Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Gennaio 2002

Diabete: un problema di salute pubblica

Maria Fenicia Vescio1, Simona Giampaoli1 e Diego Vanuzzo2

a nome  del Gruppo di ricerca dell’Osservatorio Epidemiologico Cardiovascolare

1 Laboratorio di Epidemiologia e Biostatistica, ISS

2Centro Malattie Cardiovascolari, ASL Medio Friuli, Udine

 

Esistono due tipi di diabete: il tipo 1 si riscontra più frequentemente nei bambini e negli adolescenti, il tipo 2, che è più frequente dopo i 40 anni, costituisce il 90-95% di tutto il diabete. Le persone colpite da diabete hanno minore capacità di produrre o utilizzare insulina. L’insulina facilita l’ingresso del glucosio nelle cellule e la trasformazione degli alimenti in energia.

 

Gli screening per l’identificazione del diabete non diagnosticato sono stati favorevolmente supportati da diverse organizzazioni, incluso il WHO (1-3). È stato più volte suggerito di implementarne la ricerca nelle visite richieste per altri scopi. In una di queste occasioni, durante lo screening della popolazione arruolata nell’ambito dell’Osservatorio Epidemiologico Cardiovascolare (4), è stata offerta l’opportunità di valutare la glicemia a digiuno e di raccogliere qualche informazione sull’eventuale storia diabetica.

 

Scopo di questo contributo è quello di descrivere la prevalenza del diabete e l’intolleranza al glucosio in un campione rappresentativo della popolazione italiana adulta.

 

La metodologia di arruolamento del campione è stata ampiamente descritta nel già citato lavoro (4) e in questa sede viene brevemente riportata solo la metodologia utilizzata per la raccolta delle informazioni sulla storia del diabete e la determinazione della glicemia.

 

Le informazioni sulla diagnosi di diabete, sulla terapia a base di insulina o antidiabetico orale al momento dell’esame e sulla dieta sono state raccolte attraverso un questionario somministrato al momento della visita da personale adeguatamente addestrato.

 

La glicemia è stata determinata con prelievo capillare, a digiuno da almeno 12 ore, su sangue intero con apparecchio Reflotron utilizzando le strisce Accutrend Glucose.

 

Sono stati considerati diabetici tutti i soggetti che presentavano glicemia uguale o superiore a 126 mg/dl oppure che erano al momento sotto trattamento antidiabetico (antidiabetici orali o insulina); sono stati considerati intolleranti al glucosio i soggetti che presentavano glicemia compresa fra 110 e 125 mg/dl. Su un campione di 8 030 soggetti, 4 032 uomini e 3 998 donne, di età compresa fra 35 e 74 anni, sono risultati diabetici il 9,2% degli uomini e il 6,6% delle donne; il 53% dei diabetici non era soggetto a trattamento specifico, mentre il 35% non sapeva di avere il diabete. L’8,2% degli uomini e il 4,2% delle donne risultavano intolleranti al glucosio. La Tabella, che riporta i dati relativi alla prevalenza dell’intolleranza al glucosio e del diabete conclamato distribuiti per classi di età e sesso, mostra come il diabete aumenta con l’avanzare dell’età e la proporzione è maggiore negli uomini rispetto alle donne.

 

I dati rilevati costituiscono un’informazione importante per la salute pubblica, in quanto sono gli unici disponibili relativamente a un intervallo di tempo recente (dal 1998 al 2000) su un campione nazionale di popolazione rappresentativo. I precedenti studi epidemiologici condotti sul diabete, e ormai relativi a una decina di anni fa, sono limitati ad aree circoscritte come quelle di Cremona (5) e Napoli (6).

 

Non è possibile fare confronti con questi studi per valutare il trend temporale a causa delle differenti  definizioni di diabete e di intolleranza al glucosio. In questo studio è stata seguita la definizione proposta dall’American Diabetes Society (1).

 

È noto che il diabete di tipo 2 è una malattia cronico-degenerativa legata al sovrappeso corporeo e all’inattività fisica, che provoca gravi complicazioni, tutte a elevato costo: cecità, insufficienza renale, amputazione degli arti, complicazioni della gravidanza, infezioni polmonari.

 

Pertanto, è indispensabile adottare le azioni rivolte all’identificazione, attraverso screening opportunistici, dei soggetti diabetici e di coloro che sono intolleranti al glucosio. È necessario, infine, rivolgere maggiore attenzione alla prevenzione primaria, attraverso la promozione dell’attività fisica e della scelta di un’alimentazione meno ricca e più sana.

 

Riferimenti bibliografici

1.American Diabetes Association. Diabetes Care 2000; 23:S20-3.

2.Expert Committee on the Diagnoses and Classification of Diabetes Mellitus. Diabetes Care 1997; 20: 1183-97.

3.World Health Organization. Study Group on Prevention of Diabetes Mellitus. Prevention of Diabetes Mellitus. Tech Rep Ser 1994; 844.

4.Giampaoli S, Vanuzzo D, Gruppo di ricerca dell'Osservatorio Epidemiologico Cardiovascolare. G Ital Cardiol 1999; 29: 1463-71.

5.Gallus G, Garancini P. Epidemiol Prev 1991; 48-49: 55-8.

6.Vaccaro O, Imperatore G, Ferrara A, et al. Clinical Epidemiol 1992; 45.