Hiv/Aids in Emilia-Romagna, al 31 dicembre 2010 (pdf 6,2 Mb)
L’incidenza media annuale di nuove diagnosi di Hiv registrate in Emilia-Romagna tra il 2006 e il 2010 è pari a 9,1 casi per 100 mila abitanti e il valore registrato nell’ultimo anno (pari a 8,4) è in calo rispetto ai valori che finora mostravano una certa stabilità. Sono alcuni dei dati pubblicati a dicembre 2011 dal Servizio sanità pubblica - Assessorato Politiche per la salute della Regione Emilia-Romagna. Il sistema di sorveglianza delle nuove diagnosi di Hiv evidenzia anche che, ancora oggi, ogni anno a circa 400 persone residenti nella Regione viene diagnosticata sieropositività all’Hiv. Le persone sieropositive osservate nel periodo 2006-2010 sono prevalentemente: maschi (70,6%), di età compresa tra i 30 e i 39 anni (35,4%), di nazionalità italiana (70,6%). La modalità di trasmissione principale risulta nell’84,5% dei casi quella sessuale (55,1% eterosessuale e 29,4% omo-bisessuale). Leggi il rapporto completo “Lo stato dell’infezione da Hiv/Aids in Emilia-Romagna. Aggiornamento sull’epidemia al 31/12/2010” (pdf 6,2 Mb).
Epidemiologia della malaria in Emilia-Romagna 1999-2010
Dai circa 70 casi annui registrati agli inizi degli anni Novanta si è passati a circa 100 casi per anno e a un totale di 3 decessi registrati nell’intero periodo. I dati disponibili indicano una maggiore incidenza della malaria tra il sesso maschile (66,4%) e la popolazione di età compresa tra 25 e 44 anni (57,2%). Sono alcuni dei dati presenti nel rapporto “Epidemiologia della malaria in Emilia-Romagna 1999-2010” (pdf 360 kb), pubblicato dalla Regione Emilia-Romagna a ottobre 2011. Il documento evidenzia tassi di incidenza superiori alla media nazionale, sia per una maggiore sensibilità alla segnalazione da parte dei medici, sia per la quota rilevante di persone straniere residenti nel territorio (circa l’11%), che potenzialmente possono recarsi in visita nei Paesi di origine, in cui la malaria è ancora endemica. Per maggiori informazioni scarica il rapporto “Epidemiologia della malaria in Emilia-Romagna 1999-2010” (pdf 360 kb).
Atlante della mortalità in Emilia-Romagna 2003-2007
Da circa vent’anni, in Emilia-Romagna, il numero assoluto dei morti oscilla tra i 44 e i 46 mila all’anno. I dati sui decessi sono aumentati di quasi il 12% nel periodo 1981-2008, con un picco nelle Asl di Rimini, Forlì, Reggio Emilia, Modena, Ravenna, mentre il dato risulta pressoché stazionario a Bologna, Parma, Piacenza. Si tratta di alcuni dei dati presenti nel documento dell’Ars Emilia-Romagna “Atlante della mortalità in Emilia-Romagna 2003-2007”. Tra le informazioni disponibili è interessante notare l’aumento di decessi registrati nel 2003 quando le prolungate temperature elevate hanno portato il numero totale dei morti a 48.347. Per maggiori informazioni leggi l'approfondimento e visita il sito dell’Ars Emilia-Romagna.
La salute della popolazione immigrata a Reggio Emilia
Molte conferme e qualche novità nel secondo rapporto sulla salute della popolazione
immigrata a Reggio Emilia, pubblicato a maggio 2011. I dati demografici degli anni considerati (2005-2008) confermano il progressivo incremento della popolazione immigrata, a carico maggiormente delle donne (ormai quasi al 50%). Rimane evidente l’effetto “migrante sano”, che caratterizza tutta la prima fase dell’immigrazione, tipicamente a carico di giovani sani che portano con sé la capacità di lavoro manuale. Risultano dunque basse la mortalità, l’incidenza dei tumori e la frequenza dei ricoveri ospedalieri. Gli aspetti di salute più problematici continuano a essere quelli connessi alla gravidanza e ai nuovi nati, gli infortuni sul lavoro e le malattie infettive. Riguardo al ricorso alle strutture ospedaliere: pochi ricoveri ma molti accessi al Pronto soccorso. Il Centro famiglia straniera, che eroga prestazioni sanitarie di base a chi non ha diritto alle cure primarie e presso cui è sempre presente il servizio di mediazione culturale, si è affermato come struttura di riferimento per un numero elevato di immigrati, a cui negli ultimi anni garantisce non solo le prestazioni in urgenza ma anche, se occorre, continuità assistenziale. Per maggiori informazioni leggi il documento completo (pdf 23 Mb).
Morbillo e rosolia: l’Emilia-Romagna recepisce il Piano nazionale
L’Emilia-Romagna, a giugno 2011, ha recepito, con una delibera regionale (pdf 1 Mb), il “Piano Nazionale di eliminazione del morbillo e della rosolia congenita (PNEMoRC) 2010-2015” (pdf 482 kb) (approvato come Intesa Stato-Regioni del 23 marzo 2011) che ha tra i suoi obiettivi l’interruzione della trasmissione endemica del morbillo e della rosolia e la riduzione dell’incidenza della rosolia congenita a valori inferiori a un caso per 100.000 nati vivi, entro il 2015. Nei primi sei mesi del 2011, in Emilia-Romagna sono stati segnalati 143 casi sospetti di morbillo. Il 2011 si conferma infatti come un nuovo anno epidemico, con un tasso di incidenza (2,9 casi per 100 mila abitanti) che ha già superato il valore soglia (0,1 casi l’anno per 100 mila abitanti) definito per l’eliminazione del morbillo. L’epidemia di morbillo non è però contestuale a un aumento dei casi di rosolia per la quale, dal 2008, non si sono più registrati focolai epidemici e nel 2009 il tasso di incidenza si è assestato intorno a 0,2 casi ogni 100 mila abitanti e con un calo ulteriore nel 2010 (0,1 casi ogni 100 mila). Lo riferisce il report regionale con l’aggiornamento dei casi di morbillo e rosolia al 30 giugno 2011 (pdf 880 kb).
OKkio alla Salute. Risultati dell’indagine 2010. Regione Emilia-Romagna
In Emilia-Romagna, il 28,7% dei bambini presenta un eccesso ponderale, il 70,3% è normopeso e l’1% sottopeso. Dal punto di vista delle abitudini nutrizionali il 33% dei bambini consuma la frutta 2-3 volte al giorno e il 25% consuma verdura 2-3 volte al giorno. Riguardo alla pratica dell’attività fisica, circa 3 bambini su 10 (33,3%) fanno un’ora di attività fisica 2 giorni la settimana e il 15,8% da 5 a 7 giorni. Sono alcuni dei dati regionali della seconda rilevazione di OKkio alla Salute. Il Cnesps, infatti, nell’ambito della sorveglianza, ha predisposto gli strumenti per la realizzazione dell’analisi dei dati raccolti a livello locale e proposto un modello di report regionale per la divulgazione dei risultati. Scarica il documento completo (pdf 1,7 Mb), visita le pagine del sito di OKkio alla Salute dedicate ai report regionali e le pagine del portale del Servizio sanitario regionale dell’Emilia-Romagna dedicate alle pubblicazioni.
Stili di vita e salute dei giovani in età scolare – Rapporto sui dati regionali 2009-2010
Buona salute, sedentarietà e propensione verso l’uso di alcol: sono alcuni dei tratti distintivi dei ragazzi di 15 anni, intervistati in Emilia-Romagna all’interno del progetto Hbsc (Health Behaviour in School-aged Children - Comportamenti collegati alla salute in ragazzi di età scolare). Infatti più del 60% dei ragazzi di ambo i sessi trascorre, ogni giorno, oltre due ore davanti alla Tv e solo il 33% delle femmine (52% dei maschi) pratica attività fisica tre volte a settimana. Infine, il consumo di alcol settimanale è stato riferito dal 26% delle femmine e dal 38% dei maschi. Per maggiori informazioni scarica il rapporto “Stili di vita e salute dei giovani in età scolare – Rapporto sui dati regionali 2009-2010” (pdf 2 Mb) e visita il sito Hbsc Italia.
Profilo di equità in epoca prenatale e pediatrica (pdf 3,9 Mb)
Un buon livello di salute generale, con indicatori spesso migliori della media regionale e che supportano i risultati positivi di programmi e interventi realizzati da diversi anni nel territorio cesenate a sostegno delle famiglie e dei loro bambini: è quanto emerge dal rapporto “Profilo di equità in epoca prenatale e pediatrica” pubblicato dall’Ausl di Cesena. Il quadro che affiora dallo studio presenta un’immagine globalmente positiva del territorio cesenate. In particolare, la percentuale di parti cesarei, il rapporto di abortività e l’immunizzazione alla rosolia nelle partorienti risultano migliori rispetto alla media regionale. Emergono però diverse aree critiche nelle quali viene fuori la presenza di disuguaglianze tra persone con diversa cittadinanza, titolo di studio e condizione occupazionale. Per maggiori dettagli scarica il documento completo (pdf 3,9 Mb).
Le sorveglianze sugli stili di vita: ciclo di incontri in Emilia-Romagna
In occasione dell'avvio del nuovo Piano regionale della prevenzione (Prp), e sotto il cappello del programma nazionale Guadagnare salute, la Regione Emilia-Romagna organizza un ciclo di seminari relativi alle sorveglianze sugli stili di vita (Passi, Passi d’argento, OKkio alla Salute e Hbsc) attive sul territorio. L’obiettivo: fornire elementi conoscitivi sulla situazione epidemiologica e sulle parti del Prp dedicate agli stili di vita, elementi essenziali per meglio orientare la realizzazione di iniziative efficaci per il miglioramento delle condizioni di vita e di salute, favorendo lo sviluppo di strategie intersettoriali per la prevenzione dei fattori di rischio delle malattie cronico degenerative. Il primo appuntamento “Passare all’azione: dai numeri ai progetti” è per il 26 gennaio 2011 a Imola, il secondo “Benessere psicofisico e comportamenti a rischio in adolescenza” è il 17 febbraio a Forlì e l’ultimo, dal titolo “Alimenta il movimento. Alimentazione, attività motoria e salute dall’infanzia all’adolescenza” è previsto per il 10 marzo a Parma. Per maggiori informazioni scarica il depliant generale sull’iniziativa (pdf 522 kb) e quelli sui singoli convegni: Imola (pdf 895 kb), Forlì (pdf 855 kb), Parma (pdf 928 kb).
