Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

ottobre 2006

Alla conquista del pass per la città del sole. Programma di prevenzione del tabagismo per la scuola dell'infanzia

Giorgio Pretti1, Federico Roncarolo1, Marina Bonfanti2, Enrica Cazzaniga3 e Maria Teresa Tenconi1

1Sezione Igiene, Dipartimento di Medicina Preventiva Occupazionale e di Comunità, Università degli Studi di Pavia

2Unità Organizzativa Prevenzione, Tutela Sanitaria e Veterinaria, Direzione Generale Sanità, Regione Lombardia

3Associazione Alice Gaia, Lissone (Milano)

 

Nel nostro Paese la prevalenza degli adolescenti di 15 e 17 anni che fumano tutti i giorni è simile a quella dell’Europa; il 10% degli adolescenti fuma regolarmente. Inoltre, in Italia risulta che il 19% dei fumatori prova per la prima volta a fumare entro i 14 anni, il 52% lo fa tra i 15 e i 19 anni e il 25% a 20 o più anni. L’età media d’inizio si sta abbassando: mentre nel 2002 i fumatori di 11-14 anni erano solamente l’1,4%, tale percentuale è aumentata al 2,2% nel 2004 (1).

Con queste premesse, abbastanza simili in tutto il mondo occidentale, l’OMS negli ultimi anni ha messo in atto delle strategie che non riguardano tanto l’enfatizzazione degli effetti dannosi del fumo di tabacco sulla salute, quanto il soffermarsi a presentare il “non essere fumatore” come attributo desiderabile, brillante, invidiabile. Mettendo in evidenza i numerosi aspetti positivi di chi non fuma si è visto infatti che i programmi per la prevenzione del tabagismo che hanno un certo successo sono basati sull’analisi dei fattori psicosociali che caratterizzano l’età giovanile (2-4).

 

Nella maggior parte dei casi gli interventi sono stati rivolti a giovani delle scuole secondarie (di primo e secondo grado), mentre molto raramente ci si imbatte in esperienze rivolte ai bambini della scuola primaria e dell’infanzia.

La Commissione “Scuola, Giovani e Fumo”, che si occupa di prevenzione del tabagismo nelle scuole della regione Lombardia, ha messo a punto nel 2001 un progetto per la prevenzione del tabagismo nell’età evolutiva, “Liberi dal fumo”, che si propone di sperimentare metodologie di educazione alla salute rivolte alle scuole d’infanzia, scuole primarie, e scuole secondarie del primo e secondo grado.

 

Il programma per i bambini delle scuole d’infanzia, intitolato “Alla conquista del PASS per la città del sole” ha come obiettivo primario, non tanto il trasferimento ai bambini di nozioni relative al problema del tabagismo, quanto la sensibilizzazione e la formazione dei docenti sul tema, il coinvolgimento dei genitori dei bambini più piccoli nei programmi per la prevenzione del fumo, nonché l’orientamento dei bambini verso stili di vita sani. In questa visione, lo svolgimento del percorso didattico da parte dei bambini funge da “substrato” propedeutico a tutte le altre attività antifumo previste e proposte dall’intero progetto regionale, amplificandone, secondo quando risulta dalla letteratura, l’efficacia. Pur avendo un campo di esperienza dominante (il corpo e il movimento), tale progetto tocca tutti i campi dell’esperienza educativa coinvolgendo i bambini in una ”Giocostoria” animata da alcuni personaggi (Nicotina, Grazienonfumo e la dottoressa polmon) interpretati da tre insegnanti. Gli aspetti qualificanti di questo programma sono:

  • la caratterizzazione ludica e simbolica dell’attività (gioco del far finta) che rende il trasferimento di nozioni ed emozioni molto più efficace di interventi strutturati in modo puramente didattico;

  • la dimensione sociale che si esplica con incontri di tipo collettivo di massa (incontri principali) e con attività comuni svolte da gruppi di bambini numericamente ridotti;

  • il ricorso all’attività motoria;

  • lo sviluppo della manualità e della creatività;

  • l’utilizzo della narrazione;

  • il protagonismo dei bambini;

  • il coinvolgimento di tutta la scuola, al quale si aggiunge anche l’interessamento dei genitori;

  • l’organicità con programmi di prevenzione futuri.

Nel manuale dato agli operatori ASL per l’attuazione del progetto è descritto, oltre alla proposta educativa per gli alunni, anche il percorso di formazione degli insegnanti. Anche il coinvolgimento dei genitori è di importanza fondamentale, pertanto gli insegnanti sono stati invitati, non solo ad informarli di quanto si sta organizzando, ma anche a coinvolgerli richiedendo la loro collaborazione.

