Marina Maggini
Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della
Salute, ISS, Roma
In Italia, così come in tutti i Paesi occidentali, è cresciuto, negli
ultimi anni, il dibattito sull’adeguatezza del sistema sanitario per
affrontare, nel futuro prossimo, una riorganizzazione del proprio modello
assistenziale in funzione di una domanda sanitaria, diversa per quantità e
qualità da quella attuale, per la quale è necessario adattare i servizi e le
prestazioni offerte ai reali bisogni dei cittadini.
L’attuale sistema assistenziale in Italia è di tipo
settoriale-specialistico, per cui ciascun soggetto erogatore (medici di
medicina generale-MMG, specialisti, ospedali, ecc.) è specializzato nel
fornire assistenza per diversi gradi di complessità clinico-assistenziale.
La rapida evoluzione delle conoscenze mediche e l’elevato grado di
innovazione tecnologica hanno reso di fatto necessario un processo di
specializzazione delle professionalità sempre più spinto (differenziazione
professionale) e un processo di differenziazione delle strutture in
relazione alla complessità e alla tipologia della casistica trattata
(differenziazione organizzativa). Se una differenziazione professionale ed
organizzativa appare per certi versi inevitabile, questa fa però emergere il
problema del coordinamento tra operatori, teso a produrre un’azione
diagnostico-terapeutica coerente ed efficace nell’interesse esclusivo della
salute del paziente. La scarsa integrazione, soprattutto informativa, e lo
scarso coordinamento delle risorse può peraltro essere causa di problemi
quali l’aumento delle prestazioni specialistiche e dei ricoveri
inappropriati e l’allungamento delle liste d’attesa a carico dei livelli di
assistenza più elevati.
Un altro aspetto del nostro attuale modello assistenziale su cui occorre
riflettere è legato al ruolo del paziente nel percorso di cura. La pratica
medica moderna è strutturata secondo una gerarchia che vede il medico al
vertice della scala, al di sopra degli altri professionisti della salute,
con il paziente al livello più basso. Nell’assistenza alle persone con
malattie croniche, come il diabete, è fondamentale, tuttavia, introdurre
nuove forme di responsabilizzazione e di coinvolgimento attivo nel processo
di cura perché l’assistito ed i suoi familiari possano acquisire gli
strumenti per autogestirsi e collaborare in forma proattiva con il proprio
medico (patient empowerment). La necessità di recuperare spazi di
integrazione e coordinamento nella gestione delle cure e di introdurre
sistemi di partecipazione attiva del paziente al processo di cura,
preservando al tempo stesso la specializzazione delle risorse professionali
e la sostenibilità economica, ha visto nascere nuovi modelli assistenziali
che, con un termine molto generale, possiamo definire di gestione integrata
(1, 2).
L'Istituto Superiore di Sanità e il Centro per la Prevenzione ed il
Controllo delle Malattie (CCM) del Ministero del Lavoro, della Salute e
delle Politiche Sociali hanno predisposto, a partire dal 2006, il progetto
IGEA che prevede la definizione della strategia complessiva di un intervento
che favorisca il miglioramento della qualità della cura per le persone con
diabete, attraverso l’adozione di un modello di gestione integrata.
Nell’ambito del progetto IGEA è stato formulato un documento di indirizzo
con l’obiettivo generale di definire i requisiti minimi per un modello
assistenziale di gestione integrata del diabete mellito tipo 2 nell’adulto e
in particolare: definire le modalità organizzative per la gestione integrata
del diabete mellito; definire le raccomandazioni per migliorare la qualità
della cura del diabete mellito e per prevenirne le complicanze; definire gli
indicatori minimi per il monitoraggio del processo di cura (3).
Gli elementi essenziali di un modello assistenziale di gestione integrata
sono:
- Un protocollo diagnostico-terapeutico condiviso
- La gestione integrata prevede l’adozione di un
protocollo diagnostico-terapeutico condiviso da tutti i
soggetti interessati: MMG, specialisti del settore,
specialisti collaterali delle complicanze, infermieri,
dietisti, podologi, psicologi, assistenti domiciliari,
direzioni delle aziende sanitarie, farmacisti, persone
con diabete o rappresentanti delle associazioni di
pazienti. Il protocollo di cura concordato dovrebbe
essere adattato alle singole realtà attraverso
l’individuazione dei compiti e dei ruoli che ciascun
operatore sarà chiamato a svolgere nell’ambito del
percorso di cura stabilito.
- Formazione degli operatori - Tutti gli
operatori devono essere informati e “formati” alla
gestione del sistema. È auspicabile un esame dei bisogni
formativi del team diabetologico e degli MMG di
riferimento e la promozione di corsi sulla gestione
della malattia cronica e sulla costruzione del team.
- Coinvolgimento attivo del paziente nel percorso
di cura - La persona con diabete è l’elemento
centrale di un sistema di gestione integrata. Si rende
necessaria, quindi, la programmazione di attività
educativo-formative dirette ai pazienti, sotto forma di
iniziative periodiche di educazione, e di un’assistenza
ad personam da parte delle diverse figure assistenziali.
- Il sistema informativo e gli indicatori -
Uno dei fondamenti su cui poggia un sistema di gestione
integrata è la realizzazione di un sistema informativo
idoneo per i processi di identificazione della
popolazione target, per la valutazione di processo e di
esito, per svolgere una funzione proattiva di richiamo
dei pazienti all’interno del processo, per aiutare gli
operatori sanitari a condividere, efficacemente e
tempestivamente, le informazioni necessarie alla
gestione dei pazienti.
