Luglio-agosto 2018

Validazione della versione italiana del questionario di alfabetizzazione sanitaria digitale (IT-eHEALS)

Giulia Bravo1, Pietro Del Giudice1, Marco Poletto1, Claudio Battistella1, Alessandro Conte1, Anna De Odorico1, Lucia Lesa2, Giulio Menegazzi3 e Silvio Brusaferro1

1Dipartimento di Area Medica, Università degli Studi di Udine; 2Direzione Medica di Presidio, Azienda Sanitaria Universitaria Integrata di Udine; 3Valutazione delle Tecnologie Sanitarie, Ente Gestione Accentrata di Servizi condivisi, Regione Friuli Venezia Giulia, Udine

 

 

SUMMARY (Validation of an Italian Version of the eHealth Literacy Scale, IT-eHEALS) - The eHealth Literacy Scale is an 8-item self-assessment tool to evaluate eHealth literacy. The aim of our study is to provide an Italian validation of the scale (IT-eHEALS), in a population of Italian adults. A web-based survey was conducted among Italian adults. We collected variables regarding to sociodemographic characteristics and Internet use for health-related purposes. Internal consistency and dimensionality of the 8-item scale were evaluated using Cronbach alpha and Principal Component Analysis (PCA). In total, a sample of 1135 respondents was collected, of which 868 (76%) completed the IT-eHEALS and were included for further analysis. The internal consistency of the IT-eHEALS was good (Cronbach’s alpha=0.90), while the PCA confirmed the scale unidimensionality (eigenvalue=4.9 with 61% of variance explained). Our results show that the IT-eHEALS is a valid scale that can be used to measure eHealth literacy in Italian adult. Nevertheless, the study presents some limitations, limiting the generalizability of our results. Further studies are needed to evaluate the relationship between digital health literacy and its impact on population health.

Key words: health literacy; surveys and questionnaires; Internet

giulia.bravo@uniud.it

 

 

Introduzione

 

Nel momento attuale in cui le informazioni sulla salute vengono ricercate sempre più spesso su Internet, non è detto che le persone abbiano effettivamente le abilità necessarie per interpretarle nel modo corretto, con possibili conseguenze negative per l’utente, ad esempio sulla relazione medico-paziente o sulla partecipazione a programmi di prevenzione e screening. Tuttavia, garantire disponibilità e accessibilità ad informazioni sanitarie online di qualità rimane ancora un nodo irrisolto e prioritario in ambito di sanità pubblica, tanto che sono stati di recente proposti degli standard di qualità per i siti web sanitari (1). In questo contesto diventa quindi necessario capire come rafforzare le capacità delle persone di ricercare e utilizzare correttamente le informazioni disponibili in rete.

 

Nel 2006 Norman e Skinner, rifacendosi al concetto di alfabetizzazione sanitaria (health literacy), hanno proposto la definizione del concetto di alfabetizzazione sanitaria digitale (digital health literacy - DHL), arrivando a definirne un modello teorico (2).

 

Nella loro definizione, ad oggi ancora rilevante, la DHL viene definita come la “capacità di cercare, trovare, comprendere e valutare le informazioni sulla salute da fonti elettroniche e applicare le conoscenze acquisite per affrontare o risolvere un problema di salute”. Il modello proposto, chiamato “Lily model”, descrive la DHL come l’interazione di sei fondamentali competenze o “alfabetizzazioni” (tradizionale, sanitaria, informativa, scientifica, mediatica e informatica) (2). Sempre nel 2006, a seguito di una ricerca condotta in ambito di promozione della salute in contesti scolastici, i medesimi autori hanno sviluppato uno strumento per la misurazione della DHL (3), chiamato eHealth Literacy Scale (eHEALS). L’eHEALS è un test breve, comprendente 8 item valutati su scala di Likert a 5 punti (valutazione soggettiva, con possibili risposte da “in completo disaccordo” a “completamente d’accordo”) con lo scopo di misurare conoscenza e competenza dei soggetti nel ricercare, valutare e applicare, in base alle proprie esigenze di salute, informazioni sanitarie trovate in rete (Tabella 1).

 

 

L’utilizzo di scale di valutazione soggettiva si fonda sui principi della teoria cognitiva sociale e della teoria dell’autoefficacia (4), per cui i risultati ottenuti dal test sono da interpretarsi come precursori di cambiamento del comportamento e dello sviluppo di abilità. L’eHEALS rappresenta quindi una scala di autovalutazione e non una misura oggettiva delle reali competenze di DHL. In questo senso si presenta attualmente come lo strumento più semplice e di più rapida somministrazione per la misurazione della DHL; è stato successivamente tradotto e validato in diverse lingue (5).

