Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

giugno 2008

Sorveglianza delle esposizioni pericolose: la casistica del Centro Antiveleni di Napoli nel 2006

Clara Volpe 1, Laura Settimi2, Ciro Russo1, Pietro Maiozzi2, Elisabetta Urbani2 ed Ernesto Di Florio1

1Centro Antiveleni di Napoli, Ospedale "A. Cardarelli", Napoli

2Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute, ISS

 

I Centri Antiveleni (CAV) sono servizi che operano all’interno del Servizio Sanitario Nazionale per una corretta diagnosi e terapia delle intossicazioni acute. La casistica esaminata da questi centri risulta di particolare interesse per l'attività di sorveglianza (1). In particolare, può fornire rilevanti informazioni sulla sicurezza dei prodotti in commercio e sulle principali modalità di esposizione pericolosa sia ad agenti farmaceutici che non farmaceutici (2). I dati dei CAV sono attualmente proposti anche come base informativa per la tempestiva rilevazione di sindromi tossicologiche da agenti chimici potenzialmente riconducibili a eventi anomali di origine accidentale o dolosa (3). Questo ultimo aspetto è stato considerato nell’ambito del Piano Sanitario Nazionale 2006-08 (4), il quale ha previsto l’avvio di sistemi di sorveglianza “sindromica” da attivarsi prioritariamente nei Centri Antiveleni e nei Pronto Soccorso.

 

In riferimento a tale problematica, l’Istituto Superiore di Sanità (ISS), in accordo con il Ministero della Salute-Centro Nazionale per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (CCM), ha coordinato nel corso del 2006 un piano di lavoro per l’attivazione di un sistema informativo in grado di acquisire e integrare tra loro le informazioni rilevate dai diversi CAV italiani. Nel corso di questa attività, è stata dedicata una particolare attenzione alla definizione di un set minimo di dati di rilevazione comune in grado di assolvere alle necessità operative dei CAV e a finalità di sorveglianza.

 

A questo specifico obiettivo hanno collaborato i CAV della regione Lombardia (CAV di Milano, Pavia e Bergamo), attraverso l’attività di sorveglianza svolta durante le Olimpiadi Invernali 2006 (5), e il CAV di Napoli, il quale ha verificato l’accettabilità di una scheda standard per la rilevazione nel corso della consulenza delle seguenti categorie di informazione: caratteristiche della consulenza e del richiedente; caratteristiche generali del paziente; caratteristiche dell’esposizione; manifestazioni cliniche; interventi terapeutici ed esiti. Le indicazioni scaturite dall’insieme delle esperienze effettuate sono state recentemente recepite dall’accordo stipulato tra Stato, Regioni e Province Autonome per la definizione delle regole per il funzionamento dei CAV e per il loro riconoscimento (6).

 

Il CAV di Napoli, oltre a contribuire alla definizione di strumenti di rilevazione e archiviazione dei dati compatibili con un sistema di sorveglianza nazionale e regionale, ha avviato una collaborazione con l’ISS per una sistematica revisione e analisi dei dati raccolti.

 

Nel presente contributo vengono descritte le principali caratteristiche dei casi gestiti dal CAV di Napoli tra il 1° marzo e il 31 dicembre 2006.

 

Nel periodo in esame, il CAV di Napoli ha ricevuto 2.240 richieste di consulenza. Di queste, il 94% ha riguardato nuovi episodi di esposizione umana, l’1% casi di esposizione animale e il 5% informazioni. Per quanto riguarda gli episodi di esposizione umana, il 97% ha coinvolto un solo soggetto, mentre i casi di esposizione multipla sono stati 25 e hanno comportato l’esposizione di 71 soggetti.

 

Complessivamente, sono stati esaminati 2.099 casi di esposizione umana. Le richieste di assistenza effettuate per questi pazienti sono provenute principalmente da servizi ospedalieri (63%) e, in particolare, da Pronto Soccorso (53%). Le richieste di origine extraospedaliera hanno costituito il 36% delle chiamate e sono state effettuate soprattutto da privati cittadini (27%). L’87% dei casi è provenuto dalla regione Campania, principalmente dal comune di Napoli (73%). Le altre regioni che hanno più frequentemente consultato il CAV di Napoli sono state Puglia (6%), Sicilia (3%) e Calabria (1%).

 

L’esposizione è risultata accidentale per il 73% dei casi, volontaria per il 21%, di altro tipo e non nota per il 2% e il 4%, rispettivamente. Gli incidenti si sono verificati per il 77% dei casi in ambito domestico, per il 7% in un luogo pubblico e per il 5% in ambito lavorativo. L'ambito di esposizione è risultato di altro tipo per il 4% dei casi e non noto per il 7%.

 

Circa il 30% dei soggetti esposti ha presentato un’età inferiore ai 6 anni. Per questa stessa classe di età i soggetti di genere maschile sono risultati più numerosi (57%) rispetto a quelli di genere femminile, mentre per l’insieme della casistica non sono state rilevate differenze di genere. La maggior parte dei casi è risultata esposta a un solo agente (90%) e il rimanente 10% a due o più, per un totale di 2.360 esposizioni riportate.

 

Circa il 34% dei soggetti è risultato esposto a farmaci e il 64% a non farmaci. Come mostrato in Tabella, gli agenti più frequentemente riportati dall’insieme dei casi sono stati detergenti domestici (21%), seguiti da psicolettici (11%), morsi-punture (11%), antiparassitari (8%), analgesici (5%) e alcoli (5%). Per i soggetti con età inferiore ai 6 anni il quadro di esposizione è risultato, in parte, diverso. Infatti, oltre a essere caratterizzati da una più elevata percentuale di soggetti esposti a detergenti domestici (25%), hanno presentato una elevata frequenza di esposizioni a corpi estranei (12%), cosmetici e prodotti per la cura della persona (8%) e analgesici (6%).

