Marta Ciofi degli Atti
1, Antonietta Filia
1, Loredana
Nicoletti
2, Antonio Ferro
3, Elisabetta Franco
4, Gualtiero
Grilli
5, Alfredo Guarino
6, Stefania Iannazzo
7, Anna Pavan
8,
Renato Pizzuti
9, Maria Grazia Pompa
7
1Centro Nazionale di
Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute,
ISS
2Dipartimento Malattie Infettive, Parassitarie ed Immunomediate, ISS
3Servizio Sanità Pubblica, Regione Veneto,
Venezia
4Università degli Studi di "Tor Vergata",
Roma
5Servizio Sanità Pubblica, Regione Marche
6Università
degli Studi "Federico II", Napoli
7Direzione Generale della
Prevenzione, Ministero della Salute, Roma
8Direzione
Regionale Sanità, Regione Lombardia, Milano
9Osservatorio
Epidemiologico Regionale, Regione Campania, Napoli
Nel 2003, in Italia, è stato approvato il Piano Nazionale
di Eliminazione del Morbillo e della Rosolia Congenita
(PNEM), con gli obiettivi di interrompere la trasmissione
indigena del morbillo e ridurre l’incidenza della rosolia
congenita a < 1 caso/100.000 nati vivi, entro il 2007 (1).
Le strategie previste dal Piano includono: 1) il
miglioramento delle coperture vaccinali per la prima dose
di morbillo, parotite e rosolia (MPR) entro i due anni di
età; 2) la vaccinazione dei bambini e ragazzi più grandi,
incluso il recupero dei bambini e ragazzi non vaccinati in
precedenza e la vaccinazione con la seconda dose di MPR a
5-6 anni o a 11-12 anni di età (1). Una particolare
attenzione viene inoltre rivolta al miglioramento della
sorveglianza delle malattie prevenibili ed alla
vaccinazione delle donne in età fertile per la prevenzione
della rosolia congenita.
In questo articolo vengono
presentati i dati sullo stato di avanzamento del PNEM ai
livelli nazionale e regionale. In particolare, vengono
presentati i dati di copertura vaccinale nei bam-bini <2
anni di età ed in età scolare, e l’andamento delle notifiche
per morbillo e rosolia, includendo la rosolia in gravidanza
e la rosolia congenita.
Gli obiettivi intermedi del PNEM
prevedevano di raggiungere, sia a livello nazionale che in
ogni regione, una copertura del 90% entro il 2005. Per il
2005, i dati routinari mostrano una media nazionale pesata
dell’89% (range per regione: 58-93%). Le regioni che hanno
raggiunto il target del 90% sono state otto, dieci regioni
hanno coperture tra 85 e 89% e tre <85%. La campagna
straordinaria prevedeva nel 2004 la vaccinazione delle
coorti di nascita 1993-97 e nel 2005 delle coorti 1991-92.
Le attività straordinarie di vaccinazione sono state
condotte in 19 regioni. I bambini target della vaccinazione,
nelle coorti di nascita 1991-97, erano 2.544.386; il loro
stato vaccinale è stato valutato prima e dopo le attività
di recupero. In media, la copertura vaccinale per la prima
dose è aumentata dal 71% all’81%, mentre quella per la
seconda dose è passata dal 15% al 39%. I dati di
sorveglianza relativi sia alle notifiche obbligatorie che
alla rete sentinella SPES (Sorveglianza Pediatri Sentinella)
mostrano una diminuzione dell’incidenza di morbillo dopo
l’implementazione del PNEM (
Figura).
Dall’analisi delle
notifiche obbligatorie emerge che i casi di morbillo
segnalati sono stati 686 nel 2004 e 215 nel 2005 (2). Il
numero di casi notificati è quindi in netta diminuzione ed
ha toccato nel 2005 il minimo storico, con un’incidenza di
0,4/100.000 abitanti.
