Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Aprile 2003

Indagine sulla diffusione di sostanze stupefacenti fra gli studenti di Casale Monferrato

Donata Prosa, Marinella Arduino e Maria Elena Michelone
SerT ASL 21, Casale Monferrato, Torino

 

Per monitorare il fenomeno della diffusione di sostanze stupefacenti fra gli adolescenti e per ottenere dati concreti per orientare un’azione preventiva, è stata condotta a Casale Monferrato un’indagine fra gli studenti delle scuole medie superiori. Gli obiettivi specifici erano di studiare la diffusione di sostanze stupefacenti, in particolare delle nuove droghe (1), negli ambienti frequentati dai giovani e verificare la possibilità di contatti con il mondo della droga.
Il questionario era stato redatto e utilizzato dal Dipartimento degli Affari Sociali, Ministero del Welfare (2) durante la campagna informativa del 2000, diretta a giovani distribuiti su tutto il territorio nazionale, per valutare i comportamenti nei confronti delle sostanze stupefacenti. I questionari sono stati somministrati in tutte le classi terze. I ragazzi hanno compilato i questionari in forma anonima durante l’orario scolastico. L'indagine è stata realizzata fra dicembre 2001 e marzo 2002. Vi hanno partecipato 392 ragazzi con età compresa tra 16 e 17 anni di cui il 63% era rappresentato da ragazze.


Quando agli studenti è stato chiesto in che modo preferiscono trascorrere il tempo libero, è stati evidenziato il ruolo molto importante degli amici. Circa l’85% dei ragazzi ha affermato, infatti, di trascorrere il tempo libero parlando con gli amici, questa percentuale era più alta nelle ragazze (89%) che nei ragazzi (77%). Il 68% dei maschi e il 44% delle femmine indicano lo sport come passatempo preferito e a seguire, per tutti, la televisione, il computer e la discoteca.


La maggioranza (66%) dei ragazzi ha visto circolare sostanze stupefacenti negli ambienti frequentati. Tra i luoghi in cui hanno segnalato la presenza di tali sostanze vi era soprattutto la discoteca (59%), il gruppo frequentato (58%) e la scuola (54%). Dal confronto fra le risposte ottenute, è emerso come il numero di coloro che dicono di aver visto circolare droghe in discoteca fosse più elevato rispetto a coloro che ha posto la discoteca tra i passatempi preferiti.
La Tabella riporta l’opinione degli studenti rispetto alle sostanze più diffuse. La diffusione di marijuana e hashish era molto vicina a quella di alcol, ma da questi dati non si può però stabilire quale sia la percentuale di forti consumatori o di consumatori occasionali.


Agli studenti è stato chiesto, nello specifico, la possibilità di reperire l’ecstasy, e il 66% dei ragazzi ha risposto che l’ecstasy è facilmente reperibile. La discoteca era considerata il luogo privilegiato in cui reperire la sostanza (92%), a seguire la strada (49%) e la comitiva (34%).


Fra le motivazioni che generalmente inducono a far uso di droghe, il 66% ha dichiarato di farlo per curiosità, il 57% perché lo fanno tutti e il 55% per divertimento. Importanza inferiore sembrano avere il senso di vuoto (36%), la ribellione (34%) e il piacere (32%). Fra le motivazioni invece che possono indurre i ragazzi a evitare l’uso di droghe il 69% ha affermato “perché si divertono anche senza”, il 53% “perché conoscono i danni che fanno”, il 42% “perché sono più forti rispetto alle spinte del gruppo”; altre opinioni riguardavano la paura delle conseguenze, il disinteresse, la mancanza d’occasioni e l’influenza positiva del gruppo.
Rispetto alle informazioni sulle droghe, il 40% ha affermato di saperne un po’, il 33% di saperne abbastanza, il 17% d’essere ben informato, il 7% teme di saperne poco e il 2% di non saperne nulla, sebbene non sia stato possibile, tramite l’indagine, determinare se l’informazione ottenuta fosse precisa e corretta. Quando è stato chiesto loro se desiderassero saperne di più, il 77% ha risposto sì: il 32% per curiosità; il 25% per interesse sociale; il 20% per muoversi più sicuro. Secondo gli intervistati, le fonti di informazione preferite sono risultate la scuola (79%) e i mezzi d’informazione (56%), mentre lo Stato e la famiglia hanno ricevuto meno consensi.
Dallo studio condotto è emersa un’alta diffusione di sostanze fra i giovani di Casale Monferrato, soprattutto all’interno dei gruppi frequentati, in discoteca e a scuola. La dimensione della cittadina in cui vivono e studiano i ragazzi intervistati rende, probabilmente, ancora più conosciuto e familiare l’ambiente di spaccio.