 

Il libro illustrato da colorare è lo strumento messo a punto per il coinvolgimento dei genitori: riporta la storia di Nicotina e Grazienonfumo; l’utilizzo di tale strumento didattico è stato pensato per essere utilizzato a casa, così da rendere i genitori partecipi del percorso educativo proposto e svolto in classe.

 

Il percorso didattico, interamente svolto dagli insegnanti della scuola opportunamente formati dagli operatori ASL, è articolato in cinque incontri collettivi della durata di 90 minuti da svolgersi durante le ore di copresenza. Gli incontri sono tenuti negli ambienti delle scuole, precedentemente allestiti. Il target prescelto sono i bambini dell’ultimo anno della scuola d’infanzia (5 anni) e il periodo di realizzazione è di circa 6 settimane.

Sono state coinvolte nel programma regionale sette ASL lombarde (Brescia, Cremona, Lodi, Milano Città, Milano 2, Pavia e Sondrio), per un’adesione di 80 scuole d’infanzia e 2.007 bambini. I dati ottenuti dalle diverse esperienze sono stati elaborati in pool a livello centrale, per ottenere risultati a dimensione regionale.

 

In considerazione dell’impossibilità di una verifica mediante indicatori specifici a breve termine (acquisizione dell’abitudine al fumo), non si è proceduto ad una valutazione di efficacia del programma, bensì ad una valutazione di processo e di gradimento. Gli strumenti per la valutazione consistono in questionari elaborati e redatti dalla Commissione “Scuola, giovani e fumo” sulla base di precedenti esperienze.

L’analisi ha rivelato che il programma è stato svolto nell’ambito dei tempi previsti e non ha richiesto l’impiego di risorse aggiuntive. Tra gli insegnanti, i fumatori erano il 17,2% (valore che è sovrapponibile alla prevalenza nazionale nel sesso femminile). Il programma è risultato complessivamente gradito dagli insegnanti (Tabella); l’unico aspetto che non ha favorevolmente colpito coloro che hanno condotto il programma è stato il coinvolgimento dei genitori nell’esecuzione del programma stesso.

 

È di grande interesse notare come le risposte agli stessi quesiti varino in relazione al fatto che l’insegnante sia fumatore o non fumatore. Si può constatare come per gli insegnanti non fumatori il programma sia più utile, più interessante per gli alunni, più facile da eseguire e che l’interesse manifestato dai genitori sia sensibilmente maggiore. Inoltre, esiste una differenza anche nella percentuale di bambini che ricordano di avere svolto il programma che passa dal 77% nel gruppo condotto da insegnanti fumatori, al 90% nel gruppo condotto da insegnanti non fumatori (Tabella).

 

Sono stati tuttavia evidenziati alcuni punti critici su cui è possibile lavorare per determinare un miglioramento del programma; le criticità insite nel progetto sono rappresentate dal fatto che il percorso didattico è stato giudicato improponibile a tutta la popolazione scolastica di una scuola d’infanzia, in quanto poco condivisibile dai bambini di 3 o 4 anni. Risulta anche che l’esperienza sia stata poco condivisa da quegli insegnanti che non erano direttamente coinvolti e che non avevano partecipato alla fase formativa. Inoltre, si è registrato anche uno scarso coinvolgimento dei genitori all’interno del programma, in termini di collaborazione diretta a scuola.

 

Il materiale utilizzato può essere facilmente riprodotto ed integrato nell’ambito di ciascuna scuola per l’infanzia, garantendo la continuità del programma nel tempo. Infine questo programma e la sua valutazione che ne dimostra non solo la fattibilità, ma anche il gradimento e il moderato costo, indirizza verso una serie di attività di educazione alla salute finalizzate alla prevenzione del fumo di sigaretta, anche nella scuola d’infanzia.

 

Riferimenti bibliografici

1. Annuario Statistico Italiano. ISTAT; Roma.

2. Bruvold WH. A meta-analysis of adolescent smoking prevention programs. Am J Public Health 1993;83: 872-80.

3. Lynch BS, Bonnie RJ (Eds). Growing up tobacco free. Washington, DC: Institute of Medicine, National Academy Press; 1994. p. 143-74.

4. Centers for Disease Control and Prevention. Preventing tobacco use among young people: a report of the Surgeon General. Washington, DC: US Department of Health and Human Services; 1994. p. 209-92.