Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Luglio-agosto 2016

Mortalità in una coorte di lavoratori del cemento-amianto a Bari: aggiornamento al 2012

Anna Maria Nannavecchia1, Francesco Cuccaro2, Lucia Bisceglia3, Enzo Coviello2, Antonio Baldassarre4, Enrico Caputo5, Giorgio Assennato6 e il Gruppo di lavoro del Centro di coordinamento Registro Tumori Puglia*

1Istituto Tumori “Giovanni Paolo II”, Bari; 2Unità Operativa Statistica ed Epidemiologia, ASL Barletta, Andria, Trani; 3Agenzia Regionale Sanitaria Puglia, Bari; 4Dipartimento Interdisciplinare di Medicina, Sezione Medicina del Lavoro “B. Ramazzini”, Università degli Studi di Bari; 5Dipartimento di Prevenzione, ASL Bari; 6Agenzia Regionale per la Prevenzione e la Protezione Ambientale della Puglia, Bari

 

SUMMARY (Mortality in a cohort of asbestos cement workers in Bari, Italy: update to 2012) - A mortality study on 414 workers employed in an asbestos cement plant in Bari was carried out. The assessment was carried out on the workers enrolled in February 1972 and later it was updated in 2012 (follow up). Death causes were codified in ICD-9. Standardized mortality ratio (SMR) was calculated using Apulian mortality experience as comparison. Significantly high SMR was found: all causes 120 (IC95%: 105-136), all cancers 194 (159-237), lung 201 (146-276), pleura 4,033 (2,541-6,401), peritoneum 2,945 (1,404-6,177) and pneumoconiosis 13,268 (9,481-18,570). Mortality for cardiovascular diseases was significantly lower than expected. An analysis by latency was performed to show a disease-specific time relation with exposure.

Key words: mortality cohort study; asbestos cement; mesothelioma

a.nannavecchia@oncologico.bari.it

 

Introduzione

In una zona semicentrale della città di Bari ha operato dal 1934 al 1989 lo stabilimento SAPIC, denominato Fibronit dagli anni ’70, attivo nella produzione di manufatti in cemento-amianto. L’area è sito d’interesse nazionale per le bonifiche ai sensi del DM 468/2001 ed è stata oggetto di studi epidemiologici sia sui lavoratori sia sui residenti in zone limitrofe (1-3). Gli effetti sanitari neopla-stici e non neoplastici dell’esposizione ad amianto sono ben noti, ma alcune associazioni sono ancora oggetto di studio, così com’è ancora controversa la quantificazione del rischio neoplastico a seconda della tipologia di fibra (4).

 

L’International Agency for Research on Cancer (IARC) considera l’amianto un cancerogeno di gruppo I e i tumori associati in maniera certa con l’esposizione comprendono i mesoteliomi della pleura, del peritoneo, del pericardio, della tunica vaginale del testicolo e il tumore del polmone; evidenze limitate, ma meritevoli di approfondimento, sono quelle relative all’associazione con tumori della faringe, laringe, esofago, stomaco, colon-retto e ovaio (5).

 

Le patologie non neoplastiche associate all’esposizione ad amianto comprendono le pneumoconiosi, in particolare l’asbestosi.

 

Il presente studio aggiorna il follow up di 414 ex lavoratori della Fibronit al 31 dicembre 2012, al fine di descrivere la mortalità generale e la causa specifica della coorte di esposti.

 

Materiali e metodi

Popolazione in studio - I soggetti in studio, tutti di sesso maschile, sono 414 (377 operai, 29 impiegati e 8 transitati da mansioni di operaio a impiegato), di cui 325 (78%) erano già presenti al 1° febbraio 1972 nello stabilimento Fibronit e 89 (22%) sono stati assunti successivamente. Non sono disponibili informazioni relative a lavoratori che hanno lasciato il lavoro prima della suddetta data, che definiamo di baseline. I lavoratori sono stati assunti in fabbrica tra il 1934 e il 1982, con un’età mediana alla prima assunzione di 27,1 anni. La ricostruzione della coorte è stata effettuata tramite i libri matricola, da cui sono stati rilevati dati anagrafici, date di assunzione, dimissione e qualifica.

