Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

marzo 2014

Depressione post partum: prevalenza e fattori associati in donne che hanno partecipato a corsi preparto

Fiorino Mirabella¹, Paolo Michielin², Daniele Piacentini³, Gina Barbano², Marina Cattaneo³, Lisa Carniato², Myriam Regonesi³, Daniela Pecis³, Gabriella Palumbo¹ e Antonella Gigantesco¹

¹Centro Nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute, Istituto Superiore di Sanità, Roma;

²Distretto Socio-Sanitario di Oderzo, AULSS 9 Treviso;

³Dipartimento Salute Mentale, Azienda Ospedaliera di Treviglio, Bergamo

 

SUMMARY (Postpartum depression: prevalence and risk factors in women who attended antenatal courses) - In a random sample of 567 Italian women attending 91 pre-natal different courses the prevalence of postpartum depression (PPD) was estimated between the 6th and the 12th week after birth, according to the EPDS (Edinburgh Postnatal Depression Scale). The PPD prevalence was 7.4%. Predictive factors during the pregnancy or puerperium were depressed mood (OR 3.2) or anxiety (OR 6.3), had little (OR 4.8) or no (OR 6.5) psychological support from friends or family, or their partener’s (OR = 4.4) and a “easy to cry baby” (OR 7.8) or, in periods pre-pregnancy, low selfesteem (OR 4.8), and, in childhood, a mother that was often (OR 4.6) or always (OR 12.5) critical. No association was found with the woman socio-economic conditions.

Key words: postpartum depression; prenatal courses; risk factors

fiorino.mirabella@iss.it

 

Introduzione

La depressione post partum (DPP) rappresenta la più rilevante complicanza psichica relativa al puerperio. Pur con ampia variabilità (1), nel mondo occidentale si stima che colpisca circa il 10-15% delle donne che partoriscono (2). I criteri diagnostici indicati sia dal DSM-IV che dall'ICD-10 sono gli stessi del disturbo depressivo maggiore: umore depresso, perdita di piacere e interesse, cambiamenti nell’appetito, disturbi del sonno, agitazione, irrequietezza/rallentamento, riduzione dell’energia, facile stanchezza e spossatezza, senso di valere poco, senso di colpa eccessivo, difficoltà di concentrazione, incapacità di pensare lucidamente, pensieri ricorrenti che non vale la pena di vivere o pensieri di morte e di suicidio. Si parla di DPP se l’insorgenza del disturbo depressivo maggiore avviene entro le prime 4-6 settimane dopo il parto.

 

Particolare attenzione è stata posta in questi ultimi anni allo studio dei possibili fattori associati a questo disturbo, fra cui risultano frequentemente: storia pregressa di depressione (prima e/o durante la gravidanza), aver sofferto di maternity blues, difficoltà di rapporto con il partner, mancanza di supporto sociale percepito, esperienza di eventi stressanti recenti (3).

 

Jeannette Milgrom (4) ha proposto un modello interpretativo biopsico-sociale della DPP che prevede la contemporanea considerazione di fattori biologici, psicologici e sociali nella valutazione della condizione di vulnerabilità psicologica della madre dopo il parto.

 

Il presente studio è stato realizzato nell’ambito del progetto "Prevenzione e intervento precoce per il rischio di depressione post partum", finanziato dal Ministero della Salute-Centro Nazionale per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie (CCM).

 

Materiali e metodi

Il reclutamento delle donne è avvenuto in modo consecutivo nell’ambito di 91 corsi preparto svolti dal 1° ottobre al 31 agosto 2012, presso alcune aziende ospedaliere e consultori familiari della ASL di Bergamo e della AULSS 9 di Treviso. Alle 859 partorienti intenzionate a partecipare al progetto è stato chiesto di compilare una scheda contenente l’informativa sulla privacy, i dati personali, la data prevista del parto e la disponibilità a essere ricontattate tra la sesta e la dodicesima settimana dopo il parto. All’invito di incontro post partum hanno aderito in 567 (66%). Alle partecipanti è stato somministrato il questionario EPDS (Edinburgh Postnatal Depression Scale) nella versione italiana (5). Per l’identificazione della depressione è stato utilizzato il cutoff di 12, che assicura una sensibilità del 56%, una specificità del 98% e un valore predittivo positivo dell’83%. Contemporaneamente, sono state rilevate alcune variabili socioanagrafiche (età, titolo di studio, stato civile, stato occupazionale, condizioni economiche) e informazioni relative alla gravidanza (precedenti gravidanze, problemi di salute fisica o psicologica durante l’attuale gravidanza), al parto (salute del bambino alla nascita, complicazioni durante il parto), a eventuali eventi stressanti negli ultimi 12 mesi (perdita del lavoro, cambio di casa, problemi con il partner), allo stato d’animo nella vita prima dell’attuale gravidanza (periodi piuttosto lunghi di ansia o depressione), al sostegno familiare e sociale percepito e al rapporto con la madre durante l’infanzia. In occasione dell’incontro post partum è stata somministrata anche la positivity scale (P-Scale) per valutare la propensione a una visione positiva della vita e delle esperienze e la soddisfazione di se stessi.

 

I dati sono stati analizzati con il software SPSS versione 21.0 per Windows. Sono state calcolate le consuete statistiche descrittive, è stata condotta una regressione logistica (metodo stepwise) sulle variabili risultate significativamente associate alla DPP in una preventiva analisi univariata e sono stati calcolati i relativi odds ratio.

