Il portale dell'epidemiologia per la sanità pubblica

a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

sorveglianza sindromica

I sistemi di sorveglianza delle malattie sono classicamente basati sulla segnalazione di informazioni che riguardano pazienti con diagnosi definite (per esempio, varicella, gastroenterite da salmonella, tubercolosi). Per molte malattie, però, la diagnosi clinica presenta margini di incertezza, o avviene a distanza di tempo rispetto all'esordio di sintomi poco specifici perché comuni a diverse patologie.

 

Per questo, i sistemi di sorveglianza classici presentano limiti di tempestività e sensibilità, caratteristiche indispensabili soprattutto in determinati contesti, come per esempio i grandi eventi pubblici, o per identificare malattie la cui causa potrebbe inizialmente essere sconosciuta.

 

Per questo, sono stati da tempo avviati nuovi sistemi di sorveglianza, basati non più sulla diagnosi di malattia, ma sulla presenza di un insieme di segni e sintomi, che costituiscono una sindrome. Per esempio, invece di segnalare i casi di sospetto morbillo viene richiesto di segnalare tutti i pazienti con febbre e rash cutaneo, che andranno poi indagati con appropriate indagini di laboratorio per confermare l'eziologia. Questo tipo di sorveglianza è meno specifica ma allo stesso tempo è molto più sensibile, perché prende in considerazione anche tutti i casi di diagnosi incerta che altrimenti non verrebbero segnalati dai medici.

 

Questi sistemi hanno quindi l'obiettivo di identificare precocemente potenziali minacce per la salute pubblica, in modo da mettere in atto una risposta rapida per ridurre morbilità e mortalità, e possono utilmente integrare le informazioni che derivano dalle sorveglianze dei casi di malattie già in vigore nella maggioranza delle nazioni.

 

Sindromica: come e quando

Un sistema di sorveglianza sindromica può essere attuato per un periodo limitato di tempo in cui vi è uno straordinario afflusso di persone in un'area geografica limitata (come per esempio le Olimpiadi invernali di Torino o la sorveglianza sulla popolazione immigrata, avviata nel 2011 in seguito all’aumentato flusso migratorio conseguente la crisi politica del Mediterraneo meridionale), oppure può essere mantenuto nel tempo come sistema stabile standardizzato in diverse nazioni (per esempio la sorveglianza della paralisi flaccida acuta promossa dall'Oms nell'ambito del programma di eradicazione della poliomielite).

 

A seconda degli obiettivi, bisogna definire quali sono gli eventi da monitorare, ovvero fare una lista di sindromi da segnalare. Vanno inoltre definiti i soggetti (per esempio i medici del Pronto soccorso) che possano raccogliere queste informazioni e quale sia la popolazione sotto sorveglianza (per esempio tutte le persone che risiedono in una certa area o le persone che si rivolgono a un dato ospedale).

 

La lista degli eventi sindromici è in relazione agli obiettivi della sorveglianza e le informazioni vengono trasmesse con frequenza variabile, a seconda degli obiettivi del sistema e delle circostanze. L'analisi dei dati è mirata all'identificazione degli eventi con una frequenza superiore alla soglia attesa, stabilita in base ai dati storici disponibili.

 

Inoltre, la sorveglianza sindromica può essere utilizzata anche per il monitoraggio di problemi di salute di natura non infettiva, come l'esposizione ad agenti tossici e chimici a seguito di un rilascio involontario o deliberato.