Gabriele Fontana
1, Marco Cristofori
2, Chiara Cattaneo
1,
Valentina Minardi
1, Antonino Bella
1, Alberto Perra
1 e Nancy
Binkin
1 per il Gruppo Epidemiologia in Azione 2007*
1Centro
Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della
Salute, ISS, Roma
2Dipartimento di Prevenzione, Unità
Operativa di Epidemiologia e Biostatistica, AUSL 4, Terni.
Il sovrappeso e l’obesità infantile sono associati a un
maggior rischio di obesità nell’adulto e alle malattie
cronico-degenerative che ne conseguono, quali malattie
cerebrovascolari, diabete mellito, osteoporosi e alcune
forme di cancro (1).
A partire dagli anni Ottanta, la
prevalenza dell’obesità è triplicata in molti Paesi europei
e continua ad aumentare, con tassi che raddoppiano ogni
5-10 anni, al punto che, secondo l’Organizzazione Mondiale
della Sanità, l’obesità è diventata un problema di salute
pubblica di proporzioni epidemiche in tutti i Paesi
occidentali e la sua prevenzione rappresenta un obiettivo
prioritario (2).
La situazione è allarmante soprattutto fra
bambini e adolescenti: attualmente la prevalenza di obesità
giovanile è dieci volte maggiore rispetto agli anni
Settanta. In Europa sono in sovrappeso il 20% dei bambini,
con picchi del 34% tra i maschi e del 35% tra le femmine di
età compresa fra 6 e 9 anni; di questi, un terzo sono
obesi. Questi dati sono particolarmente preoccupanti,
perché un bambino obeso ha una probabilità maggiore di
essere un adulto obeso (3).
In Italia non si conoscono con
certezza i livelli attuali di sovrappeso e obesità tra i
bambini in età scolare. In diverse regioni sono stati
realizzati studi locali, ma non ci sono basi dati nazionali
con misurazioni obiettive (non autoriferite) di peso e
altezza. Per questo motivo il Centro nazionale per la
prevenzione e il controllo delle malattie (CCM) ha avviato,
in collaborazione con le regioni, un’iniziativa per la
creazione di un sistema di sorveglianza nazionale sullo
stato nutrizionale dei bambini con dettaglio regionale e di
ASL (come parte integrante del progetto di indagini sui
rischi comportamentali nell’età evolutiva).
Nell’ambito di
tale iniziativa, a maggio del 2007, l’Istituto Superiore di
Sanità e l’ASL 4 di Terni, in collaborazione con l’Ufficio
Scolastico Provinciale di Terni, hanno realizzato uno studio
pilota dello stato nutrizionale dei bambini delle classi
terze delle scuole primarie della provincia di Terni. Gli
obiettivi di questo studio trasversale di prevalenza erano,
oltre a sperimentare metodi e procedure per la sorveglianza
nutrizionale nelle scuole primarie, di stimare la
prevalenza di sovrappeso e obesità nei bambini in questa
popolazione; di determinare la prevalenza di attività fisica
e vita sedentaria; di fornire una descrizione dei
determinanti dell’attività fisica e dell'alimentazione
presenti nell’ambiente scolastico.
Il metodo di
campionamento utilizzato è quello a grappolo (cluster survey design) (4); l’unità di campionamento è la singola
classe di terza elementare, selezionata col metodo della
probabilità proporzionale alla dimensione (probability
proportional to size). Per il calcolo del dimensionamento
campionario si sono utilizzati valori di design effect di 2,
stimando una prevalenza del 30% per il sovrappeso, un
errore campionario di 0,03 e un numero di unità di inferenza
per cluster di 15,5 (bambini mediamente presenti in aula
nel momento della raccolta dati); si sono ottenuti 30
grappoli (o classi) sui quali raccogliere i dati.
Il
consenso dei genitori è stato raccolto la settimana prima
dell’indagine, che è stata effettuata il 15 maggio 2007.
