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malattie cardiovascolari

Ultimi aggiornamenti

7/3/2019 - Settimana mondiale per la riduzione del consumo di sale 2019

La dodicesima Settimana mondiale per la riduzione del consumo di sale (4-10 marzo), promossa dalla World Action on Salt & Health (Wash, associazione internazionale con partner in 100 Paesi), è incentrata sulla necessità di intervenire concretamente per modificare le abitudini alimentari della popolazione. Tema dell’edizione 2019 è, infatti, “It’s time for Action on salt. Let’s take salt off the menu” (È ora di intervenire sul sale. Togliamo il sale dai menù). In occasione della World Salt Awarness Week 2019, EpiCentro propone una lettura trasversale su alcune delle attività che l’Istituto superiore di sanità (Iss) svolge su questo tema. Leggi la pagina dedicata.

 

10/1/2019 - Rapporto sull’ictus in Italia

Il Rapporto sull’ictus in Italia (anno 2018), realizzato dall’Osservatorio Ictus Italia (a cui aderisce anche l’Istituto superiore di sanità, Iss) e pubblicato a dicembre 2018, evidenzia i seguenti dati essenziali: l’ictus è la terza causa di morte e la prima causa di invalidità in Italia. Le malattie cerebrovascolari causano poco meno di 60.000 decessi l’anno (dato Istat 2014) pari a circa il 10% del totale per tutte le cause; anche se in continua riduzione, insieme alle malattie ischemiche del cuore (circa 12%) e alle altre malattie del cuore (circa 8%), rappresentano il 30% della mortalità generale. Le ospedalizzazioni per eventi cerebrovascolari sono in diminuzione sia negli uomini che nelle donne (15% dal 2011 al 2016), anche se in modo non uniforme in tutte le Regioni. Quasi un milione di italiani è in condizione di invalidità come conseguenza di un ictus e solo un italiano su tre sa cos’è e si impegna per prevenirlo tramite l’adozione di uno stile di vita sano (non fumare, fare attività fisica regolare, seguire un’alimentazione ricca di verdura e frutta riducendo l’apporto di grassi di origine animale e evitando l’abuso di alcol). A tal proposito i dati dell’Osservatorio epidemiologico cardiovascolare/Health Examination Survey sottolineano che la prevalenza dei fattori di rischio cardio-cerebrovascolari (come l’età, la pressione arteriosa, la colesterolemia, l’indice di massa corporea, il diabete, la familiarità) risulta maggiore nelle persone con livello di istruzione più basso (elementari e medie) rispetto a coloro che hanno un livello di istruzione superiore (diploma o laurea). Dai dati del Rapporto emerge inoltre che il progressivo invecchiamento della popolazione porterà nei prossimi decenni a un aumento dei casi mentre sono ancora poche le Unita neurovascolari attive sul territorio nazionale, in particolare al Sud; alti sono i costi sostenuti dalle famiglie per “l'assistenza informale” dei malati. Gli obiettivi da centrare nel breve futuro perciò sono: ridurre del 10% i casi di ictus in Europa; trattare il 90% dei casi nelle Stroke Unit; promuovere informazione e cura del proprio organismo. Per approfondire consulta il documento completo “Rapporto sull’Ictus in Italia (anno 2018)” (pdf 1,9 Mb).

 

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