Epidemiologia della legionellosi in Emilia-Romagna: il rapporto 1999-2008
Nel documento, realizzato dal Servizio sanità pubblica della Regione Emilia-Romagna, sono presentate le elaborazioni dei dati epidemiologici registrati attraverso il sistema informativo regionale delle malattie infettive e le relative informazioni contenute nelle schede di sorveglianza. Nel periodo 1999-2008 sono pervenute 560 notifiche di legionellosi: l’incidenza media regionale risulta pari a 13,6 casi ogni 1.000.000 abitanti. Per quanto riguarda l’Emilia-Romagna, si nota un andamento crescente in tutto il periodo osservato: da circa 1 caso per 1.000.000 abitanti nel 1997 si è giunti, con un aumento pressoché costante, a un valore pari a 19,2 nel 2008. L’incremento è da mettere in relazione al graduale miglioramento della capacità diagnostica e della sensibilità alla notifica, piuttosto che a un reale aumento dei casi di malattia. La malattia colpisce maggiormente le persone adulte di sesso maschile. Il 92% dei casi riguarda persone di età uguale o superiore a 40 anni, con un’età media pari a 60,5 anni (range: 4–95 anni). Sono solo 2 i casi con età inferiore ai 20 anni, due maschi di 4 e 18 anni rispettivamente. Il 70,7% dei casi notificati risulta di genere maschile, determinando un rapporto maschi/femmine pari a 2,4:1. Scarica il rapporto (pdf 1,5 Mb).
Le coperture vaccinali nei bambini dell’Emilia-Romagna: il rapporto 2009
Nel rapporto “Coperture vaccinali nell’infanzia - 2009”, realizzato a cura del Servizio sanità pubblica della Regione Emilia-Romagna, sono illustrati i tassi di copertura per le diverse vaccinazioni previste dal calendario vaccinale per l’infanzia, raggiunti nel 2009, a livello regionale e aziendale, raccolti nella rilevazione annuale effettuata nel corso del 2010. Si nota un aumento del numero complessivo di dosi somministrate (632.929 nel 2009 contro 596.867 nel 2008 con un aumento di 36.062 dosi) dovuto essenzialmente alla vaccinazione contro il virus A/H1N1v e all’introduzione in calendario, a partire dal 1 gennaio 2009, della vaccinazione antivaricella per gli adolescenti suscettibili. Questo incremento è attribuibile anche all’aumento del numero assoluto dei nuovi nati in Emilia-Romagna. Si confermano anche quest’anno in Emilia-Romagna tassi di copertura vaccinale superiori alla media nazionale e tra i più elevati d’Italia. Scarica il rapporto (pdf 524 kb).
L’infezione da Hiv/Aids in Emilia-Romagna (2009)
Secondo il rapporto “Lo stato dell’infezione da Hiv/Aids in Emilia-Romagna. Aggiornamento sull’epidemia al 31/12/2009”, il cui obiettivo è quello di fornire, insieme a un breve riferimento al contesto internazionale e nazionale, un quadro epidemiologico dell’epidemia da Hiv in Emilia-Romagna, nel quadriennio 2006-2009 in Regione sono state notificate 1.752 nuove diagnosi di infezione da Hiv, di cui 1.552 (88,6%) relative a cittadini residenti. Il tasso di incidenza medio annuo nel periodo è pari a 10,3 casi per 100.000 abitanti, valore che scende a 9,1 se si limita l’osservazione ai soli cittadini residenti. La fascia di età più rappresentata è quella compresa tra i 30 e i 49 anni (64,9% dei casi). I maschi rappresentano il 72% dei casi, determinando un rapporto complessivo maschi/femmine pari a 2,6:1. A livello territoriale, riportano tassi di incidenza più alti le Aziende Usl di Forlì (12,9 casi per 100.000 abitanti), Parma (12,2) e Rimini (10,8), e più bassi quelle di Piacenza (7 casi per 100.000 abitanti), Cesena (6,7) e Imola (4,5). La proporzione dei casi attribuibili a trasmissione sessuale in Emilia-Romagna ha raggiunto l’84% di tutte le diagnosi nel quadriennio 2006-2009 (56% per trasmissione eterosessuale e 28% attribuibili a trasmissione omo-bisessuale). Per maggiori approfondimenti, scarica il rapporto (pdf 1,8 Mb).
La nascita in Emilia-Romagna: il 7° rapporto Cedap (2009)
I nuovi nati in Emilia-Romagna nel corso del 2009 sono stati oltre 42 mila (9,7 ogni 1000 abitanti): questo dato conferma l’incremento dei parti in Regione. A determinare il costante aumento delle nascite è il contributo della popolazione immigrata: la percentuale di nuove madri con cittadinanza straniera è, infatti, passata dal 17,1% del 2003 al 27,9% del 2009. In forte incremento anche la percentuale della madri non sposate (nubili, separate, divorziate o vedove), passata negli ultimi 7 anni dal 19,7% al 28,6%. È quanto emerge dal 7° rapporto della Regione Emilia-Romagna sui dati del certificato di assistenza al parto (Cedap) riferito all’anno 2009. In aumento anche le donne che hanno fatto ricorso alle tecniche di procreazione assistita (603). Per quanto riguarda il numero di visite in gravidanza, solo il 4% delle donne ne ha effettuate meno di 4, numero soglia assunto come indicatore di assistenza insufficiente. Il tasso di parti cesarei è 29,9%, in sostanziale stabilità negli anni considerati; marcata è la variabilità fra punti nascita. Scarica la sintesi (pdf 28 kb), il documento completo (pdf 922 kb) e visita la pagina dedicata alla giornata di presentazione del rapporto (8 novembre 2010), con gli interventi dei relatori.
La governance delle politiche per la salute e il benessere sociale in Emilia-Romagna
Dossier, a cura dell’Agenzia sanitaria e sociale regionale dell’Emilia-Romagna, che si propone come uno strumento di ricostruzione ed evidenziazione per decisori politici, rappresentanti delle parti sociali, dirigenti e specialisti. Oltre all’architettura della governance sociale e sanitaria emiliano-romagnola, stabilita dalle numerose normative e dagli atti amministrativi inerenti sia il livello propriamente regionale sia quello territoriale, il volume contiene anche una prima valutazione del suo impatto. Il documento intende, inoltre, far comprendere come la governance sociale e sociosanitaria non sia più distinguibile da quella sanitaria e, più in generale, dal processo di riforma amministrativa perseguito dalla Regione, con particolare riferimento alla promozione delle forme di gestione associata delle funzioni comunali e di cooperazione tra enti locali e Aziende sanitarie. Scarica il documento (pdf 2,1 Mb).
Sorveglianza della malaria in Emilia-Romagna: i dati 1999-2009
Se dal 1983 al 1999 in Emilia-Romagna si è registrato un incremento graduale dei casi di malaria tra i cittadini residenti o domiciliati (140 casi nel 1999), dal 2000 al 2009 si è avuto un leggero decremento (111 casi nel 2009). L’evoluzione temporale dei casi nella Regione è coerente con l’andamento della malattia in Italia, ma il tasso d’incidenza dell’Emilia-Romagna è costantemente più alto rispetto alla media nazionale. A essere maggiormente colpiti sono gli uomini (66,4%) e la fascia di età compresa tra 25 e 44 anni (57,5% dei casi); è da segnalare l’alta percentuale di nuovi casi tra bambini e ragazzi di 0-14 anni (16,9% dei casi), in relazione anche alla consistente presenza di popolazione straniera, che ha raggiunto in Emilia-Romagna il 10,5% tra i residenti (in Italia è 6,5%). Il 99,9% dei casi risulta importato, in particolare dall’Africa (93,6% dei casi). Un solo caso, occorso nell’anno 2000, è invece risultato autoctono e correlato all’assistenza sanitaria. Il Plasmodium falciparum è risultato implicato in oltre l’80% dei casi. La profilassi farmacologia risulta essere stata effettuata con regolarità fino al suo completamento nel 6,6% dei casi, non effettuata nell’80,0% dei casi ed effettuata in modo incompleto nel 10,1% dei casi. Scarica il rapporto (pdf 392 kb).
Malattie trasmesse dagli alimenti: il rapporto 1988-2008
Dal 1988 al 2008 in Emilia Romagna si sono verificati quasi 2 mila episodi epidemici di malattie trasmesse da alimenti (Mta) e nell’ultimo decennio, dal 1999 al 2008, sono in media 450 le persone che annualmente hanno accusato i sintomi di questo gruppo di patologie, anche se indubbiamente si assiste a un calo importante degli episodi e dei malati (da 173 del 1999 con 996 persone malate, a 26 episodi nel 2008 con 187 persone coinvolte). Lo riferisce il rapporto Epidemiologia delle malattie trasmesse da alimenti in Emilia-Romagna. Periodo 1988-2008 (pdf 1,8 Mb) pubblicato a giugno 2010 dal Servizio sanità pubblica della Regione. Sul territorio regionale, nei vent’anni presi in esame dalla pubblicazione, i soggetti affetti dalle malattie trasmesse dal cibo sono stati complessivamente 16.532, a fronte di 46 mila persone esposte. Dei 1711 episodi epidemici per cui è stato possibile individuare l’eziologia della malattia, il 68,3% è risultato essere determinato da Salmonella. Il 16,9% delle persone che hanno accusato i sintomi è stato ricoverato e i decessi registrati nell’intero periodo d’indagine sono stati 19 (l’ultimo occorso nel 1997), di cui 16 per salmonellosi (84%). Il luogo di preparazione dell’alimento veicolo di Mta più spesso coinvolto é la casa privata (nel 68% degli episodi). Per maggiori informazioni, scarica il rapporto (pdf 1,8 Mb).
Sorveglianza eventi avversi ai vaccini infantili: anni 2006-2008
Realizzato in collaborazione tra il Servizio di epidemiologia della Ausl di Modena e i Servizi di sanità pubblica e di politica del farmaco della Regione Emilia-Romagna, il rapporto “Sorveglianza degli eventi avversi ai vaccini somministrati in età 0-17 anni segnalati in Emilia-Romagna. Periodo 2006-2008” prende in esame le schede di sospetta reazione avversa ai vaccini pervenute ai Servizi di farmacovigilanza aziendali della Regione negli anni dal 2006 al 2008. A fronte di oltre 1 milione e 600 mila dosi di vaccino somministrate dagli 0 ai 17 anni, in Emilia-Romagna nel periodo 2006-2008 sono pervenute al sistema di sorveglianza 667 segnalazioni di eventi avversi. Complessivamente, i sintomi segnalati sono stati 863 e i vaccini associati alla segnalazione 948. La frequenza di segnalazione complessiva è risultata nel periodo pari a circa 4 segnalazioni ogni 10.000 dosi di vaccino, mentre la frequenza di segnalazioni rilevanti è risultata pari a 2,5 ogni 10.000. L’età media dei soggetti interessati è risultata pari a 53 mesi, la mediana pari a 20 mesi e le segnalazioni hanno riguardato per il 47,5% maschi e per il 51,8% femmine. Tra le novità della relazione, un paragrafo descrittivo sulle reazioni avverse al vaccino anti-Hpv, introdotto in Emilia-Romagna nel 2008. Scarica la relazione (pdf 360 kb).