Sono stati inclusi nello studio tutti i bambini presenti nel
giorno dell’inchiesta nelle classi selezionate, i cui i
genitori non hanno negato per iscritto il consenso. Il
giorno dell’indagine i ricercatori hanno rilevato peso e
altezza dei bambini per il calcolo dell’indice di massa
corporeo (IMC). Il peso è stato misurato con bilance
digitali da terra (± 50 g) e l’altezza con stadiometri
portabili (± 1mm). Gli alunni sono stati pesati e misurati
vestiti, senza scarpe o maglioni, annotando i capi di
abbigliamento indossati, per poi farne la tara in sede di
analisi. Il confronto dell’IMC di ogni bambino con i valori
di riferimento internazionali adottati dall'International Obesity Task Force (secondo le curve di Cole e Bellizzi)
permette di classificarlo come normopeso, sovrappeso od
obeso. I valori di riferimento sono differenti per maschi e
femmine (5). I bambini sono stati classificati come
sovrappeso se il loro IMC superava il 90° percentile per il
loro gruppo di età in mesi e obesi se superava il 97° percentile.
Per la raccolta delle informazioni sui fattori di
rischio si è utilizzato un questionario anonimo
standardizzato di 14 domande, che sono state lette dal
ricercatore in classe; i bambini hanno risposto in
autonomia per iscritto. Gli operatori hanno compilato una
scheda sull’ambiente scolastico, raccogliendo informazioni
riferite dall’insegnante (40 domande) della classe
campionata sui condizionanti relativi all'attività fisica e
all'alimentazione presenti nella scuola.
Dei 508 bambini
selezionati, 460 (91%) erano presenti il giorno
dell’indagine; di questi, 390 (77%) hanno compilato il
questionario e sono stati pesati e misurati. Ottantasei
famiglie (17%) hanno negato la partecipazione del proprio
figlio/a e 16 (3%) erano assenti il giorno dell’indagine.
L’età media del campione è stata di 8 anni e 6 mesi (range
8-10). Il 53% è stato rappresentato da maschi.
Il 68% dei
bambini era normopeso (IC 95% 64-73), il 24% sovrappeso (IC
95% 19-28) e l'8% obeso (IC 25% 5-11). Il design effect per
l'IMC è risultato dello 0,77, mentre il numero di unità di
inferenza per cluster (bambini presenti in media per aula)
è stato di 15. Le differenze di stato nutrizionale per sesso
non sono risultate significative.
Nella
Figura, la
distribuzione dell'IMC nella popolazione dei bambini
misurati in provincia di Terni è messa a confronto con
quella della popolazione di riferimento delle curve di Cole
e Bellizzi (5); si può osservare uno spostamento della media
dell’IMC, da 15,6 a 18,0, causa dell’importante incremento
della prevalenza di bambini sovrappeso e obesi.
L’associazione tra abitudine a non consumare la prima
colazione e sovrappeso è dimostrata in vari studi. A Terni
l’11% (IC 95% 8-14) dei bambini ha riportato di non aver
fatto colazione la mattina dell’indagine. Dei bambini che
hanno fatto colazione la mattina dell’indagine, il 25% (IC
95% 20-30%) non ha fatto una colazione che contenesse sia
proteine che carboidrati. La merenda di metà mattinata
dovrebbe fornire circa 100 calorie, ossia l’equivalente di
uno yogurt, di un frutto, o di un succo di frutta non
zuccherato; solo il 2,8% (IC 95% 0,5-5,2) dei bambini ha
mangiato a merenda esclusivamente uno di questi tre
alimenti. Il questionario sull’ambiente scolastico ha
dimostrato che solo il 3% delle scuole ha un programma per
la distribuzione di merende salutari.
È generalmente
raccomandato che i bambini svolgano almeno un’ora di
attività fisica al giorno (6). Solo il 19% dei bambini ha
riferito di essere andato a scuola a piedi o in bici il
giorno dell’indagine. Nonostante il 77% dei bambini
partecipi ad attività sportiva al di fuori della scuola,
solo il 25% lo fa più di 2 volte a settimana. Inoltre, il
30% dei bambini riferisce di non aver giocato all’aperto nel
pomeriggio precedente all’indagine. Il questionario
sull’ambiente scolastico ha rivelato che il 27% delle 30
scuole incluse nell’indagine non fa svolgere le 2 ore
settimanali raccomandate di attività motoria; inoltre
l’attività fisica durante la ricreazione non è regolare. I
comportamenti sedentari, quali passare lunghe ore davanti
alla TV o ai videogiochi, sono una delle cause che conducono
all’obesità (7). Tre bambini su 4 (75%) guardano la TV o
giocano ai videogiochi nel pomeriggio dopo la scuola, e
quasi la metà dei bambini guarda la TV anche al mattino.
