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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Aprile 2017

Eccesso di tumori asbesto-correlati in uno studio di coorte su addetti alla costruzione e riparazione di mezzi ferroviari

Paolo Girardi¹,², Vittoria Bressan¹, Francesco Gioffrè³, Margit Eder4 e Enzo Merler¹

¹Registro Regionale Veneto dei Casi di Mesotelioma, Servizio Prevenzione Igiene e Sicurezza Ambienti di Lavoro (SPISAL) AULSS 16, Padova;

²Sistema Epidemiologico Regionale, Regione Veneto, Padova;

³SPISAL AULSS 16, Padova;

4SPISAL AULSS 15, Cittadella (PD)

 

 

SUMMARY (Excess of asbestos-related cancer mortality in a cohort of workers in the construction and repair of railway carriages) - In the Veneto Region, two large factories of the same property (Stanga and Cittadella) has been involved in the period 1960-80 in the production and the maintenance of passenger carriages and coaches that were insulated with crocidolite asbestos. Among the workers employed since 1960 (n. 2,564), 50 deaths from mesothelioma (pleural and peritoneal) and 189 deaths from lung cancers has been observed - (mesothelioma Standardized Mortality Ratio - SMR = 16.72 (95% CI: 12.54-21.87); (lung cancer SMR = 1.25 (95% CI: 1.08-1.44) - with a marked increase in risk for those with longer duration of exposure. The risk for both cancers was higher among workers at Stanga factory, where exposure started earlier and workers had a longer latency. Additional asbestos-related cancers are still expected to occur.

Key words: asbestos; cohort studies; mesothelioma

paolo.girardi@sanita.padova.it

 

 

Introduzione

Nella produzione e riparazione di carrozze ferroviarie è stato fatto largo uso di amianto dal dopoguerra. Fino a metà degli anni ’80 le lavorazioni si sono svolte senza che fosse stato messo in atto alcun sistema di protezione all’esposizione. Amianto è stato usato inizialmente per isolare le caldaie delle locomotive a vapore (crisotilo) e nei freni; in seguito amianto crocidolite è stato applicato a spruzzo per isolare l’intera scocca di carrozze e motrici. Studi italiani (1, 2) e non (3, 4) testimoniano come l’esposizione ad amianto sia causa di insorgenza di mesoteliomi negli addetti alla costruzione e riparazione di carrozze ferroviarie (5). In Italia sono numerose le aziende coinvolte (6).

 

In provincia di Padova due ditte, Officine Meccaniche Stanga (OMS) e Officine Meccaniche Cittadella (OMC), hanno svolto attività di coibentazione e decoibentazione dell’amianto su mezzi ferroviari che ha comportato un’esposizione diretta e indiretta sul luogo di lavoro. Nel 2004 è stata svolta una valutazione sulla mortalità riguardante gli addetti in queste due ditte al lavoro nel periodo dal 1946 al 1999, con follow up al 2001; tale valutazione aveva evidenziato un’aumentata mortalità per tumori pleurici (TPP) e tumori polmonari (TP), quest’ultima solamente nei lavoratori che avevano cessato l’impiego prima del 1960 e quindi presumibilmente non esposti ad amianto (7).

 

Obiettivi

Lo scopo dello studio è: i) valutare la mortalità per TPP e TP nei lavoratori delle ditte OMS e OMC dove si sono effettuate operazioni di coibentazione e decoibentazione di amianto sui mezzi ferroviari; ii) individuare i periodi temporali a maggior rischio; iii) verificare se un aumentato rischio di TP sia ancora presente tra i lavoratori esposti.

 

Materiali e metodi

Lo studio di mortalità è stato condotto nel 2016 e i dipendenti di OMC e OMS sono stati identificati utilizzando i libri matricola. Tenendo conto delle pregresse informazioni sull’utilizzo di amianto da parte delle due aziende, sono stati considerati esposti ad amianto e inclusi nello studio i soggetti che erano al lavoro dal 1956 per OMS, dal 1964 per OMC, o assunti entro il 1986, con almeno 6 mesi di lavoro per entrambe le aziende. Questa decisione deriva dalle informazioni ricavate dalle commesse delle Ferrovie dello Stato e dalla documentazione che è emersa in occasione di procedimenti penali passati in giudicato. Di ciascuno è stato ricercato lo stato in vita al 31 ottobre 2012 attraverso l’anagrafe sanitaria. La causa di morte è stata ricostruita per mezzo del Registro di Mortalità del Veneto e codificata con ICD9, mentre l’esperienza di lavoro (data d’inizio e di fine) è stata ricavata dai libri matricola.

