Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

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Valutazione economica di un programma per la vaccinazione contro la varicella nei bambini e negli adolescenti suscettibili

Scarica l’intero dossier (pdf 3 Mb).

 

Il gruppo per la Evidence based prevention e l’Agenzia regionale di sanità Toscana presentano il dossier “Valutazione economica di un programma per la vaccinazione contro la varicella nei bambini e negli adolescenti suscettibili”. L’obiettivo è analizzare gli studi di valutazione economica per il programma di sanità pubblica dedicato alla vaccinazione contro la varicella rivolto a bambini e adolescenti suscettibili. Si tratta di una valutazione basata su studi di simulazione matematica, dati epidemiologici, econometrici e clinici che proiettano nel futuro costi e benefici del programma considerato. Sono stati considerati anche i primi risultati di tipo epidemiologico provenienti dalle aree geografiche dove è stata adottata una politica di vaccinazione universale dei bambini contro la varicella.

 

In sintesi, il materiale raccolto mette in luce che:

  • il vaccino è efficace nel contenere la diffusione della malattia e le sue complicazioni
  • i costi relativi a ricoveri per complicazioni, decessi (sia pur rari), trattamenti farmacologici della malattia diminuiscono visibilmente nei Paesi che hanno adottato la vaccinazione universale
  • le assenze dal lavoro collegate alle cure parentali dedicate ai bambini colpiti dalla varicella mostrano un notevole guadagno nel medio-lungo periodo a vantaggio della “società” in senso lato
  • dal punto di vista del sistema sanitario, i costi superano i risparmi in termini economici
  • per i genitori, in genere la vaccinazione contro la varicella occupa uno dei posti più bassi in assoluto tra le vaccinazioni

nessuno studio ha considerato l’efficacia relativa del programma di vaccinazione contro la varicella rispetto all’impatto, in termini di salute guadagnata, di altri programmi sanitari adottabili di uguale onerosità

rimane aperto il quesito sull’impatto del programma di vaccinazione sulla diffusione e gravità dell’Herpes zoster. I dati a disposizione non consentono infatti di escludere una facilitazione nella diffusione di questa malattia, come conseguenza dell’adozione del programma vaccinale contro la varicella.

 

Capitolo uno

Nel primo capitolo sono prese in esame le basi storiche ed epidemiologiche che hanno dato origine al programma di vaccinazione. Essendo dimostrata l’efficacia del vaccino nel creare l’immunità contro la malattia, il passo successivo, prima dell’introduzione del nuovo programma di sanità pubblica, consiste nella valutazione economica a priori. La ricerca di letteratura ha evidenziato lavori di soddisfacente qualità metodologica, prevalentemente analisi di tipo costo-efficacia e costo-benefici, con scenari temporali di lunga o lunghissima ampiezza. In generale, gli studi concludono che i benefici della vaccinazione universale si devono soprattutto alla “società” e riguardano principalmente il numero di giornate lavorative perse da parte dei genitori o di chi assiste i malati. Per quanto riguarda invece il sistema sanitario, questo programma di vaccinazione non risulta in genere economicamente vantaggioso. Inoltre rimangono alcuni importanti elementi di incertezza: in primo luogo, l’impatto della vaccinazione universale sull’epidemiologia dell’herpes zoster, che potrebbe avere effetti decisivi nella valutazione del programma di vaccinazione. In secondo luogo, il possibile effetto di un basso tasso di copertura della popolazione, con conseguente spostamento dell’età media dei casi.

 

Capitolo due

Il secondo capitolo è dedicato allo scenario internazionale, europeo e nazionale per quanto riguarda la vaccinazione contro la varicella. Gli Stati Uniti sono il primo Paese che, nel 1996, ha introdotto il programma di vaccinazione universale contro la varicella, mentre in Australia e Canada viene raccomandata e offerta gratuitamente ai bambini e agli adolescenti. In abito europeo, solo la Germania (a partire da luglio 2004) ha introdotto la vaccinazione universale. In Italia, questo programma è stato adottato solo da Sicilia, Puglia e Veneto.

 

Capitolo tre

Bilancio dei risultati del programma di sanità pubblica, attraverso la raccolta di dati sull’epidemiologia della malattia, il numero delle ospedalizzazioni e delle visite ambulatoriali e il numero dei decessi conseguenti all’introduzione del programma di vaccinazione. I risultati, prevalentemente americani, confermano l’efficacia del vaccino. Rimangono invece ancora incerti i dati sugli effetti sull’herpes zoster.

 

Capitolo quattro

Il quarto capitolo affronta il tema dal punto di vista dei soggetti interessati (stakeholder). In generale, i vaccini sono ritenuti strumenti utili per la prevenzione delle malattie. L’opinione pubblica tuttavia non percepisce il vaccino contro la varicella come priorità, ritenendo non grave la malattia. La scelta o meno di raccomandare il vaccino da parte degli operatori sanitari, è invece largamente influenzata dal ruolo ricoperto: più propensi al vaccino i medici pediatri, testimoni dei casi complicati, meno i medici di sanità pubblica.

 

Capitolo cinque

Bibliografia.

 

Appendici

  • schede relative ai nove studi di valutazione economica della vaccinazione contro la varicella
  • acronimi e abbreviazioni usati nel testo
  • la realizzazione del dossier.

Scarica l’intero dossier (pdf 3 Mb).


 

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