 

L’obiettivo del nostro studio è quello di fornire una validazione della traduzione italiana di tale strumento, attraverso la raccolta di un campione di soggetti volontari caratterizzati da familiarità mediamente elevata con gli strumenti di informazione tecnologica e conoscenza della lingua italiana.

 

Metodi

Il processo di traduzione della scala eHEALS dall’inglese all’italiano ha portato alla definizione di uno strumento (IT-eHEALS) realizzato secondo raccomandazioni internazionali di traduzione e adattamento culturale (6):

  • lo strumento inglese originale è stato inizialmente distribuito tra il gruppo di ricerca, producendo una prima serie di traduzioni che sono state successivamente riunite in un’unica versione;
  • la bozza dello strumento italiano è stata poi ri-tradotta in inglese da un interprete e revisionata dal team di ricerca per valutare eventuali correzioni;
  • gli item tradotti sono stati quindi pre-testati, per valutarne la comprensibilità, su un piccolo campione di convenienza composto da 24 soggetti adulti italiani reclutati tra il personale afferente al Dipartimento di Area Medica dell’Università degli Studi di Udine, prima di procedere all’utilizzo effettivo del test.

La raccolta dati è stata effettuata tra novembre e dicembre 2016 attraverso somministrazione online del questionario, sfruttando due diversi canali di informazione:

1) Facebook® (chiedendo ai contatti del team di ricerca di condividere il messaggio) e pagina Facebook dell’Università di Udine;

2) posta elettronica (mailing list degli studenti dell’Università di Udine, gestita dall’ufficio universitario competente e comprendente studenti con laurea breve, magistrale e dottorato). Tramite messaggio inviato attraverso questi due canali, veniva fornito un link di accesso allo strumento di indagine online SurveyMonkey® in cui, a seguito di una informativa con consenso da parte del soggetto, veniva somministrato il questionario.

 

Oltre alla misura dell’alfabetizzazione sanitaria digitale (IT-eHEALS), sono state raccolte anche informazioni riguardanti genere, età, livello di istruzione raggiunto (suddiviso in tre livelli: basso= diploma di scuola media inferiore; medio=- diploma di scuola media superiore; alto=dalla laurea in su) e stato lavorativo (occupato, studente, altro). Inoltre ai partecipanti è stato chiesto di fornire un’autovalutazione del proprio stato comportamentale relativo all’utilizzo di Internet per la ricerca di informazioni sanitarie (indicando la frequenza di utilizzo su una scala da “non più di 5/6 volte l’anno” a “diverse volte la settimana”). Le principali variabili del campione sono state analizzate tramite statistiche descrittive (frequenza assoluta e relativa percentuale; media e deviazione standard-DS). La validità della traduzione italiana della scala eHEALS è stata esaminata attraverso la consistenza interna degli item con alpha di Cronbach (calcolato anche distintamente per sesso e classe di età) e conducendo un’analisi delle componenti principali per valutare la dimensionalità della scala di valutazione. Le analisi sono state condotte con l’ausilio del software SAS 9.4 per Windows (SAS Institute Inc., Cary, NC, USA).

 

Risultati

Allo studio hanno aderito un totale di 1.135 soggetti, la maggior parte dei quali (64%) ha compilato il questionario attraverso Facebook. Dato il metodo di diffusione utilizzato per il reclutamento, non è stato possibile verificare il tasso di risposta allo studio. Il campione iniziale è risultato composto prevalentemente da femmine (71,1%), con un’età media di 29,5 anni (±10,9), un livello di istruzione medio o alto (rispettivamente 52,3% e 43,7%), composto prevalentemente da studenti (49,4%) e lavoratori (43,8%). La quasi totalità del campione (90,0%) afferma di ricercare in Internet informazioni sanitarie. Per mancanza parziale o totale di risposte agli item della scala di valutazione dell’alfabetizzazione sanitaria digitale, il calcolo dell’eHEALS e le analisi di consistenza e validità sono state condotte sul 76,4% dell’intero campione (868 unità) anziché sull’intero campione. A conferma della validità del dato raccolto, la totalità dei rispondenti all’eHEALS ha dichiarato di utilizzare Internet per ricercare informazioni sanitarie.

 

La Tabella 2 presenta le principali caratteristiche dei soggetti che hanno risposto alle domande dell’IT-eHEALS, che risultano prevalentemente simili a quelle dell’intero campione, con una prevalenza di soggetti femminili (73,4%), un’età media di 29,6 anni (±10,6), un livello di istruzione medio o alto (rispettivamente 52,7% e 44,1%), mentre appare più prevalente la presenza di lavoratori rispetto agli studenti (47,9% vs 45,1%). Per quanto riguarda l’utilizzo di Internet per la ricerca di informazioni sanitarie, la frequenza di ricerca varia considerevolmente (il 32,5% non più di 5-6 volte all’anno, il 24,6% una o più volte a settimana).