Epidemia di morbillo: i dati da gennaio a maggio 2010
Dal 1 gennaio al 31 maggio 2010, in Emilia-Romagna sono stati segnalati 119 casi sospetti di morbillo, poi classificati dagli esami di laboratorio come “confermati” (78), “probabili” (8), “possibili” (14) e “non casi” (19). L’epidemia, prima circoscritta al territorio piacentino, si è poi estesa nelle altre province interessando in particolare Parma, Bologna e Ferrara. Il tasso di incidenza costruito sui primi mesi dell’anno ha già superato il valore soglia definito per l’eliminazione del morbillo (0,1 casi l’anno per 100.000 abitanti) e dimostra dunque la necessità di rafforzare gli sforzi di prevenzione. Per i dettagli, scarica il rapporto (pdf 365 kb).
Malattie invasive batteriche: il rapporto 2009 dell'Emilia-Romagna
È in aumento in Emilia-Romagna il numero medio annuale delle segnalazioni di casi di malattie invasive batteriche (Mib), passando da 87 (1996-2006) a 154 (2007-2009). Questo incremento, però, probabilmente è dovuto più al cambiamento dei criteri di sorveglianza (che ha avuto luogo nel 2007) con conseguente maggiore sensibilità da parte dei clinici, che a un’effettiva crescita del numero di infezioni. Il tasso di incidenza medio per tutte le infezioni invasive batteriche in tutte le età passa da 2,2 casi su 100.000 abitanti negli anni 1996-2006 a 3,6 casi per 100.000 nel triennio 2007-2009. In particolare, l’aumento è dovuto alle forme invasive diverse dalle meningiti causate da pneumococco e dalle Mib da streptococco di gruppo A e B, che in precedenza non erano sottoposte a sorveglianza, nonché da Mib da emofilo capsulato diverso da b o non capsulato. Si mantiene pressoché stabile la letalità complessiva, attestandosi attorno al 16%, con un calo di quella da pneumococco e da meningococco. Il servizio regionale di Sanità pubblica presenta il rapporto 2009 “Epidemiologia delle malattie invasive batteriche in Emilia-Romagna”, in cui sono raccolti i dati del sistema di sorveglianza regionale dal 1996 al 2009. Per maggiori dettagli, leggi l’intero rapporto (pdf 417 kb).
Residui di prodotti fitosanitari: il report 2009 dell’Emilia-Romagna
La Regione Emilia-Romagna ha pubblicato i risultati del piano triennale per il controllo relativo alla presenza di fitosanitari negli alimenti di origine vegetale, freschi o trasformati. Sono stati analizzati 1743 campioni, di cui 1307 ortofrutticoli e 436 extra-ortofrutticoli. Il 2,6% dei campioni di verdura e l’1,8% di quelli di frutta sono risultati irregolari. Tra i 20 prodotti per l’infanzia analizzati non sono state registrate irregolarità di alcun tipo, mentre, dei 168 prodotti biologici, 3 sono risultati irregolari. I dati evidenziano un calo delle irregolarità rispetto al 2008, e contemporaneamente un aumento del numero di campioni positivi ma regolamentari. Leggi il documento (pdf 482 kb).
Indicazioni su specifiche misure di base per il controllo delle infezioni correlate all’assistenza, da adottare nella pratica assistenziale: è il contenuto del compendio delle principali misure per la prevenzione e il controllo delle infezioni correlate all'assistenza pubblicato dall’Agenzia sanitaria e sociale regionale dell’Emilia-Romagna a gennaio 2010. Il documento è stato predisposto nell’ambito del progetto “Prevenzione e controllo delle infezioni nelle organizzazioni sanitarie e socio-sanitarie - Inf-Oss”, finanziato nel 2006 dal Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ccm). Il documento comprende solo le misure sostenute da evidenze scientifiche di buon livello e contiene un allegato operativo di indirizzo sui criteri di selezione dei disinfettanti. Oltre alle specifiche raccomandazioni, il compendio include una lista di indicatori di processo e di esito per monitorare l’adesione alle principali misure di controllo. Per scaricare il documento, visita la pagina dedicata sul sito dall’Agenzia sanitaria e sociale regionale dell’Emilia-Romagna.
Gli effetti dell’abolizione del libretto sanitario per alimentaristi in Emilia-Romagna
Il rapporto “Sei anni dopo l’abolizione del libretto sanitario per gli alimentaristi in Emilia-Romagna: attuazione e ricadute della legge regionale 11 del 2003”, a cura del Servizio legislativo e Qualità della legislazione e del progetto Capire (Controllo delle Assemblee sulle politiche e gli interventi regionali), illustra gli effetti sui cittadini, sugli alimentaristi e sulla Pubblica Amministrazione della legge che in Emilia-Romagna ha abolito il libretto sanitario per gli alimentaristi e ha istituito corsi di formazione obbligatori per gli operatori del settore. A distanza di 6 anni, la scelta di privilegiare e rafforzare la formazione viene confermata senza rimpianti: per il settore alimentare e per la sanità regionale, la legge ha avuto ricadute positive soprattutto sul piano della semplificazione e del contenimento dei costi. Scarica il rapporto (pdf 849 kb).
“Sigarette spezzate”: la campagna 2009-2010 contro il tabagismo di Ferrara
Suggerire motivazioni positive per smettere di fumare e promuovere l’accesso ai centri antifumo della Provincia. Questi gli obiettivi di “Sigarette spezzate”, la campagna 2009-2010 per la disassuefazione da tabacco rivolta alla popolazione adulta della Provincia di Ferrara. Per questa edizione l’iniziativa dell’Ausl di Ferrara fa leva sui vantaggi legati all’interruzione dell’abitudine al fumo: per le coppie, continuare ad avere una vita sessuale soddisfacente e, per i genitori, vivere a lungo in salute con i figli.
Teatro e benessere psicofisico: l’esperienza dell’Emilia-Romagna
Gli esperti del settore hanno identificato nel teatro uno strumento di significativo interesse per la promozione del benessere sociale e individuale. Per questo motivo, a partire dal 2008, l’assessorato Sanità della Regione Emilia-Romagna ha promosso il progetto triennale “Teatro e salute mentale”, coordinato dai dipartimenti di Salute mentale e Dipendenze patologiche di Bologna, Reggio Emilia, Ferrara, Piacenza, Forlì, Modena, Parma, Rimini, Imola e Cesena. Le attività incluse nel progetto prevedono: laboratori, produzioni di spettacoli teatrali, formazione, azioni di sensibilizzazione e incontri formali e informali. Gli utenti coinvolti nel progetto sono 281 (dati di giugno 2009), le ore di laboratorio più di 2 mila e gli spettatori oltre 3 mila. Per saperne di più consulta le pagine dedicate sul sito del Dors.
Le coperture vaccinali nei bambini dell’Emilia-Romagna: il rapporto 2008
Nel rapporto “Coperture vaccinali nell’infanzia - 2008”, realizzato a cura del Servizio sanità pubblica della Regione Emilia-Romagna, sono illustrati i tassi di copertura per le diverse vaccinazioni previste dal calendario vaccinale per l’infanzia a livello regionale e aziendale, raccolti nella rilevazione annuale effettuata nel corso del 2009. Si nota un notevole aumento del numero complessivo di dosi somministrate (596.867 dosi nel 2008 contro le 544.084 del 2007) dovute essenzialmente all’introduzione in calendario a partire dal 1 gennaio 2006 delle vaccinazioni antipneumococco e antimeningococco e della vaccinazione contro il Papilloma virus (Hpv) 16 e 18 dalla primavera-estate 2008. Se si considerano le vaccinazioni eseguite in tutte le età, le dosi risultano complessivamente 1.792.566, di cui 1.027.034 si riferiscono all’antinfluenzale, quasi esclusivamente per la popolazione adulta. La gran parte delle dosi rimanenti sono somministrate ai bambini e agli adolescenti. Nella Regione, si confermano anche quest’anno tassi di copertura vaccinale superiori alla media nazionale e tra i più elevati d’Italia. Scarica il rapporto (pdf 370 kb).
Sorveglianza degli eventi avversi ai vaccini 0-17 anni. Anni 2006-2007
Il rapporto “Sorveglianza degli eventi avversi ai vaccini somministrati in età 0-17 anni segnalati in Emilia-Romagna periodo 2006-2007”, realizzato dal Servizio sanità pubblica in collaborazione con il Servizio politica del farmaco della Regione Emilia-Romagna, prende in esame le schede di sospetta reazione avversa ai vaccini pervenute ai Servizi di farmacovigilanza aziendale della Regione negli anni 2006 e 2007. A fronte di 1.019.642 dosi di vaccino somministrate in età 0-17 anni nella Regione negli anni in oggetto, sono pervenute al sistema di sorveglianza, nello stesso intervallo di tempo, 422 segnalazioni di eventi avversi per un totale di 527 sintomi. I sintomi segnalati sono stati nel maggior numero dei casi lievi (282/527, pari al 53,5%) come reazioni locali, febbre < 39,5°C, e agitazione; mentre nel 46,5% dei casi (245/527) la sintomatologia è stata valutata di rilievo. Il numero delle segnalazioni è passato da 236 nel 2006 a 186 nel 2007. I bambini per i quali è stato segnalato il ricovero o il ricorso al PS sono stati in tutto 95, pari al 22,5% del totale. Le reazioni avverse che hanno determinato il ricovero sono state principalmente: reazioni locali (15 casi), ipersensibilità sintomi cutanei e respiratori (15), febbre superiore a 39,5° (10) e convulsioni febbrili (8). Scarica il rapporto (pdf 353 kb).
La nascita in Emilia-Romagna: il rapporto 2008
I tassi di natalità e di fecondità sono in aumento e hanno ormai superato i valori medi nazionali: il tasso di natalità è pari al 9,7‰ e il numero medio di figli per donna è 1,45 (dati Italia: 9.6‰ e 1,41). Questi dati costituiscono comunque, se confrontati ad altri Paesi europei, un indicatore del problema della denatalità che caratterizza in generale la realtà italiana. Il costante aumento della popolazione immigrata, in particolare femminile, contribuisce in modo significativo a questo incremento. L’età media delle mamme al momento del parto è di 31,5 anni, con una discreta differenza tra italiane (media 32,6 anni) e straniere (media 28,5). La frequenza di donne di età uguale o superiore a 35 anni è passata dal 25,5% nel 2003 al 31% nel 2008. Le donne che hanno fatto ricorso a tecniche di procreazione assistita sono l’1,4% del totale. Il tasso di parti cesarei è 30,1%, leggermente in crescita dal 2006. Infine, il tasso di neonati di peso inferiore ai 2500 grammi è 7%, in aumento rispetto agli anni precedenti. Questo e molto altro nel 6° rapporto nascita, pubblicato a novembre 2009 dalla Regione Emilia-Romagna. Scarica il rapporto (pdf 1,8 Mb) e guarda le diapositive relative alla presentazione del rapporto.
