Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

maggio 2016

DianaWeb: esempio di ricerca partecipata attraverso Internet per lo studio dell'effetto dello stile di vita sulla prognosi del tumore al seno. Dati preliminari*

Vincenza Gianfredi1, Milena Villarini2, Chiara Lanari2, Daniele Nucci3, Massimo Moretti2, Giuliana Gargano4, Alessandra Borgo4 e Anna Villarini4

1 Dipartimento di Medicina Sperimentale, Scuola di Specializzazione in Igiene e Medicina Preventiva, Università degli studi di Perugia;

2 Unità di Sanità Pubblica, Dipartimento di Scienze Farmaceutiche, Università degli Studi di Perugia;

3 Centro Sperimentale per la Promozione della Salute, Dipartimento di Medicina Sperimentale, Università degli Studi di Perugia;

4Dipartimento di Medicina Predittiva e per la Prevenzione, Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano

 

 

SUMMARY (DianaWeb: an example of a community-based participatory research model through the web to assess the effects of lifestyle changes on breast cancer prognosis. Preliminary data) - In Europe, female breast cancer (BC) is the most frequent tumor with increasing survival. The importance of lifestyle (e.g., Mediterranean diet, moderate physical activity) for BC prognosis has gained increasing evidence. This information is not currently available to patients. DianaWeb is a community-based participatory research offered to BC patients, with a specific interactive website (www.dianaweb.org). The aim is to build up a cohort of BC patients, to monitor their lifestyle and health status, in order to assess the effects of change in lifestyle in improving health outcomes (e.g quality of life or survival).

Key words: breast cancer; recurrences prevention; lifestyle

vincenza.gianfredi@studenti.unipg.it

 

Introduzione

La ricerca partecipata (community-based participatory research, CBPR), è “un processo che coinvolge i membri della comunità o i destinatari di un determinato intervento in ogni fase del processo di ricerca” (1). Negli ultimi decenni, questa nuova forma di partecipazione attiva dei cittadini nella ricerca ha aperto nuove opportunità di conoscenza, ipotizzando che la CBPR aumenti la compliance dei pazienti alle raccomandazioni mediche e a stili di vita più sani.

 

Secondo i dati dei registri tumori italiani (2) il carcinoma mammario (CM) è il più frequente tumore diagnosticato, costituendo il 14% di tutte le neoplasie nella popolazione generale e raggiungendo il 29% nella popolazione femminile, con una stima attesa per il 2015 di circa 48.000 nuovi casi (prevalenza circa 693.000). Nonostante si registrino dati confortanti riguardo all’aumento della sopravvivenza dopo la diagnosi (l’87% dopo 5 anni e il 70% dopo 10 anni) (3), il CM si conferma ancora come prima causa di morte per neoplasia nelle donne, mostrando tassi di recidiva a 5 anni dalla diagnosi stimati intorno all’11% (4, 5).

 

Tra i fattori di rischio (FR) modificabili un ruolo importante è svolto dagli stili di vita, in particolare da fattori dietetici e metabolici, coinvolti anche nella eziologia delle recidive (6).

 

Il progetto DianaWeb è uno spin-off del progetto DIANA5, trial randomizzato di prevenzione terziaria multicentrico che, coordinato dal Dipartimento di Medicina Predittiva e per la Prevenzione dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, vede la partecipazione delle università di Perugia, Catania e Napoli. Il progetto si basa su una CBPR gestita dalle stesse partecipanti, sotto il controllo dei ricercatori, e vuole valutare, con un disegno del tipo prima/dopo, se un’alimentazione sana e un’attività fisica regolare sono in grado di migliorare la qualità di vita e aumentare la sopravvivenza in donne con CM.