 

 

La consistenza interna della scala, misurata con alfa di Cronbach, è risultata pari a 0,90, indicando così un buon grado di correlazione tra le variabili coinvolte. L’analisi delle componenti principali ha portato all’individuazione di un unico fattore al quale ricondurre gli 8 item in grado di spiegare il 61% della varianza totale (autovalore = 4,9). Nella Tabella 3 sono riportati i valori di factor loading per i singoli item, indicanti il grado di correlazione tra le variabili ed il singolo fattore. I risultati ottenuti indicano che gli 8 item costituenti la scala di valutazione della DHL sono coerenti tra loro e rappresentano modalità differenti di descrivere uno stesso fenomeno. Inoltre, essendo riconducibili ad un medesimo fattore, viene giustificato il calcolo di uno score totale come somma degli stessi. Tali conclusioni si confermano anche stratificando il campione per sesso e classe di età: alfa di Cronbach superiore a 0,90 e 0,89, rispettivamente (dati non presentati).

 

Conclusioni

Il nostro studio ha permesso di validare una versione italiana dello strumento eHEALS adatto all’utilizzo nella popolazione adulta italiana. La scala IT-eHEALS ha dimostrato una buon livello di consistenza interna e la presenza di un singolo fattore, in linea con quanto già riportato in altri studi di validazione dello stesso strumento in diverse lingue e popolazioni (5). Tuttavia, lo studio presenta una importante limitazione dovuta al metodo di reclutamento utilizzato, per cui la composizione del campione analizzato non può essere considerata rappresentativa dell’intera popolazione adulta Italiana, limitando la validità dei risultati a una popolazione prevalentemente giovane con un livello di istruzione medio-alto. Tuttavia, è importante notare come queste caratteristiche rispecchiano in qualche modo i maggiori utilizzatori di informazioni sanitarie su Internet, come riportato dalle più recenti indagini presenti nel Digital Scoreboard del Digital Single Market relative all’Italia (7). Ulteriori studi sono necessari per valutare se la scala possa essere considerata valida in popolazioni con diverse caratteristiche (ad esempio, bambini, anziani, persone con bassi livelli di istruzione) e se la raccolta dei dati possa permettere di valutare l’impatto della DHL sulla salute. Inoltre, sebbene lo strumento eHEALS sia ancora il più utilizzato per la valutazione dell’alfabetizzazione sanitaria digitale (8), sarà in futuro necessario evolvere lo strumento, possibilmente integrandolo con misure più oggettive per arrivare a una migliore comprensione della relazione tra valutazioni soggettive come l’eHEALS e indicatori oggettivi delle abilità di utilizzo di Internet per la propria salute (5, 9, 10).

 

 

Dichiarazione sui conflitti di interesse

Gli autori dichiarano che non esiste alcun potenziale conflitto di interesse o alcuna relazione di natura finanziaria o personale con persone o con organizzazioni che possano influenzare in modo inappropriato lo svolgimento e i risultati di questo lavoro.

Riferimenti bibliografici

1. Devine T, Broderick J, Harris LM, et al. Making quality health websites a national public health priority: toward quality standards. J Med Internet Res 2016;18(8):e211.

2. Norman CD, Skinner HA. eHealth Literacy: essential skills for consumer health in a networked world. J Med Internet Res 2006;8(2):e9.

3. Norman CD, Skinner HA. eHEALS: the eHealth literacy scale. J Med Internet Res 2006 Nov;8(4):e27.

4. Bandura A. Self-efficacy: the exercise of control. New York: W.H. Freeman/Times Books/ Henry Holt & Co; 1997.

5. Diviani N, Dima AL, Schulz PJ. A psychometric analysis of the Italian version of the eHealth literacy scale using item response and classical test theory methods. J Med Internet Res 2017;19(4):e114.

6. Wild D, Grove A, Martin M, et al. Principles of good practice for the translation and cultural adaptation process for patient-reported outcomes (PRO) measures: report of the ISPOR task force for translation and cultural adaptation. Value Health 2005;8(2):94-104.

7. Commissione Europea. Digital Scoreboard of the Digital Single Market.

8. Karnoe A, Kayser L. How is eHealth literacy measured and what do the measurements tell us? A systematic review. Knowledge Management & E-Learning 2015;7(4):576-600.

9. Neter E, Brainin E. Perceived and performed eHealth literacy: survey and simulated performance test. JMIR Hum Factors 2017;4(1):e2.

10. van der Vaart R, Drossaert C. Development of the digital health literacy instrument: measuring a broad spectrum of health 1.0 and health 2.0 skills. J Med Internet Res 2017;19(1):e27.