Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

luglio-agosto 2010

L'elaborazione dei piani regionali di prevenzione 2010-12 attraverso la creazione di una comunità di pratica nazionale: una sfida per il paese

Stefania Salmaso e Alberto Perra

Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute, Istituto Superiore di Sanità, Roma

 

Il Piano Nazionale della Prevenzione approvato con la sottoscrizione dell’intesa della Conferenza Stato-Regioni nello scorso 29 aprile, presenta diversi aspetti innovativi, primo fra tutti il fatto che le regioni elaborano autonomamente il loro piano, tenendo conto delle proprie priorità di salute identificate su dati epidemiologici e sulla evidence proveniente da fonti accreditate. Dopo 5 anni (2006-10) di pianificazione e di realizzazione di interventi strutturati di prevenzione è tuttavia apparso chiaro che le regioni hanno accumulato un patrimonio di esperienze che, se condiviso, è in grado di facilitare la messa a punto di nuovi piani di migliore qualità e di maggiore efficacia. Il Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute (CNESPS) dell’ISS, su incarico del Ministero della Salute, ha identificato nella modalità della comunità di pratica (CoP) (1) uno strumento potenzialmente efficace per permettere uno scambio di informazioni fra i professionisti che sono incaricati, nelle diverse regioni, di studiare e redigere i piani regionali di prevenzione (PRP). La CoP è un gruppo sociale che ha come obiettivo finale il generare conoscenza organizzata e di qualità cui ogni individuo può avere libero accesso. In queste comunità gli individui mirano a un apprendimento continuo e hanno consapevolezza delle proprie conoscenze. Al suo interno non esistono differenze di tipo gerarchico: tutti hanno uguale importanza perché il lavoro di ciascuno è di beneficio all’intera comunità (2), con l’approccio collettivo di produrre l’eccellenza, in quanto la cooperazione dei singoli e dei sottogruppi mira a produrre il risultato migliore possibile. Tale miglioramento dell’efficienza che, nel caso del progetto del CNESPS (cfr. articolo precedente), è oggetto principale della gestione della conoscenza o del knowledge management (3); quest'ultimo negli anni ha definitivamente acquistato peso come fattore critico nel produrre una crescita delle organizzazioni, genericamente intese. La CoP favorirà la gestione della conoscenza, in quanto i singoli professionisti che la compongono mettono in un primo momento a disposizione, sulla piattaforma web, risorse esterne o prodotte precedentemente dai membri della stessa comunità e, in un secondo momento, i prodotti stessi frutto del lavoro attuale della comunità. La creazione di una CoP per i piani di prevenzione è facilitata da diversi fattori: un quadro normativo siglato definitivamente nell’aprile scorso che prevede che i piani siano studiati e prodotti seguendo una metodologia di programmazione e valutazione condivisi entro fine settembre 2010, il fatto che i professionisti che ne fanno parte condividano la cultura specifica della prevenzione e della salute pubblica (e in questo campo abbiamo maturato esperienze personali spesso pluridecennali), la predisposizione che tali professionisti hanno di migliorare le proprie competenze essenzialmente sull’autoapprendimento e “sull’imparar facendo”. D’altra parte, costruire per il Paese e le sue regioni dei PRP efficaci non è questione di mero trasferimento di attività basate sulle prove nei nostri contesti di intervento, ma di messa in atto di attività innovative che spesso necessitano di “nuova conoscenza”; tale conoscenza prende corpo nella CoP dalla valorizzazione all’interno di una certa regione di best practice sperimentate in un’altra regione.

 

La formazione della CoP nasce con un percorso formativo e auto-formativo che costituisce anche l’essenziale del progetto del CNESPS e cioè la condivisione di metodi di lettura dei problemi di salute e la pianificazione degli interventi di prevenzione da parte degli operatori regionali incaricati dalle proprie regioni della preparazione, realizzazione, monitoraggio e valutazione dei PRP stessi delle regioni interessate. Questo percorso, della durata di 8 mesi (apriledicembre 2010), si intende finalizzato a promuovere le competenze necessarie alla costruzione del profilo regionale, all’analisi dei problemi di salute, all’uso delle tecniche del project cycle management (PCM), all’uso della evidence per la preparazione e la realizzazione dei progetti dei PRP per un centinaio di operatori regionali che costituiscono il nucleo iniziale e più importante per la CoP.

 

Il progetto del CNESPS è stato avviato all’inizio del 2010 con la costituzione di un Gruppo tecnico guida del progetto, che include 6 membri delle regioni e province autonome (identificati dal coordinamento interregionale per la prevenzione), 3 membri del Ministero della Salute e 2 del CNESPS.