 

Esposizione - Le mescole di amianto utilizzate nello stabilimento erano costituite per il 70-80% da crisotilo, per il 15-20% da crocidolite con piccole percentuali di amosite e i manufatti prodotti comprendevano lastre piane e ondulate, tubi per condotte e canne fumarie e i cosiddetti pezzi speciali (2). Le modifiche tecnico-operative più rilevanti, quali la sostituzione di sacchi di juta con quelli in polietilene, l’impiego di motospazze e di sistemi di aspirazione, che hanno portato a una riduzione delle fibre aerodisperse, sono avvenute tra la fine degli anni ’60 e i primi anni ’70. Tra il 1970 e il 1974 sono state eseguite alcune indagini di igiene industriale con misurazione della concentrazione delle fibre, in un range tra 5 ff/l e 20 ff/l, con i valori più alti misurati nel reparto molazzatura e il reparto tubi e bicchiere monolitico. Le concentrazioni delle fibre e l’esposizione dei lavoratori nei decenni precedenti erano, con ogni probabilità, più elevate.

 

Endpoint - L’accertamento dello stato in vita è stato effettuato, in una prima fase, attraverso gli Uffici anagrafe e per gli anni più recenti attraverso l’anagrafe sanitaria del sistema informativo regionale Edotto. Le cause di morte sono codificate secondo la classificazione ICD-9 (fonte RENCAM).

 

Sono stati calcolati i rapporti standardizzati di mortalità (RSM) per causa, con intervallo di confidenza al 95%, usando come riferimento i tassi della popolazione pugliese, disaggregata per classe d’età, sesso e periodo di calendario (1972-2012); gli RSM sono stati inoltre stratificati per classe decennale di latenza, definita a partire dalla data di assunzione.

 

Risultati

Nel periodo 1972-2012 sono stati osservati 232 decessi: 12 tra gli 89 ex lavoratori assunti dopo il 1972 e 220 tra i 325 ex lavoratori già presenti a quella data. Sono stati calcolati i seguenti RSM: tutte le cause, RSM = 120 (IC 95% 105-136); tutti i tumori maligni, RSM = 194 (IC 95% 159-237); tumore maligno del polmone, RSM = 201 (IC 95% 146-276); tumore maligno della pleura, RSM = 4.033 (IC 95% 2.541-6.401); tumore maligno del peritoneo, RSM = 2.945 (IC 95% 1.404- 6.177); tumore maligno dell’apparato digerente, RSM = 140 (IC 95% 94-207); malattie dell’apparato respiratorio, RSM = 345 (IC 95% 261-456); pneumoconiosi, RSM = 13.268 (IC 95% 9.481-18.570); malattie dell’apparato circolatorio, RSM = 64 (IC 95% 47-88).

 

Nell’analisi disaggregata per classi decennali di latenza (Tabella) si evidenzia, per il tumore polmonare, un eccesso significativo già a partire dalla classe di latenza 20-29 anni, mentre l’eccesso per il tumore maligno della pleura si verifica dalla classe 30-39 anni e per il tumore del peritoneo dalla classe 40-49 anni. Tra le cause non neoplastiche, la pneumoconiosi mostra valori estremamente elevati che si rilevano già a partire dalla classe 10-19 anni di latenza, mentre, per le malattie circolatorie, si osservano RSM in difetto in tutte le classi di latenza.

 

 

Conclusioni

La mortalità complessiva della coorte Fibronit esaminata è più elevata di quella attesa e tale eccesso prevale sull’effetto lavoratore sano.