Hiv/Aids in Emilia Romagna: aggiornamento al 31 dicembre 2008
Tra il 2007 e il 2008 il tasso medio di incidenza dell’iv in Emilia Romagna è pari a 9,1 casi ogni 100 mila abitanti (13,5 nei maschi e 4,8 nelle femmine). La variabilità intra-regionale del tasso di incidenza oscilla tra il 13,8 della Provincia di Forlì e il 4,7 della Provincia di Imola e l’età al momento della diagnosi è perlopiù compresa tra i 30 e i 39 anni per le donne e tra i 40 e i 49 anni per gli uomini. La proporzione di nuovi infetti per l’utilizzo di droghe iniettive è in calo e si aggira intorno al 6%, mentre la proporzione dei casi attribuibili a trasmissione sessuale è in aumento e ha raggiunto l’81% (53% rapporti eterosessuali, 28% rapporti omo/bisessuali). Leggi il rapporto “Lo stato dell’infezione da Hiv/Aids in Emilia Romagna. Aggiornamento sull’epidemia e primi risultati del sistema di sorveglianza dell’infezione da Hiv al 31/12/2008” (pdf 512 Kb).
I tumori nelle Province di Parma, Reggio Emilia e Modena. Anno 2007
Nel primo rapporto collaborativo tra i Registri tumori delle Province di Parma, Reggio Emilia e Modena, vengono presentati i dati di incidenza, mortalità e sopravvivenza relativi alle popolazioni residenti nelle aree di competenza dei tre rispettivi Registri. Nel corso del 2007 sono oltre 12 mila le persone che si sono ammalate di tumore. Le neoplasie più frequenti tra gli uomini sono quelle della prostata (20%), del polmone (15,1%), del colon-retto (14,4%) e della vescica (10,1%), mentre quelle più diffuse tra le donne sono quelle della mammella (28,9%), del colon-retto (12,5%), del polmone (6,3%) e della tiroide (5,8%). Leggi l’approfondimento.
Osservatorio di Bologna: il rapporto 2008 sulle dipendenze
Nel corso del 2008 il consumo di alcune sostanze illegali e legali tra i residenti dell’area metropolitana di Bologna ha registrato un aumento: la prevalenza del consumo problematico di oppioidi è passata dal 5,1‰ del 2007 al 5,2‰ del 2008, quella dei farmaci dallo 0,3‰ all’1,1‰, quella di alcol dal 3,5‰ al 4,4‰. Stabile il consumo di cocaina (prevalenza dello 0,9‰) e di cannabis (0,3‰). È quanto emerge dal rapporto 2008 sulle dipendenze in area metropolitana condotto dall’Ausl di Bologna. In generale, rispetto agli anni precedenti: diminuisce il numero dei decessi per overdose; nel sommerso cala il numero di stranieri, non residenti e soggetti senza fissa dimora; aumenta tra i residenti il numero di consumatori di oppioidi; è in aumento il numero di soggetti con problemi alcol correlati; aumenta il numero di soggetti con consumo problematico di farmaci. Scarica il rapporto (pdf 4,8 Mb).
Quaderni ferraresi sulla salute: fumo e rischio cardiovascolare
Un quadro sull’abitudine al fumo (pdf 825 kb) e sul rischio cardiovascolare (pdf 1,4 Mb) in provincia di Ferrara, grazie ai risultati di un’indagine condotta nell’Ausl di Ferrara per individuare le caratteristiche dei fumatori su cui orientare interventi di prevenzione mirati e valutare la diffusione dei fattori di rischio cardiovascolare. L’interpretazione dei dati raccolti ha potuto fruire di alcuni confronti con le altre Asl della Regione, grazie ai dati forniti dal sistema di sorveglianza Passi.
L’attività fisica nei giovani: l’indagine conoscitiva 2009 della Ausl di Cesena
Solo il 12% dei giovani di 14-15 anni di Cesena pratica un’attività fisica che rispetta le modalità suggerite dalle linee guida internazionali (60 minuti ogni giorno della settimana), un ulteriore 36% la pratica per un totale di sette ore alla settimana, anche se non tutti i giorni. Gli sport più praticati dagli adolescenti sono il calcio, il nuoto e la pallavolo. È quanto emerge dall’indagine, pubblicata ad aprile 2009, rivolta agli studenti del biennio delle scuole secondarie di secondo grado del Comune di Cesena. Il 13% dedica più di 4 ore al giorno a televisione, computer e videogiochi, mentre un quarto degli studenti consuma già tabacco e alcol. È stato inoltre rilevato che le condizioni socioeconomiche della famiglia di appartenenza influenzano il livello di attività fisica praticata dagli studenti: a un elevato livello di istruzione corrisponde solitamente una maggiore pratica sportiva, sia a scuola che fuori. Nelle famiglie con un basso livello di istruzione e in quelle immigrate, invece, i giovani praticano meno attività fisica. Scarica il documento completo (pdf 154 kb).
Uso di antibiotici e antibioticoresistenza in Emilia-Romagna
I consumi di antibiotici in Emilia-Romagna sono in crescita, e questo si associa a preoccupanti livelli di antibioticoresistenza della maggior parte dei batteri patogeni. Lo riferisce il rapporto “Uso di antibiotici e antibioticoresistenza in Emilia-Romagna” (pdf 66 kb), a cura dell’Agenzia sanitaria e sociale regionale, che riporta i dati aggiornati al 2007. L’aumento dei consumi di antibiotici è più marcato in ambito ospedaliero. Secondo il documento, sono urgenti interventi per migliorare la sorveglianza e il controllo delle infezioni e ridurre l’uso inappropriato di antibiotici. Scarica il rapporto (pdf 66 kb) e consulta su EpiCentro il focus dedicato alle resistenze agli antibiotici.
“Donne libere dal fumo”: la campagna dell’Ausl di Ravenna
Il dipartimento di Sanità pubblica dell’Azienda Usl di Ravenna, in occasione dell’8 marzo, lancia la campagna di sensibilizzazione “Donne libere dal fumo”. La campagna, che si svolgerà dall’8 marzo al 31 maggio 2009, si avvale di diversi strumenti di comunicazione: il concorso a premi “Fatti un dono… il fumo non ti dona”; la guida “Donne libere dal fumo” che fornisce un’informazione sintetica sui problemi legati al fumo delle donne, sulle opportunità e i benefici per chi smette, nonché strategie e consigli pratici per smettere di fumare; alcuni pieghevoli destinati ai giovani genitori, alle donne incinte e alle adolescenti. Dall’8 marzo 2009 sul sito web dell’Azienda Usl sarà attiva una specifica sezione sul fumo dove saranno reperibili tutte le informazioni relative alla campagna e al concorso, a cui sarà possibile iscriversi anche on line. Leggi la presentazione della campagna, dove puoi scaricare tutti i materiali.
Morbillo e rosolia in Emilia Romagna: i dati da gennaio a novembre 2008
Dal 1 gennaio al 30 novembre 2008 in Emilia Romagna sono stati segnalati 300 casi sospetti di morbillo, poi classificati dagli esami di laboratorio come “confermati” (174), “probabili” (23) e “non casi” (103). L’incidenza annuale si attesta su un valore di 4,6 casi per 100 mila abitanti. L’82% dei 197 casi confermati e probabili riguarda persone residenti in Emilia Romagna, mentre il 18% rappresenta i soggetti domiciliati in Regione ma residenti altrove in Italia o all’estero. Per i dettagli, scarica il rapporto con i dati sul morbillo (pdf 92 kb). Per quanto riguarda la rosolia, per il periodo che va dal 1 gennaio al 30 novembre 2008, sono 490 i casi confermati di rosolia, per un’incidenza pari a 11,5 casi per 100 mila abitanti. Per i dettagli, scarica il rapporto con i dati sulla rosolia (pdf 82 kb).
La nascita in Emilia Romagna: il rapporto Cedap 2007
I tassi di natalità e di fecondità sono in costante aumento e hanno ormai superato i valori medi nazionali: il tasso di natalità è pari al 9,6‰ e il numero medio di figli per donna è di 1,4. Il costante aumento della popolazione immigrata, in particolare, femminile, contribuisce in maniera significativa a questo incremento. È quanto emerge dal 5° rapporto nascita, pubblicato a novembre 2008 dalla Regione Emilia Romagna, che comprende i dati del 98,2% dei nati registrati con le schede di dimissione ospedaliera (Sdo). Il rapporto presenta i dati del 2007. Leggi l’approfondimento su EpiCentro.
Osservatorio di Bologna: i risultati di uno studio sulla cocaina
È disponibile sul sito dell’Osservatorio epidemiologico metropolitano sulle dipendenze patologiche di Bologna la documentazione relativa al convegno che si è tenuto il 28 novembre 2008 a Roma: “I risultati preliminari dello studio Pcs: percezione del danno, comportamenti a rischio, significati attribuiti all'uso di cocaina”. La ricerca è stata effettuata in 25 città italiane, in cui sono stati intervistati quasi 3500 soggetti di età compresa tra i 15 e 50 anni e 492 utenti del pubblico e privato sociale con dipendenza da cocaina. L’obiettivo: analizzare, per la prima volta in Europa, sia l’universo dei consumatori di cocaina in relazione all’intensità dell’uso e delle abitudini di consumo, sia la percezione del rischio delle persone che non sono consumatori. Scarica tutta la documentazione del convegno.
Hiv-Aids in Emilia Romagna nel 2007
Tra il 2003 e il 2007, tra i casi di Aids in adulti residenti in Regione, il 59% delle donne e il 38% degli uomini malati di Aids hanno riferito come fattore di rischio il contatto eterosessuale, mentre il contagio per uso di droghe iniettive rappresenta il 34% (uomini) e il 29% (donne). Negli ultimi tre anni, la modalità di trasmissione per via sessuale riguarda complessivamente l’87% dei nuovi casi di sieropositività: il 23% è legato a rapporti omosessuali e il 64% a rapporti eterosessuali. Ancora molto elevato il numero di persone che scopre di essere malato di Aids senza sapere di essere sieropositivo, soprattutto tra coloro che riportano come modalità di trasmissione del virus quella sessuale (62,1%). È quanto emerge dal rapporto sullo stato dell’infezione da Hiv al 31 dicembre 2007, pubblicato dal servizio Sanità pubblica della direzione generale Sanità e politiche sociali della Regione Emilia Romagna. L'introduzione delle combinazioni di farmaci antiretrovirali ha provocato un netto decremento dell’assistenza ospedaliera ma l’aumento dell’attività ambulatoriale, dell’assistenza extraospedaliera e della spesa farmaceutica. Scarica il rapporto Hiv-Aids in Emilia Romagna nel 2007 (pdf 532 kb).
