Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Febbraio 2002

Invecchiamento e costi sanitari a Treviso (1999-2000)

Giuseppe Battistella e Antonio Carlini

Osservatorio Epidemiologico Aziendale, Azienda ULSS 9, Treviso

 

L’aumento di numerosità delle classi più anziane della popolazione sta determinando un costante incremento della domanda di prestazioni sanitarie e dei relativi costi pubblici (1). A Treviso, dove il 16,9% della popolazione ha più di 65 anni, è stato descritto tale fenomeno e sono stati analizzati i problemi di salute che determinano l’aumento dei consumi sanitari.

 

L’analisi è stata basata sui dati contenuti negli archivi informatizzati correnti dell’Azienda ULSS 9 di Treviso (popolazione di 362 000 abitanti). Sono state collegate a ogni individuo le informazioni sui consumi sanitari tramite il metodo del data linkage, ricorrendo, come identificatore unico, al codice sanitario individuale.

 

Gli archivi utilizzati sono stati quelli dei presidi e delle strutture delle aziende sanitarie, delle strutture private convenzionate, delle strutture di altre ASL venete e di altre regioni, relativi al biennio 1999-2000. A ciascun individuo sono stati associati i dati dei ricoveri ospedalieri ordinari e in day hospital (è stato collegato all’anagrafe il 99% dei record per il 2000), della farmaceutica territoriale (con il collegamento all’anagrafe del 93,8% dei record per il 2000), della specialistica ambulatoriale (il 92,6% dei record è stato collegato all’anagrafe relativamente al 2000). Sono stati, inoltre, effettuati diversi controlli di qualità dei dati.

 

I costi relativi ai ricoveri ordinari e in day hospital e alle prestazioni specialistiche sono stati calcolati in base alle tariffe risultanti dalle singole schede di dimissione ospedaliera e di prestazioni specialistiche; per quanto riguarda il costo dei farmaci sono stati utilizzati i corrispettivi pagati dalla ASL per ogni ricetta a carico del Servizio Sanitario Nazionale. In questo studio i costi della farmaceutica territoriale e della specialistica ambulatoriale presentati sono al lordo dei ticket.

 

Nel biennio 1999-2000, i costi pro capite sono stati pari a Euro 405 nella classe d’età < 65 anni ed Euro 1 681 nei soggetti con età ≥65. L’andamento dei costi pro capite per intervalli d’età e sesso è rappresentato nella Figura.

Dopo il primo anno di vita, i costi rimangono bassi durante l’infanzia e l’adolescenza. Per i maschi, la spesa rimane relativamente bassa fino ai 50 anni d’età, dopo i quali incomincia a crescere rapidamente. Per le donne tra i 20 e i 50 anni, i costi sono più alti rispetto agli uomini, ma dopo i 50 sono generalmente più bassi.

 

I costi pro capite medi per tipologia e classe d’età sono riportati nella Tabella 1. Tra gli anziani, il gruppo con i costi più alti, il 60% di tali costi è dovuto ai ricoveri ospedalieri ordinari.

 

L’incremento dei costi associato all’età può essere dovuto all’aumento di frequenza delle patologie e/o all’aumento dei costi dei trattamenti per patologia specifica (2). La Tabella 2 riporta la prevalenza di due importanti patologie (diabete e neoplasie) e le relative spese. La prevalenza di entrambe le malattie aumenta con l’età, di conseguenza cresce anche la percentuale sulla spesa. Ma, mentre i costi pro capite per il diabete aumentano con l’età, quelli per malattie neoplastiche restano sostanzialmente stabili (a parte la classe d’età 0-14 anni). I diabetici e i soggetti con neoplasie, pur essendo relativamente pochi, determinano un’importante quota della spesa complessiva (2).

La riduzione dei costi richiederà maggior impegno nella prevenzione primaria e secondaria. Ad e-sempio, per il diabete, recenti studi hanno suggerito che lo screening per l’intolleranza al glucosio e la promozione dell’attività fisica possono avere importanti effetti sull’incidenza del diabete tipo 2, la forma più comunemente osservata negli adulti (3), e che la prevenzione secondaria, tramite valutazioni periodiche, può prevenire l’insorgenza di costose complicanze (4).

Il commento

Roberto Zanola

Università del Piemonte orientale “A. Avogadro”, CHER - Centre for Health Economics - Dipartimento di Politiche Pubbliche e Scelte Collettive

 

L’articolo è riconducibile a quel filone della letteratura che da tempo tenta di stimare l’incidenza dell’invecchiamento sui costi sanitari. Al momento, tale dibattito risulta ancora aperto. Infatti, se da una parte esiste una ricca produzione scientifica che conferma l’incidenza positiva sui costi sanitari prodotti da una popolazione che invecchia (5, 6), dall’altra alcuni autori (7, 8) ritengono che l’invecchiamento della popolazione abbia un ruolo meno rilevante di quanto non possa essere ipotizzato a priori. L’articolo in questione, utilizzando i dati degli archivi informatizzati dell’Azienda ULSS 9 di Treviso, contribuisce a tale dibattito, collocandosi a metà strada tra le due posizioni. Infatti, l’aumento di numerosità delle classi più anziane della popolazione sta determinando un costante incremento della domanda di prestazioni sanitarie e dei relativi costi pubblici. Tuttavia, un maggior grado di discriminazione consente di imputare ai ricoveri ordinari i maggiori costi legati all’età avanzata, sia per valore assoluto sia per tasso d’incremento.

 

La validità delle conclusioni evidenziate deve, tuttavia, essere messa in relazione alla specificità dell’area oggetto di analisi. A questo proposito, sarebbe necessario porre in relazione il campione analizzato con uno nazionale al fine di capire la specificità dell’analisi proposta. In alternativa, risulterebbe interessante e utile al fine di generalizzare i risultati del lavoro, riprodurre lo stesso tipo di analisi in altre realtà selezionate sul territorio nazionale. Si suggerisce, infine, l’eventualità di applicare l’analisi econometrica (6) al fine di migliorare il contenuto metodologico del lavoro.

 

Riferimenti bibliografici

1.Ispettorato generale per la spesa sociale - Ministero del Tesoro. Temi di finanza pubblica e protezione sociale. Quaderno 1999; 1.

2.Garber A, MaCurdy T, McClellan M. Frontiers in Health Policy Research. Cambridge: MIT Press;1998. vol.1.

3.Knowler WC, Barrett-Connor E, Fowler SE, et al. N Engl J Med 2002;. 346 (6): 393-403.

4.Lucioni C, Garancini MP, Massi-Benedetti M, et al. PharmacoEcon,Ital Res Artic 2000; 2 (1): 1-21.

5.Karatzas G. Applied Economics 2000; 39(2): 1085-99.

6.Salas C, Raftery JP. Health Econ 2001; 10(7): 669-71.

7.Dirindin N. Rivista di Scienza delle Finanze e Diritto Finanziario 1994; 4: 558-71.

8.Zweifel P, Felder S, Meiers M. Health Economics 1999; 8(6): 485-96.