 

Gli obiettivi sono molteplici e affrontano più ambiti; in particolare, la costruzione di una grande coorte di donne con diagnosi di CM e l’utilizzo di un sito web dedicato consentiranno di:

  • raccogliere dati clinici e antropometrici;
  • ricevere informazioni su stile di vita di ogni donna, allo scopo di ottenere ulteriori informazioni sul ruolo che alimentazione e attività fisica svolgono nel miglioramento della prognosi;
  • arricchire le conoscenze, spesso carenti, che le donne con CM hanno circa i FR modificabili coinvolti nelle recidive, utilizzando strumenti come video, ricette, conferenze sul territorio e altro;
  • suggerire una modifica delle abitudini alimentari basata sulla dieta mediterranea e sulla macrobiotica (povere in grassi, carboidrati raffinati e proteine animali) e stimolare altresì una moderata ma costante attività fisica;
  • coinvolgere attivamente le pazienti in un cambiamento sostenibile dello stile di vita che riduca i FR del CM e delle sue recidive, così da migliorare la prognosi, ma anche produrre dati da fornire ai decisori della salute utili alla pianificazione di programmi di prevenzione e interventi mirati;
  • verificare, infine, quanto la riduzione della prevalenza della sindrome metabolica (MetS), associata in molteplici studi a un aumentato rischio di recidiva, possa incidere sulla prognosi di CM.

L’intero progetto ha il fine ultimo di ampliare le conoscenze in merito alla specifica neoplasia, così da poter saggiare l’ipotesi che lo stile di vita proposto possa diminuire le recidive (locali, a distanza o un secondo CM) o migliorare la qualità di vita e la prognosi in chi mostra già la ricomparsa della malattia. Con i risultati finali dello studio (che durerà 5 anni) sarà inoltre possibile elaborare linee guida o raccomandazioni inerenti l'alimentazione e l'attività fisica da fornire a donne con CM.

 

Materiali e metodi

Lo studio è stato approvato dal Comitato Universitario di Bioetica dell’Università di Perugia (Protocollo n. 2015-002). Il reclutamento della popolazione è stato su base volontaria; criteri di inclusione sono stati l’aver avuto diagnosi di CM e il possedere un indirizzo di posta elettronica. Non venivano richieste altre competenze informatiche. Il progetto è stato presentato con varie conferenze pubbliche. Alle donne interessate è stato fornito l’indirizzo del sito (www.dianaweb.org), allestito ad hoc, dal quale scaricare l’informativa e il modulo di consenso informato. Il sito è composto da una parte pubblica e una privata. Nella prima sono disponibili informazioni scientifiche sul CM e consigli su nutrizione e attività fisica, mentre nella seconda le donne hanno a disposizione una chat in cui confrontarsi con i ricercatori sulle novità scientifiche, un calendario delle attività (corsi di cucina, conferenze, ecc.) e dei consigli nutrizionali dispensati anche tramite ricette. Inoltre, la sezione privata contiene i questionari su stile di vita, dati anamnestici, antropometrici, clinici e laboratoristici (ad esempio, livelli ematici di testosterone e insulina). Dai dati ottenuti è stato possibile calcolare l’indice di mediterraneità (mediterranean adequacy index, MAI) (7) e l’adesione alle raccomandazioni del World Cancer Research Fund, WCRF) (8).

 

Risultati

Il progetto, iniziato a gennaio 2015, ha reclutato, al 15 dicembre 2015, 1.053 donne. Tra queste, 598 non hanno ancora inviato la documentazione richiesta, 332 (31,53%) hanno compilato tutti i questionari, mentre 129 non risultano ancora completi. Le 332 donne hanno un’età media di 51,71 ± 8,47 anni con un buon livello culturale (52,1% diploma, 39,8% laurea). Quella impiegatizia è la professione maggiormente svolta (39,2%), mentre il 12,0% è rappresentato da insegnanti. Il 94,6% delle donne non fuma e il 48,2% svolge attività fisica moderata (almeno 30 minuti/die).

 

In media, le 332 donne reclutate hanno avuto la diagnosi di CM circa 4 anni prima dell’adesione allo studio (range = 0-28 anni). Circa il 13,4% è affetta da MetS e, sulla base della presenza/assenza del recettore ER, nonché sui livelli di testosterone e insulina ematica, risulta ad alto rischio di recidive il 92,5% del totale delle donne.