I risultati della rete sentinella SPES
confermano la diminuzione di incidenza, che nei bambini
fino a 14 anni è stata di 61/100.000 nel 2004 e di 4/100.000
sia nel 2005 che nel 2006. Va tuttavia notato che negli anni
2005 e 2006 sono stati segnalati, rispettivamente, solo 9 e
10 casi, su una popolazione media di circa 205.000 bambini
in sorveglianza. La stima di incidenza è quindi basata su un
numero di casi molto modesto e va interpretata con cautela.
Nel 2006, i dati provvisori del SIMI (Sistema Informatizzato
Malattie Infettive), riferiti a 15 regioni, mostrano 254
casi. Il numero di casi SIMI relativi al primo semestre del
2006 è maggiore rispetto al numero di casi notificati al
Ministero della Salute nel primo semestre del 2005 (183
rispetto a 170 casi). Questo aumento è presumibilmente
attribuibile alla presenza di focolai epidemici in diverse
regioni italiane (Toscana, P.A.di Bolzano, Lazio, Sardegna e
Veneto), che hanno interessato soprattutto comunità di
nomadi (3).
Inoltre, nel 2006 è migliorato il ricorso al
laboratorio nazionale di riferimento (ISS) per la conferma
della diagnosi di morbillo. Nel corso del 2006, infatti, il
laboratorio di riferimento ha ricevuto campioni biologici
da 7 regioni, relativi a 128 casi di sospetto morbillo, di
cui 94 sono stati confermati.
Anche i casi di rosolia sono
in diminuzione, con 461 notifiche nel 2004 e 139 nel 2005
(dati provvisori Ministero della Salute). Oltre il 70% di
questi casi si è verificato nei bambini tra 0 e 14 anni
(rispettivamente, 325 e 107 casi, pari ad incidenze di 4 ed
1/100.000). I dati SPES mostrano incidenze di 29 casi per
100.000 bambini in sorveglianza nel 2004 e 10 casi/100.000
bambini sia nel 2005 che nel 2006.
Un'indagine sieroepidemiologica condotta a livello nazionale nel 2004 ha
mostrato come la proporzione di individui immuni alla
rosolia, nella fascia di età 1-14 anni, sia
significativamente aumentata rispetto al 1996 (82% nel 2004
vs 62% nel 1996), effetto dell’incremento dell’attività
vaccinale in età pediatrica (4). Nessun cambiamento rispetto
al 2006 è stato rilevato, invece, nei soggetti con oltre 14
anni e in particolare va segnalato che anche la proporzione
di donne in età fertile suscettibili alla rosolia è rimasta
stabile, intorno al 10%.
Dal 1° gennaio 2005 è stata
introdotta la notifica obbligatoria della
sindrome/infezione da rosolia congenita e della rosolia in
gravidanza. Al 30 dicembre 2006, sono stati segnalati 37
casi di sospetta rosolia in gravidanza (25 segnalazioni nel
2005 e 12 nel 2006), da cinque regioni. Solo tre delle
gestanti erano state precedentemente vaccinate e solo 10
avevano eseguito lo screening pre-concezionale; 22 delle
gestanti avevano avuto precedenti gravidanze.
Dei 37 casi
sospetti, 16 sono rimasti tali (perché non è stato possibile
clas-sificare il caso con le informazioni a disposizione), 7
sono stati confermati, mentre in 14 gestanti è stata esclusa
l’infezione. L’infezione congenita è stata confermata in due
neonati (entrambi nati da donne straniere con infezione
confermata), mentre un terzo neonato che presentava sintomi
ma senza conferma di laboratorio è stato classificato come
probabile. Questi tre bambini con infezione congenita
con-fermata/probabile sono nati tutti nel 2005, mentre nel
2006 non ci sono sta-ti casi di rosolia congenita
confermata/probabile. Inoltre, due donne, una con infezione
non confermata e una con diagnosi sospetta, hanno interrotto
la gravidanza entro la 12a settimana.
