Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

gennaio 2015

Le disuguaglianze di salute nella popolazione con 65 anni e più nel Lazio: risultati del Sistema di Sorveglianza PASSI d'Argento, indagine 2012-13

Lilia Biscaglia1, Maria Alessandra Brandimarte2, Silvia Iacovacci3, Barbara Giudiceandrea4, Maria Di Fabio5, Massimo Oddone Trinito6, Rosanna Trivellini7, Luca Casagni8, Maura Coia9, Alberto Falera10, Filomena Trovato11, Oretta Micali11, Gianluca Fovi12 e Carmela Bucca13

1Area Sanità pubblica, promozione della salute, sicurezza alimentare e screening, Regione Lazio, Roma; 2ASL Roma E; 3ASL Latina; 4ASL Roma A; 5ASL Roma B; 6ASL Roma C; 7ASL Roma D; 8ASL Roma F; 9ASL Roma G; 10ASL Roma H; 11ASL Viterbo; 12ASL Rieti; 13ASL Frosinone

 

SUMMARY (Health inequalities in over64 aged population: results from PASSI d'Argento surveillance. Lazio region, 2012-13) - Social determinants of health are major factors responsible for population’s health and health inequalities. Analysing data from the Italian surveillance system on population over 64 years, which collects information on social determinants, health inequalities in elderly population of Lazio region were described. Particularly, differences in health-related quality of life and difficulty chewing between over 64 people of different educational and economic levels were described. Inequalities in fruit and vegetable consumption were highlighted using logistic regression analysis. These information are essential to the planning of the forthcoming Italian Prevention Plan 2014-18, which have to be implemented at regional level.

Key words: public health surveillance; socioeconomic factors; health policies

lbiscaglia@regione.lazio.it

 

Introduzione

Il tema delle disuguaglianze negli esiti di salute è uno dei più discussi nel campo della ricerca sui servizi sanitari: affrontare con decisione la questione dello svantaggio socioeconomico di gruppi specifici della popolazione è considerato un dovere dei sistemi sanitari evoluti (1). Nel contesto odierno di crisi, che accelera e rende più gravi le disuguaglianze, è ipotizzabile un significativo peggioramento dello stato di salute, in particolare nelle fasce di popolazione più vulnerabili, come le persone con 65 anni e più (2). è quindi necessario individuare obiettivi e azioni specifici per questa fascia di popolazione, per poter agire sui fattori che determinano le disuguaglianze nella salute (3). In quest’ottica il Piano Nazionale della Prevenzione (PNP) 2014-18 propone una vision di contrasto alle disuguaglianze in tutte le azioni di promozione della salute. Nella declinazione del PNP, le regioni sono chiamate a mettere in atto strategie e interventi differenziati, sulla base dei differenti bisogni di salute espressi o individuati nella popolazione.

 

Il Piano d’azione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità-Regione Europa per il 2012-16 assegna un ruolo fondamentale alla sorveglianza come strumento capace di fornire tempestivamente dati affidabili sui problemi di salute e sui suoi determinanti e di seguirne la loro evoluzione nel tempo (4). Da diversi anni, in Italia, questo compito è svolto dai sistemi di sorveglianza PASSI e PASSI d’Argento (PdA) che forniscono informazioni sullo stato di salute della popolazione adulta e su alcuni determinanti di salute. L’obiettivo del presente contributo è quello di utilizzare le informazioni prodotte dal PdA per valutare alcuni outcome di salute (o proxy), come la qualità della vita legata allo stato di salute percepito, i problemi di masticazione e il consumo di frutta e verdura, in relazione a differenti condizioni di scolarità, di difficoltà economiche percepite e alla presenza di disabilità.

 

Materiali e metodi

La metodologia utilizzata è quella della sorveglianza di popolazione, con la realizzazione di survey ripetute su campioni rappresentativi di soggetti con 65 anni e più, non ospitati in residenze sanitarie assistite al momento della rilevazione (5). Nel Lazio, il campione selezionato per l’indagine 2012-13, rappresentativo a livello regionale, era di 2.011 persone residenti nella regione. Il tasso complessivo di risposta nel Lazio era dell’86,6% (88,5% a livello nazionale), il tasso di rifiuto del 9,4% (9,6% a livello nazionale).

 

I dati relativi alla qualità della vita legata allo stato di salute percepito, a problemi di masticazione e al consumo di frutta e verdura, sono stati analizzati in relazione a differenti condizioni di scolarità, di difficoltà economiche percepite e alla presenza di disabilità. Per scolarità e difficoltà economiche percepite sono state adottate le seguenti definizioni: le persone con un titolo di studio assente/ elementare o media inferiore sono state considerate con “livello di scolarità basso”; le persone che hanno riferito molte o qualche difficoltà ad arrivare a fine mese con le proprie risorse economiche sono state considerate con “difficoltà economiche”. La presenza di disabilità è definita come il riferire difficoltà o aver bisogno di aiuto per svolgere le attività di base della vita quotidiana (activities of daily living - ADL).

 

I dati relativi al consumo di frutta e verdura sono stati analizzati, testando le associazioni tra le variabili direttamente in studio e con regressione logistica.

