Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

febbraio 2011

Lo studio HBSC-Italia 2010: percezione della scuola negli adolescenti italiani

Sabina Colombini1, Paola Berchialla1, Lorena Charrier1, Paola Dalmasso1, Francesca Chieco2, Giacomo Lazzeri3, Valentina Pilato3 e il Gruppo HBSC-Italia 2010

1Dipartimento di Sanità Pubblica e Microbiologia, Università degli Studi di Torino

2Dipartimento di Psicologia dello Sviluppo e della Socializzazione, Laboratori Interdipartimentali per la Ricerca Psicologica Applicata e Clinica, Università degli Studi di Padova

3Dipartimento di Fisiopatologia, Medicina Sperimentale e Sanità Pubblica, Centro Ricerche Educazione e Promozione della Salute, Università degli Studi di Siena

 

 

L’adolescenza è un momento fondamentale di passaggio alla vita adulta ed è caratterizzata da numerosi cambiamenti, sia dal punto di vista fisico che psicologico. In questo periodo della vita possono instaurarsi stili di vita e comportamenti che condizionano la salute presente e futura, come l’abuso di alcol, il consumo di tabacco, l’uso di sostanze stupefacenti e altro ancora. La scuola rappresenta, in questo senso, un contesto educativo e di sviluppo privilegiato, in quanto ambiente sociale prossimale in cui i giovani trascorrono buona parte della propria quotidianità, in grado quindi di influenzarne l’adattamento e il benessere (1).

 

In letteratura si evidenzia come le caratteristiche del contesto scolastico (in termini di struttura, composizione e clima) siano in grado di influenzare il benessere dell’adolescente (2, 3), così come le caratteristiche del gruppo dei pari che il soggetto frequenta e la partecipazione alle diverse attività scolastiche (4). Come riportato in alcuni studi (5, 6), anche il senso di appartenenza alla scuola è associato ad importanti elementi motivazionali, di atteggiamento e comportamentali, che sono alla base non solo del successo scolastico ma anche, in senso più ampio, del benessere bio-psico-sociale dei ragazzi. La scuola può rappresentare quindi un ambiente positivo di crescita e di promozione del benessere, sia a livello psico-sociale che in relazione a comportamenti legati alla salute.

 

Diventa pertanto fondamentale interrogarsi sulla percezione della scuola da parte dei ragazzi. Coloro che hanno un rapporto difficoltoso con la scuola sono maggiormente esposti al rischio di incorrere in problematiche emozionali, comportamentali (7) e di rifiuto da parte dei coetanei (8). Inoltre, una recente ricerca (9) evidenzia come i ragazzi che riportano un elevato legame e coinvolgimento con la scuola attuino con minor frequenza comportamenti rischiosi per la salute, dimostrando come il legame con il contesto scolastico possa esercitare una rilevante influenza sui comportamenti a rischio.

 

Lo studio HBSC (Health Behaviour in School-aged Children - Comportamenti collegati alla salute in ragazzi di età scolare), a cui questo articolo fa riferimento, ha lo scopo di monitorare i comportamenti di salute degli adolescenti italiani di 11, 13 e 15 anni, al fine di costituire un supporto per l’orientamento delle politiche di educazione e promozione della salute.

 

Si tratta di uno studio multicentrico internazionale condotto ogni quattro anni e svolto in collaborazione con l`Ufficio Regionale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità per l'Europa, che conta oggi 43 partecipanti su 53 stati membri; l’Italia ha iniziato la sua collaborazione nel 2000 e ha svolto finora tre indagini nazionali (nel 2001, nel 2006 e nel 2010). A partire dal 2009 l’indagine HBSC è entrata a far parte del progetto nazionale, coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità, “Sistema di indagini sui rischi comportamentali in età 6-17 anni”, promosso dal Ministero della Salute/Centro Nazionale per la prevenzione e il controllo delle malattie, in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e con le regioni, collegato al programma europeo “Guadagnare Salute”. I dati qui discussi riguardano i risultati relativi all’ultima indagine, che ha raggiunto 77.113 ragazzi in tutta Italia. Nel 2010, per la prima volta, l’indagine HBSC ha previsto una rappresentatività sia nazionale che regionale, raccogliendo i dati relativi in tutte le regioni italiane e le provincie autonome. La popolazione è stata selezionata nelle scuole pubbliche e private, all’interno delle quali sono state campionate le classi I e III della scuola secondaria di primo grado (scuola media) e II della scuola secondaria di secondo grado (scuola superiore).

 

Il progetto ha l’obiettivo di comprendere e monitorare quei fattori e quei processi che possono determinare effetti sulla salute degli adolescenti.

 

Lo strumento utilizzato per la raccolta delle informazioni è un questionario autocompilato e anonimo, costruito seguendo il protocollo internazionale HBSC, con l’aggiunta di alcuni item di interesse specifico per l’Italia. Questo, per tematiche comuni quali i comportamenti a rischio, il benessere percepito, le relazioni, il rapporto con la scuola, rende confrontabili i dati raccolti in tutti i paesi partecipanti all’indagine rispetto a tematiche comuni.

