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piano nazionale della prevenzione

Master universitario di II livello Prospect: due progetti in ambito vaccinale

Paola Scardetta, Sofia Colaceci, Barbara De Mei - Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute, Cnapps-Iss

 

20 settembre 2018 - Nel contesto delle attività del Master “Promozione della salute della popolazione ed epidemiologia applicata alla prevenzione”, sono stati realizzati 8 progetti di ricerca e/o di intervento su diversi ambiti della salute pubblica con possibili ricadute operative sul Piano regionale di prevenzione (Prp) della Regione Siciliana.

 

Il Master si inserisce all’interno del Progetto “Rafforzamento della rete di supporto delle attività di monitoraggio e valutazione del Piano nazionale di prevenzione”, realizzato in partenariato tra l’Università degli Studi di Palermo, l’Assessorato regionale alla salute, il Centro per la formazione permanente e l’aggiornamento del personale del Servizio sanitario e il Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute (Cnapps) dell’Istituto superiore di sanità (Iss).

 

Due degli 8 progetti realizzati si sono occupati di vaccinazioni, affrontandolo rispettivamente in termini di vaccine hesitancy (esitazione vaccinale) per morbillo, parotite e rosolia (MPR) e in termini di standardizzazione delle informazioni rivolte alle famiglie.

 

Sebbene i vaccini siano considerati dalla comunità scientifica uno strumento efficace per prevenire e tenere sotto controllo la diffusione di malattie ancora oggi responsabili di moltissimi decessi nel mondo, da qualche tempo si osserva tra la popolazione un diffuso scetticismo e un atteggiamento esitante caratterizzato da rifiuto o ritardo nell’accettazione delle vaccinazioni, con una conseguente riduzione delle coperture vaccinali (CV).

 

Anche in Sicilia, negli ultimi anni, si è osservata una diminuzione progressiva delle CV e per questo, tra gli obiettivi centrali del Prp 2014-2018 sono compresi anche quelli di aumentare la copertura vaccinale e l’adesione consapevole e di pianificare la comunicazione finalizzata a una corretta informazione sui vaccini, in linea anche con quanto indicato nel Piano nazionale di prevenzione vaccinale 2017-2019 (Pnpv) (G.U. Serie Generale, n. 41 del 18 febbraio 2017).

 

La Legge 31 luglio 2017, n. 119, ha reso obbligatorie per i minori di 16 anni 10 vaccinazioni allo scopo di aumentare la copertura vaccinale attualmente al di sotto della soglia minima del 95% raccomandata dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per ottenere la protezione dei singoli e la cosiddetta immunità di popolazione all’interno di una popolazione.

 

Esitazione vaccinale nel territorio Sud-Est di Palermo

Lo studio “Vaccine Hesitancy in una zona dell’Asp di Palermo a bassa copertura per la vaccinazione MPR” aveva i seguenti obiettivi:

  • indagare le ragioni del fenomeno dell’esitazione vaccinale e dei determinanti che sostengono o ostacolano l’adesione alla vaccinazione MPR nel territorio Sud-Est della città di Palermo, in cui si è riscontrata una copertura del 77%, di molto inferiore al dato provinciale pari a 81,9%
  • individuare soluzioni e percorsi operativi finalizzati all’aumento della copertura vaccinale e dell’adesione consapevole della popolazione.

Nel periodo maggio-giugno 2017 sono stati realizzati un focus group e 35 interviste semi-strutturate per conoscere il punto di vista di Pediatri di libera scelta (Pls), operatori dei servizi vaccinali (Osv) e genitori riguardo il morbillo, la vaccinazione MPR, i fattori che influenzano l’adesione o l’esitazione vaccinale e le possibili soluzioni).

 

La ricerca ha rilevato che i genitori hanno una scarsa conoscenza di sintomi, gravità e complicanze della malattia e vaghe conoscenze sul vaccino MPR. Poche anche le informazioni che hanno riguardo i possibili rischi di complicanze della vaccinazione che riconducono, per lo più, a una presunta (e infondata) correlazione con l’autismo. In genere, acquisiscono le informazioni sulla malattia e sulla vaccinazione da fonti non istituzionali, media e web, o attraverso il passaparola da amici o parenti.

 

L’indagine ha consentito di verificare che l’approccio alla vaccinazione genera in tutti i genitori ansia e preoccupazione a causa delle possibili reazioni avverse che possono verificarsi dopo la somministrazione, portandoli ad assumere atteggiamenti e decisioni diverse a seconda della percezione individuale della pericolosità della malattia e del valore protettivo della vaccinazione.