 

Come atteso, risultano molto elevati gli RSM per tumore della pleura e del peritoneo e per pneumoconiosi, a riprova dell’elevata frazione etiologica, ma anche per tumore del polmone e per tutti i tumori maligni. Nell’analisi lungo l’asse della latenza, per il tumore del polmone, si nota un aumento degli RSM fino alla classe di latenza 30-39 anni, con successiva decrescita; nel caso del tumore della pleura i primi casi compaiono dopo 30 anni dall’inizio dell’esposizione con un RSM crescente fino alla classe di latenza 50-59 anni, in accordo con i dati in letteratura (6). Occorre evidenziare come l’analisi stratificata riesca a mettere in luce un effetto lavoratore sano, circoscritto ai primi anni di latenza, caratterizzato da una bassa mortalità per malattie circolatorie e per tutte le cause, mentre nelle ultime classi di latenza, l’osservazione di un’elevata mortalità per tumore e bassa per malattie cardiovascolari può essere interpretata come dovuta all’effetto competitivo della mortalità neoplastica su quella cardiovascolare.

 

I risultati dello studio possono risentire dell’immortal time bias, dato che non sono disponibili informazioni relative all’esperienza di mortalità di lavoratori della Fibronit che hanno lasciato il lavoro prima della data baseline, probabilmente per uno stato di salute più compromesso di quelli che hanno continuato a lavorare e sono entrati nello studio (7); si ritiene dunque che, al più, gli RSM stimati nello studio siano inferiori a quelli reali. Lo studio aggiorna i risultati ottenuti nei precedenti lavori riguardanti i lavoratori della Fibronit (1-3), confermando gli eccessi e/o i difetti per le medesime cause di morte.

 

Ringraziamenti

La coorte Fibronit di Bari è inserita nella linea progettuale “Studio pooled delle coorti di esposti ad amianto” coordinato dal Prof. Corrado Magnani del Dipartimento di Medicina Traslazionale dell’Università degli Studi del Piemonte Orientale nell’ambito del “Progetto Amianto: approfondimenti epidemiologici e valutazione dei modificatori di effetto individuali sul rischio di mesotelioma”.

 

 

(*) Gruppo di lavoro del Centro di coordinamento Registro Tumori Puglia: D. Bruno, V. Burgio Lomonaco, A. Chieti, C. Tanzarella (Istituto Tumori "Giovanni Paolo II", Bari).

 

Dichiarazione sui conflitti di interesse

Gli autori dichiarano che non esiste alcun potenziale conflitto di interesse o alcuna relazione di natura finanziaria o personale con persone o con organizzazioni, che possano influenzare in modo inappropriato lo svolgimento e i risultati di questo lavoro.

 

Riferimenti bibliografici

1. Belli S, Bruno C, Comba P, et al. Mortalità per causa specifica dei lavoratori del cemento amianto di Bari titolari di rendita INAIL per asbestosi. Epid Prev 1998;22:8-11.

2. Coviello V, Carbonara M, Bisceglia L, et al. Mortalità di una coorte di lavoratori del cemento amianto a Bari. Epid Prev 2002;26:65-70.

3. Bisceglia L, Musti M, Giua R, et al. L’emergenza amianto in un’area urbana: l’esperienza di Bari. Quaderni Epid Prev 2007;31:54-8.

4. Hodgson JT, Darnton A. The quantitative risks of mesothelioma and lung cancer in relation to asbestos exposure. Ann Occup Hyg 2000;44:565-601.

5. IARC. Arsenic, metals, fibres and dusts (IARC Monograph 100C); 2012.

6. Bertolotti M, Ferrante D, Mirabelli D, et al. Mortalità nella coorte dei lavoratori del cemento amianto della Eternit di Casale Monferrato. Epid Prev 2008;32:218-28.

7. Applebaum KM, Malloy EJ, Eisen EA. Left truncation, susceptibility, and bias in occupational cohort studies. Epidemiology 2011;22:599-606.