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a cura dell'Istituto superiore di sanità

Sorveglianza ostetrica (Itoss)

Mortalità perinatale: i primi risultati del progetto pilota di sorveglianza ISS - Regioni

Dal 1 luglio 2017 al 30 giugno 2019, ogni 1000 gravidanze oltre la 28ma settimana di gestazione sono morti in utero o entro 7 giorni di vita 4 bambini in Sicilia, 3,5 in Lombardia e 2,9 in Toscana: è uno dei principali risultati del progetto pilota di sorveglianza della mortalità perinatale SPItOSS, coordinato dall’Istituto superiore di sanità (ISS) e finanziato dal Centro nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie (CCM) del ministero della Salute. I dati, presentati durante il convegno “SPItOSS: risultati e valutazione di fattibilità di un progetto pilota di sorveglianza della mortalità perinatale in Italia” (Roma, 23 gennaio 2019), hanno confermato il tasso di mortalità perinatale prodotto dall’ISTAT (circa 4 decessi ogni 1000 nati), che ci colloca in linea con Paesi, come la Francia e il Regno Unito, che hanno sistemi socio-sanitari analoghi al nostro.

 

Fattori di rischio

Le informazioni raccolte nei 138 presidi sanitari dotati di unità di ostetricia, neonatologia o terapia intensiva neonatale partecipanti al progetto hanno identificato le condizioni associate a un maggior rischio di morte perinatale (cittadinanza straniera, gravidanza multipla e parto prima della 32ma settimana di gestazione): in oltre la metà dei casi le morti avvenute durante il travaglio e il parto sono attribuibili a eventi acuti come il distacco della placenta mentre, tra le morti avvenute dopo la nascita, 1 su 5 è riconducibile ad analoghi eventi acuti intrapartum, ma le cause più frequenti delle morti neonatali entro i primi 7 giorni di vita sono i disturbi respiratori e cardiovascolari del neonato seguiti, per frequenza, dalle infezioni e dalle malformazioni congenite.

 

Inoltre, i dati hanno evidenziato che le donne con una gravidanza a rischio partoriscono troppo spesso in ospedali non attrezzati per fronteggiare eventuali complicazioni materne o neonatali.

 

Differenze regionali

La Sorveglianza ha anche messo in luce una variabilità per area geografica a sfavore della Sicilia. In questa Regione la percentuale di presidi sanitari che riferisce di ricorrere al taglio cesareo oltre la media nazionale è risultato essere molto elevata (69%, contro il 13% della Toscana e il 10% della Lombardia) mentre, al contrario, la richiesta di autopsie ed esami della placenta in caso di morte perinatale è stata meno frequente rispetto alle altre Regioni. Inoltre, la valutazione sull’evitabilità dei decessi fatta dai comitati di esperti che hanno eseguito le indagini confidenziali a livello regionale e nazionale, è risultata pari a zero in Toscana, all’11% in Lombardia e al 38% in Sicilia.

 

Risorse utili

 

Data di creazione della pagina: 23 gennaio 2020

Autori: Paola D’Aloja, Michele Antonio Salvatore, Alice Maraschini, Ilaria Lega, Silvia Andreozzi, Claudia Ferraro e Serena Donati - ISS

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