 

Risultati

Il campione di donne partecipanti aveva un'età compresa fra 18-45 anni (media = 32,2 e ds = 4,8), prevalentemente di nazionalità italiana, con titolo di studio di scuola media superiore, un lavoro stabile, senza particolari difficoltà economiche e coniugate o conviventi. Non è stato possibile caratterizzare le donne che hanno deciso di non partecipare all’incontro post partum.

 

Al test EPDS, 42/567 (7,4%) presentavano una DPP. All’analisi multivariata si mostravano associati diversi fattori legati al rischio di DPP, quali un bambino facile al pianto, un periodo di umore depresso o di ansia, il poter contare poco o niente su amici o parenti per un sostegno psicologico, la vicinanza del marito in caso di nervosismo o preoccupazione; in relazione a situazioni precedenti la gravidanza, fattori associati alla DPP erano l’esperienza di una madre troppo critica durante l’infanzia e il percepirsi nel complesso fortemente o parzialmente insoddisfatte di se stesse (Tabella).

 

 

Discussione e conclusioni

Il rischio di sintomatologia depressiva riscontrato nel postparto con lo strumento EPDS è stato pari al 7,4%, più basso di quello rilevato in altri lavori, ma in linea con quanto riscontrato in lavori simili condotti in Italia con metodologia analoga (6). Fra le ragioni che possono avere influenzato tale stima vanno segnalate:

  • il cutoff adottato in maniera conservativa (12 o più all’EPDS) è decisamente più elevato e quindi meno sensibile (ma più specifico) di quello di solito utilizzato (9, 10);
  • il campione è composto da donne che hanno partecipato a corsi preparto, verosimilmente più disponibili, collaborative e probabilmente in condizioni di salute migliori rispetto al resto della popolazione delle puerpere;
  • le donne risiedono per la maggior parte in piccoli Comuni, dove caratteristiche territoriali e socioculturali rendono molto più disponibile quel sostegno sociale che appare fortemente correlato con il rischio di depressione;
  • la percentuale di donne che non si è presentata all’incontro post partum è molto alta (34%). Diversi studi hanno dimostrato come le persone che non si rivolgono ai servizi o che abbandonano uno studio presentano di solito una condizione di salute peggiore delle altre (7).

Le variabili associate alla positività di DPP sono le stesse presenti nella maggior parte degli studi internazionali (8) e orientate nell’indicare il paradigma biopsico-sociale quale codice di lettura più accreditato per le problematiche depressive legate al parto.Il profilo psicologico e sociale che emerge è quello di una donna con una tendenza all’ansia e alla depressione, con un basso sostegno sociale e familiare percepito, e con una bassa autostima, associati al rapporto con una madre troppo critica. L’importanza del ruolo svolto dall’autostima, non sempre rilevata in altri lavori, e di altre variabili è stata posta in evidenza anche da un recente studio italiano (9).

 

Di particolare interesse, e in contrasto con quanto riscontrato in alcuni studi sulla depressione maggiore (10), ci sembra l’assenza di variabili socioeconomiche tra i fattori associati alla DPP, elemento che dà ulteriore risalto a fattori più specifici, quali il sostegno sociale e l’autostima.

 

Dichiarazione sul conflitto di interessi

Gli autori dichiarano che non esiste alcun potenziale conflitto di interesse o alcuna relazione di natura finanziaria o personale con persone o con organizzazioni, che possano influenzare in modo inappropriato lo svolgimento e i risultati di questo lavoro.

 

Riferimenti bibliografici

1. Schardosim JM, Heldt E. Postpartum depression screening scales: a systematic review. Rev Gaucha Enferm 2011; 32(1):159-66.

2. Breese McCoy SJ. Postpartum depression: an essential overview for the practitioner. South Med J 2011;104(2):128-32.

3. Leigh B, Milgrom J. Risk factors for antenatal depression, postnatal depression and parenting stress. BMC Psychiatry 2008;16:8-24.

4. Milgrom J, Martin PR, Negri LM. De-pressione postnatale: ricerca, prevenzione e strategie di intervento psicologico. Trento: Erickson; 2003.

5. Benvenuti P, Ferrara M, Niccolai C, et al. The Edinburgh Postnatal Depression Scale: validation for an Italian sample. J Affect Disord 1999;53:137-41.

6. Piacentini D, Leveni D, Primerano G, et al. Prevalenza e fattori di rischio della depressione post parto tra le donne che partecipano ai corsi preparto. Epidemiologia e Psichiatria Sociale 2009; 18(3):214-20.

7. de Girolamo G, Polidori G, Morosini P, et al. Prevalence of common mental disorders in Italy, risk factors, health status, and utilization of health services: the ESEMeD-WMH project. Epidemiol Psichiatr Soc 2005;14(4 Suppl):1-100.

8. Robertson E, Celasun N, Stewart DE. Risk factors for postpartum depression. In: Stewart DE, Robertson E, Dennis CL, Grace SL, Wallington T. Post-partum depression: literature review of risk factors and interventions. Toronto: University Health Network Women's Health Program; 2003.

9. Ferretti F, Franca A, Folin M. Risk factors associated with postnatal depressive symptomatology: a study conducted in the Southern Area of the Local Health Unit of Modena. Epidemiol Prev 2013;37(2-3):138-44.

10. Wahlbeck K, McDaid D. Actions to alleviate the mental health impact of the economic crisis. World Psychiatry 2012;11(3):139-45.