Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Aprile 2006

Stato di avanzamento del piano nazionale di eliminazione del morbillo e della rosolia congenita

Marta Ciofi degli Atti1, Antonio Ferro2, Elisabetta Franco3, Gualtiero Grilli4, Alfredo Guarino5, Stefania Iannazzo6, Anna Pavan7, Renato Pizzuti8, Maria Grazia Pompa6, e il Gruppo interregionale malattie infettive e vaccinazioni*

1Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute, ISS, Roma

2Servizio Sanità Pubblica, Regione Veneto

3Università degli Studi Tor Vergata, Roma

4Servizio Sanità Pubblica, Regione Marche

5Università degli Studi Federico II, Napoli

6Direzione Generale della Prevenzione, Ministero della Salute, Roma

7Direzione Regionale Sanità, Regione Lombardia8Osservatorio Epidemiologico Regionale, Regione Campania

 

Il Piano Nazionale di Eliminazione del Morbillo e della Rosolia Congenita, approvato nel 2003, prevede come azioni strategiche il miglioramento delle coperture vaccinali per morbillo, parotite e rosolia (MPR) entro i due anni di età, il recupero dei bambini e ragazzi più grandi non vaccinati in precedenza, e la vaccinazione routinaria con la seconda dose di MPR (1). Una particolare attenzione viene inoltre rivolta al miglioramento della sorveglianza delle malattie prevenibili, ed alla vaccinazione delle donne in età fertile per la prevenzione della rosolia congenita.

In questo articolo viene quindi illustrato lo stato di avanzamento del Piano, sia per quanto riguarda le attività di vaccinazione, che per quanto concerne l’andamento delle malattie prevenibili.

 

Coperture vaccinali per una dose di MPR entro i due anni di età

Gli obiettivi intermedi del Piano, relativamente alle coperture vaccinali per una dose di MPR entro i due anni di età, prevedevano di raggiungere, sia a livello nazionale che in ogni regione, una copertura dell’85% entro il 2004, e del 90% entro il 2005. Per l’anno 2004, i dati routinari mostrano una media nazionale dell’85% (range: 60-93%) (Figura 1). In particolare, 16 regioni hanno raggiunto coperture > 85%, 6 di queste con coperture ≥ 90%. I dati relativi al 2005 sono in fase di raccolta; al 10 aprile 2006, le coperture vaccinali erano disponibili per 5 regioni, con stime dell’85-92%.

 

Campagna straordinaria rivolta ai bambini in età scolare

La campagna straordinaria prevedeva nel 2004 la vaccinazione delle coorti di nascita 1993-97, e nel 2005 delle coorti 1991-92. Le attività straordinarie di vaccinazione sono state finora avviate in 18 regioni. I dati relativi alle coorti di nascita 1993-97 sono disponibili per 16 di queste ultime, dove i bambini target della vaccinazione erano 1.472.885, ed è stato valutato il loro stato vaccinale prima e dopo le attività di recupero. In media, la copertura vaccinale per la prima dose è aumentata dal 72% all’83%, mentre quella per la seconda dose è passata dall’11% al 46%. Al 10 aprile 2006, i dati di copertura relativi ai ragazzi delle scuole medie (coorti 1991-92), erano invece disponibili per 4 regioni, dove le coperture vaccinali raggiunte per prima e seconda dose erano rispettivamente del 33-93%, e 14-63%.

 

Sorveglianza del morbillo e della rosolia post-natale

Dall’analisi delle notifiche obbligatorie, emerge che i casi di morbillo segnalati sono stati 686 nel 2004, e 108 nel 2005 (dati provvisori). Il numero di casi notificati è quindi in netta diminuzione, ed ha toccato nel 2005 il minimo storico (Figura 2). Nei due anni considerati, i casi nella fascia di età 0-14 sono stati rispettivamente 557 e 72, pari all’81% e 67% del totale. In questa fascia di età, le incidenze stimate in base alle notifiche sono di 7 ed 1/100.000 abitanti.

I risultati della rete sentinella SPES confermano la diminuzione di incidenza, che nei bambini fino a 14 anni è stata di 61/100.000 nel 2004 e 4/100.000 nel 2005. Va tuttavia notato che nel 2005 sono stati segnalati solo 9 casi, su una popolazione media di 205.000 bambini in sorveglianza. La stima di incidenza è quindi basata su un numero di osservazioni molto modesto, e va interpretata con cautela.

Anche i casi di rosolia sono in diminuzione, con 461 notifiche nel 2004 e 139 nel 2005. Oltre il 70% di questi casi si è verificato nei bambini tra 0 e 14 anni (rispettivamente, 325 e 107 casi, pari ad incidenze di 4 ed 1/100.000). I dati SPES mostrano incidenze di 29 e 10 casi per 100.000 bambini in sorveglianza.

 

Sorveglianza della rosolia in gravidanza e della rosolia congenita

Dal 1° gennaio 2005 è stata introdotta la notifica obbligatoria della sindrome/infezione da rosolia congenita e della rosolia in gravidanza. Una circolare esplicativa è stata pubblicata nell’agosto 2005 (2).