 

Indagando le abitudini alimentari emerge un frequente consumo di cereali come riso (47,4%), orzo, Kamut®, farro (52,8%), pane (43,4%) e pasta (43,4%) integrali. Inoltre, il 57,3% e il 30,5% del campione consuma rispettivamente almeno 2 porzioni a settimana di legumi e di pesce, come suggerito dall’ultima edizione della piramide alimentare mediterranea. La valutazione del MAI, l’adesione alle linee guida del WCRF e le chilocalorie quotidianamente assunte sono mostrate in Tabella ed evidenziano una buona aderenza sia alla dieta mediterranea (27,1% della popolazione nel IV quartile) che alle linee guida del WCRF (il 41,0% della popolazione aderisce a 5 su 6 raccomandazioni del WCRF). Anche l’intake calorico giornaliero (1453,06 ± 525,42 kcal/die) risulta adeguato per la popolazione in studio. L’analisi di correlazione bivariata mostra che all’aumentare dell’adesione alla dieta mediterranea si riduce in maniera statisticamente significativa il rischio di Mets (Rho di Spearman -0,224 p <0,000) così come per le raccomandazioni del WCRF (Rho di Spearman -0,188 p <0,001).

 

 

Conclusioni

I dati presentati descrivono il baseline delle 332 donne reclutate che hanno completato la compilazione di tutti i questionari. Al momento si evidenzia una prevalenza di donne ad alto rischio di recidive, ma anche una buona adesione alla dieta mediterranea. Ciò lascia presupporre la possibilità di aumentare la compliance alle raccomandazioni e di ridurre i FR (ad esempio, MetS, livelli ematici di insulina e testosterone) migliorando la prognosi.

 

I limiti dello studio sono rappresentati dalle criticità proprie del questionario (ad esempio, social desirability bias) e dalla capacità, delle pazienti reclutate, di gestire Internet, in particolare per le donne anziane. Dato il disegno dello studio di tipo prima/dopo, non c'è comunque ragione di pensare che questo aspetto costituisca un bias al momento dell’analisi dei dati.

 

Dichiarazione sui conflitti di interesse

Gli autori dichiarano che non esiste alcun potenziale conflitto di interesse o alcuna relazione di natura finanziaria o personale con persone o con organizzazioni che possano influenzare in modo inappropriato lo svolgimento e i risultati di questo lavoro.

 

 

Riferimenti bibliografici

1. Wallerstein N, Duran B. Communitybased participatory research contributions to intervention research: the intersection of science and practice to improve health equity. Am J Public Health 2010;100 Suppl 1:S40-6.

2. Associazione Italiana Registri Tumori. I numeri del cancro in Italia; 2015.

3. Sant M, Chirlaque Lopez MD, Agresti R, et al. Survival of women with cancers of breast and genital organs in Europe 1999-2007: results of the EUROCARE- 5 study. Eur J Cancer 2015; Sep. 6 pii:S0959-8049(10):00702-9.

4. Minicozzi P, Bella F, Toss A, et al. Relative and disease-free survival for breast cancer in relation to subtype: a population- based study. J Cancer Res Clin Oncol 2013;139(9):1569-77.

5. Villarini A, Pasanisi P, Traina A, et al. Lifestyle and breast cancer recurrences: the DIANA5 trial. Tumori 2012;98(1):1-18.

6. World Cancer Research Fund International. Diet, nutrition, physical activity and breast cancer survivors; 2014.

7. Alberti A, Fruttini D, Fidanza F. The Mediterranean adequacy index: further confirming results of validity. Nutr Metab Cardiovasc Dis 2009;19(1):61-6.

8. Bruno E, Gargano G, Villarini A, et al. Adherence to WCRF/AICR cancer prevention recommendations and metabolic syndrome in breast cancer patients. Int J Cancer 2016;138(1):237-44.

 

 

(*) Ricerca finanziata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia (Progetto 2013.0185021).