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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

streptococcus suis

Cina: epidemia di Streptococcus suis colpisce anche l’uomo

Traduzione e adattamento a cura della redazione di EpiCentro

 

3 agosto 2005

 

 

Il ministro della SanitÓ cinese ha segnalato 206 casi di un’infezione nell’uomo, associata con un focolaio di Streptococcus suis nei maiali. Tra le persone colpite, 38 casi sono risultati fatali e, dichiarano le autoritÓ cinesi, 18 pazienti si trovano attualmente in condizioni critiche.

 

Si ritiene che tutti i casi si siano verificati nella provincia di Sichuan, dove infezioni da Streptococcus suis sono state identificate nei maiali, colpiti, a loro volta, da un focolaio epidemico. La provincia ospita la pi¨ estesa popolazione suina della Cina.

 

Le autoritÓ cinesi hanno attribuito la massima prioritÓ all’indagine e al contenimento dell’epidemia. I ministeri della SanitÓ e dell’Agricoltura stanno lavorando in stretta collaborazione e sia l’Oms che la Fao vengono tenute costantemente informate.  

 

Le indagini condotte dagli epidemiologi cinesi indicano che il primo caso umano si Ŕ verificato alla fine dello scorso giugno a Ziyang City, nella provincia di Sichuan. Tra il 24 giugno e il 21 luglio, le autoritÓ hanno identificato 20 nuovi casi, a eziologia sconosciuta, ricoverati presso tre ospedali cittadini. L’Oms Ŕ stata ufficialmente informata dell’epidemia il 22 luglio, momento in cui si riportavano 20 casi e 9 vittime.

 

Da allora nuovi casi si sono aggiunti in 11 diversi prefetture della provincia di Sichuan. Molti casi riguardano maschi adulti, occupati nelle fattorie e negli allevamenti della zona. Le informazioni riferite all’Oms suggeriscono che il contatto con i maiali malati o morti a seguito dell’infezione, sia la principale fonte di contagio umano.

 

I sintomi riportati dai medici locali includono: febbre alta, malessere generale, nausea e vomito, cui fanno seguito meningite, shock tossico, emorragie subcutanee e coma nei casi pi¨ gravi. Il periodo di incubazione Ŕ breve e la malattia progredisce rapidamente.

 

Gli esperti locali stanno conducendo attivamente indagini per individuare nuovi, possibili, casi. Fino ad oggi le autoritÓ cinesi affermano di non avere trovato evidenze di trasmissione da uomo a uomo.

 

L’epidemia nell’uomo presenta alcuni aspetti inusuali e l’Oms ne segue l’evoluzione molto da vicino. L’autoritÓ internazionale raccomanda di eseguire test diagnostici per tipizzare ulteriormente l’agente responsabile dell’infezione, considerando questa procedura come fondamentale per la comprensione di questa epidemia, per assicurarne il rapido contenimento e prevenire future morti.


 

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