Comune di Modena: bando 2008-2009 per i progetti di prevenzione presentati dalle scuole
Anche per l’anno scolastico 2008-2009, il Comune di Modena finanzia i migliori progetti di prevenzione e promozione della salute. Il bando si inserisce nelle numerose azioni intraprese dall’amministrazione locale modenese per tutelare e promuovere la salute, realizzando e sostenendo azioni mirate per l’adozione di sani stili di vita, la prevenzione di incidenti (stradali e sul lavoro), il miglioramento della qualità e dei percorsi d’accesso ai servizi della città, anche al fine di ridurre le emergenti disuguaglianze di salute. Scarica il bando (pdf 40 kb) e la scheda per la presentazione dei progetti (doc 190 kb). Per ulteriori informazioni, è possibile contattare l’ufficio Politiche per la salute al numero telefonico 059/2032963-2520.
Rapporto 2007 sulle dipendenze nell'area metropolitana di Bologna
Nell’area metropolitana di Bologna il numero di soggetti con problemi alcol correlati è in diminuzione tra i residenti e in aumento tra i non residenti. Aumenta la fascia del “consumo critico” di stupefacenti, in particolare tra residenti, stranieri (provenienti in larga parte da Paesi del Nord Africa) e soggetti senza fissa dimora. Sono alcuni dei dati presentati nel rapporto 2007 sulle dipendenze in area metropolitana dell’Osservatorio epidemiologico metropolitano dipendenze patologiche di Bologna. Cresce il consumo di eroina e il numero di soggetti che “sniffano” o fumano. Per quanto riguarda il consumo di cocaina, si evidenzia un elevato ricorso a servizi sanitari di emergenza e il raddoppio della prevalenza di consumatrici problematiche. Tra gli utenti dei Sert, si segnala la diminuzione del numero dei positivi all’epatite C e all’Hiv sia tra i soggetti già in carico che tra i nuovi contatti: sono in assoluto i dati più bassi degli ultimi dieci anni. Per ulteriori informazioni, scarica il rapporto completo (pdf 2,4 Mb).
Emilia Romagna: il rapporto sullo stato del Servizio sanitario regionale al 2007
La Regione Emilia Romagna presenta il rapporto annuale sullo stato del proprio Servizio sanitario regionale. La pubblicazione contiene anche la presentazione del primo Piano sociale e sanitario 2008-2010, nato per il coordinamento delle politiche sanitarie e sociali. Si tratta del “primo piano frutto di una progettazione comune e di uno stretto confronto con le parti sociali e gli enti locali, a partire da una rilettura dei bisogni delle persone e delle comunità”, scrive nella presentazione del documento Vasco Errani, presidente della Regione Emilia Romagna. Seguono nel rapporto i dati relativi a strutture, spesa, attività e modelli organizzativi del Servizio sanitario regionale, aggiornati al 31 dicembre 2007. Scarica il rapporto completo (pdf 1 Mb) e la sintesi del Piano sociale e sanitario 2008-2010.
Ausl Cesena: il sistema di gestione della qualità
Il dipartimento di Sanità pubblica dell'Ausl di Cesena ha sviluppato un sistema di gestione della qualità volontario, coerente con il sistema per la qualità aziendale, per incentrare la modalità di lavoro non più sull’adempimento burocratico, ma su programmi per conseguire obiettivi di salute. Il sistema aziendale è stato sviluppato e certificato secondo il modello Iso 9001 2000, che pone l’accento sulle modalità in cui gestire l’obiettivo qualità: si introducono ed enfatizzano i temi della soddisfazione del cliente, del miglioramento continuo, della gestione per processi, della valutazione dei risultati. Leggi la presentazione sul sito dell’Ausl di Cesena e il commento di Luigi Salizzato (pdf 18 kb), direttore del Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Ausl Cesena.
I dati 2007 dell'Osservatorio di Modena sull'infezione Hiv
Sono 53 i nuovi casi di infezione da Hiv notificati in provincia di Modena nel 2007, per un tasso di incidenza relativo di 1,5 casi per 100.000 abitanti: un valore più basso di quello osservato per l’intera Emilia-Romagna (2,8). Sale l'età delle persone che contraggono il virus (40 anni per gli uomini e 31 anni per le donne), mentre il contagio riguarda ormai soprattutto gli eterosessuali: il 64% dei nuovi casi negli ultimi due anni. A partire dal 1985, il numero totale di notifiche è stato di 1.903 (1.344 uomini e 559 donne). Negli ultimi anni, il 40% delle notifiche riguarda stranieri, in particolare provenienti dall'Africa subsahariana e dall'Africa meridionale. La sopravvivenza è migliorata molto a partire dal 1997, grazie all'introduzione della terapia antiretrovirale. Un miglioramento che prosegue nel tempo: si è passati infatti da una sopravvivenza del 76% a 5 anni per il periodo 1985-96, al 93% per quello 2002-2007. Il ritardo della diagnosi influisce negativamente sulla sopravvivenza: è quindi molto importante effettuare il prima possibile il test Hiv, perché i farmaci oggi sono efficaci e, in caso di contagio, è importante riconoscere presto l'infezione per attuare la terapia in maniera tempestiva. I dati che fotografano la situazione Hiv in provincia di Modena sono contenuti nel rapporto 2008 (pdf 645 kb) realizzato dall'Osservatorio provinciale sull'infezione Hiv e gestito da Ausl e Azienda ospedaliero-universitaria Policlinico di Modena.
Il punto sul morbillo in Emilia-Romagna (settembre 2008)
Dal 1 gennaio al 31 maggio 2008, in Emilia-Romagna sono stati notificati 223 casi di morbillo, di cui 96 confermati e 71 probabili. Il picco si è verificato tra febbraio e marzo. Tra le complicanze di rilievo, si registrano 4 casi di polmonite. Pur avendo buona copertura vaccinale, in Emilia-Romagna non si raggiungono ancora i tassi necessari per ottenere l’eliminazione della malattia. L’epidemia colpisce soprattutto gli adolescenti e i giovani adulti. Ribadita l’opportunità di aumentare l’impegno per responsabilizzare gli operatori, offrendo la vaccinazione ai suscettibili. Per i dettagli, scarica il rapporto (pdf 55 kb) e la lettera (pdf 635 kb).
Incidenti stradali nelle province della costa emiliano-romagnola (1995-2006)
Durante l’estate le strade della riviera adriatica dell’Emilia-Romagna sono molto trafficate ed è più alto il rischio di incidenti. Secondo il rapporto “Incidenti stradali nelle province della costa emiliano-romagnola” tra il 2000 e il 2006 il numero di sinistri è aumentato, a fronte di un aumento dei veicoli circolanti. Gli incidenti sono però meno gravi ed è diminuito il numero di vittime sulle strade, anche grazie alle leggi che hanno reso obbligatorio casco e cintura di sicurezza. Alcol ed eccesso di velocità sono i principali responsabili degli incidenti. Consulta il rapporto (pdf 735 kb), la sintesi dei risultati (pdf 460 kb) e la scheda informativa (pdf 300 kb). Leggi anche il commento di Luigi Salizzato, direttore del dipartimento di Sanità pubblica della Ausl di Cesena.
“Le sfumature del fumo”: la campagna 2007-2008 di Ferrara
Motivazioni positive e propositive per smettere di fumare, attività di comunicazione efficaci e l’invito attivo a rivolgersi ai Centri antifumo locali. Sono le caratteristiche principali de “Le sfumature del fumo”, la campagna 2007-2008 per la disassuefazione da tabacco rivolta alla popolazione adulta della provincia di Ferrara.
Relazione sull’interruzione volontaria di gravidanza in Emilia-Romagna nel 2007
La relazione sulle interruzioni volontarie di
gravidanza (Ivg) effettuate in Emilia-Romagna nel 2007 conferma la
tendenza alla riduzione del fenomeno. Il numero complessivo di
interruzioni è pari a 11.274, 184 in meno del 2006. Leggi la
presentazione sul sito SalutER, scarica la
sintesi (pdf 80 kb) e il
documento completo (pdf 297 kb).
La situazione dell’Emilia Romagna per quanto riguarda gli antibiotici, in confronto a quella di altri Paesi europei, fa registrare sia una forte pressione antibiotica sia un’alta prevalenza di resistenze. Lo rivela il dossier “Sorveglianza dell’antibioticoresistenza e uso di antibiotici sistemici in Emilia Romagna. Rapporto 2006”, secondo cui è necessario modificare le abitudini prescrittive dei medici in ambito regionale. Le strategie per ridurre il consumo di antibiotici dovranno essere sviluppate individuando le priorità e tarando gli interventi sui problemi specifici. In particolare, desta preoccupazione l’incremento di resistenza osservato in alcune specie di enterobatteri. Per quanto riguarda l’uso di antibiotici sistemici, i tassi di consumo risultano elevati in tutte le fasce di età, con i picchi nelle fasce estreme (0-6 anni e oltre gli 80 anni). Leggi il comunicato e scarica il rapporto (pdf 603 kb). Consulta il focus resistenze agli antibiotici.
L’Atlante della mortalità dell’Emilia Romagna, 1998-2004
La Regione Emilia Romagna ha pubblicato uno studio sulla mortalità nel periodo 1998-2004, allo scopo di descrivere le distribuzioni geografiche, temporali, per sesso ed età dei decessi e supportare l’individuazione di opportune linee di intervento di politica sanitaria. I tassi di mortalità dell’Emilia Romagna sono, per entrambi i sessi, al di sotto del dato nazionale, sia per quanto riguarda le morti provocate da tumori, sia per i decessi dovuti ad altre cause. Fanno eccezione il tumore del polmone, in continua crescita, l’infarto, il cui tasso si sovrappone a quello nazionale e le malattie ischemiche, che non presentano variazioni significative nel periodo considerato. Al contrario, dati regionali più elevati di quelli nazionali, si registrano per le patologie da trauma e avvelenamento (compresi suicidi, autolesione e incidenti stradali) e per le malattie degenerative involutive cerebrali senili, che presentano un trend in forte aumento. Per quanto riguarda la distribuzione territoriale dei tassi di mortalità, si rilevano dati molto elevati nelle Province di Piacenza, Ferrara e nell’Appennino di Parma e Bologna. Quelli della Romagna sono, invece, inferiori alla media regionale. La presenza di particolari modelli distributivi dei fattori di rischio è evidenziata dalla disomogeneità territoriale dei tassi di mortalità disaggregati per causa: il tumore del polmone si concentra nelle Province di Ferrara e Piacenza, il tumore dello stomaco in Romagna (in particolare nella zona appenninica), il tumore del fegato a Piacenza e Parma e gli incidenti stradali nell’area costiera. Leggi il comunicato stampa sul sito dell’Agenzia sanitaria regionale dell’Emilia-Romagna.
