ISS
L'epidemiologia per la sanità pubblica
Istituto Superiore di Sanità
Epidemiologia per la sanità pubblica - ISS

Da 40 anni l’impegno dell’Iss per la salute del cuore

Simona Giampaoli - Dipartimento Malattie cardiovascolari, dismetaboliche e dell’invecchiamento, Istituto superiore di sanità (Iss)

 

27 settembre 2018 - La Giornata mondiale del Cuore, che la World Heart Federation celebra il 29 settembre, quest’anno è dedicata alla promozione di scelte e stili di vita salutari per l’individuo e per la comunità, come sottolinea lo slogan “My hearth. Your hearth” (“Il mio cuore, il tuo cuore”). Un’occasione per ripensare al lungo percorso che l’Istituto superiore di sanità (Iss) ha realizzato con l’obiettivo di conoscere e descrivere le malattie cardiovascolari, i loro determinanti e avviare interventi di prevenzione, trattamento e controllo.

 

Correva l’anno…

  • 1978 - Nasce il Laboratorio di Epidemiologia e Biostatistica (Leb) e viene avviata la ricerca epidemiologia sulle malattie cardiovascolari con studi autorevoli, ancora oggi di riferimento. Tra questi, merita citare il contributo all’analisi statistica dei dati della coorte italiana del Progetto Romano di Prevenzione della Cardiopatia Coronarica, parte dello studio WHO-European Multifactor preventive trial of coronary heart disease. Viene dimostrato l’impatto protettivo di interventi di prevenzione dovuti agli stili di vita (alimentazione a basso contenuto di colesterolo, attività fisica, cessazione del fumo, controllo del peso corporeo).
  • 1980 - Viene organizzato il secondo riesame della popolazione del Seven Countries Study, studio dei sette Paesi (Usa, Giappone, Finlandia, ex-Jugoslavia, Olanda, Grecia, Italia) iniziato alla fine degli anni ’50; proseguirà con altri riesami della popolazione nel 1985, 1991, 1995 e 2000. Lo studio identifica i principali fattori di rischio cardiovascolare e i benefici sulla salute del cuore delle abitudini alimentari tipiche delle popolazioni mediterranee. Proseguirà come FINE (Finland Italy Netherlands Elderly) study sulle patologie legate all’invecchiamento.
  • 1980 - L’ATS-RF2 (Aterosclerosi-Fattori di Rischio 2, progetto finalizzato del Consiglio nazionale delle ricerche, Cnr) noto come “Studio delle nove comunità” per la mappatura nazionale dei fattori di rischio dell’aterosclerosi.
  • 1984 - Inizia il Progetto DiSCo – Distretto Sezze Controllo Comunitario, in alcuni comuni della provincia di Latina; è supportato dal Progetto Cnr-Medicina preventiva e riabilitativa-obiettivo 43 come progetto dimostrativo di comunità.
  • 1993 - MATISS (Malattie ATerosclerotiche Istituto Superiore di Sanità), studio osservazionale che prosegue ed estende l’attività di ricerca di Obiettivo 43. Oltre ad arruolare nuovi campioni di popolazione per aggiornare il ruolo dei fattori di rischio, viene introdotta la raccolta e la conservazione di campioni biologici, da cui originerà nel 2005 la biobanca di popolazione dell’Iss. Il follow up di queste coorti è attivo ancora oggi.
  • 1993 - MONICA (Monitoring Cardiovascular Diseases (MONItoring trends and determinants in CArdiovascular disease) dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) osserva per 10 anni su 34 coorti di 21 Paesi l’andamento della mortalità cardiovascolare in funzione della modificazione dei fattori di rischio nella popolazione generale e della gestione della fase acuta dell’infarto del miocardio. L’Iss coordina l’arruolamento delle aree italiane (due nel Nord Italia, in Friuli e in Brianza, e una al Centro, Area Latina).
  • 1998 - L’Iss partecipa allo studio multicentrico europeo CASCADE (CArdiovaSCulAr determinants of DEmentia) che, sulla base delle immagini della risonanza magnetica in soggetti di 65-75 anni, studia la relazione tra atrofia cerebrale e lesioni della sostanza bianca, capacità cognitiva e fattori di rischio cardiovascolare, fornendo informazioni rilevanti sulla patogenesi della demenza.