- Adesione informata - La gestione integrata
prevede un cambiamento forte delle modalità di cura e di
gestione del paziente e prevede, inoltre, la
realizzazione di un sistema informativo. È
indispensabile, quindi, che tutte le persone con diabete
coinvolte siano adeguatamente informate ed esprimano il
loro consenso alla partecipazione ed al trattamento dei
dati.
Il percorso del paziente, con riferimento ad
una data condizione patologica, definisce la migliore
sequenza temporale e spaziale possibile delle attività
da svolgere sulla base delle conoscenze
tecnico-scientifiche, delle risorse professionali,
tecnologiche e finanziarie a disposizione.
Con
questa attività, infatti, vengono individuate le
modalità con cui dovranno essere gestiti i pazienti che
presentano una data condizione patologica, le procedure
da seguire quando si analizzano segni e sintomi di un
paziente al fine di determinare una diagnosi, le
modalità con cui modificare il trattamento terapeutico
al verificarsi di determinate condizioni cliniche. Il
percorso di gestione integrata per il diabete ritenuto
più idoneo al raggiungimento di obiettivi terapeutici
ottimali è riportato di seguito.
Modalità organizzative
- Il paziente è inviato al Centro Diabetologico (CD)
per la valutazione complessiva, l’impostazione
terapeutica e l’educazione strutturata alla gestione
della malattia, che comprende la chiara indicazione
degli obiettivi da raggiungere, dei mezzi adeguati allo
scopo e delle motivazioni che rendono necessario un
follow-up per tutta la vita.
- Il paziente viene seguito in modo attivo, secondo
una medicina di iniziativa, da parte del proprio MMG, al
fine di garantire il raggiungimento e il mantenimento
degli obiettivi stabiliti.
- Il paziente effettua una visita generale almeno ogni
sei mesi presso l’MMG.
- Il paziente effettua una valutazione complessiva
presso la struttura diabetologica almeno una volta
l’anno, se l’obiettivo terapeutico è raggiunto e stabile
e non sono presenti gravi complicanze.
- Il paziente accede, inoltre, al CD per visite non
programmate e/o urgenti ogni qual volta, a giudizio
dell’MMG, se ne presenti la motivata necessità.
Compiti del Centro Diabetologico
- Inquadramento delle persone con diabete
neodiagnosticato con formulazione del piano di cura
personalizzato e condiviso con gli MMG.
- Presa in carico, in collaborazione con gli MMG,
delle persone con diabete.
- Gestione clinica diretta, in collaborazione con gli
MMG e gli altri specialisti, delle persone con: grave
instabilità metabolica; complicanze croniche in fase
evolutiva; trattamento mediante infusori sottocutanei
continui d’insulina; diabete gestazionale.
- Impostazione della terapia nutrizionale.
- Effettuazione, in collaborazione con gli MMG, di
interventi di educazione sanitaria e counselling delle
persone a rischio e delle persone con diabete, rivolti,
in particolare, all’adozione di stili di vita corretti e
all’autogestione della malattia.
- Valutazione periodica, secondo il piano di cura
adottato, dei pazienti diabetici di tipo 2 seguiti con
il protocollo di gestione integrata, finalizzata al buon
controllo metabolico e alla diagnosi precoce delle
complicanze.
- Raccolta dei dati clinici delle persone con diabete
in maniera omogenea con l’MMG di riferimento, mediante
cartelle cliniche preferibilmente in formato
elettronico.
- Attività di aggiornamento rivolta agli MMG in campo
diabetologico.
Compiti del Medico di Medicina Generale
- Identificazione della popolazione a rischio
aumentato di malattia diabetica tra i propri assistiti.
- Diagnosi precoce di malattia diabetica tra i propri
assistiti.
- Identificazione, tra i propri assistiti, delle donne
con diabete gestazionale.
- Presa in carico, in collaborazione con i CD, dei
pazienti e condivisione del piano di cura
personalizzato.
- Valutazione periodica, mediante l’attuazione di una
medicina di iniziativa, dei propri pazienti secondo il
piano di cura adottato, finalizzata al buon controllo
metabolico e alla diagnosi precoce delle complicanze.
- Effettuazione, in collaborazione con il CD, di
interventi di educazione sanitaria e counselling delle
persone a rischio e delle persone con diabete rivolti,
in particolare, all’adozione di stili di vita corretti e
all’autogestione della malattia.
- Monitoraggio dei comportamenti alimentari secondo il
piano di cura personalizzato.
- Organizzazione dello studio (accessi, attrezzature,
personale) per una gestione ottimale delle persone con
diabete.
- Raccolta dei dati clinici delle persone con diabete
in maniera omogenea con il CD di riferimento, mediante
cartelle cliniche preferibilmente in formato
elettronico.
Riferimenti bibliografici
1. Wagner EH. Chronic disease management: what will it
take to improve care for chronic illness? Eff Clin Pract
1998; 1:2-4.
2. Bodenheimer T, Wagner EH, Grumbach K. Improving
primary care for patients with chronic illness. JAMA
2002; 288:1775-9.
3. Progetto IGEA. Gestione integrata del diabete mellito
di tipo 2 nell’adulto - Documento di indirizzo. Roma, Il
Pensiero Scientifico Editore, 2008. Disponibile
all'indirizzo: http://www.epicentro.iss.it/igea