Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

settembre 2013

Progetto pilota di sorveglianza su alimentazione e attività fisica in età prescolare in tre regioni italiane*

Claudia Carletti1, Anna Macaluso1, Paola Pani1, Margherita Caroli2, Mariano Giacchi3, Valentina Pilato3, Marcella Montico4 e Adriano Cattaneo1

1Ricerca sui Servizi Sanitari e Salute Internazionale, IRCCS Materno Infantile Burlo Garofolo, Trieste;

2Igiene della Nutrizione - SIAN, ASL di Brindisi;

3Centro Interdipartimentale di Ricerca Educazione e Promozione della Salute (CREPS), Università degli Studi di Siena;

4Epidemiologia e Biostatistica, IRCCS Materno Infantile Burlo Garofolo, Trieste

 

SUMMARY (Diet and physical activity in preschool children: a pilot project for surveillance in three regions of Italy) - To test a surveillance system on diet and physical activity, 179 paediatricians gathered data on 26,898 children between 1 and 60-72 months of age at well child visits. The system allowed to estimate the prevalence of breastfeeding at different ages and the proportion of children taking five portions of fruit and vegetables per day, consuming sugar sweetened beverages, and reporting different levels of physical activity. The majority of paediatricians rated the surveillance system as reliable and feasible.

Key words: child growth; diet; physical activity

claudiaveronica.carletti@burlo.trieste.it

 

Introduzione

L’aumento della prevalenza dell’obesità è un importante problema di salute pubblica in tutto il mondo (1). In Italia, il 34% dei bambini in età scolare è in sovrappeso od obeso, con un gradiente crescente da Nord a Sud (2). Mancano informazioni simili in età prescolare, ma una revisione di dati europei mostra che il fenomeno è frequente anche a questa età (3), probabilmente a causa di determinanti che agiscono dal concepimento alla gravidanza, ai primi mesi di vita, con distribuzione diseguale tra classi sociali (4). Con l'eccezione dell’allattamento al seno, mancano anche informazioni su dieta e attività fisica, date le difficoltà insite nel misurare queste variabili in età prescolare. Eppure sono dati essenziali per identificare cambiamenti ed eventuali effetti di interventi preventivi inclusi in molti piani nazionali (5, 6). In Italia, i pediatri di famiglia garantiscono accesso universale e gratuito all’assistenza ed effettuano controlli regolari dello stato di salute. Questi dati non confluiscono in un sistema informativo nazionale e sono sottoutilizzati. Obiettivo del progetto di seguito descritto era valutare la fattibilità di un sistema di sorveglianza nutrizionale in età prescolare usando dati raccolti dai pediatri durante i bilanci di salute (BdS).

 

Metodi

Su base volontaria, sono stati invitati a partecipare tutti i 1.404 pediatri delle 3 regioni partecipanti al progetto (Friuli-Venezia Giulia, Toscana, Puglia), appartenenti alla Federazione Italiana Medici Pediatri. Ai partecipanti è stato modificato il programma applicativo utilizzato per il database dei loro assistiti (principalmente Junior Bit e Infantia), aggiungendo delle schede informatiche al fine di raccogliere, durante la realizzazione dei BdS, alcuni dati antropometrici di bambini e genitori: caratteristiche dell’alimentazione riferite al giorno precedente la visita del pediatra, attività fisica nella settimana precedente e alcune variabili sociodemografiche dei bambini.

 

I dati sono stati raccolti per un periodo di 6 mesi, tra novembre 2008 e agosto 2009 sull’intera popolazione di bambini che si recavano dal pediatra per i BdS a 1, 3, 5-6, 8-9, 12, 18, 24, 36 e 60-72 mesi. Per l’analisi dei risultati sono stati considerati solo i dati raccolti per l’età prevista per i BdS del primo anno (±15 giorni), a 18 mesi (±1 mese), a 24 mesi (±2 mesi), a 36 mesi (±3 mesi) e a 5-6 anni (±6 mesi). Come mostrano gli intervalli tra 5-6, 8-9 e 60-72 mesi, i BdS non sono effettuati alla stessa età nelle tre regioni e la Toscana non prevede quello dei 24 mesi.