Nascere in Emilia Romagna: il rapporto Cedap 2006
In aumento natalità, madri nubili, straniere e sopra i 35 anni. In lieve calo i cesarei, stabili le gravidanze pretermine e il ricorso alle tecniche di procreazione assistita. Sono i dati principali che emergono dal rapporto annuale 2006 sulle nascite in Emilia Romagna, basato sui Certificati di assistenza al parto (Cedap). Leggi l’approfondimento, a cura della redazione di EpiCentro.
Gli eventi avversi alle vaccinazioni in Emilia Romagna
Nel 2006 in Emilia Romagna, a fronte di 475.583 dosi di vaccino somministrate in bambini e ragazzi da 0 a 17 anni, sono pervenute al sistema di sorveglianza 236 segnalazioni di eventi avversi, per un totale di 265 sintomi. In quasi 6 casi su 10, i sintomi segnalati sono di lieve gravità, come reazioni locali, febbre, agitazione e sintomi in miniatura di morbillo, parotite e rosolia. Leggi l’approfondimento sul nuovo rapporto dell’Emilia Romagna sulla sorveglianza degli eventi avversi alle vaccinazioni nel 2006.
Disuguaglianze in salute e nell’accesso ai servizi nel territorio cesenate
Il rapporto sulle disuguaglianze di accesso e fruibilità dei servizi sanitari nella città di Cesena evidenzia la presenza di due sottogruppi di popolazione particolarmente svantaggiati: i cittadini stranieri e le persone con un basso titolo di studio. Povertà, provenienza da realtà disagiate e basso livello d’istruzione, condizionano infatti l’utilizzo adeguato dei servizi, determinando una condizione di maggior vulnerabilità.
Il legame tra l’essere straniero e il difficile utilizzo dei servizi, si registra soprattutto nel settore materno infantile: i più colpiti risultano essere i minori, che presentano un tasso di ricovero più alto dei coetanei italiani (88 su mille contro il 69 su mille degli italiani), e le donne in gravidanza, che accedono di rado alle cure prenatali e ai programmi di screening per il carcinoma della cervice uterina (il 32% contro il 50% delle donne italiane).
Le persone con un basso livello d’istruzione, indipendentemente dalla cittadinanza, manifestano una peggiore percezione del proprio stato di salute, una maggior prevalenza dei principali fattori di rischio comportamentali (sedentarietà, abitudine al fumo, obesità, consumo di alcol) e, più spesso di coloro che hanno un elevato titolo di studio, la compresenza di più fattori di rischio.
L’approfondimento delle disuguaglianze in salute e il coinvolgimento dei servizi sanitari e delle organizzazioni sociali sono considerate le premesse irrinunciabili per la realizzazione di interventi di miglioramento della salute nella popolazione ed in particolare nei gruppi socialmente più fragili.
Per informazioni più approfondite, leggi il rapporto completo (pdf 168 Kb).
Uso dei dispositivi di sicurezza passivi in auto e in moto a Bologna
Nella città di Bologna, tra il 2000 e il 2006, l’uso della cintura di sicurezza per chi siede sui sedili anteriori è aumentato, passando dal 32% al 75%. Un aumento significativo è stato osservato anche per l’uso del casco tra i ciclomotoristi che, nello stesso periodo, è passato dal 27% a quasi il 100%. Questi i risultati principali dello studio “Uso dei dispositivi di sicurezza passiva in auto e in moto a Bologna”, effettuato dal dipartimento di Sanità pubblica dell’Ausl di Bologna. I dati sono stati ottenuti seguendo il protocollo proposto dal sistema Ulisse. L’obiettivo dello studio era infatti osservare la prevalenza d’uso delle cinture di sicurezza sui sedili anteriori degli autoveicoli e del casco di protezione per i motociclisti e i ciclomotoristi. L’indagine è stata condotta, nello specifico, in due punti del territorio: zona urbana centrale, zona urbana periferica. Il rapporto indica in modo chiaro il ruolo determinante della normativa quale strumento efficace per l’adozione di comportamenti protettivi alla guida dei veicoli. Gli incrementi più significativi sono coincisi, per la cintura di sicurezza, con l’introduzione della patente a punti, mentre per l’uso del casco in occasione dell’estensione dell’obbligo per i maggiorenni. Tuttavia nel 2006, rispetto al 2005, si è osservata una riduzione statisticamente significativa nell’uso della cintura di sicurezza, specie per il conducente del veicolo. Inoltre, pur aumentando la percentuale di soggetti che utilizzano caschi omologati, resta ancora importante la quota di coloro che indossano “caschi leggeri”. Il rapporto dimostra l’importanza della sorveglianza che va mantenuta e ampliata per alcuni sottogruppi di popolazione (per esempio, l’uso del seggiolino per i bambini e della cintura di sicurezza posteriore). Per informazioni più approfondite, leggi il rapporto completo (pdf 480 Kb).
Nascita pre-termine: i nuovi dati nel rapporto 2004
Secondo il rapporto sulle nascite pre-termine in Emilia Romagna, nel
2004 sono stati registrati 378 neonati di peso inferiore a 1500 grammi
(circa l’1% del totale delle nascite). I dati complessivi regionali sono
messi a confronto con quelli del Vermont Oxford Network, database
internazionale sui nati pre-termine. Per quanto riguarda le manovre di
rianimazione in sala parto, il 37,8% dei nati è sottoposto a
intubazione, il 16,8% a ventilazione con maschera, il 17,8% alla
somministrazione di ossigeno a flusso libero. Solo il 27,6% dei nati non
è sottoposto ad alcun intervento di rianimazione. La nutrizione
parenterale riguarda il 64% dei neonati, la quasi totalità di quelli di
peso inferiore al chilo. Riguardo agli esiti al momento della
dimissione, il peso alla dimissione è nell’85% dei casi inferiore ai 2,5
chili e nel 39,7% dei casi inferiore ai 2 chili. Il 32,3% dei nati è
dimesso con allattamento al seno (esclusivo o completo), il 32,3% con
allattamento al seno e supplementazione. Il tasso di mortalità è circa
del 16%. Scarica la
sintesi schematica (pdf 90 kb) e il
rapporto completo (pdf 1 Mb).
Hiv nella provincia di Modena: i dati del 2006 (pdf 750 kb)
Secondo l’edizione 2007 del bollettino dell’Osservatorio provinciale di Modena sull’infezione da Hiv (dati aggiornati al 31 dicembre 2006), nel corso del 2006 sono stati notificati 63 nuovi casi di infezione in persone adulte residenti. Di questi (43 uomini e 20 donne), l’86% ha contratto l’infezione per via sessuale (sia omosessuale che eterosessuale) e il 33% è di nazionalità straniera. Anche se il numero di nuove infezioni sembra essersi stabilizzato negli ultimi anni, un monitoraggio ventennale evidenzia alcuni cambiamenti significativi, come quelli sulla via di trasmissione e sull’età al momento della diagnosi. Non più lo scambio di siringhe tra tossicodipendenti, ma la via sessuale è infatti il tramite principale di trasmissione (89% dei casi). E i rapporti eterosessuali costituiscono il 65% dei nuovi casi dell’ultimo biennio. Un altro fenomeno che ha subito modifiche nel corso degli anni è l’aumento costante dell’età al momento della segnalazione, passata da un'età media per gli uomini di 23 anni nel 1985 a 38 anni nel 2006, mentre per le donne da 22 a 26 anni. Sono 14, infine, i nuovi casi di Aids conclamato segnalati nel 2006 nella provincia di Modena, per un tasso di incidenza di 2,1 casi per 100.000 abitanti. Leggi il comunicato stampa (pdf 20 Kb) e il rapporto originale (pdf 750 kb).
Modena: andamento delle malattie prevenibili con vaccino (2005)
I dati del rapporto, aggiornati a dicembre 2005, si riferiscono in particolare a morbillo, epatite B, pertosse e rosolia. Anche per il 2004 e per il 2005, si conferma il costante calo di queste malattie in corrispondenza del graduale aumento (o del mantenimento di livelli elevati) delle coperture vaccinali, che risultano di poco superiori alla media regionale. I casi di morbillo, dopo il picco transitorio del 2002 e del 2003 (anni epidemici a livello nazionale), si sono pressoché azzerati (1 caso nel 2004 e nessun caso nel 2005). Per la pertosse, è buono il contenimento della malattia: sia nel 2004 che nel 2005 sono stati infatti registrati solo 8 casi. Nel 2004 viene segnalato un caso di epatite B in un bambino di 18 mesi non vaccinato, immigrato dall’Ucraina. Gli ultimi 2 casi di epatite B segnalati in età pediatrica risalivano al 1997. L’incidenza della rosolia appare in costante calo, particolarmente accentuato dal 1998 quando passa bruscamente da valori compresi tra 40 e 60 casi per 100.000 a tassi inferiori a 10 per 100.000. Tuttavia, 4 dei 7 casi complessivi segnalati nel 2004 e 2005 riguardano donne in età fertile: una conferma, questa, della necessità di agire in modo mirato su questa fascia di popolazione, così come previsto dal Piano per l’eliminazione della rosolia congenita a partire dal 2007 a livello regionale e nazionale.
Scarica il documento completo (pdf 105 kb).
Modena: vaccinazioni e reazioni avverse (2002-2005)
A fronte di 253.878 dosi di vaccino somministrate in età 0-17 anni in Provincia di Modena, sono pervenute al sistema di sorveglianza 239 segnalazioni di eventi avversi, per un totale di 289 sintomi. Reazioni avverse che hanno interessato 127 soggetti maschi (53,1%) e 112 femmine (46,9%), con età media pari a 36 mesi e un range che oscilla dai 2 mesi ai 17 anni. I sintomi segnalati sono stati in gran parte di gravità lieve e/o attesi (203 su 289, pari al 70%), come reazioni locali, febbre < 39,5°C, agitazione e sintomi in miniatura di morbillo, parotite e rosolia. Nel restante 30% dei casi (86 su 289), invece, la gravità è stata valutata di rilievo. La frequenza di segnalazione complessiva, e quella dei sintomi considerati clinicamente rilevanti, sono risultate rispettivamente pari a 9,4 e 3,4 su 10.000 dosi. La frequenza di segnalazione in Provincia di Modena è molto più alta (circa il triplo) rispetto alla media regionale riscontrata nel 2001.
Scarica il documento completo (pdf 160 kb).
