Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

maggio 2012

Fattori di rischio comportamentali nelle malattie respiratorie croniche, Italia (2007-09)

Paolo D'Argenio1, Giovanna Laurendi2, Valentina Minardi1, Elisa Quarchioni1, Stefania Vasselli2 e Sandro Baldissera1

1Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute, Istituto Superiore di Sanità, Roma

2 Direzione Generale della Prevenzione, Ministero della Salute, Roma

 

SUMMARY

(Behavioral risk factors in chronic respiratory diseases - Italy 2007-09) - According to Passi, the Italian behavioral risk factors surveillance, in 2007-09, 8% of Italian adults (18-69 years) reported having received a diagnosis of chronic respiratory disease. Among these, the prevalence of aggravating factors was high (33% smoked, 35% were sedentary, 55% were overweight or obese); only 29% had been vaccinated against influenza. A great potential for improvement exists.

Key words: chronic respiratory diseases; behavioral risk factors; surveillance

sandro.baldissera@iss.it

 

Introduzione

Le malattie respiratorie croniche (MRC) rappresentano in Italia, con più di 16.000 decessi all’anno, la terza causa di morte dopo le malattie cardiovascolari e neoplastiche e sono una delle quattro priorità del Piano di Azione 2008-13 per le malattie non trasmissibili dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

 

Le principali MRC, di cui le più frequenti sono l’asma e la bronchite cronica, pur avendo differenti meccanismi fisiopatologici, possono associarsi e provocare uno stato funzionale di ostruzione cronica delle vie respiratorie, non pienamente reversibile e generalmente evolutivo, denominato broncopneumopatia cronica ostruttiva (1). Le MRC riconoscono fattori di rischio e di aggravamento comuni, tra cui hanno grande rilevanza quelli eliminabili come il fumo di tabacco, diversi tipi di esposizioni occupazionali, inquinamento indoor e outdoor, basso peso alla nascita. Per il controllo di queste patologie sono raccomandati la cessazione del fumo, se presente, la terapia farmacologica specifica, l’esercizio fisico e la vaccinazione antinfluenzale (1).

 

Al fine di ridurre il peso delle sofferenze causate dalle MRC, nel 2004 è stata creata la Global Alliance against Chronic Respiratory Diseases (GARD), un’alleanza internazionale affiliata all’OMS e comprendente vari partner istituzionali e non, che ha sviluppato una strategia integrata, tesa a migliorare la salute respiratoria globale: l'obiettivo prioritario è prevenire e contrastare precocemente le MRC, riducendo l’esposizione ai fattori di rischio, rendendo la diagnosi più tempestiva e utilizzando i trattamenti più efficaci (2).

 

Per sostenere le azioni di prevenzione primaria e secondaria è necessario disporre di dati sulla frequenza con cui i fattori di rischio e di aggravamento e i fattori protettivi ricorrono tra le persone affette da tali condizioni. Il sistema di sorveglianza PASSI, attivo dal 2007 (3), rileva molte di queste informazioni e consente di descrivere un quadro articolato della situazione. Vengono qui presentati i risultati relativi agli anni 2007-09.

 

Metodi

PASSI è un sistema di sorveglianza della popolazione adulta, che monitora i fattori di rischio per le malattie croniche, legati ai comportamenti individuali, e l’adesione alle misure di prevenzione. Alla raccolta dati, effettuata dalle ASL tramite interviste telefoniche, partecipano tutte le 21 regioni/province autonome italiane (4).

 

Nel corso dell’intervista viene richiesto ai rispondenti se hanno ricevuto diagnosi di bronchite cronica, asma bronchiale, enfisema polmonare o insufficienza respiratoria. è stata stimata la prevalenza di rispondenti che hanno riferito tali condizioni, le loro caratteristiche sociodemografiche, la qualità della vita connessa alla salute attraverso il metodo degli healthy days (5) e la presenza di sintomi di depressione tramite il modulo dedicato del patient health questionnaire-2 (6). Per le persone che hanno riferito una diagnosi di MRC, è stata stimata la prevalenza dei fattori aggravanti: fumo di sigarette, esposizione a fumo ambientale nei locali pubblici, sul lavoro, in casa, sovrappeso e obesità, sedentarietà. Per quanto riguarda i fattori protettivi, sono state stimate: la prevalenza dei tentativi di smettere di fumare, l’attenzione degli operatori sanitari (minimal advice per favorire la cessazione), la copertura della vaccinazione antinfluenzale.

 

Risultati

Nel triennio 2007-09, nel pool di Asl partecipanti, sono stati intervistati 98.242 soggetti di 18-69 anni. Tra questi, l’8,0% (IC al 95%: 7,7-8,2%) ha riferito di aver avuto una diagnosi di bronchite cronica, asma bronchiale, enfisema o insufficienza respiratoria.

 

La prevalenza è quasi uguale negli uomini (8,0%) e nelle donne (7,9%), mentre aumenta con l’età, dal 4,8% dei giovani tra 18 e 34 anni, fino al 12,2% delle persone di 50 anni e più. La prevalenza è risultata relativamente bassa tra le persone con istruzione superiore (5,8% tra i laureati) e tra le persone senza difficoltà economiche (6,2%), mentre è più elevata tra le persone con minore istruzione (14,9% tra coloro che hanno la licenza elementare o nessun titolo di studio) e con grandi difficoltà economiche (13,2%).

