Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Febbraio 2001

Mortalità legata al traffico nelle province del litorale emiliano-romagnolo (1994-1998)

A cura di: Nicoletta Bertozzi, Barbara Bondi, Francesca Righi, Patrizia Vitali (Dipartimento di Sanità Pubblica, AUSL Cesena), Pierluigi Cesari (Dipartimento di Sanità Pubblica, AUSL Rimini),   Aldo De Togni (Dipartimento di Sanità Pubblica, AUSL Ferrara), Aligi Giardini, Oscar Mingozzi (Dipartimento di Sanità Pubblica, AUSL Forli) Giuliano Silvi (Dipartimento di Sanità Pubblica, AUSL Ravenna). Hanno collaborato: Morena Cantarelli, Marinella Franceschini, Gianalberta Savelli, Carlo Turatti.

 

Il Piano Sanitario Nazionale 1998-2000 ha posto, tra i propri obiettivi, la riduzione del 20% dei decessi causati da incidenti da traffico. In Emilia-Romagna, il Piano Sanitario Regionale ha assegnato la massima priorità alla prevenzione degli incidenti da traffico, in quanto i tassi di mortalità correlata al traffico presentano valori più elevati della media nazionale.

 

Le informazioni sul numero e sulle caratteristiche dei decessi correlati al traffico nelle province del litorale emiliano-romagnolo (Forlì-Cesena, Ravenna, Rimini e Ferrara) nel periodo 1994-98 sono state ottenute dal registro delle cause di morte delle ASL e dalla sorveglianza sugli incidenti stradali (Istat-aci). Nel primo caso, il decesso è stato attribuito al traffico quando il codice ICD-9 della causa di morte corrispondeva a E810-819, E826 e E829; nella sorveglianza Istat-aci sono considerati attribuibili al traffico i decessi che si verificano entro 7 giorni dall’incidente.

 

Il numero di incidenti riportati nell’area di studio è aumentato dal 5,6 per 1 000 residenti nel 1994 al 6,2 per 1 000 nel 1998. Il numero medio di persone che hanno riportato lesioni, in ciascun incidente, è stato, senza modifiche nel corso degli anni, pari a 1,4. Tuttavia, il numero di morti per 1 000 incidenti è diminuito da 39 a 34 nel periodo 1994-98.

 

Complessivamente il tasso di mortalità è stato tre volte maggiore tra i maschi rispetto alle femmine: 37 per 100 000 versus 12 per 100 000. Il tasso è risultato più alto nei maschi rispetto alle femmine in tutte le classi di età. Il tasso più alto è stato riscontrato nelle classi di età 18-29 anni e negli ultrasessantacinquenni (38 per 100 000) e nella classe 14-17 anni (25 per 100.000); il valore più basso nella classe 0-13 anni (3 per 100 000). Complessivamente, il 27% delle morti correlate agli incidenti è occorso a non residenti con ampie variazioni: dall’11% di Forlì al 55% di Rimini, provincia col massimo afflusso turistico. Il 42% delle morti si è verificato negli ospedali con un range tra il 33% di Ferrara e il 52% di Rimini.

 

I dati relativi al tipo di incidente erano disponibili nel 74% dei 1.581 deceduti residenti. I morti per incidenti automobillistici risultano pari a 9,3 per 100.000 residenti, mentre i morti per incidenti di moto corrispondono a 4,3 per 100.000 residenti. I dati relativi a incidenti in bicicletta o a pedoni corrispondono rispettivamente a 2,9 e 2,3 per 100.000 residenti. La  Figura 1 contiene la distribuzione degli incidenti per tipologia e per gruppo d’età.

Gli interventi di prevenzione prioritari per le ASL coinvolte comprendono programmi educativi rivolti agli adolescenti e ai giovani adulti sull’uso del casco e delle cinture di sicurezza, oltre ai rischi associati alla guida sotto gli effetti di alcol e droghe. Per gli anziani bisognerebbe prendere in considerazione interventi di riqualificazione urbana per rendere disponibili piste ciclabili e percorsi protetti.

 

Il commento

Franco Taggi e Marco Giustini Laboratorio di Epidemiologia e Biostatistica

 

Gli incidenti stradali sono ancora oggi uno dei problemi più rilevanti in termini sia socio-sanitari sia economici, rappresentando, con un milione di vittime l’anno nel mondo, la prima causa di morte nella classe d’età 15-44 anni nei paesi industrializzati (1). Non a caso il Piano Sanitario Nazionale 1998-2000 e la Comunità Europea pongono come obiettivo prioritario la riduzione della mortalità per incidente stradale (2).

