Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

influenza da nuovo virus A/H1N1v

Notiziario - 23 settembre 2010

Pandemia di influenza A/H1N1v: che cosa abbiamo imparato?

Sorveglianza, comunicazione, antivirali e vaccini. Sono alcuni dei temi discussi a luglio da oltre 300 esperti rappresentanti di tutti gli Stati membri dell’Ue e delle istituzioni europee, in occasione della conferenza sulle lezioni apprese sulla pandemia di influenza A/H1N1v. Leggi la traduzione in italiano (pdf 32 kb) delle conclusioni e scarica il documento originale (pdf 127 kb).

Sull’importanza di tirare le fila di quanto è successo e di ciò che è stato appreso allo scopo di rendere chiare, soprattutto agli operatori sanitari, le ragioni e le strategie che stanno dietro le scelte adottate, si sofferma il commento del direttore del Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute (Cnesps) dell’Iss. Leggi l’intervento di Stefania Salmaso.

 

La pandemia in Piemonte

La campagna straordinaria di vaccinazione contro il virus influenzale pandemico A/H1N1v avviata in Piemonte il 19 ottobre 2009 e conclusasi il 28 febbraio 2010 ha richiesto un notevole impegno di risorse umane e organizzative, ma non ha ottenuto i risultati previsti in termini di adesione. Delle 74.493 dosi di vaccino pandemico assegnate e consegnate dal ministero della Salute al Piemonte, solo 27.188 (3,6%) sono state somministrate. È quanto emerge dal documento “Campagna straordinaria di vaccinazione in corso di pandemia influenzale in Piemonte” (pdf 1,1 Mb), a cura del Servizio di riferimento regionale di epidemiologia per la sorveglianza, la prevenzione e il controllo delle malattie infettive (Seremi) – Asl 20. Considerando le stime di copertura vaccinale ottenute in Piemonte, si sono rilevate coperture vaccinali maggiori, nelle Asl AL, CN2 e CN1, per la fascia di età da 6 mesi a 9 anni; nelle Asl AL, BI, CN2 e AT per i ragazzi da 10 a 17 anni, infine nelle Asl AL, BI e NO per i soggetti di età compresa tra 18 e 64 anni, con una considerevole variabilità tra le aziende sanitarie e rispetto alla media regionale. Seppur con i limiti descritti, questa esperienza ha confermato e rafforzato le potenzialità dei servizi vaccinali piemontesi in cui l’emergenza è stata affrontata, nel rispetto delle indicazioni ministeriali e regionali. Scarica il documento (pdf 1,1 Mb).

 

 


 

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