Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

luglio - agosto 2008

Incidenti stradali nelle province della costa emiliano-romagnola (1995-2006)

Nicoletta Bertozzi1, Patrizia Vitali1, Claudio Bissi1, PierLuigi Cesari2, Aldo De Togni3, Fausto Fabbri2, Sabrina Guidi1, Oscar Mingozzi4, Michela Morri5, Elena Prati1, Chiara Reali1, Diego Sangiorgi1, Teresa Samorè5, Giuliano Silvi5 e Luigi Salizzato

1Dipartimento di Sanità Pubblica, AUSL Cesena

2Dipartimento di Sanità Pubblica, AUSL Rimini

3Dipartimento di Sanità Pubblica, AUSL Ferrara

4Dipartimento di Sanità Pubblica, AUSL Forlì

5Dipartimento di Sanità Pubblica, AUSL Ravenna

 

Il territorio della costa emiliano-romagnola comprende le province di Ferrara, Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, con una popolazione di circa 1.400.000 abitanti ed è caratterizzato da un’alta mobilità complessiva e da un rilevante aumento di presenze durante la stagione turistica estiva. In questa area la sicurezza stradale costituisce, da anni, un problema prioritario di salute pubblica per l’elevato numero di morti e feriti. L’obiettivo dell’Unione Europea è ridurre entro il 2010 il numero di morti del 50%, rispetto al 2000. Si è pertanto condotto uno studio sul territorio con questi obiettivi principali:

  • descrivere fattori di rischio e trend di incidenti stradali e ricoveri ospedalieri e decessi correlati
  • valutare l’impatto della Legge 472/99 relativa all’estensione dell’obbligo del casco ai maggiorenni e della Legge 214/03 che ha introdotto la patente a punti.

Le fonti informative utilizzate comprendono: Banca dati di popolazione regione Emilia-Romagna, Rapporto di incidentalità Istat-ACI, Schede di dimissione ospedaliera (SDO) e Registro di mortalità regionale. Per identificare gli incidenti stradali sono stati utilizzati i codici ICD IX-CM 800-905 e 910-996 nelle SDO e quelli ICD IX E810-E819, E826, E829 del Registro di mortalità. Per valutare gli effetti della Legge 472/99 (in vigore dal 30 marzo 2000) che ha esteso l’obbligo di uso del casco anche ai maggiorenni e della Legge 214/03 (in vigore dal luglio 2003) che ha introdotto la patente a punti, si sono esaminati i decessi avvenuti prima della loro introduzione e quelli nei due periodi successivi, per verificare il mantenimento nel tempo delle eventuali modifiche di comportamento indotte. La valutazione della legge sul casco ha preso in considerazione i decessi per “trauma cranico” nella categoria “motociclisti”, quella della legge sulla patente a punti sia tutti gli “utenti della strada” sia la sola categoria degli “automobilisti”.

 

Nel periodo 2000-06 nelle province della costa emiliano-romagnola, gli incidenti sono cresciuti da 8.579 a 9.232 (+7%), i feriti da 12.027 a 12.617 (+5%), mentre il numero di morti è diminuito da 304 a 232 (-34%), in linea con l’andamento nazionale e regionale. Il raggiungimento dell’obiettivo europeo per il 2010 richiede un ulteriore calo di circa il 7% relativamente al tasso di mortalità per ciascun anno rimanente. Anche il rapporto di mortalità (n. morti/n. incidenti) e quello di gravità (n°morti/n°morti+feriti) mostrano una costante riduzione (rispettivamente da 3,9 a 2,5 e da 2,5 a 1,6), con un trend sovrapponibile regionale e nazionale. Il maggior numero di incidenti si è verificato su strade urbane, ma la pericolosità è maggiore nelle strade extraurbane (20% degli incidenti verificatisi e 40% dei decessi totali).

 

Nel periodo 2000-06 si è registrata una media annuale di 3.168 ricoveri; il trend dal 2000 è in continua diminuzione, variabile da -40% a -61% (-53% in Emilia-Romagna). Circa un ricovero su cinque è avvenuto per persone non residenti (20%). Nei residenti il tasso grezzo di ricovero da incidente stradale è pari a 1,3 ricoveri ogni 1.000 abitanti (vs 0,9 in Emilia-Romagna). Il trend dei tassi standardizzati di ricovero da incidente stradale ha presentato una riduzione significativa, con una diminuzione percentuale annua pari al 10-13%. Rispetto alla regione, i residenti nelle province della costa hanno presentato un rischio maggiore di ricovero, variabile da +36% a +55%.