Quando è stato loro chiesto chi disciplina l’uso della
televisione in casa, il 48% dei bambini ha riferito di
regolarsi in totale autonomia.
Lo studio ha rivelato che lo stato nutrizionale dei bambini
delle classi terze primarie in provincia di Terni è
allineato con gli alti livelli riportati in altri studi
fatti in Italia (8), con un terzo dei bambini in sovrappeso
o obesi. Attraverso gli indicatori scelti si è registrata
un’alta prevalenza dei fattori di rischio comportamentali
indicati in letteratura per l’obesità: mancato consumo
della prima colazione, attività fisica ridotta e
sedentarietà. Resta la necessità di individuare interventi
efficaci per il contrasto e la prevenzione al sovrappeso e
all’obesità infantili, diretti alle famiglie, grazie a una
stretta collaborazione tra il mondo sanitario e quello
scolastico.
Durante la realizzazione dello studio sono stati registrati
vari indicatori di processo, per cui è stato possibile
calcolare che la compilazione dei questionari e la
rilevazione delle misure antropometriche richiedono in
media 60 minuti per classe. Inoltre, si è potuto stimare che
per una ASL di medie dimensioni (400.000 abitanti circa) i
costi annui per uno studio di questo tipo sono inferiori ai
5.000 euro (sono stati incluse le ore del personale
dedicato all’organizzazione e alla realizzazione dello
studio, il costo delle auto per il trasporto,
l’ammortamento di bilance e stadiometri, spese di
cancelleria e varie).
Le procedure e gli strumenti
utilizzati si sono dimostrati efficaci, permettendo di
svolgere lo studio in modo agile e con grande sinergia col
mondo della scuola. Queste informazioni fanno ben sperare
circa la possibilità di replicare lo studio in altre ASL in
Italia, ripetendoli anche negli anni, per andare verso una
sorveglianza dello stato nutrizionale dei bambini.
Riferimenti bibliografici
1. Disponibile all'indirizzo:
http://www.who.int/whr/2002/en/whr02_en.pdf
22. World Health Organization. The challenge of obesity in
the WHO European Region and the strategies for response.
WHO Regional Office for Europe. Copenhagen. 2006.
3. Livingstone B. Epidemiology of childhood obesity in
Europe. Eur Journal Pediatric 2000;159(S1):14-34.
4. ennet S, Woods T, Liyanage WM, et al. A simplified
general method for cluster-sample surveys of health in
developing countries. Rapp Trim Statist Sanit Mond
1991;44:98- 101 (Disponibile all'indirizzo:
http://www.ph.ucla.edu/...)
5. Cole TJ, Flegal KM, Bellizzi M, et al. Establishing a
standard definition for child overweight and obesity
worldwide: international survey. BMJ 2000;320:1-6.
6. World Health Organization. European charter on counteracting
obesity. WHO. 2006.
7. Celi F, De Giorgi G, Molinari D, al. Epidemiology of overweight and obesity among school
children and adolescents in three provinces of central
Italy, 1993-2001. Study of potential influencing variables.
2007.
8. Lazzeri G, Giallombardo D, Guidoni C, et al.
Nutritional surveillance in Tuscany: eating habits at
breakfast, morning and afternoon snacks among 8-9 yold
children. Journal of Preventive Medicine and Hygiene
2006;47:91-9.
(*) Gruppo Epidemiologia in Azione 2007: Amedeo Baldi;
Francesca Baldinelli; Stefano Bilei; Alessandro Bonù; Maria
Teresa Calducci; Olivia Callipari; Claudio Capello; Amalia
De Luca; Federico De Luca; Maria Di Fabio; Anna Di Nicola;
Ilenia Folletti; Carla Gambarini; Anna Lamberti; Antonio
Marrone; Gianfranco Mazzarella; Anna Maria Moretti; Mario
Paci; Annarita Panebianco; Ezio Sanò; Bianca Maria Polizzi;
Carmela Protano; Valenziano Santangelo; Eleonora Scoccia;
Alfina Ezio; Anna Rita Silvestri; Claudio Venturelli.