 

Risultati

Nel Lazio, delle 2.011 persone con 65 anni e più, il 17,7% (IC95% 15,7-19,7) riferisce un cattivo stato di salute. La percezione di cattiva salute è più frequente tra le persone con 75 anni e più rispetto alla classe d’età 65-74 anni (24,4% vs 12,4%), nelle donne (22,5% vs 11% negli uomini), tra le persone con basso livello di scolarità (nessun titolo/elementare/media inferiore: 25,1%, media superiore/laurea: 11,2%) e con difficoltà economiche (molte: 36,9%, qualche: 17,1%, nessuna: 8,7%). I problemi di masticazione riguardano il 12,2% (IC95% 10,6-13,9) delle persone con 65 anni e più. Questa percentuale è più alta tra le persone con basso livello di scolarità (nessun titolo/elementare/ media inferiore: 17,0%, media superiore/laurea: 7,4%), tra chi riferisce difficoltà economiche (molte: 22,0%, qualche: 8,6%, nessuna: 3,4%), e tra le persone con disabilità (36,6% vs 8,2% tra coloro che non hanno disabilità). Nei 12 mesi precedenti si è recato dal dentista il 42,6% delle persone con 65 anni e più (il 32,5% tra coloro che presentano problemi di masticazione). Per quanto riguarda il consumo di frutta e verdura, solo l’8,9% consuma le 5 porzioni raccomandate di frutta e verdura, il 41,9% ne consuma almeno 3, il 49,2% meno di 3 al giorno. Il consumo basso di frutta e verdura (inferiore a 3 porzioni al giorno) è maggiore tra le persone con 75 anni e più rispetto alla classe d’età 65-74 anni (53,3% vs 45,3%), tra gli uomini (52,7% vs 46,7% nelle donne), tra le persone con basso livello di scolarità (nessun titolo/ elementare/media inferiore: 57,3% vs media superiore/laurea: 41,1%) e con difficoltà economiche (molte: 60,6%, qualche: 47,1%, nessuna: 41,2%). Utilizzando un modello di regressione logistica (Tabella), si rileva che il consumo insufficiente di frutta e verdura è più frequente tra gli uomini rispetto alle donne (OR 1,42 IC95%: 1,16-1,75), tra le persone con basso titolo di studio rispetto a quelle più istruite (OR 1,78 IC95%: 1,44-2,2), tra le persone con molte difficoltà economiche rispetto a coloro che non ne riferiscono (OR 1,83 IC95%: 1,34-2,49) e tra le persone con disabilità (OR 2,6 IC95%: 1,50-3,42).

 

 

Conclusioni

Nel Lazio, i dati raccolti hanno permesso di descrivere la percezione dello stato di salute e i problemi di masticazione tra le persone con 65 anni e più, tenendo conto di alcuni fattori socioeconomici. In particolare, si è evidenziato come i problemi di masticazione siano più frequenti tra le persone con molte difficoltà economiche, ma solo una persona su tre, tra coloro che hanno problemi di masticazione, si è recata dal dentista nei 12 mesi precedenti. Si tratta di risultati di particolare interesse, se si considera che nelle persone con 65 anni e più la cattiva masticazione diventa un fattore di rischio di disabilità importante per le sue implicazioni nella corretta nutrizione e nel mantenimento di un peso corporeo e di una massa muscolare adeguati.

 

Nell’analisi i determinanti sociali (livello di scolarità e difficoltà economiche) risultano essere, insieme al livello di disabilità, associati con il basso consumo di frutta e verdura (6). Negli ultimi anni, è sempre maggiore l’attenzione posta sui fattori dietetici coinvolti nella prevenzione di molte patologie croniche, ma anche sul consumo di frutta e verdura tra le persone più anziane per la prevenzione di condizioni geriatriche specifiche, come il declino cognitivo, la fragilità e le cadute. Aumentare il consumo di frutta e verdura è anche un obiettivo del PNP 2014-18, per il quale sarà necessario tener conto, in fase di implementazione regionale, dei fattori socioeconomici che possono ostacolare il consumo di frutta e verdura all’interno della popolazione più anziana.

 

La sorveglianza di popolazione può quindi contribuire a descrivere e monitorare nel tempo i determinanti sociali di salute ovvero quei fattori che determinano le iniquità di salute. Inoltre, la realizzazione della sorveglianza all’interno del sistema sanitario regionale permette di pianificare le azioni efficaci di prevenzione e promozione della salute e facilita l’integrazione e la governance delle azioni di contrasto delle disuguaglianze.

 

Dichiarazione sul conflitto di interessi

Gli autori dichiarano che non esiste alcun potenziale conflitto di interesse o alcuna relazione di natura finanziaria o personale con persone o con organizzazioni, che possano influenzare in modo inappropriato lo svolgimento e i risultati di questo lavoro.

 

Riferimenti bibliografici

1. Word Health Organization. Closing the gap in a generation: health equity through action on the social determinants of health. Final report of the commission on social determinants of health. Geneva: WHO; 2008.

2. Costa G, Marra M, Salmaso S, et al. Gli indicatori di salute ai tempi della crisi in Italia. Epidemiol Prev 2012;36(6):337-66.

3. Maciocco G, Santomauro F. La salute globale. Determinanti sociali e disuguaglianze. Roma: Carocci Faber; 2014.

4. Word Health Organization. Regional Office for Europe. Action plan for implementation of the European strategy for the prevention and control of non communicable diseases 2012- 2016 (www.euro.who.int/__data/).

5. Gruppo Tecnico di Coordinamento del Sistema di Sorveglianza PASSI d’Argento, Luzi P. (Ed.). Sperimentazione PASSI d’Argento (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia): verso un sistema nazionale di sorveglianza della popolazione ultra64enne. Roma: Istituto Superiore di Sanità; 2013. (Rapporti ISTISAN 13/9).

6. Word Health Organization. Global strategy on diet, physical activity and health. Geneva: WHO; 2006.