Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Marzo 2001

Sorveglianze nazionali - La sorveglianza dell’influenza in Italia nella stagione 2000-2001

Per monitorare l’incidenza della sindrome influenzale e stimare l’entità dell’epidemia stagionale in Italia, l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e il Centro Interuniversitario Genova-Milano di Ricerca sull’Influenza (CIRI) hanno organizzato, in via sperimentale durante la stagione 1999-2000, una rete di sorveglianza sentinella basata sui medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta. Sono stati arruolati nella rete, su base volontaria, circa 700 medici dislocati in tutte le regioni e le province autonome italiane che settimanalmente segnalavano i casi di influenza rilevati tra i propri assistiti. La sorveglianza dell’influenza è stata condotta a partire dalla 42a settimana del 1999 alla 17a settimana del 2000 e complessivamente la popolazione sorvegliata era pari a circa l’1,5% della popolazione italiana. L’incidenza regionale e nazionale della sindrome influenzale veniva calcolata settimanalmente e riportata sia come incidenza totale sia per fascia d’età (0-14, 15-64, ≥ 65 anni) per 1 000 assistiti. Nel 1999-2000 la sorveglianza ha riguardato circa l’1,5% dell’intera popolazione in Italia.

 

Durante il primo anno di sorveglianza la rete sentinella si è dimostrata uno strumento essenziale per descrivere l’andamento della sindrome influenzale in Italia e fornire informazioni che consentano di costruire la linea di base per poter confrontare l’incidenza futura della malattia. Per questo motivo e perché l’influenza continua a costituire un rilevante problema di sanità pubblica, a partire dalla stagione influenzale 2000-2001, la sorveglianza sentinella è passata da una fase sperimentale a una fase istituzionale svolta attraverso la collaborazione delle regioni, dell’ISS e del CIRI, dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta, dei laboratori universitari di riferimento e con il coordinamento del Ministero della Sanità.

 

Anche quest’anno la sorveglianza è iniziata dalla 42a settimana e dall’analisi dei dati settimanali disponibili fino a ora si può evidenziare che l’incidenza totale dell’influenza è stata molto bassa fino alla 3a settimana del 2001, con valori inferiori a 2 per 1 000 assistiti. Dalla 4a settimana si è verificato un lieve incremento e nella 6a settimana l’incidenza totale ha raggiunto il picco (5,6/1 000). Analizzando i dati per singole fasce di età si nota che l’andamento dell’incidenza nel tempo, pur simile nelle tre fasce di età (0-14, 15-64, ≥ 65 anni), ha raggiunto valori differenti; infatti la fascia di età 0-14 ha raggiunto il suo massimo valore nella 6a settimana del 2001 con circa 22 casi di sindrome influenzale per 1 000 assistiti, mentre le fasce di età 15-64 anni e ≥ 65 anni hanno raggiunto valori meno elevati, pari rispettivamente a 5,0 e 1,7 casi per 1 000 assistiti.

 

L’andamento dell’incidenza totale e per fascia d’età della sindrome influenzale nella stagione 2000-2001 è illustrato in Figura 1 e messo a confronto con quello della stagione precedente. Nella scorsa stagione, l’epidemia ha raggiunto il valore più elevato durante la 2a settimana del 2000 con un’incidenza totale pari a circa 13 casi per 1 000 assistiti, mentre nella presente stagione l’epidemia ha raggiunto l’acme più tardi, durante la 6a settimana, con un’incidenza pari a 5,6 casi per 1 000, meno della metà del valore raggiunto lo scorso anno. Anche se la stagione influenzale non è ancora finita e la sorveglianza continuerà fino al 15 aprile, è evidente che quest’anno l’ondata epidemica è stata meno intensa, con un numero di casi (2 400 000 circa) pari alla metà di quelli stimati lo scorso anno.

 

A differenza dello scorso anno, la diffusione dell’epidemia non ha seguito un gradiente geografico nord-sud, tuttavia, anche quest’anno è stata sostenuta principalmente dalla popolazione appartenente alla fascia d’età 0-14 che è quella più suscettibile, perché non esposta alle precedenti epidemie influenzali e per la maggior parte non vaccinata. Va sottolineato che, mentre la popolazione adulta ha contribuito in misura decisamente minore all’epidemia influenzale, l’incidenza nella fascia 0-14 anni ha invece raggiunto valori più elevati rispetto a quelli stimati lo scorso anno.

 

La sorveglianza virologica ha evidenziato che oltre il 90% dei virus influenzali circolanti quest’anno appartengono al tipo A,. Nell’ambito del tipo A, si è registrata una netta prevalenza del sottotipo A/H1N1 (98%), a differenza dello scorso anno in cui si era registrata una quasi esclusiva circolazione del sottotipo A/H3N2.

 

La tendenza dei virus influenzali a mutare continuamente è alla base del susseguirsi delle cicliche epidemie e pandemie e rende difficile prevedere in anticipo quale sarà l’andamento della malattia. Per questo motivo, quindi, il fatto che quest’anno l’incidenza dell’influenza sia stata relativamente bassa non ci deve dare un senso di falsa sicurezza, ma è importante che le persone a rischio si vaccinino ogni anno, considerando che le complicanze della malattia sono responsabili dell’aumento della mortalità soprattutto negli individui anziani.

 

Maria Cristina Rota per il Gruppo FLU-ISS che comprende: Sorveglianza epidemiologica: Stefania Salmaso (Responsabile), Antonino Bella, Barbara De Mei, Stefania Giannitelli, Donatella Mandolini, Maria Cristina Rota; Sorveglianza virologica: Isabella Donatelli (Responsabile), Chiara Affinito, Laura Campitelli, Concetta Fabiani, Simone Fiaccamento, Simona Puzelli.