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Dossier Fidippide: valutazione di efficacia del programma di sanità pubblica per l’avviamento all’attività sportiva agonistica e il periodico controllo sanitario di giovani al di sotto dei 35 anni

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Sono circa 1.200.000 i giovani di età fino a 18 anni che svolgono gare sportive ufficiali almeno una volta all’anno in Italia. Per questa fascia di atleti, gli accertamenti di screening prepartecipazione sono a totale carico del Ssn, essendo inseriti nei Livelli essenziali di assistenza (Lea). Per un impegno economico valutabile in circa 74 milioni di euro all’anno. Si tratta quindi di un problema rilevante, che merita un’attenta valutazione per quanto riguarda il suo bilancio in termini di efficacia e benefici attesi per la salute pubblica.

 

Il dossier Fidippide, oltre alle prove di efficacia previste dal Programma di sanità pubblica (visita medica, screening cardiologico, screening di funzionalità respiratoria, screening di funzionalità muscoloscheletrica), affronta anche aspetti più “qualitativi”: i determinanti che sono alla base della sua adozione, le attività intraprese negli altri Paesi europei, le opinioni dei soggetti interessati. Viene anche tracciato un bilancio dei costi e dei risultati dell’effettiva applicazione del programma in Italia.

 

Basandosi su questi materiali, un gruppo di esperti ha espresso un giudizio sull’esistenza e il grado di affidabilità di prove sull’efficacia delle diverse componenti del programma, formulando anche una serie di raccomandazioni utili per i decisori delle politiche sanitarie.

 

Raccomandazioni

Per ciò che riguarda lo screening preventivo per l’avviamento all’attività sportiva nei giovani al di sotto dei 35 anni, si propongono le seguenti raccomandazioni:

  • visita medica: può essere mantenuta, anche se ne va accentuato il valore di consiglio e orientamento nella scelta della pratica sportiva più adatta, con l’obiettivo di aumentare la soddisfazione e quindi la probabilità di proseguire più a lungo possibile nello svolgimento dell’attività fisica (è dimostrato che l’attività fisica è efficace nella prevenzione delle malattie cardiovascolari e di numerose altre patologie).
  • screening per l’apparato cardiovascolare: l’attività in corso di svolgimento da circa trent’anni può essere mantenuta, sostenendo gli sforzi in atto in alcune aree del Paese per una sua valutazione di efficacia su base osservazionale. Nelle aree in cui non sono in corso studi di efficacia retrospettiva, può essere offerta a condizione che sia garantito un adeguato controllo della qualità della prestazione resa. Ogni offerta di attività al di fuori di queste condizioni non è giustificata.
  • screening per l’apparato respiratorio: se ne raccomanda l’abolizione perché è inutile ai fini descritti nel dossier.
  • screening per l’apparato muscoloscheletrico: se ne raccomanda l’abolizione perché è inutile ai fini descritti nel dossier. Per alcuni particolari sport a impegno estremo per l’apparato muscoloscheltrico, si può invece mantenere questo screening in forma sperimentale, garantendone la valutazione su base osservazionali (in analogia con quanto avviene per lo screening cardiovascolare, al fine di valutarne l’utilità nella prevenzione di complicanze invalidanti legate a condizioni malformative congenite).

Periodicità degli esami raccomandati

Non è possibile esprimere valutazioni sulla necessità di una ripetizione periodica e sull’eventuale frequenza ottimale che gli screening (dei quali si suggerisce il mantenimento) debbono avere. Su questo punto dovrà intervenire un documento di consenso tra gli esperti che tenga conto del bilanciamento tra i costi e i possibili, ma non dimostrati, benefici.

 

Il dossier Fidippide

 

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Indice e copertina

Il dossier Fidippide vuole valutare le prove di efficacia nel programma di sanità pubblica dedicato alle persone che intendono iniziare a praticare un’attività sportiva agonistica o che periodicamente devono rinnovare la propria idoneità. La fascia d’età scelta per l’indagine è quella fino ai 35 anni, convenzionalmente considerata giovanile, che distingue atleti con caratteristiche epidemiologiche diverse.