 

L’impatto socio-sanitario degli incidenti stradali, nelle province considerate, è elevato. Sebbene gli andamenti dei tassi di mortalità per fasce d’età siano sostanzialmente paralleli a quelli del resto d’Italia e il rapporto di mortalità tra maschi e femmine sia analogo a quello nazionale, i tassi di mortalità nel territorio considerato sono più elevati rispetto al valore relativo all’Italia (24,0 per 100 000 versus 13,5 per 100 000) (3).

 

Lo studio riportato dai Dipartimenti di Prevenzione delle ASL del litorale emiliano-romagnolo è stato condotto utilizzando due fonti di dati, il cui contenuto informativo non sempre coincide. L’analisi della mortalità è stata eseguita su dati provenienti dai registri di mortalità delle ASL, mentre altri dati, di ordine più generale sugli incidenti stradali, sono stati desunti dalle indagini ISTAT-ACI. L’unità statistica è differente nei due casi: nel primo caso essa è rappresentata dall’individuo, mentre le statistiche ISTAT-ACI si riferiscono all’incidente. Queste due fonti di dati sono di fatto complementari, in quanto nelle statistiche ISTAT-ACI sono presenti tutte le informazioni riguardanti la dinamica dell’incidente (numero di incidenti, tipo di veicolo coinvolto, circostanze dell’incidente, ecc.), mentre dalle statistiche sanitarie, che contano tutti i morti entro l’anno, è possibile ricavare un dato più completo sul numero dei morti. Ricordiamo, infatti, che le statistiche ISTAT-ACI si riferiscono ai soli incidenti stradali verbalizzati dalle forze dell’ordine e che, fino a tempi recenti, facevano riferimento alla mortalità entro 7 giorni dall’incidente. Questa definizione di caso comporta una sottostima della “vera” mortalità dell’ordine del 20-25%.

 

Esprimendo la mortalità in termini di tassi, l’analisi delle differenze tra i tassi di mortalità per età e tipo di utenza consente almeno in parte di spiegare l’eccesso osservato nelle province del litorale emiliano-romagnolo rispetto al resto d’Italia. La maggior parte della differenza è spiegata dagli incidenti che coinvolgono i giovani tra i 14 e i 29 anni che sono in autovettura, sia come guidatori sia come passeggeri (3,8 versus 8,9 tra 14 e 17 anni, 13,4 versus 20,7 tra 18 e 29 anni) .

 

In termini relativi, l’eccesso di mortalità è molto elevato anche tra i ciclisti: i tassi di mortalità in questo studio sono più di quattro volte superiori rispetto alla media nazionale, e ciò può essere conseguenza della lunga tradizione d’uso di questo mezzo nel predetto territorio (4). Anche la mortalità da incidenti che hanno coinvolto i pedoni è una volta e mezzo rispetto alla media nazionale.

 

I tassi di mortalità per incidenti che hanno coinvolto coloro che andavano in moto sono molto simili a quelli nazionali, nonostante l’area in questione sia caratterizzata da elevati rischi legati a una viabilità che favorisce andature sostenute e a un’alta concentrazione di autoveicoli. Pur non essendo disponibili dati sull’uso del casco nel periodo 1994-98, va sottolineato che i dati ottenuti dal sistema di sorveglianza dell’uso dei dispositivi di sicurezza ULISSE nel 2001 hanno quantificato l’uso del casco, in questa area, a ridosso del 100%.

 

Considerando l’efficacia delle misure di prevenzione disponibili e la loro realizzabilità, nel territorio in esame, l’intervento prioritario consiste nel controllare e conseguentemente contrastare il mancato uso delle cinture di sicurezza, attualmente attorno al 30-40%. In secondo luogo sarebbe opportuno intensificare i controlli sia dell’alcolemia nei conducenti che del rispetto dei limiti di velocità.

 

Riferimenti bibliografici

1 OMS. Annuaire de statistiques sanitaires mondiales (http//:www.who.int/violence_injury_prevention ).

2 Commissione Europea. “Promuovere la sicurezza stradale nell’Unione Europea: programma 1997-2001. Com. (97) 131 def.

3 ISTAT. Statistiche Sanitarie, pubblicazione annuale. 1997.

4 Giustini M, Fondi G, Taggi F. I ciclisti e gli incidenti stradali: considerazioni statistico-epidemiologiche sulla mortalità osservata in Italia nel periodo 1969-1994. In: Atti della 55° Conferenza del Traffico e della Circolazione; Riva del Garda, 27-30 ottobre 1999. p. 249-55.