Meningiti in Emilia Romagna: il rapporto 1996-2006
La Regione Emilia Romagna ha pubblicato un rapporto sulle meningiti batteriche segnalate dal 1 gennaio 1996 al 31 dicembre 2006. L’obiettivo è valutare e monitorare la situazione epidemiologica regionale di queste malattie. I risultati mostrano una situazione simile a quella nazionale: l’incidenza delle forme da pneumococco e da meningococco è bassa rispetto ai valori europei (0,4 casi per 100.000 per entrambi i tipi di meningite, in Italia; 0,8 casi su 100.000 per lo pneumococco e 0,4 per il meningococco, in Emilia Romagna). La fascia di età più colpita è il primo anno di vita: in Regione si registrano tassi di 26 su 100.000 con un tasso di letalità dell’11% (con punte del 15%) per lo pneumococco e del 25% per il meningococco. In calo le forme sostenute dall’emofilo (si è passati dai 12 casi nel 1996 ai 3 del 2006). La sorveglianza regionale è di buona qualità, ma può essere ancora migliorata. Scarica il rapporto completo (pdf 92 kb).
Accesso ai servizi sanitari: le disuguaglianze dell’Emilia Romagna
L’Agenzia sanitaria regionale dell’Emilia Romagna presenta un dossier che affronta il tema delle disuguaglianze nell’accesso ai servizi e nei percorsi di cura. Vengono descritti anche i principali orientamenti della letteratura sullo studio delle ineguaglianze sociali e sono presentati diversi studi condotti in Regione. Il dossier raccoglie i contributi e le riflessioni scaturite all’interno del gruppo di lavoro “Analisi dell’accesso ai servizi sanitari attraverso le banche dati”, nell’ambito del progetto ministeriale “Le disuguaglianze: i meccanismi di generazione e l’identificazione di interventi possibili”. L’obiettivo della pubblicazione è presentare i principali risultati su come il tema delle diseguaglianze nell’accesso ai servizi e nei percorsi di cura può essere affrontato utilizzando le banche dati sanitarie regionali. Il gruppo di lavoro, composto da 8 Ausl, ha utilizzato i dati forniti dai principali flussi informativi sanitari attivi in Emilia Romagna (dimissioni ospedaliere, specialistica ambulatoriale, parti, aborti, mortalità, emergenze-urgenza).
Scarica il documento completo (pdf 732 kb).
Reggio Emilia: indagine sulla salute degli stranieri
Un rapporto curato dall’Azienda unità sanitaria locale di Reggio Emilia affronta il tema della salute della popolazione straniera di una delle province italiane a più forte immigrazione. I dati hanno evidenziato aree problematiche. In particolare, per quanto riguarda il ricorso alle strutture sanitarie: uso improprio del Pronto soccorso e adesione insufficiente agli screening oncologici. Le condizioni di salute che presentano maggiori elementi di criticità sono la maternità e i nuovi nati, gli infortuni sul lavoro, gli incidenti stradali, le malattie infettive. Meno complessa la situazione che riguarda la frequenza di ricoveri ospedalieri (simile o più bassa che negli italiani), le patologie cronico-degenerative (meno frequenti che negli italiani di pari età), la trasmissione delle malattie infettive alla popolazione locale, per la quale non vi è evidenza.
Sorveglianza nutrizionale. Determinanti e indicatori di rischio obesità nella popolazione infantile
Un nuovo rapporto dell’Emilia Romagna rivela la presenza di soprappeso e obesità tra i bambini della Regione. L’indagine ha raccolto dati su peso, altezza e stili di vita, coinvolgendo 2681 bambini di 6 anni nel 2003, e 2955 bambini di 9 anni nel 2005. Si segnala un incremento di sovrappeso (20% del campione) e obesità (9% del campione) nella popolazione infantile. I dati evidenziano anche che a 6 anni un bambino su quattro è in eccesso di peso. La percentuale sale a quasi uno su tre a 9 anni. Per quanto riguarda gli stili di vita, la televisione e il computer occupano la maggior parte del tempo libero a scapito di giochi che richiedono una maggiore attività fisica. Inoltre, lo stato nutrizionale dei bambini risulta influenzato direttamente da quello dei genitori.
Scarica il rapporto completo (pdf 2,3 Mb).
Hiv-Aids in Emilia Romagna nel 2005
È stato pubblicato dalla regione Emilia Romagna il
rapporto sullo stato dell’infezione da Hiv al 31 dicembre 2005,
a cura del servizio Sanità pubblica della Direzione generale Sanità e
politiche sociali. L’incidenza dei casi di Aids ha subito una forte
diminuzione dal 1996 al 1999, mostrando poi una stabilizzazione dei
tassi con un lieve miglioramento negli ultimi anni.
Questa diminuzione è difficilmente attribuibile a una riduzione delle infezioni da Hiv. I trattamenti, insieme alla stabilizzazione delle nuove diagnosi di sieropositività, hanno fatto sì che la prevalenza della condizione di Hiv/Aids (ossia le persone sieropositive viventi con o senza Aids conclamato) sia aumentata e che le persone in Hiv/Aids siano in condizioni di salute migliori. In Emilia Romagna il 43% delle persone scopre di essere malato di Aids senza essere venuto prima a conoscenza della propria sieropositività. Nel 61% dei casi la modalità di trasmissione è quella sessuale.
Scarica il rapporto Hiv-Aids in Emilia Romagna nel 2005 (pdf 1,1 Mb).Modena: nuovi dati sulle infezioni da Hiv nel 2005
In diminuzione i nuovi casi di infezione da Hiv registrati in Provincia di Modena: 54 nel 2005. Si conferma la tendenza all’aumento dell’età della segnalazione che è passata da 23 anni nel 1985 a 38 anni nel 2005 negli uomini, e da 22 a 32 per le donne. La principale via di trasmissione è quella sessuale, in particolare tramite rapporti eterosessuali (67% dei casi nell’ultimo biennio). In calo la trasmissione tra tossicodipendenti dovuta allo scambio di siringhe e anche quella legata a rapporti omosessuali. Nel 2005 si registra anche una uguale frequenza di infezione tra italiani e stranieri (in particolare tra quelli che provengono dall’Africa subsahariana e meridionale).
Leggi il rapporto, a cura dell’Osservatorio Hiv della provincia di Modena (pdf 505 kb).
Il sistema sanità dell’Emilia Romagna nel 2005
Sette miliardi di euro di spesa complessiva, di cui il 50,67% relativo
all’assistenza distrettuale e il 45,06% a quella ospedaliera. Cala la
spesa farmaceutica: dal 8,39% del 2004 sul 2003 al 1,39% nel 2005 sul
2004. Aumentano (+20,8%) le donazioni degli organi. Circa 84.000 le
persone assistite a domicilio. Buona l’adesione alle campagne di
screening oncologico. Sono alcuni dei dati contenuti in "Il
Servizio sanitario regionale dell’Emilia Romagna. Strutture, servizi,
programmi, modelli organizzativi. Dati 2005", pubblicazione che fa
un bilancio del sistema sanità dell’Emilia Romagna, aggiornata al 31 dicembre 2005.
Scarica il
documento (pdf 2,5 Mb).
“Sana o salva?”: l’adesione delle donne ai programmi di screening (2006)
Sono la prevenzione del tumore alla mammella e al collo dell'utero, e in particolare l’adesione alle campagne di screening, i temi affrontati nel dossier “Sana o salva?”, pubblicato a novembre 2006 dall’Agenzia regionale sanitaria dell’Emilia Romagna. Qualche dato: per i tumori alla mammella, la risposta all’invito è del 70%, la mortalità è in diminuzione (-1,5% tra il 1995 e il 2002) e la sopravvivenza a 5 anni ha raggiunto l’87%. Per quanto riguarda la prevenzione per i tumori al collo dell’utero, l’adesione all’invito è invece del 58%: un tasso dei più alti in Italia. A una riflessione di stampo sociologico, fa seguito uno studio sui comportamenti di salute, che ha l’obiettivo di individuare le caratteristiche socio-anagrafiche e psicologiche delle donne che decidono di sottoporsi al pap test (46% aderenti all’invito, 36% aderenti ma che si rivolgono a strutture private) e di quelle che decidono di non farlo (18%). Su un totale di 591 donne (tra i 25 e i 64 anni) coinvolte nell’indagine, le differenze sono significative e interessanti, legate al livello culturale e al tipo di sensibilità mostrata nei confronti dei diversi tipi comunicazione (alcune sono più attente ai messaggi dei mass media, altre ai consigli degli operatori sanitari). Interessante anche l’ultima parte della pubblicazione in cui si approfondisce il tema “donne straniere e prevenzione”: il tasso di adesione è del 37% e la percentuale varia a seconda delle nazioni di provenienza (la risposta maggiore si ha da parte delle donne dell’Europa orientale, del Sud America e del Senegal).
Per maggiori informazioni, consulta il sito dell’ Azienda sanitaria regionale dell’Emilia Romagna e leggi il rapporto completo (pdf 2,17 Mb).
Epidemiologia della tubercolosi in Emilia Romagna (2004)
Nel 2004 sono stati notificati in Emilia Romagna 474 casi di tubercolosi: un tasso pari a 11,6 casi per 100.000 abitanti. Tra il 1996 e il 2004 sia il numero di casi notificati sia i tassi di incidenza sono sostanzialmente stabili. L’Ausl di Piacenza ha il più alto tasso di incidenza (15,9 casi per 100.000 abitanti), mentre l’Ausl di Bologna presenta il maggior numero di casi notificati (116). La classe di età più colpita è quella dei soggetti con più di 65 anni (17,9 per 100.000 abitanti nel 2004). L’incidenza in questa classe è diminuita dal 1996 al 2004 del 23%, mentre nello stesso periodo è raddoppiato il tasso di incidenza corrispondente alla classe di età 15-24. Nell’arco di dieci anni, si è registrato un aumento costante della proporzione di Tbc in persone nate all’estero: dal 10% dei casi nel 1993 al 46% nel 2004.
Il rapporto descrive l’andamento temporale dell’endemia tubercolare in Emilia Romagna tra il 1996 e il 2004. L’obiettivo è identificare l’eventuale presenza di gruppi ad alto rischio, al fine di indirizzare più efficacemente interventi e risorse.
Consulta il rapporto.
Ausl Bologna: il profilo prescrittivo della popolazione pediatrica (2005)
Quantità, caratteristiche e uso dei farmaci prescritti sono l’oggetto dell’indagine effettuata nel 2005 dalla usl di Bologna sui bambini da 0 a 13 anni. Il monitoraggio della prescrizione farmacologica rappresenta uno strumento utile per valutare la qualità delle cure. Allo stesso tempo, dal consumo di farmaci è possibile desumere informazioni proxy sullo stato di salute della popolazione, soprattutto sulle malattie croniche.