Tra le sostanze più diffuse ci sono alcol e marijuana, in percentuali simili, ed ecstasy. I canali informativi che si vengono a creare nei gruppi frequentati e nella stessa scuola possono contribuire all’apparentemente facile reperibilità dell’ecstasy. Inoltre, il forte clamore sollevato dai mass media può aver influenzato questa opinione.


I risultati suggeriscono che il gruppo deve sicuramente essere il target rispetto al quale orientare le attività di prevenzione. In risposta a ciò si sta cercando di sensibilizzare all’importanza dell’azione dei pari, attraverso un progetto orientato alla formazione dei tutor, complementare all’apertura di uno sportello informativo, d’ascolto e di accoglienza rispetto alle problematiche relative alla dipendenza e al disagio giovanile.

Il commento
Ilaria Palmi, Piergiorgio Zuccaro
Osservatorio Fumo, Alcol e Droga, ISS

L’indagine condotta fra gli studenti di Casale Monferrato offre una preziosa occasione per formulare alcune importanti considerazioni sulla diffusione, tra gli adolescenti, di comportamenti “a rischio” (utilizzo o poliutilizzo di droghe e alcol).
Il questionario proposto nelle scuole della cittadina piemontese rappresenta una realtà locale legata a una ristretta fascia d’età (16-17 anni), che corrisponde grosso modo a quella degli alunni del terzo anno di scuola superiore. Agli studenti viene chiesto, in un questionario anonimo, di rispondere a domande relative al problema della droga e alla sua diffusione, quale tipo di sostanza stupefacente sia più frequentemente utilizzata dai giovani, nonché il modo e la facilità di procurarsi le sostanze in questione. Non viene mai chiesto in modo diretto al soggetto se fa o meno uso di tali droghe, anche se gli studenti ritengono che tra le sostanze d’abuso più frequentemente utilizzate vi sia l’alcol (che si assesta su percentuali simili a quelle di hashish e marijuana). Sebbene questi risultati non corrispondano al consumo personale di sostanze stupefacenti da parte degli intervistati, ma siano piuttosto il risultato di una opinione espressa dai ragazzi rispetto al consumo stesso, essi sono tuttavia in linea con quanto riportato in altri studi condotti sia su studenti italiani che su studenti europei.


In un lavoro relativo all’utilizzo di droghe tra i giovani e condotto su 3 169 soggetti di sesso maschile di 18 anni provenienti dalla regione Piemonte (3) (la stessa regione dei ragazzi di Casale Monferrato) si mostra come vino, birra e superalcolici siano assunti quotidianamente dal 4-6% degli intervistati. In un ulteriore lavoro (4), condotto a livello europeo su adolescenti di 14-15 anni e che ha coinvolto anche studenti italiani (666 scuole romane), è stato messo in luce come il tasso di coloro che assumono regolarmente bevande alcoliche varia dal 16% di Dublino al 3,4% di Brema (3,5% nelle scuole romane). Questi risultati devono portare a importanti riflessioni: spesso infatti l’attenzione dei mass media e degli educatori si concentra su droghe più “visibili”, di maggiore impatto emotivo, sottovalutando e sottostimando, a volte, il problema legato al consumo di alcol.

Riferimenti bibliografici
1. Geninatti S, Bellavia F, Chieppa G. Contributo alla definizione di nuove droghe. Bollettino per le farmacodipendenze e l’alcolismo 2001; 24: 16-30.
2. Disponibile da: http://www.minwelfare.it
3. Siliquini R, Faggiano F, Geninatti S, et al. Patterns of drug use among young men in Piedmont (Italy). Drug alcohol depend 2001; 64: 329-35.
4. McArdle P, Wiegersma A, Gilvarry E, et al. European adolescent substance use: the roles of family structure, function and gender. Addiction 2002; 97: 329-36.