I dati presentati
mostrano i continui progressi verso il raggiungimento
degli obiettivi del PNEM, resi possibili grazie al continuo
coinvolgimento delle autorità sanitarie regionali e degli
operatori delle ASL. Le coperture vaccinali continuano
infatti ad aumentare, anche se gli obiettivi intermedi del
Piano non sono stati tutti raggiunti.
I dati di sorveglianza
mostrano come l’incidenza di morbillo e rosolia sia ai
minimi storici. Tuttavia continuano a verificarsi focolai
epidemici, soprattutto tra popolazioni vulnerabili come i
nomadi. I recenti focolai sono stati rilevati grazie alla
migliorata sorveglianza da parte delle autorità sanitarie
locali ed in tutti questi episodi sono state effettuate le
indagini di laboratorio, con isolamento e tipizzazione del
virus del morbillo.
Per quanto riguarda la rosolia invece,
la proporzione di donne in età fertile suscettibili alla
rosolia è ancora superiore al target del 5% e continuano a
verificarsi casi di rosolia in gravidanza. Inoltre, uno
studio effettuato nel 2005 ha rilevato che oltre il 40%
delle donne di età 18-45 anni intervistate non conosceva il
proprio stato immunitario verso la rosolia (5). Infine, è da
notare che le notifiche da rosolia in gravidanza provengono
da pochi centri facendo ipotizzare che il numero di casi
sia largamente sottostimato.
Le seguenti attività sono
quindi fondamentali per raggiungere i prossimi obiettivi
del Piano:
- attuazione delle misure di comprovata
efficacia per aumentare le coperture vaccinali, quali la
chiamata attiva dei soggetti da vaccinare;
- miglioramento
dell’indagine e della segnalazione dei casi di morbillo e
rosolia con l’adozione di una scheda standard per
l’indagine epidemiologica;
- miglioramento delle
informazioni raccolte sulle coperture vaccinali per MPR. È
importante che vengano rilevate routinariamente, su base
annuale, anche le coperture vaccinali per le seconde dosi
di MPR nei bambini di 7 anni. Inoltre sarebbe utile
svolgere un’indagine campionaria ad-hoc per valutare la
copertura vaccinale per MPR e per il richiamo contro
difterite e tetano nei ragazzi di 15-16 anni;
- sviluppo
di strategie specifiche e attività vaccinali mirate per
aumentare le coperture vaccinali nelle popolazioni
vulnerabili, come per esempio i nomadi;
- sviluppo di
strategie per l’accertamento dello stato immunitario delle
donne in età fertile e la vaccinazione delle donne
suscettibili alla rosolia (cioè che non hanno una evidenza
sierologica di immunità o una documentata vaccinazione),
incluse le puerpere e le donne che effettuano
un’interruzione di gravidanza, le donne immigrate e le
donne esposte a rischio professionale (operatori sanitari e
delle scuole);
- miglioramento della segnalazione e
dell’indagine dei casi di rosolia in gravidanza.
Riferimenti
bibliografici
1.
Piano Nazionale di Eliminazione del
Morbillo e della Rosolia Congenita. Disponibile
all’indirizzo:
http://www.asplazio.it/asp_online/... .
2. EUVAC.NET. Measles surveillance annual report 2005.
Disponibile all’indirizzo:
http://www.euvac.net/graphics/...
3. Filia A, Curtale F, Kreidl P, et al. Cluster of measles
cases in the Roma/Sinti population in Italy, June-September
2006. EuroSurveillance 2006;11(10):E061012.2. Disponibile
all’indirizzo:
http://www.eurosurveillance.org/... .
4.
Giambi C, Rota MC, Bella A, et al. Epidemiologia della
rosolia in Italia negli anni 1998-2004. Ann Ig 2007 (in
stampa).
5. Gallo T, Ciofi degli Atti M, Bertozzi N, et al.
La vaccinazione antirosolia in Italia: i risultati dello
Studio Passi. Not Ist Super Sanità - Inserto BEN
2006;19(4):vii-viii. Disponibile all'indirizzo:
http://www.epicentro.iss.it/ben/2006/apri-le/5.asp