Nel 2005 a 56.325 bambini (il 52% dei quali di età inferiore a 6 anni) sono stati prescritti 447 principi attivi, per 1.602 specialità farmacologiche. Mediamente, ogni assistito ha ricevuto 3,6 prescrizioni e 4,9 confezioni (pezzi) di farmaci, e i maschi hanno ricevuto più prescrizioni (3,7 vs. 3,4) e confezioni (5,2 vs. 4,6) delle femmine.
Il tasso di prevalenza della prescrizione ha il suo picco nei bambini di età compresa tra 2 e 5 anni (76,4%), per diminuire progressivamente al crescere dell’età (sino ad arrivare al 46,3% nei bambini di 12-13 anni). La prevalenza delle prescrizioni è risultata maggiore nei maschi che nelle femmine.
Gli antibatterici per uso sistemico, gli antiasmatici, i corticosteroidi, gli antistaminici sistemici, gli antiepilettici e i gastrointestinali sono i più prescritti e corrispondono a circa il 94% delle prescrizioni.
Il consumo di farmaci nella popolazione pediatrica bolognese è sostanzialmente in linea con la realtà nazionale, anzi sono meno prescritti gli antibiotici e i corticosteroidi. I costi incidono solo per il 2% sulla spesa farmaceutica: la riflessione, quindi, si pone per quel che riguarda soprattutto l’appropriatezza nella pratica prescrittivi, che è sicuramente migliorabile per alcune categorie di preparati (antibiotici, corticosteroidi e antiasmatici meritano certamente analisi più approfondite).
Consulta il rapporto (pdf 285 kb).
Le nascite in Emilia Romagna: il rapporto 2005
È disponibile il terzo rapporto “La nascita in Emilia Romagna”, elaborato sulla base dei dati raccolti nel 2005 attraverso il Certificato d’assistenza al parto (Cedap). Oltre alle informazioni sull’assistenza al parto, il documento contiene anche dati su visite, esami e ricoveri ospedalieri in gravidanza, nonché sulla condizione sociale dei genitori. Leggi la presentazione del rapporto (a cura di Eleonora Verdini e Camilla Lupi, Servizio sistema informativo sanità e politiche sociali, Regione Emilia Romagna), scarica la sintesi (pdf 40 kb) e consulta il rapporto completo (pdf 975 kb).
Abuso di sostanze: il rapporto 2005 dell’Osservatorio di Bologna
Nell’area metropolitana di Bologna aumenta il numero degli interventi rivolti a soggetti con problemi legati all’uso di sostanze stupefacenti. È in crescita il numero di consumatori di eroina, di cocaina e dei poliassuntori. Pesa il flusso dei non residenti, oltre un terzo del totale. Aumenta in modo esponenziale il numero dei tossicodipendenti in carcere: nel 2005 il dato del 2002 è triplicato. L’età media dei tossicodipendenti è di circa 34 anni, uno su cinque ha il diploma di scuola media superiore, la metà non lavora e uno su dieci è senza fissa dimora. L’86% è stato in carico a un Sert, uno su cinque è stato invece in carcere. È in aumento infine il numero dei decessi (19 nel 2005) e degli interventi per overdose. Scarica la sintesi del rapporto 2005 dell’Osservatorio epidemiologico metropolitano delle dipendenze patologiche di Bologna.
Disagio sociale e povertà (2000-2004)
L’Osservatorio epidemiologico metropolitano sulle dipendenze patologiche di Bologna dal 2000 al 2004 ha effettuato uno studio sui soggetti seguiti dai servizi di prima necessità. Emergono condizioni socioeconomiche di disagio estremo, situazione abitative precarie e uno stato di salute non monitorato. L’età media dei soggetti, in aumento, è attorno ai 35 anni. La metà sono tossicodipendenti e proviene da fuori Regione. Scarica l’intero rapporto.
Le infezioni correlate all’assistenza sanitaria
Le epidemie da infezioni contratte nelle organizzazioni sanitarie sono eventi rari ma attesi, la cui frequenza varia da 1 a 3 ogni 10 mila ricoveri. Dal 2006 è attivo in Emilia Romagna un sistema di segnalazione rapida di eventi epidemici ed eventi sentinella: scarica il dossier pubblicato dalla Regione Emilia Romagna, un documento che offre un quadro di riferimento agli operatori per individuare l’evento epidemico, pianificare l’indagine e attuare misure di controllo in caso di sospetta epidemia.
Disturbi alimentari – Casalecchio Reno
I disturbi dell’alimentazione sono un problema
sociale, soprattutto fra gli adolescenti: uno
studio condotto dall’Ausl
e dall’Università di Bologna in tre scuole superiori del Comune di Casalecchio di Reno definisce prevalenza e caratteristiche del fenomeno.
I risultati indicano come le ragazze siano più a rischio rispetto ai
maschi, in particolare rispetto ad
anoressia e per atteggiamenti
patologici come l’impulso alla magrezza o l’insoddisfazione per il
proprio aspetto.
Scarica il
rapporto.
Cesena: la salute degli immigrati
La Ausl di Cesena ha pubblicato il profilo della popolazione immigrata
nei comuni del territorio cesenate. Si tratta dell’aggiornamento e
dell’approfondimento della parte dedicata agli immigrati nel
Profilo di comunità 2005. Il rapporto mostra come il fenomeno
migratorio stia portando nuove energie fisiche e culturali alla nostra
popolazione sempre più anziana, ma anche criticità legate alla presenza
di nuovi bisogni di salute e disuguaglianze nell’accesso ai servizi.
Servono quindi una valutazione attenta e una rapida risposta. Scarica il
documento.
La salute nei cantieri delle grandi opere
È on line l’ultimo
rapporto Monitor (pdf 1,2 Mb), l’osservatorio che studia e verifica
lo stato di salute delle persone che lavorano nei cantieri delle tratte
ferroviarie "Alta capacità" dell’Emilia Romagna. Il documento contiene i
dati aggiornati al 31 dicembre 2004 sulle condizioni e l’ambiente di
lavoro, gli infortuni, la sorveglianza e l’assistenza sanitaria e sui
controlli rispetto alle norme sulla sicurezza e la salute dei
lavoratori.
Hiv-Aids in Emilia-Romagna nel 2004
È stato pubblicato dalla regione Emilia Romagna il
rapporto sullo stato dell’infezione da Hiv al 31 dicembre 2004, a
cura del servizio Sanità pubblica della Direzione generale Sanità e
politiche sociali. Sull’Aids leggi anche l’ultimo
rapporto mondiale 2005 sull'epidemia. EpiCentro ha aggiornato il
proprio
argomento di salute con la storia della scoperta del virus Hiv e una
nuova pagina di studi.
La celiachia nel territorio di Bologna
Sono 353 (234 femmine e 119 maschi) i casi di celiachia diagnosticati
nei ragazzi minorenni dalla
Ausl di Bologna nel 2004. La prevalenza è di circa di tre casi ogni
mille (1:306), dati che confermano come la malattia celiaca sia
sottostimata rispetto alle indagini basate su test sierologici
(1:100-200). Trova conferma, quindi, il carattere silente della
malattia, i cui sintomi molto spesso non vengono riconosciuti. Consulta
su EpiCentro l’argomento di salute sulla
celiachia.
Modena, i dati sulle infezioni da Hiv
Nel 2004 sono stati 58 i nuovi casi di infezione da Hiv registrati in
Provincia di Modena. La trasmissione avviene soprattutto per via
sessuale, in particolar modo (64%) attraverso rapporti eterosessuali.
Cala invece la trasmissione legata allo scambio di siringhe infette tra
i tossicodipendenti (11%). In aumento l’età della segnalazione, che è
passata da 23 anni nel 1985 a 43 anni nel 2004 negli uomini, e da 22 a
33 per le donne. Sempre più precoce la diagnosi, migliorano le
condizioni di salute al momento della notifica. Leggi tutto il
rapporto, a cura dell’Osservatorio Hiv della provincia di Modena.
Il sistema sanità dell’Emilia Romagna
Sessantacinque
milioni di visite ed esami specialistici, quasi 900 mila ricoveri
ospedalieri, più di 73 mila le persone assistite a domicilio, 6,7 i
miliardi di euro di spesa complessiva. Sono solo alcuni dei dati
contenuti in "Il
Servizio sanitario regionale dell’Emilia Romagna. Strutture, servizi,
programmi, modelli organizzativi. Dati 2004", la pubblicazione che
presenta una fotografia del sistema sanità dell’Emilia Romagna
aggiornata al 31 dicembre 2004.
Scarica il
documento (pdf 3,5 Mb).
Guida sulla sicurezza alimentare
La sicurezza dei prodotti alimentari non può prescindere dal rispetto di
precise norme igieniche. Con la legge regionale n. 11 del 24 giugno
2003, l'Emilia
Romagna ha abolito sul proprio territorio l’obbligo del libretto di
idoneità sanitaria e ha definito misure alternative per la prevenzione
delle malattie trasmesse attraverso gli alimenti. Nell'ottica di fornire
agli operatori strumenti pratici ed efficaci, la Regione ha pubblicato
nel giugno del 2005 "Sicurezza e igiene degli alimenti", una guida agile
con informazioni di carattere tecnico-scientifico e norme di
comportamento sulla manipolazione e la conservazione dei cibi.
Scarica la
guida.
Profilo di
comunità – Cesena
(878kb)
Un quadro di insieme
positivo, una comunità che vive bene, con ottimi indicatori
socio-economici anche se non mancano alcune aree critiche che richiedono
attenzione e interventi: leggi la
presentazione di Mauro Palazzi del profilo di comunità del
territorio cesenate.
Condizioni socioeconomiche e mortalità – Reggio Emilia
(1.6MB)
È disponibile il
volume “Condizioni socioeconomiche e mortalità nella popolazione di
Reggio Emilia”. I materiali cartacei e le presentazioni delle relazioni
del convegno “Condizioni socioeconomiche e mortalità nella popolazione
di Reggio Emilia: risultati di una ricerca locale nell'ambito di un
progetto ministeriale” che si è tenuto a Reggio Emilia il 15 marzo 2005
sono scaricabili dal sito dell'Azienda
Usl di Reggio Emilia.
RER-TBC
È on line il
numero 13 (marzo 2005) del bollettino regionale sulla tubercolosi.
Su questo numero: iniziative della giornata mondiale per la lotta alla
tubercolosi; comunicato del direttore regionale dell’Oms-Europa sulla
situazione della Tbc nel vecchio continente; rapporto Oms sul programma
mondiale di controllo della tubercolosi.
Rapporto sulle meningiti batteriche
È completo il rapporto con i dati
sulle meningiti batteriche aggiornati al 30 aprile 2003, che rappresenta
il seguito di quello del 31.12 2002. Anche questo, come il precedente, è
stato spedito a tutti i Servizi della Regione finalizzato
in particolare all'informazione dei pediatri di libera scelta.