 

Sulla base dei criteri così definiti, lo studio di coorte ha riguardato 1.743 addetti della OMS, 821 della OMC (Tabella). L’analisi si basa su 64.895 e 31.048 persone-anno, rispettivamente. L’età media al 1° gennaio 1992 è di 61,0 ± 15,8 anni per OMS, 52,0 ± 13,7 anni per OMC. Al termine del follow up risultavano deceduti 941 lavoratori per OMS e 282 per OMC. Per un sottoinsieme di lavoratori (598 OMS; 192 OMC), sottoposto ad accertamenti sanitari da medici e igienisti presso il Servizio di Prevenzione, Igiene e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro (SPISAL), sono disponibili informazioni su mansione, abitudine al fumo e una stima dell’esposizione cumulativa ad amianto.

 

Sono stati calcolati i rapporti standardizzati di mortalità (RSM) e relativi IC al 95% per mezzo di una regressione di Poisson, utilizzando i tassi di mortalità del Veneto aggiornati al 2012. È stato valutato l’andamento della mortalità per TP e TPP al variare della durata del lavoro, periodo di assunzione e latenza. Il numero previsto di nuovi casi di TPP tra le due coorti è stato calcolato per mezzo di modelli età-periodo-coorte (8). L’analisi statistica è stata svolta con il software STATA 12 e R 3.2.

 

 

 

 

 

Risultati

In Tabella sono riportati i risultati dello studio. Le due coorti di lavoratori sono entrate al lavoro in periodi diversi: in OMS la maggior parte degli addetti inclusi nello studio è stata assunta prima del 1960 (53,2%; n. 928), mentre in OMC la maggior parte dopo il 1960 (75,5%; n. 620), con una frazione importante assunta dopo il 1970 (36,1%). I lavoratori delle due aziende hanno una durata lavorativa comparabile (14 anni OMS; 16,1 anni OMC).

 

La mortalità per tutte le cause è influenzata dalla diversa età media delle due coorti: in OMC, dove gli addetti sono mediamente più giovani (52 anni vs 61 anni), la percentuale di decessi nel periodo di follow up è pari a 34,4%, mentre in OMS del 54%. In entrambe le coorti la causa principale di decesso è costituita da tumori maligni (ICD9 140-208; 41,1% per OMS, 43,6% per OMC), seguita da decessi per malattie al sistema circolatorio (ICD9 390-459; 32,8% e 26,6% per OMS e OMC, rispettivamente).

 

Entrambe le coorti presentano un marcato numero di decessi per TPP (ICD9 163), che si traduce in un aumento della mortalità rispetto all’atteso e statisticamente significativo: si osservano 41 decessi tra i dipendenti OMS con associato un RSM di 19,5 (IC 95%: 14,4-26,9) e 9 decessi tra i dipendenti OMC con RSM pari a 10,1 (IC 95%: 5,5-32,4). In aggiunta, 5 decessi per tumore del peritoneo sono avvenuti tra i dipendenti OMS. La latenza media dall’assunzione o dall’ingresso nello studio al decesso per TPP è simile tra le ditte e pari a 37,4 anni per OMS e 36,5 anni per OMC.

 

Entrambe le coorti presentano un aumento del rischio maggiore per TPP in coloro che hanno lavorato per più di 20 anni con un RSM pari a 26,3 (IC 95%: 17,0-40,8) per OMS e 11,0 (IC 95%: 4,1-29,4) per OMC. Per il TP (ICD9 162), l’indice RSM è aumentato in entrambe le coorti, ma l’eccesso è statisticamente significativo solamente per la coorte OMS (138 casi; RSM: 1,36; IC 95%: 1,16-1,62) e non nella coorte OMC (51 casi; RSM: 1,21; IC 95%: 0,92-1,60).