 

La consapevolezza degli effetti protettivi del vaccino e della gravità della malattia porta i genitori a superare la paura e a vaccinare i propri figli; di contro la preoccupazione per le reazioni avverse e la sottovalutazione della pericolosità della malattia li inducono ’a un atteggiamento di esitazione. Inoltre emerge che i genitori propensi alla vaccinazione trovano nell’obbligatorietà una soluzione per aumentare l’adesione alla vaccinazione, mentre i genitori esitanti la contrastano, indicando come soluzione la personalizzazione del calendario vaccinale.

 

Molto spesso la scelta di vaccinare o meno dipende da un atteggiamento positivo o negativo rispetto a questo tema, non motivato da conoscenze scientifiche ma frutto di scelte spesso influenzate da consigli e informazioni fornite dal pediatra (o da altro medico), ma anche da familiari o conoscenti; allo stesso modo risultano fortemente condizionanti anche le esperienze personali, dirette o indirette, di danno o complicanze da vaccinazione.

 

Il processo decisionale dei genitori è reso più difficile dai messaggi ricevuti dai media e dalla mancata comprensione delle informazioni provenienti dalle figure sanitarie di riferimento, perché spesso espresse con linguaggio tecnico. Quando le informazioni, soprattutto quelle sugli effetti collaterali, appaiono incomplete, nei genitori nasce il sospetto di presunti interessi economici da parte delle case farmaceutiche e delle istituzioni e ne consegue un atteggiamento di rifiuto della vaccinazione.

 

I risultati della ricerca confermano che una possibile soluzione alla vaccine hesitancy è fornire informazioni sui rischi della malattia, sui benefici e sugli effetti collaterali della vaccinazione con le migliori strategie di comunicazione, con un linguaggio comprensibile e con contenuti esaurienti, concordati e condivisi tra Pls e Osv.

 

Altre proposte di soluzione riguardano la flessibilità dell’offerta vaccinale, il miglioramento dell’organizzazione dei Servizi vaccinali, la formale attivazione dell’azione sinergica delle figure mediche di riferimento e la formazione specifica sulla comunicazione e sulle tecniche del counselling di tutti gli operatori sanitari.

 

I genitori sentono il bisogno di essere accompagnati nella decisione da figure sanitarie affidabili e competenti che, fornendo informazioni chiare e comprensibili, siano in grado di chiarire i dubbi. Pertanto è necessario che, i Pls e gli Osv, a prescindere dall’introduzione dell’obbligo vaccinale, potenzino l’offerta attiva e migliorino le competenze di base del counselling.

 

La comunicazione in ambito vaccinale nella Provincia di Enna

L’obiettivo dello studio “La Comunicazione nella pratica vaccinale: modelli operativi per uniformare ed implementare l’offerta in ambito aziendale, Asp Enna” è stato quello di incrementare il riconoscimento dei benefici della vaccinazione, rendere informate le decisioni dei genitori e orientare la popolazione a una scelta consapevole riguardo i vaccini. A questo scopo è stato redatto un piano di comunicazione al fine di coinvolgere tutti i soggetti interessati, di garantire la circolazione di informazioni omogenee nei diversi centri vaccinali e di favorire la costruzione di un rapporto di fiducia con l’utenza, elemento fondamentale per l’adesione alle vaccinazioni.

 

Attraverso un’analisi di contesto è stato delineato il profilo demografico del territorio della Provincia di Enna. Al 31 dicembre 2016 la popolazione residente nella Provincia di Enna era pari a 168.052 abitanti, di cui 81.146 (48%) maschi e 86.906 (52%) femmine; quella straniera era pari a 3555 abitanti, di cui il 43% e il 10% rispettivamente provenienti da Romania e Marocco. Erano presenti in totale 18 centri vaccinali, dislocati in 18 dei 21 Comuni della Provincia.

 

Dall’analisi delle coperture vaccinali è emerso che quelle per esavalente e pneumococco erano pari al 97,6%, mentre le coperture per MPR risultavano al di sotto della soglia di sicurezza del 95%: per il meningococco C i valori erano pari al 76,3%, quindi poco al di sotto dei valori nazionali (80,7%).

 

L’obiettivo specifico dello studio è stato quello di mantenere ’nell’Asp di Enna le attuali coperture dei vaccini esavalente e pneumococco (97,6%), aumentare al 95% quelle del vaccino quadrivalente morbillo, parotite, rosolia e varicella (MPRV) e al 90% quelle per meningococco B e C.

