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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

Violenza domestica

Oms, prevenzione della violenza: cresce l’impegno a livello mondiale

Nuove e più efficaci misure contro la violenza e le sue conseguenze sulla salute a lungo termine: è l’impegno preso da un nuovo rapporto dell’Oms, presentato a metà luglio 2007 nel corso di un convegno a Kincardine (Scozia). Si tratta del terzo di una serie di incontri che segnano l’anniversario del lancio del rapporto mondiale su violenza e salute da parte dell’Oms, nel 2002.

 

All’incontro hanno partecipato 200 dei principali esperti mondiali sulla prevenzione delle violenze, per valutare insieme i progressi fatti sinora, identificare le strategie per andare avanti e chiedere maggiori investimenti da parte dei partner internazionali. Questi i risultati principali tratti dal rapporto, relativi a diversi Paesi:

  • il Brasile ha pubblicato il suo primo rapporto su violenze e salute e ha concluso il censimento di più di 300 programmi di prevenzione delle violenze
  • la Malesia ha pubblicato il suo primo rapporto nazionale su violenza e salute, ha messo in piedi dei centri di prima accoglienza per bambini vittime di abusi e ha creato dei servizi di supporto per chi subisce violenza sessuale o in ambito domestico in tutti gli ospedali pubblici del Paese
  • il Messico ha pubblicato il suo primo rapporto nazionale su violenza e salute e ha stabilito, nell’ambito del ministero della Salute, un centro nazionale per la prevenzione di violenze e incidenti
  • il Mozambico ha sviluppato un sistema di sorveglianza in grado di rilevare i dettagli delle morti correlate alle violenze e agli incidenti e ha stimato il numero e la qualità dei servizi medico-legali a disposizione delle vittime di violenze sessuali
  • il Regno Unito ha pubblicato il suo primo rapporto nazionale su violenza e salute, ha creato l’unità per la riduzione delle violenze all’interno dell’esecutivo scozzese e ha promosso in tutto il Paese l’attività del Cardiff Violence Crime Task Group, come modello di partnership per la sicurezza della comunità.

È soltanto quando politici e sanitari comprendono appieno la portata a lungo termine delle conseguenze delle violenze che si comincia a investire nella prevenzione. Per esempio, secondo uno studio del 2004 dell’Oms gli abusi sessuali sui bambini possono avere pesanti conseguenze a lungo termine ed essere associati a:

  • 6% dei casi di depressione
  • 6% dei casi di alcolismo
  • 6% dei casi di abuso di droghe
  • 8% dei tentativi di suicidio
  • 10% dei casi di attacchi di panico
  • 27% dei casi di disturbi da stress post traumatico.

Altri studi, inoltre, hanno messo in luce un possibile legame tra abusi in età infantile, violenza sessuale e domestica con tabagismo, disturbi dell’alimentazione e comportamenti sessuali ad alto rischio, che a loro volta sono associati ad alcune tra le principali cause di morte come Hiv/Aids, cancro e cardiopatie.

 

L’impatto delle violenze sulla salute

Secondo il rapporto, nel 2002 (anno a cui risalgono le ultime stime globali disponibili) 1,6 milioni persone sono morte a causa di un episodio di violenza e più del 90% di questi decessi si sono verificati in Paesi a reddito medio-basso.

 

Ogni giorno, in tutto il mondo abusi di natura fisica, sessuale e psicologica minacciano la salute e il benessere di diversi milioni di persone. Suicidi e omicidi rappresentano, rispettivamente, la quinta e la sesta causa di morte fra le persone dai 15 ai 44 anni. Ogni anno, inoltre, sono dai tre ai sette milioni gli adolescenti e i giovani adulti che sono ricoverati in ospedale a causa di incidenti dovuti a una violenza.

 

Numerose evidenze scientifiche mostrano come una percentuale sempre maggiore di morti e sofferenze correlate alle violenze sia evitabile grazie ad approcci come:

  • formazione dei genitori
  • servizi di visite nelle case
  • riduzione della disponibilità di alcol e di accesso alle armi da fuoco
  • supporto agli adolescenti ad alto rischio per portare a termine gli studi
  • cambiamento di quelle norme culturali che giustificano le violenze
  • disponibilità di cure di emergenza adeguate.

Secondo gli studi di costo-efficacia, la maggior parte di queste strategie sono meno costose da sviluppare rispetto alle spese necessarie per la risposta alle violenze.

 

Il contributo dell’Oms Europa

Nel corso di Milestones 2007 sono stati presentati alcuni degli interventi preventivi più efficaci in atto in tutto il mondo. Questo il contributo dell’Oms Europa:

  • Prevenire i maltrattamenti sui bambini in Europa: un approccio di sanità pubblica: una panoramica delle conoscenze disponibili sui maltrattamenti sui bambini che avvengono in famiglia e sulle strategie di sanità pubblica efficaci per prevenirli
  • I cicli della violenza: un breve rapporto che riassume i punti principali della relazione tra maltrammenti in età infantile e il rischio di diventare successivamente vittima o esecutore di violenza.

In Europa, la maggior parte degli abusi sui minori avvengono in casa e in famiglia, anche perché l’ambito della sfera privata è quello dove i bambini passano il 90% del loro tempo. Le statistiche ufficiali rivelano poco riguardo all’entità e alle modalità delle violenze, dal momento che sono soltanto i casi più gravi a essere riportati.

 

In media, ogni giorno 4 bambini sotto i 15 anni muoiono a causa di omicidio colposo o aggressione: un numero probabilmente sottostimato, in quanto non tiene conto degli assassini veri e propri (che possono essere erroneamente classificati come suicidi oppure come omicidi preterintenzionali, per esempio cadute accidentali, avvelenamenti, affogamenti). La mortalità infantile per omicidio varia notevolmente nella Regione europea, con tassi fino a tre volte più alti nella Comunità degli Stati Indipendenti (Csi, ex Unione Sovietica) rispetto all’Unione europea.

 

Scarica il rapporto completo dell’Oms (pdf 2 Mb).