Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

colera

Aspetti epidemiologici

4 ottobre 2018 - “Focolai di colera sono segnalati in diversi Paesi in Africa, Asia e nelle Americhe. Tuttavia sono molto pochi i casi di malattia segnalati nei viaggiatori che fanno ritorno nei Paesi dell’Unione europea/Comunità economica europea (Eu/Eea)” così l’Ecdc (European Centre for Disease Prevention and Control) sintetizza la situazione epidemiologica attuale sul colera e ribadisce che il rischio di malattia è molto basso per i viaggiatori e i residenti nei Paesi europei che si attengono a corrette misure di prevenzione ed è trascurabile il rischio di diffusione in Europa grazie agli elevati standard igienici e sanitari e all’accesso ad una adeguata assistenza.

 

L’Ecdc ricorda a questo proposito l’importanza di attenersi alle raccomandazioni per la prevenzione nella vita quotidiana (bere acqua in bottiglia, bollita o trattata con cloro; lavaggio regolare delle mani soprattutto prima di maneggiare alimenti; lavaggio accurato di frutta e vegetali con acqua in bottiglia, bollita o trattata con cloro; cottura degli alimenti; evitare il consumo di ghiaccio, gelati e pesce crudo o poco cotto).

 

Le indicazioni dell’organizzazione mondiale della sanità (Oms) sottolineano che il vaccino contro il colera è raccomandato solo per i viaggiatori ad alto rischio di esposizione come gli operatori sanitari in aree endemiche.

 

Circa il coinvolgimento di Paesi limitrofi, il focolaio più recente e di maggior portata è stato segnalato in Algeria ed è il primo in questo Paese da oltre 20 anni. I dati aggiornati al 30 agosto 2018 riportano 74 casi confermati di malattia in 6 aree costiere, sia agricole sia urbane, che coinvolge anche la capitale. È stato isolato il sierotipo Vibrio cholerae 01 Ogawa ed è stata individuata una falda contaminata.

 

 

 

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