Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Febbraio 2003

Epidemiologia dei servizi sanitari: Dalle Agenzie per i Servizi sanitari regionali alle Agenzie regionali sanitarie

Sabrina Ferri e Armando Muzzi

Dipartimento di Sanità Pubblica,Scuola di Specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva, Università degli Studi "Tor Vergata", Roma

 

L’Italia ha una lunga tradizione nell’ambito dell’epidemiologia analitica e ha prodotto contributi significativi in vari campi, tra cui le malattie croniche e la medicina del lavoro. L’interesse delle istituzioni sanitarie per l’epidemiologia dei servizi, che si va ad affiancare all'epidemiologia classica, basata sull'analisi dello stato di salute nella popolazione mediante lo studio dei fattori di rischio e l’incidenza delle malattie (1), è comunque in costante crescita. L’epidemiologia dei servizi, la cui denominazione sintetizza l’applicazione di metodi epidemiologici non solo quantitativi ma anche qualitativi, studia il funzionamento dei sistemi e dei servizi sanitari. La finalità costante rimane il miglioramento dello stato di salute nella popolazione, che si cerca di ottenere mediante l’erogazione di servizi sanitari di qualità, intesa nel suo significato più ampio.

 

Un chiaro segnale di questi cambiamenti è rappresentato dall’istituzione dell'Agenzia per i servizi sanitari regionali (ASSR) e dall’istituzione nelle varie regioni italiane di Agenzie regionali sanitarie (ARS). Tale processo di innovazione è confermato, inoltre, dalla trasformazione e/o integrazione di alcuni Osservatori epidemiologici regionali (OER), del Sistema epidemiologico regionale (regione Veneto, SER), del Servizio sovrazonale d'epidemiologia (regione Piemonte, SSE) in ARS.

 

Queste trasformazioni non sono solo semantiche, ma indicano un cambiamento di funzioni e di attività, spesso aggiuntive a quelle storicamente svolte. Per analizzare questa fase di transizione, sono state quindi prese in considerazione le funzioni svolte da questi organismi (ASSR, ARS, OER, SER, SSE) in modo da documentare un vero e proprio cambiamento culturale dell'epidemiologia, stimolato non solo da interessi scientifici, ma anche dalla necessità di dare risposte a problemi inerenti il buon funzionamento del sistema sanitario.

 

Per analizzare le funzioni svolte dalle ASSR, ARS, OER, SER, SSE è stata raccolta la normativa di riferimento grazie alla consultazione del sito Internet: camera.mac.ancitel.it; tale consultazione è stata integrata da una ricerca bibliografica e legislativa sulla materia e, ove necessario, da interviste dirette con funzionari regionali. Le regioni prese in esame sono le nove che hanno istituito le ARS: Campania, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Marche, Piemonte, Puglia, Toscana e Veneto. Tale scelta è stata dettata dalla necessità di poter confrontare le funzioni delle suddette Agenzie con quelle dei rispettivi OER, punto cardine di questa indagine.

 

Dopo aver effettuato l’analisi delle funzioni svolte sia dagli OER sia dalle ARS, si è proceduto a classificare tali funzioni in quelle più tipiche dell'epidemiologia classica e in quelle dell'epidemiologia dei servizi sanitari sulla base delle seguenti definizioni:

•l’epidemiologia classica è quella branca dell’igiene che studia la frequenza e la distribuzione delle malattie nelle popolazioni, le loro cause e i fattori a esse associati, con il fine di attuarne il controllo (2);

•l’epidemiologia dei servizi sanitari è “un campo di indagine multidisciplinare, sia di base che applicata, che riguarda l’uso, i costi, la qualità, l’accessibilità, l’erogazione, l’organizzazione, il funzionamento ed i risultati dei servizi di assistenza sanitaria, per aumentare le conoscenze e la comprensione della struttura, dei processi e degli effetti dei servizi sanitari sulla salute degli individui e della popolazione” (3).

 

Nella Tabella sono riportate le funzioni, sia epidemiologiche di tipo classico che di epidemiologia dei servizi sanitari, svolte dagli OER e dalle ARS per tutte le regioni considerate. Solo le regioni Piemonte, Veneto e Toscana hanno attribuito agli SSE, SER e OER anche funzioni di epidemiologia dei servizi sanitari; tali regioni, infatti, hanno organizzato i suddetti organismi più di recente, rispettivamente nel 1998, 1999 e 2000. Da notare che la regione Friuli-Venezia Giulia, pur avendo istituito l’OER nel 1986, aveva a esso attribuito alcune funzioni classificabili nell’epidemiologia dei servizi sanitari.

 

Nella Tabella si può, inoltre, notare come le ARS delle regioni Friuli-Venezia Giulia e Lazio svolgano funzioni anche di epidemiologia classica, in quanto gli OER sono stati soppressi, mentre nelle regioni Campania, Emilia-Romagna, Toscana e Puglia, dove coesistono OER e ARS, le due tipologie di funzioni sono state tenute ben distinte.

 

Da quanto esposto, appare confermata l'ipotesi iniziale dell’importanza assunta dall’epidemiologia dei servizi sanitari nel sistema sanitario, dimostrata dalle trasformazioni e integrazioni degli OER, SER, SSE con le ARS. Queste Agenzie si sono sviluppate per fornire un supporto metodologico e conoscitivo sia alle Aziende sanitarie che agli organi politici regionali affinché le loro decisioni, sia operative che di governo, siano sempre più evidence-based (4).

 

Senza abbandonare l'epidemiologia classica che, essendo prospettica, è più utilizzata per fini programmatori, l’epidemiologia dei servizi sanitari rappresenta un valore aggiunto, per fini fondamentalmente valutativi, grazie al carattere più retrospettivo.

 

I cambiamenti istituzionali del Servizio Sanitario Nazionale potranno essere compiutamente realizzati a condizione che si disponga di personale specializzato nella ricerca sui servizi sanitari (epidemiologi professionisti) e che le Agenzie citate possano superare gli ostacoli che si frappongono a un efficace funzionamento.