 

Si è osservata una stagionalità di accadimento dei ricoveri da incidente stradale: da maggio ad agosto si è verificato circa il 40% dei ricoveri. Il giorno della settimana con più ricoveri è il sabato (17%); nella fascia di età 18-24 anni quasi un ricovero su due (42%) avviene nei giorni del week-end.

 

I ricoveri sono stati più frequenti negli uomini (64% vs 36%) e nelle classi d’età 15-34 anni e sopra i 75 anni.

 

Per quanto concerne gli esiti, il 20% dei ricoveri ha comportato trauma grave e un 4% una cerebrolesione, accompagnata da disabilità severa.

 

Per la mortalità è disponibile un arco temporale di dati maggiore: nel periodo 1995-2006 si sono verificati in media 296 decessi all’anno; si conferma un trend in diminuzione, variabile da -21% a -45% (-37% in Emilia-Romagna). Circa un decesso su cinque avviene in persone non residenti. Nei residenti il tasso grezzo di mortalità da incidente stradale varia da 15-25 decessi ogni 100.000 abitanti (18,1 in Emilia-Romagna). Il trend dei tassi standardizzati di mortalità da incidente stradale ha mostrato una diminuzione percentuale annua significativa in ogni area, pari al 5-12%. Rispetto al resto della regione, si è osservato un eccesso di rischio di decesso da incidente stradale, in diminuzione negli anni considerati.

 

I decessi sono stati più frequenti negli uomini (75% vs 25%) e nelle classi d’età 15-30 anni e sopra i 65 anni (Figura). Nella classe 0-13 anni prevalgono i decessi tra pedoni, in quella 14-17 quelli tra occupanti di motoveicoli, sopra i 65 anni sono coinvolti maggiormente ciclisti e pedoni; nelle restanti classi d’età i più colpiti sono gli occupanti di autoveicoli (Figura). Per ogni decesso da incidente stradale si sono stimati 28,7 anni di vita persi (29,2 negli uomini e 26,9 nelle donne), circa il triplo degli anni persi per tumori e malattie cardiovascolari (9,3).

 

Le analisi statistiche condotte mostrano una significativa riduzione della mortalità attesa a seguito dell’introduzione delle nuove normative (Tabella); i Rapporti di Mortalità Standardizzati (SMR) diminuiscono in maniera significativa sia nel periodo immediatamente successivo all’entrata in vigore delle leggi, sia in quello seguente, evidenziando una sostanziale stabilità delle modifiche comportamentali osservate.

 

Sul territorio si è registrato un aumento nell’utilizzo dei dispositivi di sicurezza in relazione all’entrata in vigore delle leggi, costante nel tempo: per il casco dal 20% del 2000 al 95-100%, per le cinture anteriori dal 35-40% del 2003 all’80-90%; rimane ampiamente disatteso l’uso delle cinture posteriori (15-25%) e dei seggiolini per bambini (27-40%) (dati sistema Ulisse, sistema PASSI e studi ad hoc).

 

In conclusione, nella costa emiliano-romagnola il raggiungimento dell’obiettivo europeo richiede un ulteriore calo annuale del 7%. I dati analizzati mostrano come sia iniziato nell’ultimo decennio un significativo trend in diminuzione in termini di ricoveri e di mortalità, che incoraggia nel proseguire nelle scelte preventive intraprese. I risultati sottolineano l’impatto positivo sulla mortalità determinato dall’introduzione delle recenti normative e suggeriscono una sostanziale stabilità delle modifiche comportamentali nel tempo. L’esperienza di molti Paesi europei mostra come gli incidenti stradali siano eventi in gran parte prevenibili, grazie a strategie multisettoriali; le sfere di intervento sono principalmente due, entrambe importanti e complementari:

  • incoraggiare gli utenti della strada ad assumere un comportamento più responsabile (estendere l’uso dei dispositivi di sicurezza e contrastare la guida sotto l’effetto di alcolici);
  • creare un ambiente sicuro e favorevole alla sicurezza stradale (interventi urbanistici per la sicurezza di pedoni e ciclisti e progettazione di percorsi sicuri).

In un contesto multisettoriale di interventi, anche gli operatori di sanità pubblica giocano un ruolo rilevante nel monitoraggio del fenomeno incidentalità per orientare gli interventi locali, nella valutazione di rischi ed opportunità per la sicurezza stradale, nella pianificazione urbanistica delle città e nella promozione della cultura della sicurezza nella popolazione e nell'amministrazione pubblica.