 

Dal mese di aprile sono stati effettuati quattro corsi con 30-40 partecipanti ciascuno, in cui ogni regione ha inviato dai 3 agli 8 operatori sanitari formati sulla metodologia del PCM. Un percorso formativo simile ma adattato al ruolo previsto dall’intesa per i PRP, è stato realizzato per circa 40 funzionari e tecnici del Ministero della Salute con l’obiettivo di aprire alla piattaforma della CoP aree in cui gli operatori regionali e quelli ministeriali cooperino per la messa a punto dei piani, utilizzando lo stesso linguaggio metodologico e tecnico. Il personale regionale formato (106 persone) ed i coordinatori di piano in ogni regione (oltre 20 persone) attualmente animano la CoP su una piattaforma web in cui vengono discussi e scambiati testi e documenti di guida (“risorse”) rilevanti per la programmazione regionale. A questo gruppo iniziale di “pianificatori” si è via via aggiunto un numero di operatori sanitari che nelle regioni collaborano allo studio dei PRP e che sono stati accreditati in alcune aree della piattaforma, quella regionale e l’area delle risorse. In tal modo il numero di membri della comunità delle regioni è aumentato di oltre 100 unità, per un totale provvisorio di circa 230 persone. La gestione del progetto e della piattaforma web su cui si esprime e lavora la CoP è affidata al Gruppo tecnico del progetto, coadiuvato da un informatico e due tutor esperti in gestione delle comunità virtuali. In sintesi, al momento attuale, la CoP è composta complessivamente da 291 persone con ruoli e attività diverse che gravitano ed operano su aree differenti della piattaforma web. Nei mesi da maggio a luglio, gli accessi unici totali in piattaforma sono aumentati da 700 a circa 1.000 al mese, con una media nei giorni lavorativi che va dai 25 nel mese di maggio ai 45 nel mese di luglio.

 

Le aree operative della piattaforma web (4) costituiscono la fucina in cui si sviluppano nuove idee in maniera condivisa da membri della CoP distanti fra loro fisicamente (e talora culturalmente) che cooperano spesso senza aver acquisito nessuna conoscenza “fisica” diretta gli uni degli altri. Alcune aree sono di particolare importanza, come quella della progettazione e metodologia, dove le 106 persone che hanno frequentato, suddivisi in 4 gruppi, i rispettivi corsi sull’applicazione del metodo PCM in campo socio-sanitario, si “incontrano” condividendo esperienze e costruendo strumenti di utilità comune. Gli interventi in quest’area nei 3 mesi di vita della CoP sono stati 248, ripartiti in 35 diversi argomenti di discussione, durante i quali si sono condivisi 62 documenti la cui tipologia è costituita da diversi framework per la raccolta degli elementi informativi (soprattutto indicatori), necessari per realizzare lo studio di contesto per alcune aree di intervento preventivo, come per l’ictus, gli incidenti stradali, gli infortuni sul lavoro, il diabete, ma anche “modelli logici” utili per sintetizzare l’intervento di prevenzione, servendo al tempo stesso come traccia per una strategia di ricerca delle prove in letteratura. In questa stessa area sono state segnalate e inserite in una base di dati dagli stessi membri della CoP delle risorse, cioè documenti, siti, articoli scientifici, basi di dati considerati importanti dai singoli membri e quindi da condividere per l’utilizzazione nel momento della pianificazione dei PRP. Al momento sono state inserite oltre 150 risorse, cui hanno accesso tutti i 291 attuali membri della CoP. Un’altra area essenziale per la performance della CoP è costituita da uno spazio regionale (per ognuna delle regioni) in cui ogni gruppetto regionale, costituito da poche unità fino a 30-40 persone, può incontrarsi per condividere strumenti di lavoro, per prendere decisioni e scambiarsi materiale. Tali materiali, quando il team regionale lo decidesse, possono essere messi a disposizione dell’intera CoP per eventuale utilizzazione in altri contesti regionali. Le implicazioni positive offerte dai membri della piattaforma in termini di costruzione di nuove conoscenze, ma anche di efficienza sono potenzialmente molto ampie. Infine, secondo le previsioni del progetto, nel mese di agosto si sta attivando un’area comune accessibile a tutte le persone accreditate in piattaforma, con l’intento di permettere l’apertura di discussioni tematiche (ad esempio, sul quadro logico dell’intervento per la patologia del cavo orale nei bambini in età scolare) o metodologiche (ad esempio, modalità per formulare gli obiettivi dei piani in maniera tale che rappresentino un beneficio per una popolazione target piuttosto che un obiettivo di servizio). L’obiettivo è di permettere a tutti i membri di esprimere le proprie opinioni e di mettere a disposizione la propria competenza, in maniera tale che i PRP che vedranno ben presto la luce (la data di conclusione dello studio dei PRP sembra prevista per il 31 dicembre) possano essere metodologicamente meglio strutturati e potenzialmente più efficaci nel produrre risultati di salute per la popolazione italiana.

 

Riferimenti bibliografici

1. Wenger E. Communities of practice. Learning, meaning, and identity. Cambridge: Cambridge University Press; 1998. 318 p.

2. http://it.wikipedia.org/wiki/Comunit%C3%A0_di_pratica

3. Wiig KM. Knowledge management foundations: thinking about thinking - how people and organizations, represent, create and use knowledge. Schema Press; 1993.

4. http://www.comunitapnp.it