 

Il 14% delle persone con MRC ha dichiarato che la propria salute va male o molto male e, tra loro, è stata stimata una media di 11 giorni (sugli ultimi 30) in cattiva salute per problemi fisici o psicologici. Entrambi questi valori sono significativamente più elevati di quelli stimati per le persone senza MRC: 3% di prevalenza e 6 giorni in cattiva salute.

 

Le persone con una condizione respiratoria morbosa cronica hanno riferito sintomi depressivi nel 17% dei casi, contro il 7% delle persone che non hanno diagnosi di MRC.

 

Osservando la figura 1, si può rilevare che nel periodo 2007-09 un terzo delle persone con MRC ha dichiarato di continuare a fumare, il 32% che nella propria casa è consentito fumare, mentre il 16% di coloro che lavorano in ambienti chiusi ha riferito che sul posto di lavoro si fuma sempre o quasi sempre.

 

 

Inoltre, la percentuale di persone, con una delle condizioni respiratorie rilevate, che possono essere classificate in eccesso di peso, è risultata pari al 55%, e la percentuale di sedentari pari al 35%.

 

Nel triennio 2007-09 (Figura 2), l’81% delle persone di età 18-69 anni con MRC, che fumavano, ha ricevuto il consiglio di smettere di fumare e il 42% ha fatto almeno un tentativo di smettere.

 

Tra le persone affette da MRC di età 18- 64 anni (quindi comprese nelle categorie che sono oggetto di attiva offerta vaccinale), solo il 29% ha effettuato la vaccinazione contro l’influenza stagionale, in occasione delle campagne autunnali di immunizzazione.

 

Conclusioni

La prevalenza dei fattori di aggravamento nelle persone con MRC è elevata, sia per quanto riguarda gli stili di vita (fumo, eccesso di peso, sedentarietà) sia per l’esposizione al fumo passivo sul luogo di lavoro e in casa.

 

I medici pongono attenzione all’abitudine al fumo delle persone con MRC, che frequentemente ricevono il consiglio di smettere di fumare; la copertura della vaccinazione antinfluenzale è invece ancora inadeguata e dovrebbe essere migliorata. Le persone affette da MRC hanno una qualità della vita connessa alla salute decisamente peggiore rispetto alle persone senza MRC.

 

Per interpretare questi risultati bisogna comunque considerare i limiti di Passi: le patologie rilevate non rappresentano tutte le MRC. Inoltre, l’intervistato potrebbe non essere consapevole di essere affetto da una di tali condizioni; in effetti, è stato riconosciuto che la diagnosi di MRC in Italia è in genere tardiva (7). Infine, l’intervistato potrebbe non riferire un’eventuale diagnosi per motivi legati al ricordo e alla comprensione della domanda.

 

Va tenuto presente, inoltre, che Passi non indaga fattori di aggravamento importanti, quali l'inquinamento atmosferico e i rischi occupazionali; perciò questi risultati devono essere integrati con quelli provenienti da altre fonti informative.

 

Nonostante l'incompletezza del quadro delineato in base a queste informazioni, la popolazione con MRC individuata da Passi assume una certa rilevanza per gli interventi di sanità pubblica, essendo verosimilmente costituita da persone più attente alla prevenzione secondaria.

 

In conclusione, la vita delle persone affette da MRC è suscettibile di grandi miglioramenti, agendo sui fattori presi in considerazione. I programmi di prevenzione, come quelli proposti dalla GARD, dovrebbero perciò essere fortemente sostenuti. A tal fine, PASSI è in grado di fornire, in modo sistematico, anno dopo anno, diverse informazioni rilevanti, contribuendo così all'attuazione delle strategie preventive.

 

Riferimenti bibliografici

1. Global strategy for the diagnosis, management and prevention of COPD. Global initiative for chronic obstructive lung disease (GOLD) 2011 (www.goldcopd.org/).

2. Bousquet J, Khaltaev N. (Ed.). World Health Organization. Global surveillance, prevention and control of chronic respiratory diseases: a comprehensive approach (www.who.int/...).

3. Gruppo Tecnico di Coordinamento del Progetto di sperimentazione del “Sistema di Sorveglianza PASSI”. Sistema di Sorveglianza PASSI (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia). Roma: Istituto Superiore di Sanità; 2007 (Rapporti ISTISAN 07/30).

4. www.epicentro.iss.it/passi

5. Moriarty DG, Zack MM, Kobau R. The centers for disease control and prevention's healthy days measures - population tracking of perceived physical and mental health over time. Health Qual Life Outcomes 2003;1:37.

6. Kroenke K, Spitzer RL, Williams JBW. The patient health questionnaire-2: validity of a two-item depression screener. Med Care 2003;41(11):1284-92.

7. Scognamiglio A, Mattelli G, Pistelli F, et al. L’epidemiologia della broncopneumopatia cronica ostruttiva. Ann Ist Super Sanità 2003;39(4):467-84.