Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

gennaio 2007

Indagine su guida e comportamenti a rischio nei giovani piemontesi

Paolo Ferrari1, Elisa Mina2, Marco Dalmasso2, Carlo Mamo2, Regina Rosa Silveri1 e Giovanna Lenti3
1Struttura di Epidemiologia, ASL 14 Piemonte, Omegna (VB)
2Servizio regionale di epidemiologia, Grugliasco (TO)
3Area viabilità, Provincia di Torino, Torino

Gli incidenti stradali rappresentano uno dei maggiori problemi di sanità pubblica in Italia e costituiscono la prima causa di morte per la popolazione maschile sotto i 40 anni (1).
Considerato che il gruppo più vulnerabile è costituito dai giovani tra i 15 ed i 29 anni, che rappresentano circa un terzo dei circa 300.000 morti dal 1970 ad oggi (2) e, allo scopo di disporre di utili indicazioni in ordine alle iniziative di educazione e di prevenzione da mettere in atto, nel primo semestre 2003 è stata realizzata in tutte le regioni italiane l’indagine “Guida e comportamenti a rischio: AMR (Approccio Multi Rischio) 2003” (2), che ha coinvolto 61 province, 211 istituti di istruzione superiore e 25153 studenti.
Tra gli obiettivi degli organizzatori dell’indagine in Piemonte vi è stato il confronto tra i comportamenti dei giovani piemontesi e quelli dei giovani italiani, in quanto la Regione Piemonte presenta un tasso di mortalità da incidenti stradali superiore alla media nazionale (3) anche in questa fascia di età (14-29 anni); lo studio poteva quindi fornire dati utili a meglio comprendere la natura del problema.
La rilevazione dei dati è stata condotta tramite un questionario semi-strutturato, autocompilato in classe da studenti di scuola media superiore di 2° grado con l’assistenza del personale delle ASL e dei docenti; la durata della compilazione è stata di circa 30 minuti.
La Regione Piemonte, al pari di altre regioni, ha somministrato i questionari forniti dall’Istituto Superiore di Sanità a 1.430 studenti. Il campionamento è stato eseguito mediante una stratificazione ponderata della popolazione scolastica; una volta definita la corretta rappresentatività di ogni provincia si è provveduto alla randomizzazione per tipo di istituto (liceo, istituto tecnico, istituto professionale) e collocazione dell’istituto in capoluogo o in città non capoluogo. In ogni istituto è stata estratta una unità didattica (la vecchia sezione) ed il questionario è stato somministrato agli studenti di tutti gli anni di corso, in modo da garantire la rappresentatività anche dal punto di vista dell’età.
Sono state analizzate per questo rapporto variabili relative a 2 sezioni: consumi (bevande alcoliche, sostanze d’abuso) e sicurezza stradale (utilizzo dei dispositivi di sicurezza, esperienze di incidenti). Gli indici calcolati sono stati il χ2 di Pearson ed il Rischio Relativo (RR) come rapporto di prevalenze.
Mentre non si rilevano differenze nella prevalenza di fumatori, per quanto riguarda i consumi di bevande alcoliche, gli studenti piemontesi ne fanno uso in percentuale superiore alla media nazionale (Tabella 1); la prevalenza di studenti piemontesi non astemi, infatti, è stata superiore alla media nazionale (maschi 83,2% vs 76,7%; femmine 66,9 vs 59,9) in modo significativo in entrambi i sessi (maschi: RR = 1,09 IC 95% 1,05-1,13); femmine: RR = 1,12 IC 95% 1,06-1,19). Suddividendo gli alcolici in singole classi (Tabella 1) si evidenzia il maggior utilizzo di alcolici da parte degli studenti piemontesi: la differenza è statisticamente significativa per tutte le tipologie di alcolico in studio.
Il numero di studenti che ha riferito di essersi ubriacato almeno una volta nelle ultime 4 settimane è però sovrapponibile al dato nazionale (maschi 38,1% vs 37,1%; femmine 24,7 vs 23,7). L’utilizzo riferito di sostanze d’abuso è sostanzialmente in linea con il dato nazionale.
Sebbene l’uso di alcol è risultato maggiore tra gli studenti piemontesi, questi ultimi sembrano avere un maggior rispetto, in confronto al livello medio nazionale, di tutta la normativa che impone l’utilizzo di casco e cinture di sicurezza (Tabella 2). Il numero di studenti piemontesi che ha dichiarato di utilizzare sempre i sistemi di sicurezza in città risulta essere superiore alla media nazionale in modo significativo in entrambi i sessi. Invece, l’utilizzo dei dispositivi di sicurezza fuori città è risultato superiore alla media nazionale, in modo statisticamente significativo, solo nel sesso maschile. È stata prevista una distinzione tra l’uso del casco in ciclomotore e l’uso del casco in moto, sia in città che fuori città, ma i risultati riguardanti il Piemonte sono di fatto sovrapponibili. Degno di nota il fatto che le femmine rispetto ai maschi usano meno il casco sia in città che fuori città; a livello nazionale, non sono state riscontrate differenze nelle ambientazioni urbane, ma in quelle extraurbane le femmine hanno maggiormente riferito l’utilizzo del casco.
In conclusione, possiamo affermare che gli studenti piemontesi hanno riferito una maggiore propensione al consumo di alcolici, sebbene nello stesso tempo abbiano dimostrato un diffuso senso del rispetto delle norme che impongono l’utilizzo dei sistemi di sicurezza durante la guida. Un'analisi del contesto sociale in cui si muovono i giovani a maggior rischio può ulteriormente aiutare a meglio comprendere la natura del problema ed aiutare a indirizzare eventuali interventi di educazione e promozione della salute.

Riferimenti bibliografici
1. www.iss.it/site/mortalita
2. Taggi F, Dosi G. Guida e comportamenti a rischio: risultati generali dell’indagine AMR 2003. 2° rapporto. Istituto Superiore di Sanità, Dipartimento di Ambiente e Connessa Prevenzione Primaria. 2004.
3. ISTAT. Statistica degli incidenti stradali 2003-2004 (edizione provvisoria), 2005.