 

Complessivamente, circa il 40% dei casi ha riportato almeno un segno o sintomo associabile all’esposizione, mentre per circa il 60% è stato prescritto almeno un trattamento. I segni e sintomi più frequentemente riportati sono risultati di gravità lieve e hanno compreso effetti gastroenterici (28% dei casi), principalmente nausea e vomito, pirosi gastrica e dolori addominali; effetti cutanei (20%), principalmente edema, prurito, iperemia e dolore cutaneo; effetti del sistema nervoso centrale (16%), principalmente sopore e rallentamento; respiratori (10%), principalmente tosse e dispnea. Sono stati presi in esame 21 casi in stato comatoso, di cui 19 esposti in modo volontario e due con modalità di esposizione non nota. È stato rilevato un solo decesso la cui esposizione è risultata volontaria.

 

Nel commentare le osservazioni riportate in questo contributo, risulta opportuno procedere a un confronto con quanto rilevato dal CAV di Milano, per cui è già stata effettuata una prima disamina complessiva dei dati su base annuale, riferita al 2005 (7). In primo luogo, viene evidenziato che i due centri presentano caratteristiche analoghe per quanto riguarda il tipo di utente, principalmente ospedaliero, le modalità di esposizione della casistica trattata, prevalentemente di tipo accidentale, e la percentuale di pazienti con sintomatologia associata all’esposizione, pari a circa il 40%. In ambedue le casistiche, l’ambito di esposizione è risultato prevalentemente di tipo domestico, anche se le esposizioni in luogo pubblico sono risultate più frequenti per il CAV di Napoli (7% vs il 3% rilevato dal CAV di Milano). La distribuzione per classi di età evidenzia una differenza nella percentuale di soggetti con età inferiore ai 6 anni (31% rilevato dal CAV di Napoli vs il 46% rilevato dal CAV di Milano), mentre le categorie di agenti più frequentemente riportate per questo stesso gruppo risultano analoghe. Per quanto riguarda i casi in età adulta (>19 anni), il CAV di Napoli ha rilevato una frequenza marcatamente più elevata di casi con morsi e punture (17% vs il 3% rilevato dal CAV di Milano), mentre la distribuzione per le altre categorie di agenti più frequentemente riportate è risultata confrontabile.

 

La casistica gestita dal CAV di Napoli proviene principalmente dalla Campania e, in particolare, dallo stesso comune di Napoli. Pertanto, le differenze osservate potrebbero riflettere alcune peculiarità di questa area. Nondimeno, l’osservazione relativa ai casi con morsi e punture potrebbe derivare dal fatto che questo centro viene selettivamente consultato per tale problematica in considerazione di competenze specifiche.

 

Attualmente il CAV di Napoli e il CAV di Milano utilizzano un set minimo di dati condiviso che risponde pienamente a quanto richiesto dall’accordo stipulato tra Governo e Regioni per il riconoscimento dei CAV (6). Tale condizione permetterà di procedere ad analisi congiunte, in grado di fornire una più completa caratterizzazione degli incidenti causati da esposizioni pericolose, con particolare riferimento alla regione Campania.

 

Recentemente, l’ISS ha promosso una serie di attività per la messa a punto di un data base delle esposizioni pericolose cui possano contribuire i diversi CAV attivi in Italia (8). Le collaborazioni in atto con il CAV di Milano e di Napoli permettono di evidenziare la rilevanza di questa iniziativa.

 

Riferimenti bibliografici

1. Wolkin AF, Patel M, Watson W, et al. Early detection of illness associated with poisonings of public health significance. Ann Emerg Med 2006;47(2):170-6.

2. Lai MW, Klein-Schwartz W, Rodgers GC, et al. 2005 Annual Report of the American Association of Poison Control Centers Toxic Exposure Surveillance System. Clin Toxicol 2006;44:803-932.

3. Watson AW, Litovitz TL, Bedson MG et al. The Toxic Exposure Surveillance System (TESS): risk assessment and realtime toxicovigilance across United States poison centers. Toxicol Appl Pharmacol 2005;207:S604-10.

4. Ministero della Salute. Piano Sanitario Nazionale 2006-2008. Disponibile all'indirizzo: http://www.ministerosalute.it/...

5. Settimi L, Davanzo F, Carbone P, et al. Surveillance of toxic exposures: the pilot experience of the Poison Control Center of Milan, Pavia, and Bergamo. Ann Ist Super Sanità 2007;43(3):287-94.

6. Accordo tra il Governo, le Regioni e le Province Autonome di Trento e Bolzano concernente la definizione di attività e requisiti basilari di funzionamento dei Centri Antiveleni. Rep. Atti n = 56/CST del 28 febbraio 2008. Disponibile all'indirizzo: http://www.statoregioni.it/... Ultimaconsultazione 30 giugno 2008

7. Davanzo F, Settimi L, Sesana FM, et al. Sorveglianza delle esposizioni pericolose: la casistica rilevata dal Centro Antiveleni di Milano nel 2005. Not Ist Super Sanità-Inserto BEN 2008;21(4):iii-iv.

8. Settimi L, Davanzo F, Marcello I, et al. Implementazione di una nuova progettualità per la sorveglianza delle esposizioni pericolose. Not Ist Super Sanità 2008;21(4):3-8.