 

Tutti i dati sono stati raccolti con metodi standardizzati appresi dai pediatri in corsi ad hoc. Gli indicatori antropometrici sono stati rilevati con bilance e stadiometri differenti a disposizione di ogni singolo pediatra, mentre per le restanti parti i questionari utilizzati sono stati precedentemente testati attraverso uno studio pilota. Alla fine dei sei mesi di raccolta dati, ai pediatri partecipanti è stato chiesto di compilare online un questionario di valutazione sui tempi necessari a raccogliere i dati, sulla disponibilità a continuare la sorveglianza e sull’affidabilità degli strumenti usati. Per l’analisi antropometrica sono stati usati gli standard di crescita dell’OMS e il programma Anthro (7). Metodi statistici standard sono stati usati per le altre variabili e per le associazioni tra variabili. Ulteriori informazioni su metodi e risultati sono state pubblicate su una rivista internazionale (8).

 

Risultati

L’adesione al progetto è stata di 32 pediatri in Friuli-Venezia Giulia (29% dei pediatri della regione), 39 in Toscana (9%) e 108 in Puglia (18%). L’analisi si riferisce complessivamente a 32.915 BdS effettuati su 26.898 bambini (52% maschi), dopo l'esclusione di 3.592 BdS (11% del totale) perché oltre i limiti di età prefissati o con dati incompleti. La maggioranza dei bambini (71%) ha avuto una o due visite (22%), mentre il restante 7% tre, con visite multiple solo nel primo anno. Per i dati sull’alimentazione i denominatori sono minori a causa dell’esclusione di dati raccolti in maniera non standardizzata. L'indice di massa corporea (IMC) dei bambini era inferiore allo standard OMS a 1 e 3 mesi, ma superiore dagli 8-9 mesi in poi, confermando il sospetto che il sovrappeso inizi a manifestarsi fin dal primo anno. La differenza con lo standard OMS era maggiore in Puglia, intermedia in Toscana e minore in Friuli-Venezia Giulia, confermando il gradiente Nord-Sud osservato in età scolare (2).

 

I tassi di allattamento al seno a 1, 3, 5-6, 8-9 e 12 mesi erano, rispettivamente, 88%, 75%, 64%, 52% e 32%, con il 5% e il 3% dei bambini ancora allattati a 24 e 36 mesi. L’allattamento esclusivo era 64%, 54% e 20% a 1, 3 e 5-6 mesi. A un mese, l’8% dei bambini prendeva già liquidi non nutritivi, la metà dei quali zuccherati. A 3 mesi, questa percentuale saliva all’11%, con un 5% di bevande zuccherate, e continuava a crescere con l’età raggiungendo un picco del 51% a 60-72 mesi. Il 3% dei bambini riceveva alimenti complementari già a 3 mesi; a 5 e 6 mesi ne mangiava il 57% e 85% dei bambini, con preferenza per derivati del latte, cereali e carne. A 8-9 mesi, tutti i bambini mangiavano alimenti complementari. La prevalenza di derivati del latte, cereali e carne si manteneva col crescere dell’età, mentre il consumo di altri prodotti si situava a livelli più bassi. Quello di frutta e verdura diminuiva dal 93% a 8-9 mesi all’83% a 60-72 mesi, ma solo l’8% e il 10% dei bambini assumeva 5 porzioni di frutta e verdura al giorno a 36 e 60-72 mesi. Un maggiore consumo di frutta e verdura e un minore consumo di bevande zuccherate erano associati a un più alto livello d’istruzione materna, indipendentemente da età e IMC.

 

Ai BdS dei 36 e 60-72 mesi risulta che meno del 10% dei bambini praticava almeno un’ora di attività fisica moderata- intensa 5-7 giorni a settimana. Inoltre, a 12 mesi, l’11% dei bambini guardava la televisione più di due ore al giorno, almeno un giorno alla settimana, e la percentuale aumentava progressivamente fino al 73% a 60-72 mesi. A questa età, il 32% guardava la televisione o giocava ai videogiochi più di due ore al giorno ogni giorno. Anche i genitori avevano una vita sedentaria: il 70% delle madri e il 58% dei padri riferivano attività fisica moderata-intensa per più di un’ora al giorno solo un giorno alla settimana. Un minore livello di sedentarietà nel bambino era associato a un più alto livello d’istruzione della madre e a un IMC meno elevato nei genitori.