    Negli stessi anni l’ISS partecipa alla campagna su alimentazione, stili di vita e salute EURALIM (Europe Alimentation) per la diffusione di documenti tecnici e la pianificazione di attività preventive e di salute pubblica.
    Nasce ll Progetto Cuore che avvia lo studio pilota per il registro di popolazione degli eventi cardio-cerebrovascolari, la mappatura nazionale dei fattori di rischio, delle malattie cardiovascolari nella popolazione adulta e la valutazione del rischio cardiovascolare globale assoluto. Utilizzando i dati delle coorti arruolate negli anni ’80 e ’90, vengono sviluppati algoritmi predittivi (a 10 anni) che supportano la carta del rischio cardiovascolare e il punteggio individuale. Il software sul punteggio individuale basato sulla misura di otto fattori di rischio (età, sesso, colesterolemia totale e HDL, pressione arteriosa sistolica, abitudine al fumo, presenza di diabete, terapia antipertensiva) è reso disponibile agli operatori sanitari sul sito del progetto Cuore e diventa strumento di riferimento per la prevenzione primaria nella pratica clinica.
  • 2000 - Un gruppo di ingegneri biomedici si distingue per lo studio dei dispositivi impiantabili (pace-maker e defibrillatori) che consentono di raccogliere informazioni longitudinali per il monitoraggio delle complicazioni cardiovascolari, quali fibrillazione atriale e scompenso cardiaco.
  • 2005-2008 - Secondo quanto previsto dal Piano nazione di prevenzione 2005-2008, 4500 medici di medicina generale partecipano alla formazione per l’utilizzo della carta del rischio cardiovascolare. La loro attività di valutazione del rischio cardiovascolare attraverso determinazioni seriate concorre alla raccolta di informazioni, tuttora in atto, dell’Osservatorio del rischio cardiovascolare (ORC).
  • 2007 - Prende il via il Programma nazionale Guadagnare Salute, rendere facili le scelte salutari del ministero della Salute in collaborazione con le Regioni. L’interesse verso i fattori di rischio non è rivolto solo al loro ruolo nello sviluppo della malattia, ma ai benefici che ne possono derivare mantenendoli bassi nel corso della vita attraverso sani stili di vita, benefici che si evidenziano con i dati sulla longevità, sulla qualità di vita, sul numero di anni guadagnati in buona salute.
  • 2003-2017 - Grazie alla grande esperienza sulla ricerca epidemiologica e sulla prevenzione delle malattie cardiovascolari, l’Iss partecipa alla costituzione di consorzi di ricerca internazionali: EUROCISS, MORGAM, BIOMARCARE, ERFC, NCDRisC, BBMRI, GBD, EHES.
  • 2017 - Viene costituito il Dipartimento di malattie cardiovascolari, dismetaboliche e dell’invecchiamento dell’Iss, che ha per obiettivo «La promozione della salute e della longevità della popolazione attraverso il supporto al sistema sanitario in tutte le attività legate a prevenzione, diagnosi e terapia delle malattie associate all’invecchiamento, delle patologie cardiovascolari, delle patologie endocrino-metaboliche e immunomediate, che nel loro insieme, costituiscono l’area a maggior impatto in termini di morbosità, invalidità e mortalità per la popolazione mondiale»

L’attività di ricerca sulle malattie cardiovascolari condotta negli ultimi 40 anni in Iss ha permesso di delineare i fattori che concorrono al rischio vascolare, di descriverne la distribuzione nella popolazione e di dimostrare la reversibilità del rischio con opportuni interventi di prevenzione. Questi interventi sono priorità di sanità pubblica, in quanto capaci di modificare a qualsiasi età e in misura rilevante, gli esiti di salute della popolazione.

 

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