 

Capitolo 1 - Analisi delle basi scientifiche del programma contestualizzate all’epoca di introduzione del programma. Revisione sistematica di letteratura scientifica

Vengono vagliate le basi storiche ed epidemiologiche che hanno dato origine al programma, che recentemente è stato introdotto nei Livelli essenziali di assistenza (Lea) per tutti i giovani sotto i 18 anni. In base a una visita integrata da una serie di esami rigorosamente tabellati per disciplina sportiva, si può decidere l’idoneità del soggetto a svolgere quell’attività senza procurare danni alla salute. Corollario di questa finalità è valutare l’attitudine alla disciplina sportiva prescelta e, possibilmente, orientare il giovane verso quella più adatta alle sue caratteristiche. La seconda parte del capitolo è dedicata a un’analisi approfondita della letteratura scientifica pertinente.

 

Capitolo 2 - L’indagine sulle pratiche di lavoro a livello europeo

Raccolta di materiali sulla realtà europea, con la descrizione delle pratiche adottate da Paesi che fanno parte di un’area geografica omogenea e regolata da una legislazione tendenzialmente comune.

 

Capitolo 3 - Bilancio dei risultati del programma

Bilancio dei risultati del programma. La raccolta dei dati ha riguardato il numero di giudizi di non idoneità espressi in seguito alle visite mediche. L’estrema variabilità riscontrata nel tasso di non idonei fa ritenere che esistano differenze notevoli negli standard di prestazione e nei metri di giudizio utilizzati dai vari centri. È stato poi tentato un bilancio dei costi, dopo l’assunzione di questa pratica nei Lea per i giovani fino a 18 anni. Un dato interessante che emerge dai bilanci regionali delle attività riguarda l’esito dei ricorsi contro il giudizio di primo grado di non idoneità: solo il 35% dei casi viene confermato in secondo grado, una cifra che consente di stimare una percentuale di “falsi positivi” intorno al 65%.

 

Capitolo 4 - Stakeholder analysis

In Gran Bretagna, il governo si è rimesso al giudizio emesso da un comitato scientifico per la valutazione dei programmi di screening da adottare. Il giudizio è stato negativo e quindi al momento la Gran Bretagna non adotta una politica di obbligatorietà della visita e degli accertamenti per l’avviamento all’attività sportiva agonistica. Oltre a questo episodio, sono stati esaminati sia articoli di letteratura scientifica, sia i risultati di indagini svolte in alcune realtà italiane e riferiti soprattutto a raccolte d’opinione di atleti e loro famiglie sulla percezione dell’importanza di questi accertamenti sanitari.

 

Capitolo 5 - Valutazione del dossier

Il capitolo raccoglie le opinioni di un panel di esperti sulla consistenza delle prove di efficacia del programma. Gli esperti (epidemiologi, medici dello sport, esperti di revisioni sistematiche ecc) hanno espresso il loro parere sulla completezza e qualità del lavoro svolto dagli autori dei primi quattro capitoli. Al termine di un primo giro di raccolta delle opinioni realizzato mediante questionario a risposte chiuse e aperte, sono stati elaborati i giudizi, per ognuna delle quattro aree nelle quale si è divisa la materia (visite mediche, screening di funzionalità cardiovascolare, respiratoria e muscoloscheletrica). Interessanti anche i pareri sulle politiche sanitarie più opportune da adottare da parte dei decisori di sanità pubblica.

 

Bibliografia

La bibliografia consultata è suddivisa in sottocapitoli, in modo da renderne più facile la consultazione.

 

Appendice A

Schede relative ai 33 studi presi in considerazione sull’apparato cardiovascolare.

 

Appendice B

Andamento dei tassi di mortalità tra gli atleti agonisti e non atleti nella regione Veneto (periodo 1979-2001).

 

Appendice C

Criteri essenziali per la proponibilità di un programma di screening in popolazione.

 

Appendice D

Acronimi e abbreviazioni usati nel testo.

 

Appendice E

Studi sull’apparato cardiovascolare esclusi dalla review.

 

Appendice F

I costi del dossier Fidippide.

 

 

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