 

I 103 pediatri (58%) che hanno compilato il questionario di valutazione online hanno impiegato 8 e 5 minuti, in media, per raccogliere i dati alla prima e successiva visita, rispettivamente. In base alle stime del 62% dei pediatri, il sistema di sorveglianza ha coperto il 75- 100% degli assistiti; per il restante 38% la copertura stimata era inferiore. Oltre il 90% ha considerato la raccolta dati affidabile (eccetto il peso e l’altezza riferiti dai genitori) e fattibile.

 

Discussione

Il sistema di sorveglianza, a detta dei pediatri, sembra fattibile ma non necessariamente sostenibile. è da dimostrare se sia utile per pianificare e valutare attività, in collaborazione con autorità sanitarie nazionali, regionali e locali. Molto dipende dalla completezza e dall’accuratezza delle informazioni raccolte. La completezza dipende dalla percentuale di pediatri coinvolti e dalla copertura dei BdS, ma si potrebbe pensare a usare campioni rappresentativi di pediatri e di BdS per indagini periodiche. Ciò favorirebbe anche l’accuratezza, che dipende dalla precisione degli strumenti per la raccolta dati. Raccogliere dati sull’attività fisica in età prescolare non è facile nemmeno in ambito di ricerca; il questionario usato in questo progetto potrebbe avere sovrastimato la reale frequenza e intensità. Anche considerando questi limiti, i risultati indicano poca attività fisica e molta sedentarietà rispetto alle recenti raccomandazioni (9) e la necessità di ricerche e interventi per migliorarle.

 

Conclusioni

I nostri risultati forniscono un quadro parziale di crescita, dieta e attività fisica in età prescolare e una dimostrazione preliminare che un sistema di sorveglianza basato sulla raccolta di dati durante i BdS è possibile. Molto rimane da fare in termini di interventi per migliorare crescita, dieta e attività fisica, e contribuire alla prevenzione di sovrappeso e obesità nell'età adulta, sviluppando un approccio adeguato contro le disuguaglianze.

 

Dichiarazione sul conflitto di interessi

Gli autori dichiarano che non esiste alcun potenziale conflitto di interesse o alcuna relazione di natura finanziaria o personale con persone o con organizzazioni che possano influenzare in modo inappropriato lo svolgimento e i risultati di questo lavoro.

 

Riferimenti bibliografici

1. Lobstein T, Baur L, Uauy R. Obesity in children and young people: a crisis in public health. Obes Rev 2004;(Suppl 1):4-104.

2. Spinelli A, Lamberti A, Buoncristiano M, et al. Overweight and obesity among children. 1 out of 4 is overweight, 1 out of 9 is obese. Epidemiol Prev 2011;35:82-3.

3. Cattaneo A, Monasta L, Stamatakis E, et al. Overweight and obesity in infants and pre-school children in the European Union: a review of existing data. Obes Rev 2010;11:389-98.

4. Monasta L, Batty GD, Cattaneo A, et al. Early-life determinants of overweight and obesity: a review of systematic reviews. Obes Rev 2010;11:695-708.

5. Cross-Government Obesity Unit, Department of Health and Department of Children, Schools and Families. Healthy weight, healthy lives: a crossgovernment strategy for England. London: HM Government; 2008.

6. Ministero della Salute. Guadagnare salute: rendere facili le scelte salutari. (www.salute.gov.it/imgs/C_17_pubblicazioni_605_allegato.pdf).

7. WHO Multicentre Growth Reference Study Group. WHO Child Growth Standards: length/height-for-age, weight-for-age, weight-for-length, weight-for-height and body mass index-for-age. Methods and development. Geneva: WHO; 2006.

8. Carletti C, Macaluso A, Pani P, et al. Diet and physical activity in pre-school children: a pilot project for surveillance in three regions of Italy. Public Health Nutr 2012;1-9.

9. National Association for Sport and Physical Education. Active start: a statement of physical activity guidelines for children birth to five years. 2nd ed. Reston (VA): NASPE Publications; 2009.

 

 

(*) La ricerca è stata condotta in Friuli-Venezia Giulia, Toscana e Puglia ed è stata finanziata dal Centro Nazionale per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (CCM ) del Ministero della Salute nell’ambito del programma Guadagnare Salute