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a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell'Istituto superiore di sanità

tossicodipendenze

Prevenzione delle dipendenze nei giovani: il rapporto 2009 dell’Oedt

5 marzo 2009 - L’adolescenza è il periodo in cui, con maggiore frequenza, si fa esperienza di droghe o altre sostanze stupefacenti, ma in Europa la prevenzione delle dipendenze e l’assistenza agli individui più a rischio (per esempio, gli individui con disordini psichiatrici) sono ancora carenti.

 

L’Osservatorio europeo delle droghe e delle tossicodipendenze (Oedt) ha pubblicato, il 20 febbraio 2009, un documento per la prevenzione dei disturbi legati alla dipendenza dalle sostanze stupefacenti in bambini e adolescenti a rischio: “Preventing later substance use disorders in at-risk children and adolescents” (pdf 636 kb). L’analisi si aggiunge alle informazioni già disponibili sui fattori di rischio nello sviluppo di dipendenze dalle droghe e si concentra in particolare sulla salute mentale e sui problemi comportamentali che vengono acquisiti durante l’infanzia.

 

Tra i fattori di rischio descritti dall’Oedt si collocano l’aggressività comportamentale a livello individuale, la mancanza di controllo da parte dei genitori all’interno del nucleo familiare, l’abuso di sostanze nel gruppo sociale, la disponibilità di droghe a scuola e la povertà a livello di comunità di appartenenza. Tra i fattori “protettivi”, invece, sono indicati l’autocontrollo, le politiche anti-droga nelle scuole e la presenza dei genitori.

 

Il gruppo, la famiglia, le attività sociali, il genere, il carattere e alcuni disturbi mentali determinano la propensione alla dipendenza degli individui. I disordini depressivi sono associati all’abuso di alcol e alla dipendenza dalla cannabis, influenze reciproche si registrano tra i suicidi e l’uso di droghe.

 

La prevenzione indirizzata ai soggetti più vulnerabili

La prevenzione indirizzata (indicated prevention) è una branca della prevenzione dalle droghe e può essere vista come la terza fase della “catena della prevenzione” dopo la prevenzione universale e quella selettiva. Il suo scopo non è tanto quello di prevenire l’uso di droghe, quanto di prevenire lo sviluppo di forme di dipendenza, di diminuire la frequenza d’uso e di evitare alcune pericolose forme di assunzione (come il consumo eccessivo e incontrollato di alcol) dopo che gli individui hanno già manifestato segni di problemi legati all’uso di sostanze o comportamenti che hanno buone probabilità di evolversi in dipendenza nel breve termine (disordini psichiatrici, bassi voti a scuola, comportamenti anti-sociali).

 

Il Piano d’azione europeo sui farmaci e sulle droghe 2005-2008 include tra i suoi obiettivi il miglioramento dei programmi per la riduzione dell’uso di droghe. L’iniziativa definisce anche le attività necessarie a migliorare i metodi di prevenzione dei fattori di rischio e d’intervento precoce. Nel 2006, l’Oedt ha pubblicato una proposta per portare avanti una revisione dei principi della prevenzione indirizzata e per individuare le migliori pratiche di intervento nel settore. La proposta ha evidenziato la necessità di:

  • accrescere le conoscenze e la comprensione dei comportamenti a rischio, concentrandosi sui problemi di salute mentale che si manifestano durante l’infanzia e che aumentano il rischio di sviluppare problemi di dipendenza
  • identificare modelli per le migliori pratiche di prevenzione, in particolare per i bambini a rischio degli Stati membri, dei Paesi candidati ad entrare nell’Ue e della Norvegia.

Il report “Preventing later substance use disorders in at-risk children and adolescents” (pdf 636 kb) è stato preparato da un team multidisciplinare di medici, psicologi e pedagoghi e, oltre a dare una descrizione generale delle conoscenze legate all’abuso di droghe, fornisce alcune informazioni pratiche per la lotta alle dipendenze.

 

Nella relazione è descritta una ricerca effettuata nell’Ue e fuori dall’Ue e vengono presentate una serie di interventi preventivi per i gruppi target, tra cui le famiglie più a rischio e i nuclei familiari con bambini maggiormente vulnerabili. Particolare attenzione è rivolta all’analisi della letteratura disponibile e delle pratiche inerenti gli aspetti biologici e psicologici della prevenzione indirizzata e i fattori di rischio individuali.

 

Il messaggio più importane che emerge dal documento dell’Oedt è la necessità di sviluppare una rete per individuare e assistere gli individui ad alto rischio e contribuire alla creazione di una consapevolezza comune per la cura dei giovani più vulnerabili.

 

Leggi il documento originale “Preventing later substance use disorders in at-risk children and adolescents” (pdf 636 kb).