Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

aprile 2008

Sorveglianza delle esposizioni pericolose: La casistica rilevata dal Centri Antiveleni di Milano 2005

Franca Davanzo1, Laura Settimi2, Fabrizio Sesana1, Pietro Maiozzi2, Paolo Roazzi3, Elisabetta Urbani2, Maurizio Bissoli1, Marcello Ferruzzi1, Rossana Borghini1, Tania Giarratana1, Angelo Travaglia1, Francesca Assisi1, Paola Moro1, Paolo Severgnini1, Ilaria Rebutti1, Valeria Dimasi1, Antonella Pirina1 e Tiziana Della Puppa1

1Centro Antiveleni, Ospedale Niguarda Ca’ Granda, Milano

2Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute, Istituto Superiore di Sanità

3Settore informatico, Documentazione, Biblioteca e Attività Editoriali, Istituto Superiore di Sanità

 

La sorveglianza delle esposizioni prese in esame dai Centri Antiveleni (CAV), servizi che operano all’interno del Servizio Sanitario per una corretta diagnosi e terapia delle intossicazioni, può fornire contributi informativi di rilevante interesse in vari ambiti di sanità pubblica. Nello specifico, la sistematica rilevazione ed analisi dei dati relativi alla casistica gestita dai CAV risulta di particolare utilità per identificare tempestivamente condizioni di rischio non adeguatamente considerate, fornire un supporto ad attività di controllo sulla sicurezza dei prodotti in commercio, contribuire ad una migliore caratterizzazione della tossicità per l’uomo di agenti specifici, orientare attività di prevenzione e verificarne l’efficacia (1-3).

In considerazione di questi aspetti, l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) ha avviato un piano di lavoro per la messa a punto di una base di dati sulle esposizioni pericolose cui possano contribuire i diversi CAV attivi sul territorio e che possa essere utilizzata per attività di sorveglianza di interesse nazionale e regionale. In questo ambito, è stata avviata una prima collaborazione con il CAV di Milano, centro che gestisce circa il 60% delle consulenze richieste a livello nazionale (4), e che già opera in condizioni compatibili con le procedure proposte dall’ISS. Attualmente, il CAV di Milano ha reso disponibili le informazioni rilevate nel periodo 2004-07, riferite a circa 208.000 consulenze. L’acquisizione di questa casistica, oltre a permettere attività di verifica di un sistema informativo accessibile in rete e la messa a punto di procedure di controllo di qualità e classificazione delle variabili di interesse, ha reso disponibile una prima base di dati di rilevanza nazionale, comprensiva delle diverse tipologie di esposizione prese in esame dai CAV. Le informazioni disponibili sono state oggetto di alcune analisi preliminari. In particolare, sono state utilizzate per: una prima caratterizzazione delle esposizioni pericolose a farmaci (5); l’avvio di un approfondimento sulle esposizioni pediatriche causate da sovradosaggio di antipiretici a base di paracetamolo (6); la conduzione di un’indagine sui casi di intossicazione mortale verificatisi in Sicilia tra cittadini dei Paesi dell’Est europeo e l’identificazione della fonte di esposizione (7); una prima segnalazione sulla diffusione di alchil nitriti come sostanze di abuso (8).

Contestualmente, sono state avviate analisi descrittive per singole annualità, al fine di fornire elementi conoscitivi sull’insieme delle diverse esposizioni, seguirne l’andamento temporale, definire valori di riferimento per la rilevazione in automatico di frequenze anomale riferibili sia al volume complessivo delle consulenze effettuate che a selezionati agenti e quadri sindromici. Nel presente contributo vengono descritte le principali caratteristiche dei casi gestiti dal CAV di Milano nel 2005.

Nel periodo considerato (1.1.2005-31.12.2005) il CAV di Milano ha ricevuto 51.945 richieste di consulenza. Di queste, 42.483 (82%) hanno riguardato casi di esposizione umana, 551 (1%) casi di esposizione animale, 8.904 (17%) richieste di informazione. Per sette casi non è stato possibile definire la tipologia di consulenza. Con riferimento ai casi di esposizione umana, oggetto delle analisi descrittive di seguito riportate, circa il 63% è stato gestito su richiesta di servizi ospedalieri e, in particolare, di servizi di pronto soccorso (44%) e di reparti di pediatria (16%), mentre il 30% è stato sottoposto all’attenzione del CAV da privati cittadini. Circa il 70% dei casi di esposizione umana (28.428) sono pervenuti da regioni diverse dalla Lombardia. Le regioni con il numero più elevato di casi sono state: Veneto (n. 4.523), Emilia-Romagna (n. 3.635), Sicilia (n. 3.345). Il rapporto medio tra consulenze prestate a livello nazionale e popolazione residente (indice di penetranza) è stato pari a 7,5 per 103 abitanti. I valori più elevati di questo indice sono stati rilevati per Lombardia (15,6 per 103), Veneto (10,0 per 103), Emilia-Romagna (9,1 per 103) e Umbria (8,9 per 103).

