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discussioni
bypass
La pubblicazione dello studio “Esiti a breve termine di interventi di by-pass aorto-coronarico nelle cardiochirurgie italiane” che valutano l’efficacia degli interventi, permette di esprimere alcune considerazioni sullo stato di assistenza di 64 centri di cardiochirurgia italiani.
I primi dati, che indicano una mortalità complessiva pari al 2,61%, dimostrano che la situazione italiana è in linea con quella internazionale, secondo quanto riportato nella letteratura. Il progetto, che rientra nel programma di valutazione degli esiti proposto dal ministero della Salute a fine 2001 ed è coordinato dall’Istituto superiore di sanità, permette di avviare una serie di considerazioni e di valutazioni volte a migliorare su tutto il territorio la performance dei centri di cardiochirurgia e a garantire una assistenza e un esito il più soddisfacenti possibili.

EpiCentro ha avviato una discussione sul tema. Dopo il primo commento della coordinatrice dello studio Fulvia Seccareccia (Istituto superiore di sanità), abbiamo pubblicato il contributo di Roberto Satolli, medico e giornalista scientifico, un articolo (sia in lingua originale che tradotto in parte) del chirurgo statunitense Atul Gawande e il commento di Raffaele Bernardini, responsabile della comunicazione dell’Associazione italiana cardiopatici Onlus. Ora è la volta di Carlo Perucci, direttore del Dipartimento di epidemiologia dell’Asl Roma E, che replica alle critiche sulla scelta di pubblicare i dati.

31 marzo 2005
E invece era doveroso pubblicare i risultati
Carlo Perucci, direttore del Dipartimento di epidemiologia dell’Asl Roma E
Le scelte metodologiche dello studio Bpac sono state guidate dalla letteratura e da prassi ormai consolidate delle indagini in sanità. Rendere pubblici i risultati era uno degli obiettivi espliciti dello studio. Stupiscono, quindi, le perplessità tardive, risultati alla mano. La valutazione degli esiti è e sempre di più sarà uno degli strumenti con cui la sanità potrà misurare i propri risultati, insieme a un programma di informazione della popolazione per migliorare efficacia ed equità dei servizi sanitari.

24 marzo 2005
Studio sugli esiti degli interventi di bypass: due quesiti
Raffaele Bernardini, giornalista, responsabile per la comunicazione dell’Associazione italiana cardiopatici Onlus.
Lo studio pone alcuni problemi, per esempio l’uso del dato di mortalità come indicatore nella valutazione dell’efficienza “globale” della struttura cardiochirurgica. Inoltre, la scelta di rendere pubblici dati così delicati ha generato, principalmente nell’opinione pubblica, la volontà di stilare classifiche non necessariamente corrispondenti alla realtà dei fatti.

17 marzo 2005
Prestazioni mediche? Quella curva a campana...
Valutazioni di efficacia e confronto tra performance dei centri di trattamento medico.
Con il permesso dell’autore, pubblichiamo un estratto tradotto da un lungo articolo di Atul Gawande, chirurgo statunitense, apparso su The New Yorker nel dicembre 2004. Un racconto e una riflessione sul tema del confronto tra centri medici e sulle modalità di miglioramento delle prestazioni. Leggi l’articolo originale.

3 marzo 2005
Un’occasione per un esame di coscienza collettivo - Roberto Satolli, medico e giornalista scientifico
La pubblicazione dello studio permette di trarre indicazioni per le necessarie azioni correttive o migliorative delle performance dei centri di cardiochirurgia italiana. Se il dato complessivo è rassicurante, sono preoccupanti le differenze, a volte vistose, da centro a centro. Dati che dovrebbero indurre i responsabili a individuare le cause di queste anomalie e a rimuoverle. È necessario continuare a fornire i dati sul registro bypass, uno strumento che consente, come già si è verificato in questi tre anni di studio, di apportare miglioramenti alle performance dei singoli reparti.

17 febbraio 2005
Lo studio di esito a breve termine dei bypass aorto coronarici in Italia - Fulvia Seccareccia, Reparto Malattie cerebro e cardio vascolare - Istituto superiore di sanità
Lo studio nasce da un approccio ispirato ad alcune esperienze internazionali che si sono realizzate soprattutto negli Usa. Il fatto che si tratti di uno studio nuovo e sperimentale porta con sé la conseguenza che non tutte le reazioni siano positive. Tuttavia il nostro intento è aiutare i centri a rilevare le proprie criticità e a intervenire di conseguenza, con l’obiettivo di identificare i punti deboli ed elaborare strategie che riportino le strutture a fornire prestazioni di ottimo livello.
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Ultimo aggiornamento martedi 1 aprile 2014
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