Al 31 dicembre 2005, i risultati preliminari mostravano 7 segnalazioni di sospetta rosolia in gravidanza, che sono stati tutti valutati con indagini di laboratorio nello stesso centro di terzo livello. Nessuna delle gestanti era stata vaccinata; dei 7 casi sospetti, due sono stati confermati. Si trattava di due gestanti straniere, entrambe con manifestazione cliniche (esantema e febbre) verificatesi rispettivamente alla 4a e 9a settimana di gestazione; una delle due donne aveva acquisito l'infezione in Perù. Entrambe le donne hanno proseguito la gravidanza, effettuando diagnosi prenatale che ha permesso di confermare l'infezione fetale in un caso e di escluderla nell'altro. L’infezione congenita è stata confermata nel neonato con diagnosi prenatale positiva, che presentava ipoacusia. Le cinque gestanti in cui l’infezione è stata esclusa avevano presentato positività delle IgM specifiche, ma senza sintomi clinici suggestivi di rosolia o anamnesi di esposizione ad un caso. In questi casi la positività delle IgM rappresentava un falso positivo oppure una persistenza degli anticorpi da pregressa infezione. Va notato che una delle 5 donne con infezione non confermata ha interrotto la gravidanza entro la 12a settimana.

 

Conclusioni

Dai dati disponibili emerge che per il 2004 gli obiettivi di copertura vaccinale per la prima dose di MPR sono stati raggiunti a livello nazionale e nella maggioranza delle regioni, grazie all’elevato coinvolgimento delle autorità sanitarie regionali e degli operatori delle ASL e del territorio. Resta tuttavia da valutare l’andamento delle coperture vaccinali nel 2005; nessuna regione infatti ha raggiunto la soglia del 95%, ed è presumibile che all’aumentare delle coperture vaccinali diventi sempre più difficile migliorare l’adesione alla vaccinazione.

Per quanto riguarda la campagna rivolta ai bambini in età scolare, la copertura vaccinale media per una dose ha superato l’80%, e quella per la seconda dose ha raggiunto il 46%. Va però notato che questi dati non sono ancora completi, perché mancano le informazioni relative ad alcune regioni o ASL. La percentuale di bambini vaccinati è stata inoltre maggiore per la seconda dose rispetto alla prima, a testimonianza del fatto che è più difficile raggiungere chi non è mai stato vaccinato. Infine, i dati relativi ai ragazzi nati nel 1991-92 sono largamente incompleti, né sono disponibili dati di copertura sulla somministrazione di routine della seconda dose. Sarà quindi importante valutare con appropriate indagini anche questi indicatori.

I dati di sorveglianza mostrano come l’incidenza di morbillo e rosolia sia ai minimi storici. Tale diminuzione è attribuibile sia all’incremento delle coperture vaccinali, che al periodo post-epidemico.

Per quanto riguarda la rosolia, inoltre, l’introduzione della notifica di rosolia congenita e rosolia in gravidanza costituisce uno strumento indispensabile per valutare la quota di casi prevenibili e l’impatto delle strategie di prevenzione. Le attività rivolte alla prevenzione della rosolia congenita costituiscono infatti la priorità per il 2006. Ogni opportunità deve essere sfruttata per vaccinare le donne in età fertile suscettibili. Una particolare attenzione, inoltre, deve essere rivolta alle donne straniere, in particolare a quelle provenienti da nazioni che non hanno un programma vaccinale contro la rosolia. Infine, i risultati della sorveglianza raccolti finora sottolineano come la diagnosi di infezione acuta da rosolia in gravidanza non debba mai basarsi esclusivamente sulla presenza di anticorpi IgM specifici (3), confermando come la ricerca delle IgM anti rosolia in gravidanza non debba essere eseguita di routine, ma solo in caso di manifestazioni cliniche o esposizione ad un caso di rosolia (4).

 

Riferimenti bibliografici

1.  Conferenza Permanente per i rap-porti tra lo Stato, Regioni e le pro-vince autonome di Trento e Bolzano. Accordo sul Piano nazionale di eliminazione del morbillo e della rosolia congenita. Gazzetta Ufficiale n. 297 del 23 dicembre 2003- Suppl. Ordinario n.195.

2.  Ministero della Salute. Circolare 5 agosto 2005, n. 2. Notifica obbliga-toria della infezione da rosolia in gravidanza e della sindrome/infezione da rosolia congenita. Gazzetta Ufficiale n. 211 del 10 settembre 2005.

3.  Best JM, O'Shea S, Tipples G et al. Interpretation of rubella serology in pregnancy-pitfalls and prob-lems. BMJ 2002; 325:147-8. (http://bmj.bmjjournals.com/cgi/content/full/325/7356/147) .

4.  Morgan-Capner P, Crowcroft NS, and PHLS Joint Working Party of the Advisory Committees of Virology and Vaccines and Immunisation. Guidelines on the management of, and exposure to, rash illness in pregnancy (including consideration of relevant antibody screening programmes in pregnancy). Commun Dis Public Health 2002; 5(1):59-71.