Gli incidenti considerati hanno comportato l’esposizione di una sola persona nel 98% dei casi (n. 41.682), due o più per il rimanente 2% (143 episodi che hanno dato luogo a 801 casi di esposizione umana). La maggior parte dei pazienti (88%) è risultata esposta ad una sola sostanza pericolosa ed il 7% a due o più, con un totale di 50.201 esposizioni riportate. Di queste, il 48% è stato riferito a farmaci ed il 52% ad agenti non farmaceutici. I pazienti sono risultati equamente distribuiti per genere, mentre circa il 46% ha presentato un’età inferiore ai 6 anni. Il motivo dell’esposizione è risultato accidentale per il 77% dei casi ed intenzionale per il 19%. Per circa il 2% è stata riportata una reazione avversa a farmaci, alimenti o altro. L’ambito di esposizione è risultato domestico per il 90% dei casi, lavorativo o luogo pubblico per circa il 3%, rispettivamente, scolastico per l’1%.

Come mostrato nella Tabella, per i soggetti con età inferiore ai 6 anni, le categorie di agenti più frequentemente riportate sono state: detergenti domestici (21%); corpi estranei (9%); cosmetici e prodotti per la cura della persona (8%); analgesici (7%). Anche tra i pazienti con età compresa tra 6 e 19 anni i detergenti domestici sono stati riportati come principale causa di esposizione (14%), seguiti da analgesici (11%), psicolettici (9%) e corpi estranei (7%). Per i soggetti in età adulta (≥20 anni) sono risultate più frequenti le esposizioni a psicolettici (28%), detergenti domestici (21%), antidepressivi (12%) e antiparassitari (10%).

Complessivamente, il 41% dei pazienti gestiti dal CAV di Milano ha presentato segni e sintomi riferibili all’esposizione, mentre per il 78% dei casi è stato prescritto almeno un intervento terapeutico. I decessi rilevati sono stati 10, di cui sette causati da esposizione volontaria e uno da esposizione accidentale.

Le principali caratteristiche della casistica presa in esame dal CAV di Milano risultano confrontabili con quanto osservato dai CAV USA nel corso dello stesso anno su circa 2,4 milioni di casi (2). Ulteriori approfondimenti dei dati qui presentati verranno tra breve resi disponibili al fine di fornire indicazioni su esposizioni ad agenti specifici e di contribuire alla caratterizzazione di fenomeni di particolare rilevanza sanitaria quali, ad esempio, incidenti domestici, esposizioni pericolose in età pediatrica, esposizioni a farmaci e a sostanze di abuso, incidenti occupazionali ed ambientali, esposizioni di sospetta natura dolosa.

 

Riferimenti bibliografici

1. Wolkin AF, Patel M, Watson W, et al. Early detection of illness associated with poisonings of public health significance. Ann Emerg Med 2006;47(2): 170-6.

2. Lai MW, Klein-Schwartz W, Rodgers GC, et al. 2005 Annual Report of the American Association of Poison Control Centers Toxic Exposure Surveillance System. Clin Toxicol 2006;44: 803-932.

3. Watson AW, Litovitz TL, Bedson MG et al. The Toxic Exposure Surveillance System (TESS): risk assessment and realtime toxicovigilance across United States poison centers. Toxicol Appl Pharmacol 2005;207:S604-S10.

4. Mucci N, Alessi M, Binetti R, et al. Profilo delle intossicazioni acute in Italia. Analisi dei dati registrati dai Centri Antiveleni. Ann Ist Super Sanità 2006;42(3):268-76.

5. Davanzo F, Settimi L, Carbone P, et al. Esposizioni a farmaci prese in esame dal Centro Antiveleni di Milano nel 2004. Roma: Istituto Superiore di Sanità (Rapporti ISTISAN 07/13).

6. Davanzo F, Settimi L, Sesana FM, et al. Esposizioni a paracetamolo nei bambini: i dati del Centro Antiveleni di Milano. Bollettino di Informazione sui Farmaci 2007;14(2):69-73.

7. Davanzo F, Settimi L, Marcello I, et al. Intossicazioni da metanolo prese in esame dal Centro Antiveleni di Milano (2005-07). Not Ist Super Sanità - Inserto BEN 2007; 20(11):i-iii.

8. Davanzo F, Settimi L, Marcello I, et al. Intossicazioni da alchil nitriti “Poppers”: casistica rilevata dal Centro Antiveleni di Milano, 2004-07. Not Ist Super Sanità - Inserto BEN 2008; 21(2): iii-iv.