Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Aprile 2003

SPECIALE “MORBILLO”

A cura di Marta Ciofi degli Atti, Laboratorio di Epidemiologia e Biostatistica, ISS

 

Dopo la poliomielite, dichiarata eliminata in Europa nel giugno di quest'anno, il morbillo è la prossima malattia candidata a essere eliminata. Il morbillo presenta infatti i requisiti necessari per l’eliminazione: colpisce solo l’uomo, non ha serbatoi ambientali o animali, non esistono portatori cronici e, soprattutto, abbiamo a disposizione vaccini efficaci e sicuri. L’attuale obiettivo dell’OMS è eliminare il morbillo in Europa entro il 2007 (1); la situazione tuttavia, è estremamente disomogenea: accanto a nazioni che hanno già raggiunto questo traguardo, ve ne sono altre in cui continua a essere un importante problema di sanità pubblica. Insieme alla Germania, l’Italia è una della nazioni a maggior rischio, dato che ha avuto finora una scarsa copertura vaccinale e presenta quindi un numero elevato di suscettibili (2). L’epidemia che si è verificata quest’anno nel nostro Paese è la diretta conseguenza di questo accumulo di suscettibili, e, come mostrano gli articoli pubblicati sul BEN di questo mese, riflette con precisione la distribuzione regionale e provinciale della copertura vaccinale. In Campania, la provincia di Benevento ha la più elevata percentuale di vaccinati, e l’incidenza è stata nettamente inferiore a quanto osservato in altre province (3). Anche a Benevento, tuttavia, vi sono state forti differenze tra distretti, e soprattutto, l’incidenza per fascia di età ha avuto una relazione inversamente proporzionale alla copertura vaccinale. Tra i ragazzi di 10-14 anni, infatti, la percentuale di vaccinati era del 30% circa e l’incidenza è stata 6 volte superiore a quella osservata tra i bambini di 1-4 anni, con coperture vaccinali superiori all’80%. Anche nelle altre regioni, la correlazione tra copertura vaccinale e incidenza è netta: nella ASL di Campobasso, l’epidemia ha interessato solo 8 comuni, la maggioranza dei quali aveva coperture inferiori al 65%. Al contrario, in Emilia-Romagna, dove la copertura vaccinale ha raggiunto nel 2001 il 90% e non ci sono differenze sostanziali tra ASL, l’incidenza in età pediatrica è otto volte inferiore a quanto osservato in Campania, senza grandi variazioni sul territorio. L’elevata efficacia della vaccinazione è testimoniata anche dall’epidemia in una scuola in provincia di Ascoli Piceno, dove il morbillo ha colpito il 24% dei bambini non vaccinati e nessuno dei vaccinati.

L’eliminazione del morbillo richiede coperture vaccinali elevate in tutte le fasce di età e una particolare attenzione ai gruppi di popolazione a rischio. L’esperienza condotta in un insediamento nomade di Roma mostra la necessità di interventi condotti sul campo, e l’immediato effetto protettivo della vaccinazione in un periodo di elevata incidenza. Inoltre, più ci si avvicina all’eliminazione, migliore deve essere il sistema di sorveglianza e la capacità di indagare le epidemie. Gli articoli pubblicati mostrano tutti chiaramente quanto sia importante raccogliere dati, analizzarli, utilizzarli per intervenire. In seguito all’identificazione dell’epidemia, a Benevento sono stati vaccinati nell’arco di tre mesi il 30% circa dei bambini ancora suscettibili, a Campobasso sono state individuate le aree prioritarie di intervento per migliorare il programma vaccinale, a Roma è stata attuata una giornata straordinaria di vaccinazione che ha consentito di proteggere il 90% dei bambini nomadi. In Emilia-Romagna e ad Ascoli Piceno, infine, è stato verificato l’impatto delle strategie di vaccinazione.

 

L’epidemia di morbillo di quest’anno ha causato migliaia di ammalati, centinaia di ricoveri, decine di persone colpite da encefalite e alcuni decessi; si tratta di un prezzo troppo elevato che, come Paese non dobbiamo più pagare. Per eliminare il morbillo è necessario vaccinare sia il 95% dei bambini nel secondo anno di vita, che i bambini più grandi non vaccinati; solo la definizione di una strategia nazionale condivisa da tutti gli attori coinvolti (regioni, ASL, pediatri di libera scelta e medici di famiglia) potrà garantirne il successo.

 

Riferimenti bibliografici

1. HEALTH 21 - The health for all policy for the WHO European Region. Copenhagen: WHO Regional Office for Europe; 1999 (European Health for All Series, n. 6).

2. Salmaso S, Gabutti G, Rota MC, et al. Bull World Health Organ 2000; 78(8): 950-5.

3. Ciofi degli Atti ML, Salmaso S, Pizzuti R, et al. Not Ist Super Sanità 2002; 15(7-8):iv.