 

L’analisi della letteratura e l’esperienza dei centri vaccinali hanno messo in evidenza alcune criticità che possono contribuire a motivare le scarse coperture vaccinali: disinformazione delle mamme (in parte causata da una elevata disponibilità di informazioni sul web che spesso genera confusione per la diffusione di informazioni frequentemente inesatte e ingannevoli); perdita del controllo decisionale; preoccupazione circa la sicurezza o la necessità dei vaccini; mancanza di fiducia nei confronti del sistema sanitario; comunicazione poco efficace da parte degli operatori sanitari (anche a causa del poco tempo a disposizione durante la seduta vaccinale); procedure di offerta vaccinale non uniformi e comunicazione disomogenea nel servizio; uso di strumenti di comunicazione solo in lingua italiana.

 

Altri studi hanno dimostrato quanto sia importante e necessario in ambito vaccinale fornire ai genitori informazioni tempestive e comprensibili affinché possano prendere una decisione informata e consapevole; un’interazione efficace contribuisce a motivare un genitore titubante verso l’accettazione di un vaccino; le informazioni devono essere disponibili in vari formati divulgativi.

 

I servizi sanitari sono chiamati a informare i cittadini, a proporre attivamente strategie vaccinali, a comunicare efficacemente il rischio legato ai vaccini, a incrementare la fiducia contribuendo a diminuire le preoccupazioni dei genitori che spesso ritengono che l’informazione venga loro nascosta.

 

Da ciò l’importanza di una informazione corretta, chiara ed omogenea sul territorio regionale da parte di tutte le figure coinvolte nell’offerta vaccinale (operatori dei servizi vaccinali, medici di medicina generale e pediatri). La disponibilità di materiale informativo di facile lettura e multilingue, da poter distribuire alle famiglie anche prima della vaccinazione, può rappresentare sicuramente una opportunità per garantire l’omogeneità e la correttezza dell’informazione, e per rafforzare la fiducia nelle vaccinazioni e favorire una scelta informata e consapevole.

 

A questo scopo, per singolo vaccino del calendario vaccinale, sono state elaborate bozze di lettera di invito e schede informative contenenti informazioni chiave sui benefici e sui rischi della vaccinazione. È stata predisposta una bozza di opuscolo informativo (in lingua italiana, rumena, francese e inglese) sulle principali malattie prevenibili con la vaccinazione . L’opuscolo informativo contiene informazioni sintetiche relative alle singole malattie, ai benefici del vaccino, alle possibili reazioni avverse e alle sue controindicazioni.

 

È stato inoltre realizzato un format sintetico del calendario vaccinale per la vita, da utilizzare a livello regionale. Le bozze sono state condivise con gli infettivologi dell’Asp di Enna e, successivamente, con i genitori coinvolti nello studio per testare l’efficacia del materiale prodotto. Solo in un secondo momento ne è stata elaborata una versione definitiva.

 

Considerato il sempre maggiore utilizzo di Internet, si è previsto di rendere disponibile tutto il materiale prodotto sul sito web aziendale, su WhatsApp e anche tramite mail, rivolti agli utenti.

 

A tal proposito è anche importante sottolineare che le tecnologie web interattive e gli strumenti innovativi di comunicazione, compresi i cosiddetti mobile internet device (tablet, smartphone) costituiscono delle promettenti opportunità per il prossimo futuro, sempre se utilizzate con competenza e professionalità in un’ottica di comunicazione pianificata.

 

La predisposizione di un format unico di lettera/scheda/opuscolo, anche informatico, continuamente aggiornato e di facile lettura, può senza dubbio garantire un miglioramento delle conoscenze sulle caratteristiche dei vaccini e sui rischi delle malattie, sui vantaggi della vaccinazione, sulle reazioni avverse, ivi comprese le modalità di segnalazione al referente di farmacovigilanza. Inoltre, l’utilizzo del materiale informativo nell’ambito di una relazione vis a vis può rafforzare la valenza comunicativa e l’efficacia dei messaggi e contribuire all’attivazione di processi di consapevolezza. Il materiale aggiornato e di qualità potrebbe anche diventare punto di riferimento culturale per tutti gli operatori, spesso obbligati a ricerche che non sempre risultano esaustive.

 

Nell’ambito dello studio è stata anche predisposta una bozza di un questionario da validare e distribuire ai genitori al termine di ciascuna seduta vaccinale, per valutare la percezione del rischio delle malattie infettive e l’efficacia della attività di prevenzione. Successivamente, sarà valutata la quantità di copie distribuite rispetto al numero dei bambini da vaccinare.

 

È auspicabile, per il raggiungimento di una più ampia uniformità delle procedure vaccinali, un successivo utilizzo del materiale prodotto anche da parte di altre realtà della Regione Sicilia; in particolare l’Asp di Siracusa ha mostrato interesse per il progetto e l’intenzione alla possibile condivisione del materiale informativo.

 

Risorse utili

 

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