 

L’ampio numero di casi di TP permette un’analisi della mortalità per TP, considerando durata di esposizione e latenza. L’andamento appare differente tra le due coorti: in OMS sono presenti rischi elevati per la latenza di 15-30 anni e durata lavorativa maggiore di 20 anni (RSM: 9,7; IC 95%: 5,2-20,0); la coorte OMC non permette di osservare combinazioni di durate e latenze elevate e il rischio maggiore per TP è osservato per la combinazione di latenza 15-30 anni e durata lavorativa 5-10 anni (RSM: 6,0; IC 95%: 3,4-11,1).

 

Il 34,3% e il 23,3% dei lavoratori, per OMS e OMC rispettivamente, è stato sottoposto ad accertamento sanitario e il 61,1% per OMS e il 60,4% per OMS ha dichiarato di essere stato fumatore o ex fumatore.

 

Considerando un modello età-periodo-coorte con intervalli temporali di 5 anni e con follow up al 2010, si stima che nei successivi 20 anni ci saranno 21 e 18 nuovi casi di TPP per OMS e OMC, rispettivamente.

 

Conclusioni

Si conferma l’elevato rischio di mesotelioma, maggiore nella coorte OMS come conseguenza della diversa storia di utilizzo di amianto tra le due aziende. Considerando la lunga latenza tra la prima esposizione e l’insorgenza di TPP si potranno verificare ulteriori nuovi casi attribuibili all’esposizione ad amianto, soprattutto nella coorte degli addetti della OMC, più giovane della OMS. Tuttavia, le nostre stime restano solo indicative, basandosi su pochi casi e non tenendo conto dell’eventuale effetto della clearance delle fibre dal polmone.

 

L’eccesso statisticamente significativo di TPP non può essere spiegato dalla percentuale di fumatori che risulta simile a quella della popolazione generale (nell’indagine DOXA del 1965 il 60% degli uomini risultava fumatore). Inoltre, il rischio per TP risulta maggiore in OMS, ma opportune combinazioni di latenza e durata lavorativa fanno emergere un rischio elevato anche per OMC. In numerose aziende italiane si sono svolte lavorazioni simili per modalità di esposizione ad amianto e ne consegue che quanto osservato può essere esteso ad altre situazioni di rischio.

 

Dichiarazione sui conflitti di interesse

Gli autori dichiarano che non esiste alcun potenziale conflitto di interesse o alcuna relazione di natura finanziaria o personale con persone o con organizzazioni che possano influenzare in modo inappropriato lo svolgimento e i risultati di questo lavoro.

 

Riferimenti bibliografici

1. Pavone VL, Scarnato C, Marinilli P, et al. Mortality in a cohort of railway rolling stock construction and repair workers in Bologna. Med Lav 2012;103:112-22.

2. Battista G, Belli S, Comba P, et al. Mortality due to asbestos-related causes among railway carriage construction and repair workers. Occup Med 1999;49(8):536-9.

3. Ohlson CG, Klaesson B, Hogstedt C. Mortality among asbestos-exposed workers in a railroad workshop. Scand J Work Environ Health 1984;10:283-91.

4. Schenker MB, Garshick E, Muñoz A, et al. A population-based case-control study of mesothelioma deaths among U.S. railroad workers. Am Rev Respir Dis 1986;134(3):461-5.

5. Gerosa A, Ietri E, Belli S, et al. High risk of pleural mesothelioma among the state railroad carriage repair workers. Epidemiol Prev 2000;24:117-9.

6. Marinaccio A, Binazzi A, Marzio DD, et al. Pleural malignant mesothelioma epidemic: incidence, modalities of asbestos exposure and occupations involved from the Italian National Register. Int J Cancer 2012;130:2146-54.

7. Tessari R, Canova C, Simonato L. Epidemiological investigation on the health status of employees in two factories manufacturing and repairing railway rolling stock: a historical perspective study of mortality. Med Lav 2004;95:381-91.

8. Møller B, Fekjær H, Hakulinen T, et al. Prediction of cancer incidence in the Nordic countries: empirical comparison of different approaches. Stat Med 2003;17:2751-66.