Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

malattie cardiovascolari

Ultimi aggiornamenti

10/1/2019 - Rapporto sull’ictus in Italia

Il Rapporto sull’ictus in Italia (anno 2018), realizzato dall’Osservatorio Ictus Italia (a cui aderisce anche l’Istituto superiore di sanità, Iss) e pubblicato a dicembre 2018, evidenzia i seguenti dati essenziali: l’ictus è la terza causa di morte e la prima causa di invalidità in Italia. Le malattie cerebrovascolari causano poco meno di 60.000 decessi l’anno (dato Istat 2014) pari a circa il 10% del totale per tutte le cause; anche se in continua riduzione, insieme alle malattie ischemiche del cuore (circa 12%) e alle altre malattie del cuore (circa 8%), rappresentano il 30% della mortalità generale. Le ospedalizzazioni per eventi cerebrovascolari sono in diminuzione sia negli uomini che nelle donne (15% dal 2011 al 2016), anche se in modo non uniforme in tutte le Regioni. Quasi un milione di italiani è in condizione di invalidità come conseguenza di un ictus e solo un italiano su tre sa cos’è e si impegna per prevenirlo tramite l’adozione di uno stile di vita sano (non fumare, fare attività fisica regolare, seguire un’alimentazione ricca di verdura e frutta riducendo l’apporto di grassi di origine animale e evitando l’abuso di alcol). A tal proposito i dati dell’Osservatorio epidemiologico cardiovascolare/Health Examination Survey sottolineano che la prevalenza dei fattori di rischio cardio-cerebrovascolari (come l’età, la pressione arteriosa, la colesterolemia, l’indice di massa corporea, il diabete, la familiarità) risulta maggiore nelle persone con livello di istruzione più basso (elementari e medie) rispetto a coloro che hanno un livello di istruzione superiore (diploma o laurea). Dai dati del Rapporto emerge inoltre che il progressivo invecchiamento della popolazione porterà nei prossimi decenni a un aumento dei casi mentre sono ancora poche le Unita neurovascolari attive sul territorio nazionale, in particolare al Sud; alti sono i costi sostenuti dalle famiglie per “l'assistenza informale” dei malati. Gli obiettivi da centrare nel breve futuro perciò sono: ridurre del 10% i casi di ictus in Europa; trattare il 90% dei casi nelle Stroke Unit; promuovere informazione e cura del proprio organismo. Per approfondire consulta il documento completo “Rapporto sull’Ictus in Italia (anno 2018)” (pdf 1,9 Mb).