 

Il rapporto dei ragazzi con la scuola è stato indagato chiedendo loro cosa pensassero della scuola. La modalità di risposta a questa domanda è distribuita su una scala di 4 punti da “mi piace molto” a “non mi piace per niente”. Nella figura, viene rappresentato il gradimento espresso dai ragazzi nei confronti della scuola (risposta “mi piace molto”), in tutte le regioni e complessivamente a livello nazionale, per età e genere.

 

 

I dati evidenziano, a livello nazionale, due fenomeni principali: da una parte la diminuzione, al crescere dell’età, dei livelli di gradimento, dall’altra la costante differenza tra maschi e femmine, che vede i ragazzi dichiarare sempre un gradimento minore rispetto alle coetanee. Il gradimento diminuisce drasticamente nel passaggio tra la classe I (25% dei maschi e 34,5% delle femmine) e la III secondaria di primo grado (6,7% dei maschi e 10,8% delle femmine).

 

Essendo le classi secondarie di primo grado campionate all’interno dei medesimi istituti, il dato non dovrebbe essere imputabile ad eventuali differenze tra gli istituti scolastici coinvolti nell’indagine.

 

I livelli, invece, non variano in modo significativo tra i tredici e i quindicenni; questi ultimi, infatti, riportano percentuali del 6,1% nei maschi e dell’11% nelle femmine, che non si discostano nemmeno di un punto percentuale rispetto a quanto dichiarato dai tredicenni.

 

I dati 2010, che non sembrano evidenziare differenze significative tra le regioni, confermano quanto già emerso nell’indagine nazionale del 2006 (10), che vedeva il nostro paese nettamente al di sotto della media internazionale e, addirittura al quartultimo posto per il livello di soddisfazione dei quindicenni, rispetto ai 41 paesi partecipanti all’indagine.

 

Questi dati evidenziano come la nostra scuola secondaria sia mal percepita dai ragazzi e quanto lavoro ci sia da fare per recuperare credibilità e fiducia su questo fronte. Se poi osserviamo come questa perdita di interesse si sviluppi tutta al suo interno e non sia attribuibile invece al passaggio, a volte radicale, tra primaria e secondaria, si può ulteriormente sottolineare come il problema vada cercato, e possibilmente risolto, nel come la scuola secondaria accoglie e valorizza i ragazzi che vi accedono. Infatti, come dimostrato in letteratura, l’impostazione di un clima scolastico basato su valori di democrazia e condivisione che offra l’opportunità di esprimere il proprio punto di vista, può facilitare negli studenti lo sviluppo di una percezione positiva dell’ambiente scolastico, più che un atteggiamento selettivo che, con una certa frequenza nella scuola secondaria, caratterizza il rapporto insegnanti-studenti. Lo studio ambisce, quindi, a individuare aree problematiche che richiedono azioni di contrasto da delineare con la più ampia collaborazione tra organismi scientifici, istituzioni ed enti culturali.

 

Riferimenti bibliografici

1. Cavallo F, Lemma P, Santinello M, et al. (Ed). Stili di vita e salute dei giovani italiani tra 11-15 anni. II Rapporto sui dati italiani dello studio internazionale HBSC. Padova: Cleup; 2007.

2. Zimmer-Gembeck MJ, Locke EM. The socialization of adolescent coping behaviours: relationships with families and teachers. J Adol 2007;30(1):1-16.

3. Santinello M, Vieno A, De Vogli R. Primary headache in Italian early adolescents: the role of perceived teacher unfairness. Headache 2009;49(3):366-74.

4. Crosnoe R, Needham B, Holism, contextual variability and the study of friendship in adolescent development. Child Dev 2004;75:264-79.

5. Vieno A, Perkins DD, Smith TM, et al. Democratic school climate and sense of community in school: a multilevel analysis. Am J Community Psychol 2005;36:327-41.

6. Vieno A, Santinello M, Pastore M, et al. Social support, sense of community in school, and self-efficacy as resources during early adolescence: an integrative model. Am J Community Psychol 2007;39(1):177-90.

7. Bennett KJ, Brown KS, Boyle M, et al. Does low reading achievement at school entry cause conduct problems? Soc Sci Med 2003;56(12):2443-8.

8. Risi S, Gerhardstein R, Kistner J. Children's classroom peer relationships and subsequent educational outcomes. J Clin Child Adolesc Psychol 2003;32(3): 351-61.

9. Carter M, McGee R, Taylor B, et al. Health outcomes in adolescence: associations with family, friends and school engagement. J Adol 2007;30(1):51-62.

10. Currie C, Gabhainn SN, Godeau E, et al. (Ed). inequalities in young people's health: HBSC international report from the 2005/06 survey (Health policy for children and adolescents n. 5). WHO; 2008.